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Recensione: Bossman di Vi Keeland

Buongiorno!
L’altro giorno mi sono messa a fare foto per Instagram e in un momento di ispirazione l’ho fatta anche per il libro di oggi. Un’ottima scusa per finire la recensione abbandonata a metà e pubblicare entrambe! Qual’è il libro in questione? Bossman di Vi Keeland.

bossman cover
Titolo: Bossman
Autore: Vi Keeland
Editore: Sperling & Kupfer
Disponibile in italiano:
Goodreads

È durante il peggior appuntamento della sua vita che Reese incontra per la prima volta Chase Parker. Lei è nascosta nel corridoio del bagno di un ristorante e sta disperatamente chiamando la sua migliore amica perché la salvi da quella serata da incubo. Mentre lui, affascinante, brillante e sfacciato quel tanto che basta, sta ascoltando tutto. Dopo qualche battuta tagliente, i due tornano ai rispettivi tavoli. Reese è molto infastidita, eppure non può fare a meno di spiare di nascosto l’indisponente sconosciuto, seduto all’altro capo della sala. Quando improvvisamente lui si alza e si presenta al tavolo di Reese, è convinta che voglia smascherarla; invece, a sorpresa, lui si siede e, fingendosi un amico d’infanzia, si unisce a lei e al suo accompagnatore, che ancora non ha smesso di parlare della madre. D’un tratto la cena prende tutta un’altra piega. Ma, a fine serata, Reese è decisa comunque a ignorare l’interesse e l’attrazione verso l’intraprendente sconosciuto e a non rivederlo più. È convinta che sia un addio. In fondo, quante possibilità ci sono di imbattersi di nuovo in Chase Parker in una città di otto milioni di persone? Ma soprattutto… quante probabilità ci sono che lui finisca per essere il suo capo un mese dopo? La vita saprà sorprendere Reese con una tentazione irresistibile e una struggente prova d’amore. Tradotti in dodici lingue e con oltre 60 presenze nelle classifiche dei bestseller, i romanzi di Vi Keeland hanno venduto oltre un milione di copie nel mondo. Ora arriva finalmente anche in Italia la storia che ha conquistato il 1° posto sul New York Times: Bossman.

 

Onestamente, mi aspettavo qualcosa di più. Possibile che non fossi nel mood giusto per un libro di questo tipo – succede -, ma non l’ho trovato così tanto brillante, divertente e intrigante come avevo letto in giro. Intendiamoci, il libro non mi è dispiaciuto affatto e mi sentirei di consigliarlo. La scrittura della Keeland è molto accattivante e scorrevole. Le scene hot non sono esasperate o volgari – nemmeno nella traduzione – e i personaggi sono interessanti. Ma non mi ha preso, non mi ha catturata, non mi ha spinta a cercare subito altri libri suoi. Probabilmente ci riproverò più avanti, perché davvero leggo, e ho letto, un sacco di pareri positivi.

Chase, il protagonista maschile, è il top, ovviamente. Bello, fisicato, ricco e pure intelligente, sensibile, divertente. Insomma, l’uomo che un po’ tutte vorremmo. Ma anche quello che ci si aspetta da un libro così.

Reese invece ha qualcosa di più di quello che ci si aspetta. Non è la sottomessa spaurita che spesso incontriamo in libri di questo genere. È una donna che vuole vivere la sua vita, che non sa ancora bene cosa vorrà fare ‘da grande’, ma sa di volersi mettere in gioco. Vuole che le vengano riconosciute le sue capacità e la sua intelligenza.

Chase è un personaggio complicato. Se i problemi di Reese sono legati al fatto di non trovare un compagno e un lavoro che la convincano e la soddisfino, lui è decisamente più complicato.
Si trascina dietro un passato difficile, un sacco di dolore di cui solo poche persone intime sono a conoscenza: Sam, la sua amica storica e sua sorella Anna sono le due persone a lui più vicine che cercano di aiutarlo ogni momento.

Avevo paura, ed ero anche stanca di avere paura. Rendermene conto mi fece pensare al suo tatuaggio.
La paura non ferma la morte. Ferma la vita.
Poche parole, ma che contenevano la storia di entrambe le nostre vite.

Chase si ritrova all’improvviso a fare i conti con un passato che pensava di essere riuscito a mettere da parte. Reese, superata la sua paura di buttarsi in una relazione che non la convince appieno, perché legata al suo nuovo lavoro, si trova a fare i conti con una barriera emotiva che in confronto quella di Game of Thrones è una diga per castori.

È a questo punto che, secondo me, il libro perde qualcosa. Se all’inizio avevo apprezzato lo svolgimento della storia e l’inserimento di capitoli che ci fanno capire meglio il passato di Chase, adesso diventa tutto più affrettato e un po’ assurdo. Chase, a causa del suo passato e delle paranoie di Reese, si dà quasi allo stalking e la componente romantica assume i connotati di uno young adult.

Non ho quindi apprezzato appieno l’ultima parte di questo libro, che si era proposto nel migliore dei modi ma secondo me nel finale ha perso qualcosa. Comunque, come vi dicevo all’inizio, darò sicuramente un’altra possibilità alla Keeland.

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