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Recensione: The Love Interest di Cale Dietrich

Buongiorno!
La mia settimana non è iniziata bene, ma spero migliori durante la giornata. La recensione di oggi è di un libro che ho letto a luglio mi pare e su cui avevo alte aspettative che sono tragicamente affondate. “The Love Interest” si è rivelato una gran delusione e spero di riuscire a spiegarvi perché.

the love interest cover
Titolo: The Love Interest
Autore: Cale Dietrich
Editore: Feiwel & Friends
Disponibile in italiano: No
Goodreads

There is a secret organization that cultivates teenage spies. The agents are called Love Interests because getting close to people destined for great power means getting valuable secrets.

Caden is a Nice: the boy next door, sculpted to physical perfection. Dylan is a Bad: the brooding, dark-souled guy who is dangerously handsome. The girl they are competing for is important to the organization, and each boy will pursue her. Will she choose the Nice or the Bad?

Both Caden and Dylan are living in the outside world for the first time. They are well-trained and at the top of their games. They have to be—whoever the girl doesn’t choose will die.

What the boys don’t expect are feelings that are outside of their training. Feelings that could kill them both.

 

“The Love Interest” è un libro che mi aveva attirato per la copertina e poi leggendo la trama ho deciso di dargli una possibilità. L’idea mi era piaciuta un sacco: un’organizzazione super segreta che infiltra della spie nelle vite delle persone più importanti del pianeta per carpirne i segreti e venderli al miglior offerente. Queste spie sono chiamate Love Interest e il loro scopo è far innamorare le proprie “prede”. Per non rischiare che la persona scelta si innamori di qualcuno a caso, l’organizzazione manda sempre due spie: un Buono, stile ragazzo della porta accanto, carino, disponibile e un Cattivo, un po’ sbruffone, dall’anima nera, uno di quei tipi che tutte pensiamo di poter salvare. Qual è la cosa negativa? Quello che non viene scelto muore. E qui inizia la mia confusione. Non viene spiegato perché quello non scelto debba morire, non si capisce perché mandino sempre un Buono e un Cattivo quando magari la ragazza scelta tende a preferire solo uno dei due tipi, non viene spiegato come vengono addestrati, cosa facevano prima i Love Interest, insomma nulla. Ah sì, ovviamente il tutto vale anche al contrario, quindi Love Interest donne per uomini.

In questo particolare caso la ragazza scelta come “preda” è Juliet, una liceale che a quanto pare, grazie alle sue invenzioni, diventerà un personaggio molto influente in futuro. I due ragazzi che vengono inviati sono Caden e Dylan, Buono e Cattivo rispettivamente. Non vi avevo detto che l’organizzazione prima di mandare fuori i suoi Love Interest li sistema, rendendoli praticamente irreali. Cambiano letteralmente il loro fisico e il loro aspetto, quindi colore degli occhi, gli tolgono tutti i peli (perché?!), cambiano colore dei capelli, a volte addirittura struttura facciale. Mentre leggevo ero abbastanza shockata, ma ho sorvolato.
Comunque, Caden e Dylan vengono inseriti nella scuola di Juliet e inizia tutta la storia. Ora, cercando di evitare spoiler, quello che succede durante la storia è un totale nonsense.

Caden è un narratore terribile, è piatto, con una sfera emotiva pari a zero. Si autoconvince di non essere un Buono, ma di dover recitare per esserlo e lo ripete e ripete nella sua mente continuamente. Si fa qualsiasi genere di problema e ovviamente noi dobbiamo sorbirceli tutti. Mi sarebbe piaciuto leggere alcuni passaggi dai punti di vista di Dylan o di Juliet per variare. Caden deve capire come gestire i nuovi sentimenti che prova e non è che ci riesca poi tanto bene. Dylan non si capisce bene cosa provi e cosa pensi perché vediamo tutto attraverso gli occhi di Caden e lo stesso per Juliet: la ragazza sembra carina, un po’ svampita e credulona, ma di fatto non sappiamo niente di lei perché Caden non ci dice nulla di rilevante.

La trama è confusionaria, con dei buchi narrativi piuttosto grandi e il finale, lasciatemi dire che non ha davvero nessun senso. Caden, Dylan, Juliet e due amici di Juliet cercano di trovare una soluzione al “se non ti scelgo muori” e si scende nel caos. Non riesco a comprendere come un organizzazione così potente, che da anni infiltra spie ovunque sia così facile da trovare e infiltrare, non capisco le morti inutili che ci sono state o il bisogno di creare un tale casino.

Insomma, un libro da cui mi sarei aspettata molto di più e di cui salvo molto poco. Non lo consiglierei più di tanto, ma magari a voi potrebbe piacere. Non dico mai di non leggere un libro, quindi come sempre, se lo leggete e volete parlarne, sono a disposizione.

[5 cose che…] 5 libri che vorremmo leggere prima della fine dell’anno

Buongiorno lettori! Io oggi vorrei un sacco morire di sonno, invece devo fare un sacchissimo di cose a lavoro. Con la Mon abbiamo finito il post al volo dividendoci i 5 posti disponibili e quindi eccoci qui: 5 libri che vogliamo leggere entro la fine dell’anno.
Per chi non la conoscesse, questo post fa parte della rubrica ideata da Twins Books Lovers. In cosa consiste? Ogni venerdì viene scelto un argomento e vari blog postano le proprie scelte relative a quell’argomento.


The Hate U Give
Angie Thomas

Mi ispira da matti il libro, la cover è semplice ma molto bella. Lo punto da quanto è stato pubblicato in lingua originale, ma adesso che è stato pubblicato da Giunti potrei farci un serio pensiero entro fine anno.
~Mon

Tower of Dawn
Sarah J. Maas

Aspetto sempre con ansia ogni libro della Maas, anche se forse questo è quello che mi convince di meno. Ciò non toglie che lo divorerò sicuramente entro fine 2017.
~Mon

Origin
Dan Brown

Ho sempre divorato i libri di Dan Brown, qualcuno mi è piaciuto di più, qualcuno di meno, ma tutti hanno il giusto misto di storia e suspance che li rende affascinanti.
Non posso assolutamente perdermi questo
~Kia

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Alice Basso

Lo rimando da troppo, troppissimo tempo. Ne ho sentito parlare solo positivamente e lo vorrei leggere al più presto.
~Kia

Gemina
Amy Kaufman & Jay Kristoff

Spero di riuscire a leggerlo entro fine anno perché a inizio 2018 uscirà il terzo volume della serie che inizia con Illuminae (vi lascio la recensione qui).
Se non la conoscete datele un’occhiata perché merita davvero come serie.
~M

In vetrina: Contro ogni logica di Charlie Cochet

Buongiorno!
Oggi è giornata di segnalazioni e il libro fa parte della serie THIRDS che avevo recensito in questo post: Recensione THIRDS.
I libri come sapete se avete letto la mia recensione mi sono piaciuti un sacco e quindi non posso essere che contenta di farvi sapere che sta per uscire il quinto volume tradotto in italiano da Triskell Edizioni.
Ovviamente non posso che consigliarvi la serie perché è piena di azione, romanticismo e tanti tanti personaggi meravigliosi.

contro ogni logica cover
Titolo: Contro ogni logica (THIRDS #5)
Titolo originale: Against the Grain
Autore: Charlie Cochet
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 13 settembre 2017
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Ash Keeler, membro della Destructive Delta, è l’agente della Difesa più forte dei THIRDS, è sboccato e ha un caratteraccio.
Ma con il suo modo duro e diretto di affrontare le cose ottiene sempre dei risultati, com’è evidente anche dalla sua recente operazione all’interno della Coalizione. Grazie all’abilità di Ash e all’aiuto della sua squadra, i THIRDS riescono a sgominare il gruppo estremista omicida, non prima però che Ash si prenda una pallottola per salvare il suo compagno di squadra, Cael Maddock.
Di conseguenza, il segreto di Ash inizia ad affiorare, e lui non riesce più a ignorare quello che c’è nel suo cuore.
Cael Maddock sa bene cosa sia il dolore. Come agente della Ricognizione per la Destructive Delta, si è districato con successo nella giungla urbana che è New York, procurandosi le sue cicatrici lungo il percorso.
Tuttavia, niente che abbia affrontato è paragonabile alla sfida che rappresenta per lui il cuore di Ash Keeler, il suo compagno di squadra presumibilmente etero.
Ed essere innamorati non è l’unico pericolo che lui e Ash dovranno affrontare quando si riapriranno vecchie ferite ed emergeranno nuovi segreti che li costringeranno a mettere in dubbio vecchie alleanze.

 

L’AUTORE
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Charlie Cochet is an author by day and artist by night. Always quick to succumb to the whispers of her wayward muse, no star is out of reach when following her passion. From adventurous agents and sexy shifters, to society gentlemen and hardboiled detectives, there’s bound to be plenty of mischief for her heroes to find themselves in, and plenty of romance, too!

Currently residing in Central Florida, Charlie is at the beck and call of a rascally Doxiepoo bent on world domination. When she isn’t writing, she can usually be found reading, drawing, or watching movies. She runs on coffee, thrives on music, and loves to hear from readers.

Recensione: Nerve di Jeanne Ryan

Buongiorno!
Siamo a settembre ormai da qualche giorno e mentre tutti parlano di ricominciare io continuo per inerzia. Ho fatto ferie ad inizio luglio quindi il passaggio da agosto a settembre l’ho sentito solo in termini di temperature. Voi avete ricominciato bene?
Oggi sono qui per parlarvi di Nerve di Jeanne Ryan, un libro di cui ho sentito parlare moltissimo – anche in occasione dell’uscita del film tratto dal libro – e che quindi è entrato per curiosità nella mia TBR. Non mi ha soddisfatta appieno, ma nemmeno delusa.

[ALT COPERTINA]
Titolo: Nerve
Autore: Jeanne Ryan
Editore: Newton Compton Editori
Disponibile in italiano:
Goodreads

Quando Vee viene selezionata come concorrente per il gioco in diretta online Nerve, scopre che il gioco la conosce. Gli organizzatori l’hanno attratta e convinta a partecipare con premi allettanti e con la promessa di fare coppia con il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. In un primo momento Nerve si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee e Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Grand Prize. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto e in palio c’è la loro vita. Fino a che punto il sangue freddo di Vee la sosterrà per andare avanti?

 

Mi aspettavo una cosa più tipo Hunger Games, a dirla tutta. E in effetti l’andazzo è un po’ quello. Solo un dettaglio – insignificante eh -: ‘sta follia potrebbe tranquillamente avere inizio domani, nella nostra società attuale. Ehhggià.
Nerve è un ‘gioco’ che propone delle sfide alle quali può partecipare chi vuole, l’importante è che qualcuno filmi il tutto con un smartphone e lo mandi a Nerve. E poi si va di Like, chi fa più audience e prende parte alle sfide più interessanti passa di livello, fino ad arrivare alle sfide in diretta e infine al gran finale. Ansia. Panico.
I partecipanti non hanno praticamente più una vita privata e le sfide sono sempre più imbarazzanti e pericolose.
Perché fanno tutto questo? Per dei premi. Costosi. Viaggi, vestiti, ‘gadget’ elettronici che sognano e non si possono permettere.

“Chi vuole vincere giocherà sempre”

Così dicono gli ideatori di Nerve ed è la convinzione intorno a cui ruota il gioco. Anche quando le sfide si fanno pericolose, ci sarà sempre qualcuno talmente intenzionato a vincere da non mollare, e soprattutto da convincere a non mollare nemmeno chi gli sta intorno.

Vee, la protagonista, è una ragazza come tante, stufa di stare dietro le quinte. La sua figura passa sempre in sordina, in secondo piano rispetto alla sua migliore amica Sydney che tutti conoscono e ammirano.
È un personaggio strambo, con cui non sono riuscita ad empatizzare per nulla. Dovrebbe essere l’eroina del libro, ma non mi ha detto molto. Ha una pagina scura nel suo passato, qualcosa che condiziona la sua vita, il suo rapporto con i genitori e quindi le sue azioni, ma non ci viene raccontato molto. Ci sono alcuni spezzoni, l resto bisogna un po’ immaginarselo.

In generale nessuno dei personaggi mi ha dato troppa soddisfazione. Sono poco definiti, troppo stereotipati, ma allo stesso tempo senza una caratteristica che li identifichi e faccia breccia nel cuore del lettore.
Sydney, per esempio, la prima donna, la ragazza bellissima che sta simpatica a tutti, la più popolare della scuola non riesce, secondo me, nè a farsi voler bene nè a rendersi insopportabile a chi legge.
Tommy poi è tutto un gigantesco interrogativo, cambia continuamente idea e comportamento. Ogni capitolo sembra di avere a che fare con un personaggio diverso.
Ian è quello che ho preferito. Strambo anche lui, come Vee, ma convinto fino alla fine delle sue idee. Lui si vuole guadagnare la libertà da un passato che, da alcuni passaggi, intuiamo essere stato difficile. Nerve gli può dare questa libertà e la sua convinzione a partecipare non crolla mai.

C’è un aspetto, nella storia, che mi ha fatto pensare. Vee, nel momento in cui inizia a giocare a Nerve, assiste ad un aumento esponenziale della sua popolarità. Le sfide stesse, così come alcuni suoi atteggiamenti dopo questo picco di popolarità, la portano a cambiare agli occhi dei suoi amici storici. Risulta antipatica, litiga con tutti, non ascolta i consigli di chi le è sempre stato vicino.
Sembra in pratica che nessuno la sopporti più. Eppure, di contro, lei adesso è famosa. E quelli che le sono sempre stati intorno, pur non approvando il suo comportamento, si ritrovano ad incitarla tramite il gioco e a vantarsi di conoscerla.
Ed è un po’ quello che succede normalmente nella nostra società, in particolare sui social.
Tanta, troppa gente, è pronta a mettere dei like, a interagire e sorridere quando potrebbe avere qualcosa in ritorno.
Viviamo in un mondo in cui, come in Nerve, ci muoviamo solo in cambio di qualcosa. Se Vee si fosse ritirata da gioco, nessuno le avrebbe parlato più, ma in quel momento lei era la migliore, la più seguita, la più forte: esserle amici – o perlomeno far finta – diventava interessante.

Detto questo, la storia in realtà è piacevole. A volte esagerata, ma non da dare fastidio. Trovo che sia una lettura estiva, nulla di impegnativo e nulla che ti lascia dentro qualcosa. Un po’ d’ansia, forse. Ma dopo averlo finito nemmeno troppa.

Rimane il fatto che sono mooolto curiosa di vedere il film, per vedere che hanno combinato. Spero davvero che non sia troppo esasperato. Trovo che renderebbe molto se mantenuto su un livello di tecnologia riconducibile ai giorni nostri, a quello che viviamo normalmente. Vi farò sapere. Nel frattempo, qualcuno l’ha visto e mi dà un parere?


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