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Recensione: Nerve di Jeanne Ryan

Buongiorno!
Siamo a settembre ormai da qualche giorno e mentre tutti parlano di ricominciare io continuo per inerzia. Ho fatto ferie ad inizio luglio quindi il passaggio da agosto a settembre l’ho sentito solo in termini di temperature. Voi avete ricominciato bene?
Oggi sono qui per parlarvi di Nerve di Jeanne Ryan, un libro di cui ho sentito parlare moltissimo – anche in occasione dell’uscita del film tratto dal libro – e che quindi è entrato per curiosità nella mia TBR. Non mi ha soddisfatta appieno, ma nemmeno delusa.

[ALT COPERTINA]
Titolo: Nerve
Autore: Jeanne Ryan
Editore: Newton Compton Editori
Disponibile in italiano:
Goodreads

Quando Vee viene selezionata come concorrente per il gioco in diretta online Nerve, scopre che il gioco la conosce. Gli organizzatori l’hanno attratta e convinta a partecipare con premi allettanti e con la promessa di fare coppia con il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. In un primo momento Nerve si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee e Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Grand Prize. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto e in palio c’è la loro vita. Fino a che punto il sangue freddo di Vee la sosterrà per andare avanti?

 

Mi aspettavo una cosa più tipo Hunger Games, a dirla tutta. E in effetti l’andazzo è un po’ quello. Solo un dettaglio – insignificante eh -: ‘sta follia potrebbe tranquillamente avere inizio domani, nella nostra società attuale. Ehhggià.
Nerve è un ‘gioco’ che propone delle sfide alle quali può partecipare chi vuole, l’importante è che qualcuno filmi il tutto con un smartphone e lo mandi a Nerve. E poi si va di Like, chi fa più audience e prende parte alle sfide più interessanti passa di livello, fino ad arrivare alle sfide in diretta e infine al gran finale. Ansia. Panico.
I partecipanti non hanno praticamente più una vita privata e le sfide sono sempre più imbarazzanti e pericolose.
Perché fanno tutto questo? Per dei premi. Costosi. Viaggi, vestiti, ‘gadget’ elettronici che sognano e non si possono permettere.

“Chi vuole vincere giocherà sempre”

Così dicono gli ideatori di Nerve ed è la convinzione intorno a cui ruota il gioco. Anche quando le sfide si fanno pericolose, ci sarà sempre qualcuno talmente intenzionato a vincere da non mollare, e soprattutto da convincere a non mollare nemmeno chi gli sta intorno.

Vee, la protagonista, è una ragazza come tante, stufa di stare dietro le quinte. La sua figura passa sempre in sordina, in secondo piano rispetto alla sua migliore amica Sydney che tutti conoscono e ammirano.
È un personaggio strambo, con cui non sono riuscita ad empatizzare per nulla. Dovrebbe essere l’eroina del libro, ma non mi ha detto molto. Ha una pagina scura nel suo passato, qualcosa che condiziona la sua vita, il suo rapporto con i genitori e quindi le sue azioni, ma non ci viene raccontato molto. Ci sono alcuni spezzoni, l resto bisogna un po’ immaginarselo.

In generale nessuno dei personaggi mi ha dato troppa soddisfazione. Sono poco definiti, troppo stereotipati, ma allo stesso tempo senza una caratteristica che li identifichi e faccia breccia nel cuore del lettore.
Sydney, per esempio, la prima donna, la ragazza bellissima che sta simpatica a tutti, la più popolare della scuola non riesce, secondo me, nè a farsi voler bene nè a rendersi insopportabile a chi legge.
Tommy poi è tutto un gigantesco interrogativo, cambia continuamente idea e comportamento. Ogni capitolo sembra di avere a che fare con un personaggio diverso.
Ian è quello che ho preferito. Strambo anche lui, come Vee, ma convinto fino alla fine delle sue idee. Lui si vuole guadagnare la libertà da un passato che, da alcuni passaggi, intuiamo essere stato difficile. Nerve gli può dare questa libertà e la sua convinzione a partecipare non crolla mai.

C’è un aspetto, nella storia, che mi ha fatto pensare. Vee, nel momento in cui inizia a giocare a Nerve, assiste ad un aumento esponenziale della sua popolarità. Le sfide stesse, così come alcuni suoi atteggiamenti dopo questo picco di popolarità, la portano a cambiare agli occhi dei suoi amici storici. Risulta antipatica, litiga con tutti, non ascolta i consigli di chi le è sempre stato vicino.
Sembra in pratica che nessuno la sopporti più. Eppure, di contro, lei adesso è famosa. E quelli che le sono sempre stati intorno, pur non approvando il suo comportamento, si ritrovano ad incitarla tramite il gioco e a vantarsi di conoscerla.
Ed è un po’ quello che succede normalmente nella nostra società, in particolare sui social.
Tanta, troppa gente, è pronta a mettere dei like, a interagire e sorridere quando potrebbe avere qualcosa in ritorno.
Viviamo in un mondo in cui, come in Nerve, ci muoviamo solo in cambio di qualcosa. Se Vee si fosse ritirata da gioco, nessuno le avrebbe parlato più, ma in quel momento lei era la migliore, la più seguita, la più forte: esserle amici – o perlomeno far finta – diventava interessante.

Detto questo, la storia in realtà è piacevole. A volte esagerata, ma non da dare fastidio. Trovo che sia una lettura estiva, nulla di impegnativo e nulla che ti lascia dentro qualcosa. Un po’ d’ansia, forse. Ma dopo averlo finito nemmeno troppa.

Rimane il fatto che sono mooolto curiosa di vedere il film, per vedere che hanno combinato. Spero davvero che non sia troppo esasperato. Trovo che renderebbe molto se mantenuto su un livello di tecnologia riconducibile ai giorni nostri, a quello che viviamo normalmente. Vi farò sapere. Nel frattempo, qualcuno l’ha visto e mi dà un parere?


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