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3.5 cupcakes

Recensione: Sai tenere un segreto? di Sophie Kinsella

Buoongiorno, oggi vi lascio una recensione di un libro iniziato e finito in due giorni grazie a un viaggio per lavoro che mi ha vista diverse ore in treno. Fantastico direi. 😉
(Spero arrivino anche le recensioni dei libri di cui ho saltato la recensione, ci sto lavorando.)
Si tratta di ‘Sai tenere un segreto?’ di Sophie Kinsella. È il il secondo libro suo che leggo (il primo era stato I love shopping) e questo mi è piaciuto decisamente di più. L’ho trovato più romantico, meno portato all’esasperazione e mooolto piu scorrevole e piacevole in generale.

sai tenere un segreto cover
Titolo: Saii tenere un segreto?
Titolo originale: Can You Keep a Secret?
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Disponibile in italiano: Sì
Goodreads

Emma Corrigan è una ragazza normale, lavora in una multinazionale ed ha un fidanzato simpatico. E come tutte le ragazze normali coltiva i suoi sogni, i suoi segreti e le sue paure. E proprio cercando di fronteggiare una delle sue più grandi paure, quella di volare, si trova a raccontare tutti i suoi più intimi segreti al suo compagno di viaggio, un simpatico americano. Che altri non è che… Abbandonata Rebecca, la protagonista del ciclo «I love shopping», Sophie Kinsella regala ai suoi lettori un nuovo divertente personaggio femminile.

Durante la lettura ho pensato, in maniera quasi automatica al libro ‘È solo una storia d’amore’ di Anna Premoli, un romanzo in cui l’autrice fa dell’autoironia sui clichè contenuti nei romanzi rosa. E qui dentro, in ‘Sai tenere un segreto?’ i clichè del romanzo rosa, del chick lit, sono portati al loro massimo splendore.
Si apre il libro e si sente ‘odore di rosa’, così come, secondo mia sorella, i fagiolini surgelati sanno di verde, il concetto è quello.

Conosciamo i due protagonisti, Emma e Jack, che, come da copione hanno un colpo di fulmine. E poi ovviamente litigano e quando tutto sembra sistemato litigano ferocemente un’altra volta. Ma vi lascio indovinare il finale <3

Esatto, perché la Kinsella non si allontana di una virgola dalla nostra comfort zone, da quello che cerchiamo quando apriamo un romanzo rosa, con tanto di copertina fucsia. Ma, diciamocelo, non vorremmo nemmeno altro, quando iniziamo un libro così. Almeno io ne rimarrei destabilizzata.

Il bello di questo genere, secondo me, non è l’essere originali in senso assoluto. La bravura dell’autore sta nel costruire dei personaggi veri, in cui il lettore si possa impersonare per farsi prendere dalla storia. E nel crearci intorno una storia che sia realistica pur amplificando i nostri sentimenti e facendoci emozionare. E lo deve fare il più possibile. Perché quando prendiamo in mano un romanzo rosa vogliamo innamorarci noi per primi, mentre si innamorano i protagonisti.

E trovo che la Kinsella in ‘Sai tenere un segreto?’ ci riesca in pieno. Se la trama, portata all’osso, è un po’ sempre la stessa minestra, secondo me è stata poi sviluppata molto bene. Conclusa un po’ troppo velocemente, ma succede spesso. Ma la storia prende. Se fin dalla prima pagina sappiamo come sarebbe andata a finire, l’autrice riesce comunque a trascinarci appieno nel vortice della vita di Emma, facendoci emozionare, nel bene e nel male, con lei.

Emma dalla prima pagina ci svela i suoi segreti, tutti. Quale modo migliore per capirla e impersonarci in lei?
Emma è ‘una comune ragazza qualunque, niente di speciale’. Emma è una ragazza come ognuna di noi potrebbe essere. Una famiglia un po’ disastrata, un lavoro che non è convinta che sia quello che le piaccia, un capo e una collega che non sopporta, il sogno di fare carriera per dimostrare che vale, la testa un po’ tra le nuvole. Odia i perizomi, il jazz e i film di Woody Allen. Ama il gelato, i peperoni arrostiti e prendere in prestito di nascosto i vestiti chic della sua coinquilina. No, non vi sto rovinando il libro, tutto questo è scritto già nella prima pagina.

E, purtroppo o per fortuna, non siamo gli unici a scoprire questi dettagli della sua vita. Insieme a noi li scopre qualcuno che non dovrebbe assolutamente sapere nulla di tutto ciò. E da qui iniziano le disavventure della nostra Emma.

Il protagonista maschile è invece Jack, un multimilionario affascinante che, a differenza di Emma, ha ancora dei segreti che la gente non sa e non deve sapere.
È moro, è bello, alto, simpatico. Per il resto la sua figura resta, in termini di descrizione, piuttosto misteriosa. Ma ci sta bene così.

Tira il fiato e mi guarda. I suoi occhi non sono mai stati così scuri. “Ho conosciuto una ragazza in aereo. E…da allora la mia vita è cambiata.”

Oltre loro due, abbiamo una famiglia piuttosto odiosa, ma che sa farsi perdonare, e un ambiente di lavoro non proprio sano. Tutto per rendere un po’ più sfigata, passatemi il termine, la nostra protagonista.

Per concludere, questo libro mi è capitato tra le mani per caso e mi ha permesso di dare una seconda possibilità a questa autrice che con I love shopping mi era piaciucchiata ma non mi aveva lasciato nulla di concreto. Dopo aver letto questo credo proprio di aver trovato un’altra autrice da infilare quando sono stanca, quando ho bisogno di un libro leggero, divertente, emozionante e scorrevole allo stesso tempo. Consigliato vivamente, quindi. E fatemi sapere la vostra.

kiafirma

Recensione: First Came You di Faith Andrews

Hola, ho deciso di nuovo di impegnarmi a sfornare recensioni. E, come se questo impegno non fosse sufficiente, mi sono pure letta un libriccino in inglese. 100 pagine, non pensiate che abbia fatto grossi sforzi, ma sono sempre super orgogliosa quando riesco a leggere in lingua senza perdermi d’animo e metterci 6 mesi per un libro. Quindi eccomi qui. Si tratta di una novella, prequel di una serie che ho scoperto grazie a XPresso Book Tours che aveva organizzato un blitz per il secondo libro. Amore sconfinato per le copertine di tutta la serie e quindi stavo aspettando l’input per iniziare. Il titolo del libro è First came you, la serie è Fate di Faith Andrews.
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Titolo: First Came You (Fate #0.5)
Autore: Faith Andrews
Disponibile in italiano: No
Goodreads

First comes a nickel,
Then comes a shove,
Then comes loss only conquered by his love.
This is the story of my first true love. The story of how the boy next door protected me, became my best friend, stole my heart, and rescued me from my darkest despair.

 

Come già detto sono 100 pagine. 100 pagine in cui sono concentrati amore e disperazione, amicizia e crescita. Ovviamente non può essere tutto sviluppato in maniera ottimale in così poco spazio, ma devo dire che non mi è sembrato eccessivamente affrettato pur di concludere. È pur sempre un prequel che quindi deve essere un concentrato di avvenimenti.

Gabriella e Tommy diventano migliori amici all’età di otto anni (lei) e dieci (lui). Sei anni dopo si scoprono innamorati l’uno dell’altra – non vi sto spoilerando nulla, è nella trama! -. E il resto è storia. Non poteva andare tutto bene, ci deve essere la disgrazia e le lacrime a fiumi e la crescita di Gabriella. Con tutti gli errori che la disperazione e l’adolescenza insieme possono fare. Con tutta la bellezza che la crescita, la presa di coscienza e l’amore possono creare insieme.

Gabriella è una ragazzina normale, con una sorella – Gina – e una bella famiglia alle spalle. Di quelle da film, in cui si litiga quando ci sta la litigata ma altrimenti siamo a livello famiglia del Mulino Bianco. La sorella maggiore un po’ ribelle, il padre un po’ geloso delle figlie, ma tutto nella norma. Poi, la famiglia è italiana. Mamma di Napoli e papà siciliano. Mi sono spanciata a leggere le espressioni in italiano usate dai due, cliché dell’italiano secondo gli americani che letta dal nostro punto di vista fa decisamente sorridere.

Tommy ha una famiglia un po’ così, assente, che non approva le sue scelte e i suoi comportamenti nonostante le due cose più trasgressive che abbia fatto siano uscire con la vicina di casa che conosce da una vita e sostenere di voler andare a vivere per conto suo a vent’anni. Vabbè.

Dicevo Gabriella e Tommy sono l’amore. Due piccoli migliori amici che crescono praticamente come fratelli. Tommy che trova nella famiglia Rossi – cliché, dicevamo?? – un seconda famiglia, lì dove la sua manca. E ovviamente non poteva che nascere l’amore nell’istante in cui nei due ha iniziato a circolare dell’ormone.
Ma ci sta, non è stato forzato, nonostante la velocità, e tanto per cambiare io avevo i lacrimoni. Poi il disastro, ma non vi voglio anticipare nulla.

Non c’è molto altro da dire. La storia si fa cercare e apprezzare e si può leggere tranquillamente in lingua – raga, ci sono riscita anche io! – quindi non mi resta che consigliarvi questo libro. A breve, promesso, mi butterò anche sul primo libro vero e proprio della serie, Feel Again, anche se vi confesso che le sue quasi 300 pagine un po’ mi spaventano.

kiafirma

Recensione: The Crown di Kiera Cass

Buongiorno, io vi assicuro che quando finisco un libro la recensione la faccio. Il probema è che non ho il tempo materiale per finirli. Tra lavoro, trasloco e altre mille cose il tempo è davvero pochissimo e se ci sommo la geniale idea di mettermi a leggere in inglese i tempi si allungano ulteriormente. Ma me l’ero ripromessa, di leggere qualcosa in inglese. Quindi eccomi qui, arrivata alla fine dell’ultimo volume della serie The Selection di Kiera Cass: The Crown.

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Titolo: The Crown (The Selection #5)
Autore: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Disponibile in italiano: Sì
Goodreads

When Eadlyn became the first princess of Illéa to hold her own Selection, she didn’t think she would fall in love with any of her thirty-five suitors. She spent the first few weeks of the competition counting down the days until she could send them all home. But as events at the palace force Eadlyn even further into the spotlight, she realizes that she might not be content remaining alone.

Eadlyn still isn’t sure she’ll find the fairytale ending her parents did twenty years ago. But sometimes the heart has a way of surprising you…and soon Eadlyn must make a choice that feels more impossible—and more important—than she ever imagined.

Il penultimo volume, The Heir, l’avevo smontato senza pietà. Non mi era piaciuto che la Cass avesse forzato la selezione invertita, con la principessa che deve scegliere un marito, pur di continuare quella che inizialmente doveva essere una trilogia e poi si è trasformata in una serie di 5 volumi. Non mi era piaciuta Eadlyn, la protagonista. Troppo altezzosa, troppo egoista, troppo piena di sé – troppo tutto insomma – anche per fare la principessa in una serie trash. Era riuscita a farsi odiare un po’ da tutti con il suo modo di fare. Non mi era piaciuta troppo la storia, una copia del primo volume, cambiata quanto bastava per fare un nuovo libro, ma sicuramente non migliorata.

Considerando tutto questo, non avevo aspettative per The Crown. Ma lo dovevo leggere. Potevo lasciare a metà la mia serie trash del momento? Assolutamente no, me lo sono addirittura letto in inglese.

E qui arriva la sorpresa. The Crown mi è piaciuto, mi ha lasciata soddisfatta. Un bel finale, un bel libro tutto sommato. Con una storia sensata, una protagonista cresciuta, sensata, umana. Una protagonista, Eadlyn, in grado di provare emozioni umane, non solo di comandare e lamentarsi come una bambina viziata. Una protagonista che si comporta si da principessa altezzosa, ma in grado di farsi voler bene. Eadlyn qui sbaglia, riconosce i suoi sbagli, pensa, si fa prendere dalle emozioni e pensa agli altri. Il suo problema non è più come comandare ma come migliorare la situazione di Ilea, il suo regno, e farsi voler bene da quello che sarà il suo popolo una volta regina. Non diventerà la protagonista dell’anno, ma sicuramente si è riscattata rispetto a The Heir.

La storia poi fa quello che può. È piacevole, ci fa cercare il libro appena abbiamo un attimo di tempo, ma è comunque una di quelle serie trash per eccellenza, quindi niente di super costruito. È comunque molto diversa dagli altri libri, non una scopiazzata pur di concludere e quindi ci sta.
Abbiamo Eadlyn ancora alle prese con la sua selezione, con questi ragazzi che si dividono tra quelli che non sperano altro se non di sposare Eadlyn e quelli che invece, per vari motivi, vorrebbero andarsene da palazzo. Inizialmente la principessa è convinta che la motivazione sia che lei è odiosa, ma parlando e aprendosi con questi ragazzi riesce a scoprire i retroscena, a trovare dei buoni amici ed a lasciarli andare rimanendo in buoni rapporti e mantenendo comunque, per la popolazione, la messa in scena della selezione.
E poi c’è Erik, Eikko, il traduttore di Henri, uno dei ragazzi della selezione che è finlandese ed ha bisogno di qualcuno per poter comunicare in inglese.
Vi dico la verità. Ok Kile amico d’infanzia, ok Henri dolcissimo, ok tutto. Ma io puntavo tutto su Eikko. Pur cosciente dell’infattibilità della cosa, in quanto il ragazzo non fa parte di quelli selezionati, io ci ho sperato dal primo momento. Fin dalle pagine del libro trapelava l’alchimia tra i due, lo struggimento nel sapere che non sarebbero potuti stare insieme. Potete immaginare la mia disperazione. Non vi dico altro altrimenti mi sale lo spoiler selvaggio ed è la fine.
Questo per dirvi che se The Heir mi aveva creato solo nervoso, questo libro è stato in grado di trasmettermi emozioni, di catturarmi e di farmi sentire parte della storia.
Nel complesso posso dire che la serie merita di essere letta, senza grandi aspettative, ovvio, ma non mi sento nemmeno lontanamente di bocciarla.

rating 3.5

kiafirma

Recensione: Joy di David O. Russell

Buongiorno a tutti! Dopo mesi sono riuscita a scaricare qualche nuovo film da vedere, come se nel mio hard disk non ce ne fossero decine che attendono ancora di essere visti, ma si sa, si vuole sempre ciò che non si ha ☺ Il film di oggi è appunto uno dei nuovi film che se non sbaglio era al cinema un paio di mesi fa e nel cast ha una coppia di attori che abbiamo ritrovato insieme nei loro ultimi film, si tratta di Jennifer Lawrence e Bradley Cooper. La Lawrence l’ho apprezzata di più negli altri film in cui ha recitato, ad eccezione di Hunger Games, mentre lui è come sempre bello e bravo, quindi non ho niente da ridire.

joy
Titolo: Joy
Regia: David O. Russell
Anno: 2015
Durata: 124 min
IMDB

Joy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni. Liberamente ispirato alla vita di Joy Mangano, inventrice di prodotti per la casa di enorme successo e star delle televendite americana, Joy ci trasporta nel mondo dell’umile ma travagliata famiglia Mangano e della figlia ribelle che è partita dal nulla per creare un impero. Animata da un forte istinto creativo, ma anche dal desiderio di aiutare le persone intorno a sé, Joy dovrà affrontare il tradimento, l’inganno, la perdita dell’innocenza e le ferite dell’amore prima di trovare la forza ed il coraggio di inseguire i propri sogni. Il risultato è una commedia umana e toccante su una donna alle prese con lo spietato mondo del commercio, col caos della sua famiglia e con i misteri dell’ispirazione creativa. E sulla sua capacità di trovare, in mezzo a tutto ciò, la felicità.

 

Premettendo che non ricordavo assolutamente di cosa parlasse il film, mi ricordavo solo di avere un sensazione positiva riguardo, ho premuto il tasto play e mi sono lasciata raccontare questa storia. Joy parla per l’appunto di Joy, una donna che si ritrova incastrata in una vita che le sta soffocando anima e corpo. Immaginatevi di trovarvi a vivere con una madre a carico che non si muove dal letto e attaccata alla stessa soap opera da tempi immemori, un padre che ogni tanto viene scaricato dalle varie morose a casa vostra, due figli da crescere, un marito da cui avete divorziato che da due anni vive nel seminterrato di casa vostra ed una sorellastra che non fa altro che criticarvi; ovviamente a tutto questo va a sommarsi un lavoro inappagante e monotono. Ecco, questa è la vita di Joy ora. L’unica che la supporta è la nonna che fin da piccola l’ha sempre incoraggiata e pare aver sempre saputo che da grande avrebbe usato la sua creatività per creare un qualcosa di nuovo. Ed il cambiamento arriva quando finalmente Joy decide di cambiare pagina e uscire da quella prigione in cui è rimasta imprigionata per lunghi anni.
Il film è tratto da una storia vera, di una donna che dopo sconfitte e battaglie con i concorrenti del mercato è riuscita a riscattarsi da una vita miserabile grazie ad oggettI di sua invenzione. Il dramma, i conflitti e la forza di volontà di Joy vengono impersonati in maniera impeccabile da una splendida Jennifer Lawrence che riesce a dare spessore e carattere al personaggio. Troviamo nel cast anche un sempre impeccabile De Niro nei panni del padre di Joy che con maestria riesce a limitarsi a un ruolo di supporto senza rubare la scena ai protagonisti. Non manca ad aggiungere un tocco di eleganza Bradley Cooper che riesce sempre a essere giusto per il ruolo affidatogli.
Il film di per sé non è avvincente o capace di tenerti sulle spine dato che si basa su una storia vera, ma riesce comunque a essere degno di essere guardato grazie ad un cast che ha saputo rendere intrigante una storia non troppo eccezionale. Forse vi starete chiedendo di che invenzione si tratta quella a cui il film fa riferimento, ma voglio lasciare a voi il compito di scoprirlo.

rating 3.5

anna firma

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