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3.5 cupcakes

Recensione: Amore senza limite di Jay Crownover

Buongiorno a tutti!
Oggi vi parlo di un libro che ho letto ormai da qualche settimana, ma è rimasto lì in attesa che io trovassi tempo e ispirazione per la recensione. Si tratta di Amore senza limite di Jay Crownover.
Ho scoperto questo libro quando la Harper Collins Italia ha iniziato a pubblicizzare sulla sua pagina l’uscita del terzo libro di questa serie. Non mi era mai passata per le mani, ma quando ho letto la trama mi ha subito attirata. Quindi eccomi qui con la recensione del primo volume.

amore senza limite cover
Titolo: Amore senza limite (Saints of Denver #1)
Titolo originale: Built
Autore: Jay Crownover
Editore: Harper Collins Italia
Disponibile in italiano:
Goodreads

Sayer Cole e Zeb Fuller non potrebbero essere più diversi tra loro. Lei è un tipo da country club e ristoranti esclusivi, lui ha un passato da galeotto; lei passa le sue giornate a dibattere in tribunale, lui si sporca le mani nella sua impresa edile; lei è pura seta, lui è ruvido denim. Eppure, non appena Zeb posa gli occhi su quella bionda regina di ghiaccio, decide che deve averla a qualsiasi costo. Nonostante l’evidente attrazione reciproca, Sayer però respinge ogni tentativo di seduzione, incapace di credere che un uomo così istintivo e virile possa interessarsi a una maniaca del controllo come lei. Ma quando Zeb ha bisogno della sua abilità di avvocato per sciogliere un nodo doloroso del passato, Sayer accetta di aiutarlo. E mentre lottano insieme in una battaglia che coinvolge il loro futuro e molto di più, lei capisce che solo il calore di quell’uomo potrà sciogliere la gelida gabbia che la tiene prigioniera.

Devo ammettere che era parecchio che non leggevo uno new adult. Sarà perché in TBR trovo ancora i libri di qualche anno fa, sarà perché sono meno diffusi, ma di solito le storie romantiche che leggo sono young adult. Mi sono quindi ritrovata a fare i conti con questi due personaggi con pensieri, impegni, problemi, relazioni e reazioni più adulte. In un contesto che prevede il lavoro e non la scuola, e quindi in un certo senso più vicino a quello che sto vivendo io. L’ho letto quindi molto volentieri e anche se i personaggi li ho trovati piuttosto distanti da me, mi ci sono trovata in sintonia.
Sayer e Zeb, avvocato e imprenditore, sono due ragazzi con un passato molto diverso, ma molto movimentato che si conoscono per caso grazie al fratello appena ritrovato di lei.

Sayer non è un personaggio che si fa voler bene. Anche nella storia non vuole piacere, vuole stare per conto suo, non si fida né della vita né di chi le sta intorno. Il rapporto complicato con suo padre che le ha fatto perdere la fiducia in sè stessa e la perdita in giovane età della madre non hanno sicuramente aiutato a farla crescere sicura di sé e fiduciosa nei confronti del prossimo e dell’amore. È una persona complicata, per nulla empatica che affronta un percorso di crescita molto difficile all’interno di Amore senza limite.

Zeb è invece l’uomo che tutte vorremmo. A parte alto-barbuto-tatuato che può piacere o no in maniera soggettiva, è premuroso, romantico, pieno di voglia di fare.
Non si arrende davanti alla chiusura di Sayer e una volta deciso che la vuole per lui, non si ferma davanti a nulla.

La storia prende un risvolto un po’ inverosimile, seppur rimanendo molto concreta, con l’entrata in scena di un errore del passato di Zeb, qualcosa di cui lui non era nemmeno a conoscenza. Qualcosa che lo fa fare i conti con la parte oscura degli anni passati e che lo lega sempre di più a Sayer, partendo da un rapporto di lavoro fino a sfociare in qualcosa di più, ovviamente.

Come vi dicevo, Sayer attraversa nel corso della storia un percorso di crescita, ritrovamento di sé stessa e della fiducia. Anche Zeb, seppure in maniera minore, deve affrontare quello che la vita gli mette davanti, pur sembrando sempre pronto ad adattarsi a qualunque cambiamento.

Mi prese il viso fra le mani e passò i pollici sulle mie guance. Mi stupii che lasciassero una traccia umida.
«Non so che altro fare con te, Say. Ti ho costruito una casa. Ho fatto l’amore con te. Ti ho portato i colori, ti ho aiutato a festeggiarli. Ti ho fatto sciogliere, e non una volta sola. Voglio dirti quanto ci tengo a te… che altro posso fare? Dimmelo tu.»
Il mondo intero.
Quell’uomo grande e rude mi aveva regalato il mondo intero e io non sapevo che cosa farne. Per una volta, il mio cuore sembrava aver preso fuoco. Erano le mie mani a essere gelide. Troppe emozioni, troppe paure. Non riuscivo a gestirle, mi agitavo nella corrente. Cercai di aggrapparmi all’unico appiglio che sembrava stabile, radicato nel terreno. Mi aggrappai a lui.

Poco da dire sui personaggi al di là dei protagonisti: indispensabili ai fini della storia, ma lasciati, secondo me, un po’ in secondo piano. Non si può comunque non voler bene ai piccoli Hyde e Joss, che con la loro tenerezza e innocenza scioglierebbero il cuore di chiunque.

Un libro quindi profondo e delicato, nonostante la presenza dei cliché tipici di questo genere. Un libro che anche nella traduzione non fa storcere il naso davanti alle scene hot, che spesso in italiano prendono una piega a metà tra il comico e il volgare.

«Tu mi hai aperto, solo uno spiraglio, è vero, ma io sono un tipo piuttosto grosso, Say. Non ho problemi a spalancare la porta a forza. Adesso ti restano due opzioni: possiamo sederci e mangiare i fantastici spaghetti che ho appena preparato… con o senza vestiti… oppure possiamo andare a letto. Decisamente senza vestiti.»

Io a breve leggerò i prossimi volumi della serie, intanto questo ve lo consiglio.

Voi l’avete letto? Che ne pensate??

kiafirma

Recensione: Sai tenere un segreto? di Sophie Kinsella

Buoongiorno, oggi vi lascio una recensione di un libro iniziato e finito in due giorni grazie a un viaggio per lavoro che mi ha vista diverse ore in treno. Fantastico direi. 😉
(Spero arrivino anche le recensioni dei libri di cui ho saltato la recensione, ci sto lavorando.)
Si tratta di ‘Sai tenere un segreto?’ di Sophie Kinsella. È il il secondo libro suo che leggo (il primo era stato I love shopping) e questo mi è piaciuto decisamente di più. L’ho trovato più romantico, meno portato all’esasperazione e mooolto piu scorrevole e piacevole in generale.

sai tenere un segreto cover
Titolo: Saii tenere un segreto?
Titolo originale: Can You Keep a Secret?
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Disponibile in italiano:
Goodreads

Emma Corrigan è una ragazza normale, lavora in una multinazionale ed ha un fidanzato simpatico. E come tutte le ragazze normali coltiva i suoi sogni, i suoi segreti e le sue paure. E proprio cercando di fronteggiare una delle sue più grandi paure, quella di volare, si trova a raccontare tutti i suoi più intimi segreti al suo compagno di viaggio, un simpatico americano. Che altri non è che… Abbandonata Rebecca, la protagonista del ciclo «I love shopping», Sophie Kinsella regala ai suoi lettori un nuovo divertente personaggio femminile.

Durante la lettura ho pensato, in maniera quasi automatica al libro ‘È solo una storia d’amore’ di Anna Premoli, un romanzo in cui l’autrice fa dell’autoironia sui clichè contenuti nei romanzi rosa. E qui dentro, in ‘Sai tenere un segreto?’ i clichè del romanzo rosa, del chick lit, sono portati al loro massimo splendore.
Si apre il libro e si sente ‘odore di rosa’, così come, secondo mia sorella, i fagiolini surgelati sanno di verde, il concetto è quello.

Conosciamo i due protagonisti, Emma e Jack, che, come da copione hanno un colpo di fulmine. E poi ovviamente litigano e quando tutto sembra sistemato litigano ferocemente un’altra volta. Ma vi lascio indovinare il finale <3

Esatto, perché la Kinsella non si allontana di una virgola dalla nostra comfort zone, da quello che cerchiamo quando apriamo un romanzo rosa, con tanto di copertina fucsia. Ma, diciamocelo, non vorremmo nemmeno altro, quando iniziamo un libro così. Almeno io ne rimarrei destabilizzata.

Il bello di questo genere, secondo me, non è l’essere originali in senso assoluto. La bravura dell’autore sta nel costruire dei personaggi veri, in cui il lettore si possa impersonare per farsi prendere dalla storia. E nel crearci intorno una storia che sia realistica pur amplificando i nostri sentimenti e facendoci emozionare. E lo deve fare il più possibile. Perché quando prendiamo in mano un romanzo rosa vogliamo innamorarci noi per primi, mentre si innamorano i protagonisti.

E trovo che la Kinsella in ‘Sai tenere un segreto?’ ci riesca in pieno. Se la trama, portata all’osso, è un po’ sempre la stessa minestra, secondo me è stata poi sviluppata molto bene. Conclusa un po’ troppo velocemente, ma succede spesso. Ma la storia prende. Se fin dalla prima pagina sappiamo come sarebbe andata a finire, l’autrice riesce comunque a trascinarci appieno nel vortice della vita di Emma, facendoci emozionare, nel bene e nel male, con lei.

Emma dalla prima pagina ci svela i suoi segreti, tutti. Quale modo migliore per capirla e impersonarci in lei?
Emma è ‘una comune ragazza qualunque, niente di speciale’. Emma è una ragazza come ognuna di noi potrebbe essere. Una famiglia un po’ disastrata, un lavoro che non è convinta che sia quello che le piaccia, un capo e una collega che non sopporta, il sogno di fare carriera per dimostrare che vale, la testa un po’ tra le nuvole. Odia i perizomi, il jazz e i film di Woody Allen. Ama il gelato, i peperoni arrostiti e prendere in prestito di nascosto i vestiti chic della sua coinquilina. No, non vi sto rovinando il libro, tutto questo è scritto già nella prima pagina.

E, purtroppo o per fortuna, non siamo gli unici a scoprire questi dettagli della sua vita. Insieme a noi li scopre qualcuno che non dovrebbe assolutamente sapere nulla di tutto ciò. E da qui iniziano le disavventure della nostra Emma.

Il protagonista maschile è invece Jack, un multimilionario affascinante che, a differenza di Emma, ha ancora dei segreti che la gente non sa e non deve sapere.
È moro, è bello, alto, simpatico. Per il resto la sua figura resta, in termini di descrizione, piuttosto misteriosa. Ma ci sta bene così.

Tira il fiato e mi guarda. I suoi occhi non sono mai stati così scuri. “Ho conosciuto una ragazza in aereo. E…da allora la mia vita è cambiata.”

Oltre loro due, abbiamo una famiglia piuttosto odiosa, ma che sa farsi perdonare, e un ambiente di lavoro non proprio sano. Tutto per rendere un po’ più sfigata, passatemi il termine, la nostra protagonista.

Per concludere, questo libro mi è capitato tra le mani per caso e mi ha permesso di dare una seconda possibilità a questa autrice che con I love shopping mi era piaciucchiata ma non mi aveva lasciato nulla di concreto. Dopo aver letto questo credo proprio di aver trovato un’altra autrice da infilare quando sono stanca, quando ho bisogno di un libro leggero, divertente, emozionante e scorrevole allo stesso tempo. Consigliato vivamente, quindi. E fatemi sapere la vostra.

kiafirma

Recensione: First Came You di Faith Andrews

Hola, ho deciso di nuovo di impegnarmi a sfornare recensioni. E, come se questo impegno non fosse sufficiente, mi sono pure letta un libriccino in inglese. 100 pagine, non pensiate che abbia fatto grossi sforzi, ma sono sempre super orgogliosa quando riesco a leggere in lingua senza perdermi d’animo e metterci 6 mesi per un libro. Quindi eccomi qui. Si tratta di una novella, prequel di una serie che ho scoperto grazie a XPresso Book Tours che aveva organizzato un blitz per il secondo libro. Amore sconfinato per le copertine di tutta la serie e quindi stavo aspettando l’input per iniziare. Il titolo del libro è First came you, la serie è Fate di Faith Andrews.
first came you cover
Titolo: First Came You (Fate #0.5)
Autore: Faith Andrews
Disponibile in italiano: No
Goodreads

First comes a nickel,
Then comes a shove,
Then comes loss only conquered by his love.
This is the story of my first true love. The story of how the boy next door protected me, became my best friend, stole my heart, and rescued me from my darkest despair.

 

Come già detto sono 100 pagine. 100 pagine in cui sono concentrati amore e disperazione, amicizia e crescita. Ovviamente non può essere tutto sviluppato in maniera ottimale in così poco spazio, ma devo dire che non mi è sembrato eccessivamente affrettato pur di concludere. È pur sempre un prequel che quindi deve essere un concentrato di avvenimenti.

Gabriella e Tommy diventano migliori amici all’età di otto anni (lei) e dieci (lui). Sei anni dopo si scoprono innamorati l’uno dell’altra – non vi sto spoilerando nulla, è nella trama! -. E il resto è storia. Non poteva andare tutto bene, ci deve essere la disgrazia e le lacrime a fiumi e la crescita di Gabriella. Con tutti gli errori che la disperazione e l’adolescenza insieme possono fare. Con tutta la bellezza che la crescita, la presa di coscienza e l’amore possono creare insieme.

Gabriella è una ragazzina normale, con una sorella – Gina – e una bella famiglia alle spalle. Di quelle da film, in cui si litiga quando ci sta la litigata ma altrimenti siamo a livello famiglia del Mulino Bianco. La sorella maggiore un po’ ribelle, il padre un po’ geloso delle figlie, ma tutto nella norma. Poi, la famiglia è italiana. Mamma di Napoli e papà siciliano. Mi sono spanciata a leggere le espressioni in italiano usate dai due, cliché dell’italiano secondo gli americani che letta dal nostro punto di vista fa decisamente sorridere.

Tommy ha una famiglia un po’ così, assente, che non approva le sue scelte e i suoi comportamenti nonostante le due cose più trasgressive che abbia fatto siano uscire con la vicina di casa che conosce da una vita e sostenere di voler andare a vivere per conto suo a vent’anni. Vabbè.

Dicevo Gabriella e Tommy sono l’amore. Due piccoli migliori amici che crescono praticamente come fratelli. Tommy che trova nella famiglia Rossi – cliché, dicevamo?? – un seconda famiglia, lì dove la sua manca. E ovviamente non poteva che nascere l’amore nell’istante in cui nei due ha iniziato a circolare dell’ormone.
Ma ci sta, non è stato forzato, nonostante la velocità, e tanto per cambiare io avevo i lacrimoni. Poi il disastro, ma non vi voglio anticipare nulla.

Non c’è molto altro da dire. La storia si fa cercare e apprezzare e si può leggere tranquillamente in lingua – raga, ci sono riscita anche io! – quindi non mi resta che consigliarvi questo libro. A breve, promesso, mi butterò anche sul primo libro vero e proprio della serie, Feel Again, anche se vi confesso che le sue quasi 300 pagine un po’ mi spaventano.

kiafirma

Recensione: The Crown di Kiera Cass

Buongiorno, io vi assicuro che quando finisco un libro la recensione la faccio. Il probema è che non ho il tempo materiale per finirli. Tra lavoro, trasloco e altre mille cose il tempo è davvero pochissimo e se ci sommo la geniale idea di mettermi a leggere in inglese i tempi si allungano ulteriormente. Ma me l’ero ripromessa, di leggere qualcosa in inglese. Quindi eccomi qui, arrivata alla fine dell’ultimo volume della serie The Selection di Kiera Cass: The Crown.

the crown cover
Titolo: The Crown (The Selection #5)
Autore: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Disponibile in italiano:
Goodreads

When Eadlyn became the first princess of Illéa to hold her own Selection, she didn’t think she would fall in love with any of her thirty-five suitors. She spent the first few weeks of the competition counting down the days until she could send them all home. But as events at the palace force Eadlyn even further into the spotlight, she realizes that she might not be content remaining alone.

Eadlyn still isn’t sure she’ll find the fairytale ending her parents did twenty years ago. But sometimes the heart has a way of surprising you…and soon Eadlyn must make a choice that feels more impossible—and more important—than she ever imagined.

Il penultimo volume, The Heir, l’avevo smontato senza pietà. Non mi era piaciuto che la Cass avesse forzato la selezione invertita, con la principessa che deve scegliere un marito, pur di continuare quella che inizialmente doveva essere una trilogia e poi si è trasformata in una serie di 5 volumi. Non mi era piaciuta Eadlyn, la protagonista. Troppo altezzosa, troppo egoista, troppo piena di sé – troppo tutto insomma – anche per fare la principessa in una serie trash. Era riuscita a farsi odiare un po’ da tutti con il suo modo di fare. Non mi era piaciuta troppo la storia, una copia del primo volume, cambiata quanto bastava per fare un nuovo libro, ma sicuramente non migliorata.

Considerando tutto questo, non avevo aspettative per The Crown. Ma lo dovevo leggere. Potevo lasciare a metà la mia serie trash del momento? Assolutamente no, me lo sono addirittura letto in inglese.

E qui arriva la sorpresa. The Crown mi è piaciuto, mi ha lasciata soddisfatta. Un bel finale, un bel libro tutto sommato. Con una storia sensata, una protagonista cresciuta, sensata, umana. Una protagonista, Eadlyn, in grado di provare emozioni umane, non solo di comandare e lamentarsi come una bambina viziata. Una protagonista che si comporta si da principessa altezzosa, ma in grado di farsi voler bene. Eadlyn qui sbaglia, riconosce i suoi sbagli, pensa, si fa prendere dalle emozioni e pensa agli altri. Il suo problema non è più come comandare ma come migliorare la situazione di Ilea, il suo regno, e farsi voler bene da quello che sarà il suo popolo una volta regina. Non diventerà la protagonista dell’anno, ma sicuramente si è riscattata rispetto a The Heir.

La storia poi fa quello che può. È piacevole, ci fa cercare il libro appena abbiamo un attimo di tempo, ma è comunque una di quelle serie trash per eccellenza, quindi niente di super costruito. È comunque molto diversa dagli altri libri, non una scopiazzata pur di concludere e quindi ci sta.
Abbiamo Eadlyn ancora alle prese con la sua selezione, con questi ragazzi che si dividono tra quelli che non sperano altro se non di sposare Eadlyn e quelli che invece, per vari motivi, vorrebbero andarsene da palazzo. Inizialmente la principessa è convinta che la motivazione sia che lei è odiosa, ma parlando e aprendosi con questi ragazzi riesce a scoprire i retroscena, a trovare dei buoni amici ed a lasciarli andare rimanendo in buoni rapporti e mantenendo comunque, per la popolazione, la messa in scena della selezione.
E poi c’è Erik, Eikko, il traduttore di Henri, uno dei ragazzi della selezione che è finlandese ed ha bisogno di qualcuno per poter comunicare in inglese.
Vi dico la verità. Ok Kile amico d’infanzia, ok Henri dolcissimo, ok tutto. Ma io puntavo tutto su Eikko. Pur cosciente dell’infattibilità della cosa, in quanto il ragazzo non fa parte di quelli selezionati, io ci ho sperato dal primo momento. Fin dalle pagine del libro trapelava l’alchimia tra i due, lo struggimento nel sapere che non sarebbero potuti stare insieme. Potete immaginare la mia disperazione. Non vi dico altro altrimenti mi sale lo spoiler selvaggio ed è la fine.
Questo per dirvi che se The Heir mi aveva creato solo nervoso, questo libro è stato in grado di trasmettermi emozioni, di catturarmi e di farmi sentire parte della storia.
Nel complesso posso dire che la serie merita di essere letta, senza grandi aspettative, ovvio, ma non mi sento nemmeno lontanamente di bocciarla.

rating 3.5

kiafirma

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