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Recensione: La Straniera di Diana Gabaldon

Essere primi, solitamente, è una cosa bellissima e spesso si fa a gara per esserlo. Ci dà la possibilità di poter dire ‘sono il migliore’. In questo caso, lasciatevelo dire, essere primi fa schifo.
Il primo post l’abbiamo scritto tutte insieme ed è stato relativamente facile: al momento della pubblicazione eravamo davanti al pc con gli occhi lucidi per l’emozione e le mani che tremavano nel premere quel tasto ‘Pubblica’. Ma adesso sono da sola e l’ansia sale; mi chiedo se sarò effettivamente in grado di mantenere un impegno come questo , se riuscirò mai a scrivere qualcosa di sensato e se qualcuno leggerà i miei pensieri.

Ma, nonostante il panico da pagina bianca si sommi al panico da blog –quasi- bianco, ho deciso di provarci. E se ogni grande avventura inizia con un primo passo, io voglio partire dalla fine: dall’ultimo libro che ho letto. Anzi, dall’ultima frase di questo libro: “E il mondo era attorno a noi e le sue possibilità tutte da scoprire”. Il libro è “La Straniera” di Diana Gabaldon.


Titolo: La straniera (Outlander #1)
Titolo originale: Outlander
Autore: Diana Gabaldon
Editore: TEA
Disponibile in italiano:
Goodreads

Nel 1945 Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highland scozzesi.
Durante una passeggiata la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano in quelle zone. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire si trova coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua vita e il suo cuore.

Era un po’ di tempo che questo libro soggiornava nel mio reader in attesa di essere letto. Complice probabilmente l’uscita della serie TV, qualche settimana fa è arrivato il suo momento. Sia mai che io veda un film senza prima aver letto il libro da cui è stato tratto. Inizialmente la narrazione mi sembrava quasi troppo lenta ma, una volta passato il cerchio di pietre di Craigh Na Dun è stato come fondersi con Claire.

Semplicemente il ritmo della narrazione rende evidente il contrasto tra la tranquillità della luna di miele e il ritmo decisamente più serrato della vita scozzese di 200 anni prima.
Claire si ritrova improvvisamente in un mondo di cui conosce solo ciò che ha letto e imparato dai libri e nei musei. È il suo spirito di adattamento che le permette di sopravvivere; infatti le situazioni che si ritrova ad affrontare riescono a far emergere il lato coraggioso e tenace del suo carattere. Claire si profila fin dall’inizio del libro come una persona con una grande forza d’animo che non si spaventa davanti a nulla. L’unica ‘arma’ che può sfruttare per guadagnarsi un po’ di rispetto e per farsi aiutare sono le sue conoscenze mediche che deve comunque rivedere: le espressioni perplesse che le vengono rivolte quando parla di antibiotici e disinfettanti sono rese perfettamente. È grazie a queste competenze che si ritrova in un certo senso costretta a fare conoscenza con il nostro Jamie.
Jamie. È l’amore. Lui che sembra -ed effettivamente è- un po’ rude, un po’ antipatico e TANTO testardo, riesce ad essere, quando serve, dolce e comprensivo. Il contrasto con Frank, il marito che Claire lascia nel futuro, è evidente. A mio parere Frank è abbastanza insignificante, nonostante la sua importanza come personaggio in quanto rappresenta l’unico collegamento che rimane a Claire con il futuro. Ma torniamo al nostro scozzese dai capelli rossi. Jamie, fin dal loro primo incontro, è in grado di sconvolgere tutta la vita di Claire, facendo sognare e sospirare anche chi legge (per poi farci impazzire definitivamente nella serie tv, ma questa è un’altra storia).
Diana Gabaldon, grazie alle sue descrizioni dettagliate e precise, ha la capacità di trasportare anche noi, insieme a Claire, in un altro luogo e in un altro tempo. Sicuramente la narrazione in prima persona da parte della protagonista aiuta a farci provare speranza, paura, amore e solitudine così come li sente lei.

Un’ultima cosa, imparerete ad amare i porcospini…


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Sì, la sindrome da pagina bianca fa emergere il nostro lato nerd.

Ok, riproviamoci.

Ciao a tutti! È arrivato il momento di presentarci.
Siamo tre ragazze che, chiacchierando durante una pausa tra le lezioni di un qualsiasi giorno di università, si sono chieste: “Anna, vista la tua passione per i film, perché non crei un blog??” La risposta è stata: “Perché, invece, non lo facciamo insieme e ci dedichiamo anche alle serie tv e ai libri? Considerando che non parliamo d’altro…”
Quindi, eccoci qua, con un “baby blog” pronto a fare i suoi primi passi.
Come anticipato, ci occuperemo di recensire libri, film, serie tv che abbiamo visto/letto durante la settimana o a cui siamo particolarmente affezionate.
Perché facciamo tutto ciò? Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, per poter chiacchierare sui personaggi che amiamo profondamente o ai quali vorremo tirare una padellata in testa, o anche per scoprire che altri, come noi, hanno pianto alla fine di un libro, hanno shippato alla follia una coppia di una serie tv o hanno guardato uno stesso film talmente tante volte da sapere a memoria dialoghi e colonna sonora.

A questo punto, forse, vi sorgerà una domanda: perché Ikigai?
Ikigai è la traduzione giapponese dell’espressione francese “raison d’être”. In italiano, come dice il nastrino sotto il titolo, può essere tradotto come ‘qualcosa per cui vivere’, qualcosa che portiamo avanti con grande passione.

Sperando di non esserci dilungate più del dovuto, vi diamo un caloroso benvenuto nel nostro blog e vi auguriamo buon divertimento!