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Recensione: Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie

Buon lunedì lettori!
Dopo un po’ di tempo senza recensioni (lo so, sono pessima, ma non riuscivo a scrivere) vi parlo di uno dei libri letti per la lettura di gruppo #igiallicondestinodicarta: Assassinio sull’Orient Express.

assassinio sull'orient express cover

Titolo: Assassinio sull’Orient Express (Hercule Poirot #10)
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori

L’Orient Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, occupa un posto importante nell’immaginario collettivo degli appassionati della letteratura poliziesca. Il merito appartiene all’indimenticabile signora del mistero Agatha Christie e alla sua creatura, l’impareggiabile Poirot. In quella che rimane probabilmente una delle sue più celebri imprese, Poirot, salito a bordo di un vagone di prima classe partito da Istambul e diretto a Calais, è costretto ad occuparsi di un feroce delitto. Infatti, mentre il treno è bloccato dalla neve qualcuno tra i paseggeri pugnala a morte il signor Ratchett, un ricco americano. L’assassino deve per forza nascondersi fra i viaggiatori, ma nessuno di loro sembra avere avuto nessun motivo per commettere il crimine. Poirot compie le sue indagini e, come al solito, risolve brillantemente il caso, ma questa volta la soluzione è davvero sorprendente.

Non avevo mai letto nulla di Agatha Christie, ma i suoi libri mi avevano sempre incuriosita. Quando Assassinio sull’Orient Express si è rivelato essere uno dei libri che avremmo letto tutte insieme per la lettura di gruppo non ho potuto dire no.

Il libro ci permette di conoscere Poirot immerso in un caso davvero particolare. L’idea è geniale e non so come mai non l’avessi letto prima. Un gruppo di persone sconosciute chiuse in un treno bloccato dalla neve, un investigatore di grande fama e un cadavere. Cosa si può volere di più?

Poirot è un personaggio di cui vorrei rileggere presto perché mi ha affascinata tantissimo. Ha un intuito incredibile unito ad un carattere super sofisticato. Mi ha un po’ ricordato l’atteggiamento e il modo di fare un pochino snob dei maggiordomi inglesi nei film.
È stato interessante vedere come Poirot si sia approcciato al mistero. Non potendo far affidamento alle prove fisiche come si usa fare ha dovuto basarsi interamente sulle testimonianze dei vari personaggi e sulle discrepanze tra esse. Mi pento di non essermi tenuta un foglio vicino durante la lettura per appuntare le mie teorie. Me ne ricorderò al prossimo libro con Poirot come protagonista.

L’autrice ha uno stile che posso definire unicamente come minimal. Non mette fronzoli o descrizioni inutili. Tutto ha un senso e tutto serve. Non vedo l’ora di leggere altro di suo per scoprire se tutti i suoi libri sono così.

Devo assolutamente dire qualcosa sul finale che mi ha sorpresa tantissimo. Non mi aspettavo assolutamente una soluzione del genere e non ho idea di come la Christie se la sia immaginata o di come Poirot l’abbia trovata. Geniale.

Se avete letto il libro avevate indovinato l’assassino? E che libro della Christie mi consigliate di leggere ora? Sto pensando a Dieci piccoli indiani di cui ho sentito parlare bene, ma se avete suggerimenti sono ben accetti.


 

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Recensione: Dentro l’acqua di Paula Hawkins

Buongiorno lettori. Non pensavo ce l’avrei fatta, ma alla fine sono riuscita a spuntarla contro una recensione anche questa settimana. Oggi vi parlo di un libro uscito da un po’ di tempo ma che ho appena finito. Si tratta di Dentro l’acqua di Paula Hawkins, libro che avevo in TBR da un po’ e che ho letto grazie all’iniziativa #igiallicondestinodicarta. Prima di passare alla recensione vorrei rigraziare Afra di Destino di carta per questa iniziativa che mi ha riavvicinata a thriller e gialli dopo qualche anno che ne leggevo davvero pochi. Ammetto di non essere stata super partecipe al gruppo di lettura causa un sacco di impegni, ma mi ha fatto piacere avere qualcuno con cui commentare a caldo nei punti salienti dei libri letti insieme. Ma vediamo com’è andata la lettura.

dentro l'acqua cover

Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins
Editore: Piemme

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

Dentro l’acqua è un libro che, come era successo per La ragazza del treno tempo fa, mi lascia con sentimenti contrastanti.

Il libro parte confusionario, molto confusionario. Ci ritroviamo catapultati in mezzo alla situazione, con capitoli in prima o terza persona, ognuno dedicato ad un personaggio differente. A volte gli archi temporali si sovrappongono, altre volte ci sono dei buchi o dei salti indietro. I nomi sono tanti, imparentati e associati nei modi più disparati e per questo davvero difficili da riordinare in testa. Al primo terzo di romanzo non si riesce a dare un senso. Si legge, si cerca di capire qualcosa, ma la confusione, anziché dipanarsi, sembra aumentare sempre di più. Ad un certo punto le cose iniziano ad allinearsi, a collegarsi tra loro. Ed è a quel punto che automaticamente parte il detective che è in ogni lettore di thriller per cercare di capire l’assassino, il colpevole, la verità.

Di contro l’autrice ha fatto un lavoro secondo me stupendo. Porta il lettore quasi all’esasperazione, ad un punto di confusione che è abbastanza al limite, per poi dargli gli elementi necessari a far collegare tutto, cambiando però le carte in tavola, senza cadere mai nello scontato. Il suo modo di scrivere mi piace: molti pov molto differenti tra loro che rispecchiano pensieri e personalità dei vari protagonisti. Tutto il libro è costruito su un gioco di supposizioni, salti temporali e segreti dei vari protagonisti. Tutti, chi più chi meno, hanno un ruolo fondamentale all’interno della storia, anche chi sembra messo lì per confondere ulteriormente, per ‘dare fastidio’.

I protagonisti sono tutti molto ‘surreali’, non sono riuscita a sentirli vicini e concreti nonostante la Hawkins li caratterizzi molto bene, sia dal punto di vista caratteriale che fisico. Probabilmente il gioco di segreti costruito dall’autrice, la sensazione dei protagonisti di non sapere chi hanno realmente davanti si riflette sul lettore che non riesce a renderli reali. Non lo considero un punto negativo, anzi sono convinta che un po’ sia voluto. Non è un romance dove per emozionarci ci dobbiamo immedesimare nei protagonisti, in questo caso siamo degli osservatori esterni che hanno la possibilità di cogliere solo stralci della vita dei vari personaggi.

In conclusione, Dentro l’acqua è un thriller che secondo me, nonostante sia un po’ contorto, merita di essere letto. Unico consiglio, prendetevi il tempo di leggere: non è un libro da un capitolo al volo quando capita, altrimenti la confusione la farà decisamente da padrona.


 

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WWW…Wednesday #56

Buon pomeriggio lettori!
È ora di WWW Wednesday e come al solito siamo contentissime di condividere con voi le nostre letture. Se volete raccontarci cosa state leggendo al momento lasciateci un commento qui sotto, ci fa sempre piacere scambiarci consigli.

Letto

In lettura

Da leggere

Ho finito What if it’s us qualche giorno fa e l’ho trovata davvero carina come storia, anche se mi sono mangiata le mani con il finale. Voglio un seguito, ora, subito. Non ho rispettato la previsione di leggere Sadie, perché mi è capitato davanti il libro della Mcguire, All the little light e mi ispirava troppo per non iniziarlo.
Sadie rimane lì da leggere. Mi sto divertendo a leggere di nuovo in inglese e mi rendo conto di quanto poco ci voglia a perdere il ritmo di una lingua se non la si allena per un po’.

Letto

In lettura

Da leggere

Non cambiano i miei libri rispetto alla settimana scorsa. Ho passato un paio di serate dedicandomi alla macchina da cucire e quindi la lettura è rimasta un po’ da parte. Quindi, ultimo libro finito La città del terrore di Alafair Burke il cui giudizio era e rimane un ‘meh’. In lettura Ti ho trovato fra le stelle di Francesca Zappia per il gruppo di lettura #leggiconikigai. Mi sta piacendo sempre di più mano a mano che si continua e sono contenta di averlo proposto per la lettura di gruppo. Sempre in contemporanea sto leggendo Dentro l’acqua di Paula Hawkins per #igiallicondestinodicarta. Non sono più convintissima di leggere Legend come prossimo libro, ma vi farò sapere.

Lettura di gruppo: Ti ho trovato fra le stelle [Recap #2]

Buongiorno lettori, pt.2! Esatto, ci volatilizziamo per un paio di giorni e poi torniamo alla carica con ben due post nella stessa giornata. Siamo arrivate in fondo alla seconda settimana del gruppo di lettura dedicato a ‘Ti ho trovato fra le stelle’ di Francesca Zappia. Pare che tutte si siano fermate a fine capitolo 20, ma secondo me non ce la raccontano giusta, ma visto che spoiler non ne sono apparsi…bene così! Il libro ci sta prendendo molto, fermarsi a fine capitoli è difficile e la domanda della settimana riguardava le amicizie online.
Prima di entrare nel merito, vi lascio QUI il link al primo recap!

I genitori di Eliza non concepiscono il concetto di amicizia online, non la vedono come qualcosa di reale. Voi che ne pensate?

A differenza di settimana scorsa, io e la Mon siamo abbastanza d’accordo. Io devo ammettere che fino a qualche anno fa non avevo amicizie all’infuori di quelle fisiche e qualche contatto mantenuto online con amici conosciuti di persona. Il mondo della lettura e il blog mi hanno invece avvicinata ad un sacco di persone sparse in tutta Italia. Persone con cui condivido risate, interessi e passioni. E qualcuna che sento ogni giorno e che ho finito anche per incontrare di persona.
Ma che dice Mon in merito?

Le mie prime amicizie online risalgono a quando avevo 13 o 14 anni e giocavo di ruolo. Ho conosciuto alcune splendide persone che tutt’ora sento. Alcune le ho anche incontrate. Il boom di amicizie online è arrivato poi attraverso la lettura e il blog. Ho amiche librose sparse in tutta Italia, cosa che di persona ho avuto raramente. Di amiche che vedo di persona e che leggono penso ci sia solo Kia. Non sempre viene capita l’amicizia online, viene vista spesso come una cosa pericolosa, perché non puoi mai essere sicuro di chi ci sia dall’altra parte, ma credo che con smartphone e social vari questa cosa stia scomparendo. Quando giocavo di ruolo mia mamma non era troppo felice visto che le uniche info che avevo di questi miei amici erano il nickname e la chat su MSN.

Ed ora voce alle partecipanti al GDL che abbracciano un po’ tutte le età.

Daniela

È normale che i genitori di Eliza non concepiscano l’amicizia on-line. È una cosa che non c’era ai loro tempi, probabilmente loro non utilizzano i social e temono di non avere nessun controllo sulla figlia.
Premesso che utilizzo pochissimo i social, a me non sembra così strano poter avere delle amicizie on-line. Molti hanno maggior facilità a parlare di sé e aprirsi scrivendo, piuttosto che nella realtà. Si possono incontrare molti bugiardi e approfittatori? Probabile. E bisogna stare ben attenti. Ma non è che nella realtà (off-line, come dice Eliza) sia molto diverso…

Ilaria

Assolutamente possibile, ma ho iniziato a pensarlo solo dopo aver aperto il blog: prima credevo che senza contatto diretto non ci fossero rapporti veri, ora con il blog ho avuto modo di conoscere tantissime persone e con alcune, tra cui qualche autrice, sono più in contatto delle persone che conosco e con cui avrei modo di interagire di persona. Inoltre, credo che spesso le persone riescano a rivelare di più di se stesse online piuttosto che di persona, che siano meno frenate dalla timidezza.

Amaranth

Ho scoperto che l’amicizia online è molto più reale di quanto si tenda a pensare e può avvicinare persone che altrimenti non avrebbero modo di incontrarsi. Lo scambio attraverso la rete non è poi così diverso da quello che si può avere di persona, anche se chiaramente la compresenza fisica consente diverse attività che online sono precluse. Tuttavia, se pensiamo alla sincerità del rapporto, credo che sia evidente che in qualunque circostanza ognuno racconta di sé solo ciò che è pronto a condividere e, se è certo che lo schermo possa rendere più facili certe interazioni, non per questo deve essere demonizzato.
Non credo che sia stata la rete a sottrarre alle persone la capacità di rapportarsi l’una all’altra né, nel caso specifico di Eliza, che le sue amicizie siano limitate a causa dello schermo. Al contrario, lo schermo le permette di avere contatti con persone esterne alla sua famiglia (fondamentali!) che altrimenti non riuscirebbe ad avere.
La preoccupazione dei genitori può essere legittima, ma forse andrebbe ridimensionata e reindirizzata.

Alice

Credo assolutamente che possano nascere amicizie in rete e che queste possano trasformarsi in legami più profondi. Penso però che questo sia per lo più possibile se si condivide lo stesso interesse (libri, cucina, viaggi, fitness, film). Sarei scettica invece nei confronti di quelle amicizie nate per dire tra due persone con “profilo privato” perché appunto più complicato stabilire una sorta di legame.

Karen

Prima di entrare in un gruppo di lettura non avevo amici online. Sono la prima a non fidarmi e a temere che dietro uno schermo non ci sia la persona che credo. Il mondo della lettura è indubbiamente un mondo più pulito di tanti altri, ho voluto rischiare…e oggi sono molto contenta di averlo fatto. Ho conosciuto persone fantastiche! Alcune le sento quotidianamente, altre con meno frequenza, ma le considero mie amiche tanto quanto quelle che ho conosciuto nel mondo “reale”.

Antonella

Per me il gruppo di lettura è stata la prima – e per ora l’unica – esperienza di amicizia online. Ho qualche amica con la quale, causa mancanza di tempo, comunichiamo in pratica solo online, ma sono amicizie nate di persona.
Soprattutto come genitore, mettono qualche timore…tua figlia pensa di comunicare con un/una simpatico/a coetaneo/a e tu immagini orridi marpioni che si nascondono dietro leggiadri nickname.
Penso però che anche un’amicizia online possa essere molto sentita e importante, specie durante l’adolescenza che richiede i suoi riti, i segreti e le esclusive!
Anche se, personalmente, dopo un po’ desidererei un contatto personale, anche se solo una volta ogni tanto.

E voi, cosa ne pensate? Avete amici conosciuti online? O siete scettici in merito?