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Lettura di gruppo: Ti ho trovato fra le stelle [Recap #1]

Buongiorno. Abbiamo terminato la prima settimana della lettura di gruppo dedicata a ‘Ti ho trovato fra le stelle’ di Francesca Zappia. Il libro, sebbene tratti un argomento – fanfiction e webcomic – che non sono coosciutissimi da tutti, ci ha prese. Sarà la scrittura semplice e diretta, sarà l’alone di mistero…o forse la ship che ci è già partita dopo i primi 10 capitoli.
Per la discussione di questa settimana, la domanda alle partecipanti è stata:

Avete mai letto webcomics, graphic novels o fanfictions? Se sì, come mai vi piace, se no perché non lo avete mai fatto?

Su questo argomento io e la Mon non potremmo essere più diverse: io personalmente non ho mai letto graphic novel (anche se mi incuriosiscono) o web comics e al mondo delle fanfiction mi sono avvicinata veramente di striscio. Ho letto qualcosa, ma davvero pochissimo e non mi sono fai fatta affascinare troppo.
Mon, invece, dice:

Ho letto per anni fanfiction di Harry Potter. È l’unico fandom di cui sia mai riuscita a leggerne perché mi permettevano di tornare nel mondo che amavo così tanto e scoprire coppie e situazioni che non erano presenti nella saga originale. Le adoravo, ma piano piano mi è sembrato che la qualità calasse sempre di più e non sono più riuscita a leggerne.

Ma andiamo a vedere cosa ci hanno risposto le partecipanti: da tutti questi pareri personali, ne è poi scaturita una bella chiacchierata sul gruppo Telegram.

Karen

No, non ho mai letto generi simili un po’ (molto) per ignoranza un po’ perché quel poco che mi è capitato davanti non ha mai riscontrato il mio interesse.
Ne sono curiosa? Discretamente. Penso che leggerò qualcosa del genere solo se mi viene consigliato da qualcuno di fiducia.

Ilaria

Si, più che altro fan fictions: per lungo tempo ho letto molte di quelle create dal fandom di Percy Jackson, che devo dire è molto prolifico ed ha portato avanti molti dei temi che Rick Riordan aveva lanciato nella saga. Mi piaceva molto Vedere come gli appassionati riuscissero a tenere in vita lo spirito dei libri o dargli una piega più adulta rispetto al suo target. Purtroppo ora ho meno tempo di prima ed ho dovuto abbandonare un po’

Daniela

Non ho mai letto graphic novels. Sono piuttosto ignorante in materia ma ho sempre associato questo genere a storie tipo fantasy con mostri, supereroi ecc…che non fanno per me. Ammetto che delle fanfiction non conoscevo neanche l’esistenza….però questa cosa mi sta incuriosendo….

Amaranth

Non ho mai letto webcomics, ma leggerei senza dubbio Mare di mostri: è davvero affascinante. Non è che da qualche parte si trova?
Per quanto riguarda graphic novels e fanfictions, invece, posso condividere la mia esperienza, limitatissima credo, ma esistente. Ho letto tantissime ff ispirate all’universo di Harry Potter: con coppie, futuri, finali e persino ambientazioni diverse. Per un certo periodo sono stata in fissa con la coppia Draco/Ginny e ho avuto pure una ff preferita: era l’appuntamento fisso come un telefilm. E tenete conto che sono una sostenitrice della coppia canon.
Ho molte graphic novels in tbr, una delle quali è ispirata ad American Gods, ma recentemente (più o meno perché è passato forse un anno) ho letto “Valzer con Bashir” sulla guerra in Libano. Un pugno allo stomaco, ma molto bella. Amo leggere storie: credo che questo sia il motivo principale che mi ha spinto verso entrambi i generi. Ho scoperto le fanfictions solo perché non riuscivo a separarmi da HP: avevo bisogno che i miei personaggi preferiti continuassero a vivere in qualche modo. Le graphic novels, invece, soddisfano un gusto diverso dal momento che danno la possibilità di raccontare visivamente qualcosa e può sembrare banale, ma una tavola può sintetizzare un mondo.

Alice

Per quanto riguarda le graphic novels posso solo dire di aver letto solo La profezia dell’armadillo di Zerocalcare e basta. Non so perché ma leggendo molto velocemente non riesco a gustare questo genere. Ho apprezzato molto questo titolo ma non mi ha soddisfatto completamente. Invece ci credete che non ho mai letto fanfiction? Ne conosco l’esistenza ma non riesco a concepire storie diverse da quelle ufficiali (lo so, ho una mentalità chiusa). Webcomics… Non sapevo neanche esistessero! Mi avete aperto un mondo con questo libro, anche se ora mi sento vecchia (ero rimasta ai classici fumetti da giornalaio).

Antonella

Sono completamente a digiuno sull’argomento. Mi ci sono voluti un paio di capitoli, anzi di più, per calarmi in questa cosa e seguirla scorrevolmente, ma non mi dispiace! Anche se non penso che la mia esperienza andrà molto oltre il libro, che tra l’altro sto apprezzando, perché è troppo…tecnologico? social?

Da qui sono partiti consigli su autori e siti su cui leggere le cose più disparate e siamo davvero contente di aver toccato un mondo magari non conosciuto a tutti, incuriosendo così i lettori e condividendo passioni e cose nuove.

Recensione: La stanza della tessitrice di Cristina Caboni

Buongiorno lettori! Cerco di proseguire con le recensioni, rimanendo fedele all’obiettivo di riuscirvi a parlare degli utlimi libri che ho letto, per lo meno quelli che mi sono piaciuti molto. Uno di questi è La stanza della tessitrice di Cristina Caboni che mi è stato gentilmente fornito da Garzanti.

la stanza della tessitrice cover

Titolo: La stanza della tessitrice
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti

I desideri sono fili invisibili da cucire insieme.
Interrogò il tessuto. E lui rispose. Vedeva il vestito nella sua mente e, come un pittore, ne definiva la struttura, il disegno e il colore. Gli abiti che Camilla rielaborava e confezionava erano creati sui sogni individuali di chi li indossava, capaci di infondere protezione, coraggio, sicurezza. Ciò che desiderava per sé stessa con tanta intensità, sapeva crearlo per gli altri.

Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni.

Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.

I romanzi di Cristina Caboni mi avevano sempre incuriosita, ma non avevo ancora avuto l’occasione di leggere qualcosa di suo. La stanza della tessitrice mi ha stuzzicata un po’ di più e quando l’ho notato tra le nuove uscite, non ho potuto fare a meno di lasciarmi catturare. Beh, vi dico da subito che recupererò presto gli altri suoi romanzi. Mi è piaciuto il suo modo di scrivere, delicato e diretto allo stesso tempo, il suo creare una storia dove amore e famiglia la fanno da padroni, conditi dalla giusta dose di suspance.

La storia di Camilla, come avete capito, mi ha davvero presa ed il mio parere è super positivo. Dopo i primi capitoli di introduzione, un po’ confusi ma assolutamente necessari – con il senno del poi – per creare la giusta atmosfera, la lettura scorre senza intoppi, senza buchi e senza ‘cose’ di troppo.

Camilla è una ragazza che nella vita ha conosciuto sia il dolore che l’amore e che ora, dopo uno scontro con la sua migliore amica, nonché cugina ‘acquisita’, sente il bisogno di crearsi una nuova vita con le sue sole forze. Da Milano si trasferisce a Bellagio, ma nel momento in cui tutto sembra aver preso la giusta direzione, si trova costretta a tornare: chi le ha dato tutto l’amore che ha conosciuto nella sua giovane vita – Marianne – ha bisogno di lei. È proprio in questa occasione che Camilla scopre un segreto che Marianne si porta dentro da una vita, un segreto che non ha mai detto a nessuno ma che ora le pesa troppo sul cuore.

Camilla è una protagonista che ho amato alla follia. Coraggiosa, leale, vera e pronta a mettersi in gioco. I suoi momenti di indecisione, le sue premure sono gestite in maniera magistrale dall’autrice, in modo da renderla reale e non lamentosa nonostante più volte si trovi in difficoltà e le venga voglia di mollare tutto e riprendersi la sua nuova vita.

Caterina è l’altra protagonista, un personaggio effimero, impalpabile. Simile in certi versi a Camilla, nella sua voglia di riscattarsi, nelle sue idee rivoluzionarie ed interessanti. È una ragazza avvolta dallo stesso alone di mistero che permea il libro, è la chiave che incuriosisce il lettore, dando una marcia in più al racconto.

Sono rimasta affascinata dalle descrizioni dell’autrice, dalla sua capacità di intrecciare le storie, portando il lettore a capire insieme a Camilla il segreto che si nasconde dietro la sua famiglia adottiva. Nulla è scontato, nemmeno quello che ci sembra di capire da subito. Si trova comunque un intreccio, un particolare sfuggito.

La storia si divide in blocchi di capitoli alternati tra la storia di Camilla, ai giorni nostri, e quella di Caterina, negli anni Venti. Due storie che si intrecciano e sono più simili di quanto ci si potrebbe aspettare.

E poi c’è la storia d’amore di Camilla, forse un po’ affrettata, ma accogliente, piacevole e molto molto romantica.

Ho poi apprezzato che ogni capitolo sia dedicato ad una stoffa diversa, corredata dalla sua descrizione e dagli utilizzi più comune: piccole perle interessanti e brevi al punto giusto per non distrarre dalla storia.

Se ancora non vi fosse chiaro, è un libro che consiglio, tra i più belli letti quest’anno. Una storia che lascia il lettore soddisfatto e felice, entrandogli nel cuore.



 

Come forse già saprete, cari lettori, siamo affiliate Amazon. Se vi piace il nostro blog e volete acquistare il libro recensito, cliccate su questi link e compratelo da qui. Non spenderete di più né noterete differenze, ma ci aiutate a crescere e migliorare sempre di più! Grazie <3

 

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Blog Tour: Recensione di Legend di Stephanie Garber

Buongiorno lettori!
Concludiamo la settimana con un’altra recensione e oggi, grazie al Blog Tour organizzato con altre talentuose blogger, vi parlo di Legend, secondo libro nella serie ‘Caraval’, che avevo recensito qui.
Prima di iniziare vi lascio qui le altre tappe del tour:

legend cover

Titolo: Legend
(Caraval #2)
Autore: Stephanie Garber
Editore: Rizzoli

Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L’unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l’antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell’Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d’amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.

Ero curiosa di continuare la storia di Scarlett (Rossella nella traduzione italiana) e Donatella dal momento in cui ho terminato la lettura di Caraval. Il mondo creato dall’autrice mi aveva stregata e non vedevo l’ora di ri-immergermi in esso. Potete immaginare la mia reazione quando ci è stato chiesto se volevamo partecipare al Blog Tour.

Legend riprende subito dopo la fine del libro precedente, ma subito ci accorgiamo del cambiamento nel POV. A raccontare la storia non è più Rossella, ma sua sorella Donatella, che non avevamo avuto modo di conoscere più di tanto in Caraval. È lei che questa volta si trova a partecipare al gioco misterioso e pericoloso organizzato da Legend, l’uomo di cui nessuno conosce l’identità o la storia. Donatella si ritroverà coinvolta in qualcosa che non riguarda solo Legend, ma anche la sua famiglia e il mondo in generale, perché questa volta c’è qualcosa di diverso nel gioco. Sembra più reale, come se non fosse tutta un’illusione destinata a scomparire alla fine del gioco.

Oltre a cambiare la protagonista, cambia anche il luogo in cui viene presentato Caraval. Siamo a Valenda, capitale dell’Impero e questa volta Caraval è stato indetto come dono per Elantine, sovrana dell’Impero. L’autrice è riuscita a farci scoprire ogni angolino di Valenda e a farcela amare, con i suoi quartieri tutti diversi e i profumi descritti al punto da poterli quasi sentire.

Ho apprezzato Donatella più della sorella come voce narrante. Si piange addosso di meno, è meno titubante e si ingegna al massimo per risolvere gli ostacoli che le si presentano davanti. Non ho apprezzato troppo le dinamiche con gli altri personaggi, perché salvo alcuni rari casi, Donatella non vuole chiedere aiuto, ostinata a cavarsela sempre da sola.

Sugli altri personaggi non so bene cosa dire perché mi sono sembrati un po’ marginali. Avrei voluto vedere di più i vecchi personaggi e vedere un’interazione maggiore tra le due sorelle.
Ho avuto la sensazione che la storia di Rossella sia andata avanti misteriosamente e che non ci sia stata mostrata. Mi sono ritrovata alla fine piuttosto perplessa.
Ho adorato Jacks, ma ho un debole per i personaggi cattivi e un po’ psicopatici quindi non c’è da stupirsi. Continuo a non capire Dante come personaggio, con il suo passare dal dare estreme attenzioni a Donatella all’ignorarla totalmente. Allo stesso modo non capisco Legend, di cui sostanzialmente abbiamo solo sentito parlare. In questo libro ci riserva qualche sopresa, ma niente di troppo convincente.

Mi è mancata un po’ la magia del gioco in questo libro. C’è meno incanto, meno gioco, meno illusione che si mischia alla realtà. Avrei voluto ritrovare l’atmosfera che c’era in Caraval, ma non ci sono riuscita. Confido nel terzo libro per essere travolta dalla magia.

Concludo invitandovi ovviamente a leggere il libro e a farmi sapere che cosa ne pensate.


 

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WWW…Wednesday #54

Buon mercoledì lettori!
Come sempre, a metà settimana, facciamo il punto delle letture. Voi cosa state leggendo?

Letto

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Da leggere

Ho finito Legend ieri e ve ne parlerò venerdì. Oggi vorrei iniziare Vorrei che fosse già domani perché me lo porto dietro da un mese quasi e voglio assolutamente iniziarlo. Non so cosa leggerò poi, quindi per ora pagina bianca. Tutto è possibile.

Letto

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Da leggere

Ultima lettura Tutto questo o nulla di Mari Thorn e Anne Went, di cui trovate la recensione QUI in occasione del Review Party. In lettura ho La città del terrore di Alafair Burke per l’iniziativa #igiallicondestinodicarta. Questo thriller mi sta piacendo, anche se forse gli manca un po’ di ritmo. Per la prossima lettura rimango fiduciosa, potrebbe essere la volta buona che termino Non ho tempo per amarti di Anna Premoli.