Buon pomeriggio lettori!
Concludiamo la settimana con una recensione, in modo da lasciarvi con qualche consiglio di lettura per il weekend. Il libro di cui vi andrò a parlare fra poco è un libro che hanno amato davvero in moltissimi, ma che purtroppo non mi ha convinta appieno.

Fidanzati dell'inverno cover

Titolo: Fidanzati dell’inverno (L’Attraversaspecchi #1)
Autore: Christelle Dabos
Editore: Edizioni E/O

L’Attraversaspecchi è una saga letteraria in quattro volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei?
Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

Lo dico subito, così poi posso concentrarmi liberamente sulla recensione: mi aspettavo tutta un’altra cosa e non mi ha conquistata come invece pare aver fatto con praticamente tutte le persone che seguo.

“Fidanzati dell’inverno” ha un titolo stupendo, una cover che cattura immediatamente lo sguardo e una trama intrigante. Insomma, avevo delle aspettative altissime e forse è stato il mio errore più grande.

Ofelia è la protagonista di questa serie di libri ed è un personaggio davvero particolare. Estremamente goffa, poco loquace, timida, ma estremamente testarda e orgogliosa. È impossibile non provare affetto nei suoi confronti considerando anche la spiacevole situazione che le viene imposta dalle Decane della sua Arca, Anima. Per Ofelia dover sposare Thorn significa doversi trasferire in un’altra Arca e non rivedere più la sua famiglia, lo zio e l’amato museo. Significa anche entrare in un mondo che non conosce e in cui non viene per niente inclusa.

Mi è piaciuto come la ragazza non si sia mai persa d’animo, nonostante le enormi difficoltà incontrate. Ho apprezzato come la sua gentilezza verso le persone non venga dimenticata e da come questa gentilezza sia stata ripagata con aiuto e saggi consigli. Ofelia ha sicuramente una lunga strada davanti a sè, ma mi è piaciuto seguirla in questa sua prima esperienza nel mondo e vedere come si sia trasformata da ragazzina impaurita a giovane donna che sa cosa vuole e che non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa da nessuno.

Thorn è difficile da interpretare perché lo conosciamo molto meno di Ofelia. È freddo, distante, perso nel suo lavoro e nel suo modo metodico di vivere. La sua condizione di bastardo lo ha costretto a diffidare da chiunque e questo suo essere freddo e distaccato rende difficile volergli bene, sia per Ofelia che per il lettore. A me piacciono questi personaggi super complicati e sono curiosa di vedere cos’altro ha in serbo per noi. Sono sicura che Thorn si sorprenderà.

Gli altri personaggi sono tutti assurdi e difficili da interpretare. Ognuno di loro ha una personalità e un potere ben distinto, infatti impariamo tramite i vari personaggi a capire anche le differenze tra le varie famiglie: c’è chi provoca dolore con la mente, chi è in grado di condividere i pensieri con la propria famiglia come una rete, chi “legge” gli oggetti e le loro storie. I poteri di questi famiglie sono davvero interessanti e sono un’aspetto di questo mondo che vorrei venisse approfondito ulteriormente nei prossimi volumi.

“Fidanzati dell’inverno” ha uno stile di scrittura che all’inizio può sembrare lento e non a tutti piacerà. Ammetto che le prime cento pagine per me sono state davvero difficili. È migliorato andando avanti e le ultime 150 pagine circa le ho divorate. Diciamo che ci ha messo un po’ a ingranare e per questo non sono riuscita a gridare al capolavoro.
Leggerò sicuramente il prossimo libro e spero di riuscire ad apprezzarlo più di questo. Non voglio assolutamente far passare il messaggio che “Fidanzati dell’inverno” sia un libro da non leggere, anzi. La trama è davvero originale e consiglio di provare a leggerlo. Lo stile non è per tutti e la lentezza iniziale può scoraggiare. Sono ottimista per i seguiti però.


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2 Commenti su Recensione: Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos

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