Buongiorno lettori! Ho deciso che adesso mi metto d’impegno e, a costo di rileggere pezzi di libri già letti – scrivo le 10 (?) recensioni arretrate. Ho passato un periodo in cui finivo un libro e la voglia di recensire era pari a quella che può avere un gatto di fare il bagno: ora cerco di uscirne. Il libro di cui vi voglio parlare oggi è The Player di Vi Keeland. Lo conoscete?

the player cover

Titolo: The Player
Autore: Vi Keeland

La prima volta che Delilah incontra il famoso quarterback Brody Easton è in uno spogliatoio maschile, al termine di una partita. È la sua prima intervista come commentatrice sportiva. Un incarico importante e conteso, per il quale sono stati presi in considerazione molti altri giornalisti uomini, ma sui quali Delilah ha avuto la meglio, dopo molta gavetta e molti sacrifici.
Figlia di un famoso giocatore di football, Delilah è praticamente cresciuta in questo mondo, una mosca bianca in un universo di testosterone, sa come muoversi e non è facile metterla in un angolo. Eppure, quando Brody Easton già alla prima domanda decide di mettersi a nudo, letteralmente, lasciando cadere l’asciugamano che lo copre, lei non sa proprio che fare. A metterla in difficoltà non è tanto la statuaria bellezza, quanto l’atteggiamento provocatorio e la sfacciataggine dell’atleta che, fin da subito, inizia infatti a flirtare con lei. Ma Delilah non esce con i giocatori. O meglio, non esce con quel tipo di giocatore: di bell’aspetto, forte, arrogante, che vive di vittorie e conquiste, dentro e fuori dal campo. E Brody Easton in questo è un vero giocatore…

The Player è stata la mia ‘seconda possibilità’ alla Keeland. L’anno scorso avevo letto Bossman che mi era sì piaciuto, ma non mi aveva catturata come invece raccontavano le numerose recensioni. Non avevo trovato quella frizzantezza e quell’originalità che mi aspettavo. Avevo trovato una lettura da ombrellone, ben scritta, piccante al punto giusto ma nulla di più.
Quest’anno ho deciso di darle un’altra chance, vista la popolarità delle sue storie e quindi mi sono tuffata su The Player. Devo dire la verità, con questo volume – che mi è piaciuto più di Bossman – ho rivalutato questa autrice che comunque non credo rientrerà mai nelle mie preferite.

Il mio voto rimane comunque positivo, tre stelline piene e anche qualcosa in più. Cosa mi è piaciuto quindi nonostante il mancato feeling con l’autrice? E perché non è sbocciato l’amore (il mio perlomeno)?
The Player è una storia che scorre via, che si fa leggere in un batter d’occhio. I personaggi sono stereotipati, ma stereotipati bene. Permettono al lettore di immedesimarsi nella storia, di ritrovarsi in uno schema che ci si aspetta quando si apre un libro di questo tipo ma senza mai annoiare. La seconda parte del libro, così come era successo con Bossman, scorre fin troppo veloce, in un precipitare di eventi ammassati che confluiscono in un finale che non lascia convinti al 100%. È stato sostanzialmente questo a non convincermi, la risoluzione troppo veloce di una trama che era partita bene, piena di spunti.

Delilah è una giornalista sportiva, figlia di un giocatore di football e alle prese con le sue prime interviste. Delilah è una donna normalissima, con un suo lavoro che le piace ma non un capo che tenta di denigrarla. Vive da sola ed è cresciuta seguendo le partite del padre e si porta dietro le ferite del suo grande amore.

Alla sua primissima intervista negli spogliatoi, conosce Brody Easton, uno dei più famosi quarterback che – indovinate un po’? – è uno schianto. Brody è bellissimo, ovviamente fisicato, pare anche intelligente e simpatico. Piccolo particolare, non ha nessuna intenzione di impegnarsi dopo una storia finita malissimo.

La storia tra i due protagonisti devo ammettere che mi ha presa parecchio. Delilah e Brody sono due persone scottate dall’amore, sfiduciate. Non si sentono pronti a ripartire, i ricordi dei rispettivi amori giovanili sono troppo forti. Eppure cominciano a conoscersi e ad aprirsi e la storia della loro crescita è davvero bella. Purtroppo nell’ultima parte del libro ‘crescono’ un po’ troppo velocemente e le cose si concludono in maniera poco verosimile.

Ho apprezzato comunque questi due personaggi, ironici e chiusi a riccio. Ho adorato le scene in casa di riposo, dove Brody va a trovare Marlene, una specie di nonna, per lui. Marlene è un personaggio chiave nella storia e mi è piaciuto conoscerla un po’ meglio seppur filtrata dal punto di bista di Brody.

Altro punto a favore, il doppio POV alternato, una cosa che nei romanzi rosa mi affascina sempre.

In sostanza un libro divertente e scorrevole, piacevole per passare qualche ora sotto l’ombrellone, ma a cui manca qualcosa. O forse sono davvero io che non riesco ad entrare in sintonia con lo stile della Keeland. Voi avete letto qualcosa di suo?


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