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5 libri da non farsi scappare nella Giornata della Memoria (+1 che voglio leggere)

Buongiorno lettori!
Mi rendo conto che in questi giorni sarete bombardati di titoli di libri sulla Shoah, racconti della seconda guerra mondiale, storie di deportazione. Nonostante ciò, ci tenevo anche io a lasciarvi una top 5. I racconti ambientati in questo periodo storico mi hanno sempre catturata, la disperazione e la speranza che si contrappongono nelle vite dei protagonisti di questi romanzi/testimonianze mi fanno sempre riflettere ed è difficile che dica di no ad un libro con questa base storica.

 

Ogni anno leggo almeno un paio di libri ambientati nell’Europa ai tempi della seconda guerra mondiale. Non sempre, ovviamente, in questo periodo. È però in questi giorni in cui se ne parla di più che ripenso spesso ai più belli letti negli ultimi anni. Quella che vi lascio è una lista stilata ‘a braccio’: non necessariamente i più belli in assoluto, ma quelli che mi hanno lasciato qualcosa, che in un modo o nell’altro troverò il modo di consigliare.

Chi non conosce Storia di una ladra di libri di Markus Zusak? È una storia che ho adorato e di cui mi è piaciuto davvero tanto anche il film: non potrete non piangere. Per chi ama le storie d’amore, non posso non pensare ad Un giorno solo, tutta la vita di Alyson Richman. Una storia dolce e commovente, ma allo stesso tempo dura e triste che consiglio a tutte le lettrici almeno un po’ romantiche. Romanzo che invece sembra ‘sempre il solito’ ed invece ho trovato struggente ed originale è Il bambino di Auschwitz di Suzy Zail. L’autrice ha preso spunto da una storia vera per raccontare la deportazione e l’internamento dagli occhi di un bambino. È un racconto che trasuda speranza e fiducia nel prossimo e nella vita. Freschi freschi dello scorso anno, invece, due romanzi completamente diversi. Il primo è La ragazza della neve di Pam Jenoff, un romanzo a sfondo rosa, ambientato in un circo che cerca di sopravvivere alla Germania nazista. Un punto di vista e una trama originali e curiosi ed una protagonista davvero interessante. L’altro è Di notte sognavo la pace di Carry Ulreich, un diario scoperto da poco e successivamente pubblicato che ricorda vagamente quello di Anna Frank. Non è un romanzo, quindi si tratta di una lettura più lenta ed in certi punti non appassionante al 100% ma davvero davvero interessante se volete saperne di più.

Cliccando sulle copertine potrete leggere le recensioni complete (tranne Storia di una ladra di libri)

Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris invece è il libro che vorrei leggere quest’anno per la Giornata della Memoria. Ne ho sentito parlare benissimo e mi è stato consigliato da diverse persone. In più, grazie a Lily’s Bookmark, ho scoperto che si tratta di una storia vera e che sul sito dell’autrice ci sono le vere foto dei due protagonisti. Questo particolare ha stuzzicato ulteriormente la mia curiosità! Voi l’avete letto?

5 cose che…5 libri che ci hanno fatto piangere

Buon venerdì!
Torniamo con la rubrica ideata Twins Books Lovers. In cosa consiste? Ogni venerdì verrà scelto un argomento e vari blog posteranno le proprie scelte. L’argomento di questa settimana, che in realtà è quello della settimana scorsa, sono i 5 libri che ci hanno fatto piangere.


~ Mon

Uhm se c’è una cosa che dovete sapere su di me è che sono tremendamente emotiva. Libri, serie tv e film riescono a farmi piangere molto facilmente. Questi sono i primi 5 che mi sono venuti in mente, ma ce ne sono milioni di altri che mi hanno lasciata singhiozzante in giro per casa, scuola, università, metro, treni etc.
Di solito sono lacrimoni giganti che quasi non si vedono, altre volte singhiozzi veri e propri e disperazione totale (Trentatré sto parlando di te). A volte sono libri tristi, a volte scene tristi o estremamente commoventi. Io piango per morti, separazioni, dichiarazioni d’amore, gesti romantici, funerali…chi più ne ha più ne metta. “Making Faces” della Harmon mi ha devastata e ho deciso di mettere la copertina inglese per mostrare la disperazione, ma il libro è stato tradotto in italiano con il titolo “Sei il mio sole anche di notte”.

~ Kia

Come la Mon, anche io sono parecchio emotiva. Libri e serie TV tendono ad impadronirsi dei miei sentimenti e a farmi piangere spesso e volentieri. Per esempio,
vogliamo parlare di This is us? Mi sta lentamente distruggendo. Tornando ai libri, ho deciso di non ripetere tutti quelli della Mon (che ha compilato il post prima di me), anche se tranne Making Faces, li avrei inseriti tutti. Quindi a parte i primi due che non potevo assolutamente saltare, ho scelto altri titoli che mi hanno strizzato il cuore.

That moment when tanti is meglio che one: Un giorno solo, tutta la vita #4

E siamo arrivate alla fine di questa avventura. È con gli occhi a cuoricino che vi dico che sono super felice per come è andata. Il tempo a nostra disposizione era poco, eppure l’unico ‘problema’ è stato quello di aver mandato le domande alle ragazze non proprio con troppo anticipo. Abbiamo comunque sempre concesso loro almeno 24 ore. 😉

Devo dire che è stato davvero emozionante condurre questa avventura, vedendo la voglia delle ragazze di partecipare, il loro entusiasmo nel prendere parte ad ogni nostra follia mettendoci un sacco di impegno e buona volontà nonostante, me ne rendo, gli impegni di ognuna.

Quando abbiamo chiesto alle ragazze se avevano voglia di una lettura di gruppo e Karen subito ha proposto il libro, eravamo spaventate ed emozionate allo stesso tempo. Nonostante avessimo appena finito un’esperienza simile leggendo ‘La ragazza del treno’, questa si è mostrata da subito più impegnativa. Prima di tutto più lunga. Gestire 4 settimane di lettura, mantenendo viva la condivisione e coinvolgendo sia le partecipanti che qualche esterno è tutt’altro che semplice. Eppure, se anche con qualche mancanza, credo proprio di poter considerare riuscita quest’impresa. Ci sono delle cose da migliorare, senza dubbio, ma mi ritengo assolutamente soddisfatta. Le idee che mi sembravano folli e senza speranza sono molto piaciute.

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Qui potete trovare quello che ci siamo inventate nelle settimane precedenti:
Settimana 1 (domande alle partecipanti + trama)
Settimana 2 (citazioni preferite + Terezin)
Settimana 3 (intervista a coppie – grazie Chiara per l’idea)

Posso solo aggiungere che non vedo l’ora di replicare. Con nuove idee e magari con qualche partecipante in più.

Prima di passare alla ‘puntata’ di oggi volevo ringraziare davvero di cuore Cristina, Karen, Rachele e Veronica, e naturalmente la mia Mon, per la loro entusiastica partecipazione e per avermi fatto compagnia in queste 4 settimane. Spero parteciperete anche alla prossima avventura. 

Per questa ultima settimana, avendo finito il libro, abbiamo chiesto alle ragazze di scrivere un piccolo pensiero sul libro e/o su questa lettura di gruppo, quello che passava loro per la testa e avevano voglia di condividere con il mondo. Ovviamente, in fondo trovate anche i nostri pensieri. Buona lettura!

Cristina
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“Un giorno solo, tutta la vita” è un libro di una delicatezza assurda. Incontri Lenka e la sua famiglia quando è ancora piccola. Scopri che è circondata d’amore, quello dei genitori, quello della sorella, della tata e delle amiche. Ed è grazie ad una delle sue due migliori amiche che lei, e noi, incontriamo Josef. E, come spesso accade, si innamorano. Vivono il loro primo amore in una Praga tormentata, divisa tra bellezza e paura del futuro. Entrambi ebrei e con la guerra ormai alle porte decidono di ufficializzare la loro storia. Sfortunatamente il matrimonio dura poco, Lenka e Josef sono costretti a separarsi. Ma con la promessa di ritrovarsi un giorno. La lontananza, e una burocrazia un pochino imprecisa, cercano di non far avverare il sogno dei due sposi. il destino invece tifa per loro.
Ho definito questo libro delicato per come tratta le scene più crude, più angoscianti e deprimenti. C’è sempre una sorta di poesia di fondo, una forza, che fa commuovere ma che spinge a sperare, a credere. Non ho pianto, lo ammetto, ma mi sono commossa innumerevoli volte. È uno di quei libri da leggere a casa, mentre fuori piove. Consigliatissimo.
Però adesso lasciatemi dire due cose:
1. Sono sicurissima che le informazioni fossero difficilmente reperibili, ma, poretti che sfiga! Si credono morti a vicenda! Non solo uno, tutti e due!
2. Si incontrano al matrimonio dei nipoti. Questo è proprio il destino che li vuole riunire, è evidente! Quante probabilità c’erano?!

Karen
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The lost wife è un inno all’amore, alla speranza, alla vita. A Lenka e Josef è sufficiente un incontro, uno scambio di sguardi per capire di aver trovato quello che non sapevano ancora di star cercando.
“You hear in the person you’re destined to love the sound of those yet to be born.”
Lo scenario in cui sono costretti a vivere, però, va frantumandosi giorno dopo giorno, fino a quando sono posti di fronte ad una scelta straziante che segnerà il corso della loro vita.
E’ impossibile non sentirsi travolti dalla loro storia e dalle emozioni che emergono fin dalle prime pagine. Il tema è particolarmente delicato, la maggior parte degli eventi si svolgono durante la Seconda Guerra Mondiale, ma le parole diventano pura poesia nelle mani della Richman. Ci sono molti autori che hanno il talento di saper raccontare una storia, ma si contano quelli che riescono a comporre un’opera di così tanta bellezza.
“In my old age, I have come to believe that love is not a noun but a verb. An action. Like water, it flows to its own current, If you were to corner it in a dam, true love is so bountiful it would flow over. Even in separation, in death, it moves and changes. It lives within memory, in the haunting of a touch, the transience of a smell, or the nuance of a sigh. It seeks to leave a trace like a fossil in the sand, a leaf burned into baking asphalt.”

Rachele
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Quando Kia e Mon mi hanno chiesto di unirmi a loro nella lettura non sapevo se ce l’avrei mai fatta. I miei impegni sono tanti e il tempo poco, ma ho accettato. La lettura di gruppo mi piace molto e non volevo rinunciarci.
Il libro alla fine l’ho divorato, forse la seconda settimana è quella che mi è piaciuta di meno perché più descrittiva, di racconto. Invece a me piacciono i fatti, l’azione, l’ansia.
Comunque, i personaggi, sia principali che non, sono tutti fantastici, secondo me tutti rimangono nel cuore. Adoro Lenka, un po’ meno Josef, adoro la tata di Lenka, Rita e tutti quelli che sono comparsi nel libro. Anzi no, tutti no, i cattivoni delle SS non mi piacciono per nulla, mi chiedo sempre come cavolo facevano ad andare dormire tranquilli, o come facevano ad avere la coscienza pulita.
La storia è scorrevole e gli ultimi 15 capitoli ho pianto, non dico tutto il tempo, ma quasi. Questi libri a me piacciono, mi segnano e mi insegnano un sacco di cose, e sempre di più il rispetto per gli altri, l’essere gentili, avere un cuore grande. Il mondo è così difficile e duro che non dovrebbe esserci la malvagità, ma purtroppo mi rendo che c’è sempre stata e va solo a peggiorare.
Quindi quando leggo questi libri mi prometto sempre di leggerne di altri altrettanto belli, di consigliarli a tutti e sopratutto di non riempire la mia mente e cuore con cattiverie gratuite, malignità, ma essere sempre amorevole con tutti per riequilibrare un po’ il mondo e, almeno io, sentirmi in pace e serena con me stessa.
Il mio consiglio? Leggete questo libro!

Veronica
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Quando ho letto la trama del libro, credevo di leggere della storia d’amore di Lenka e Josef e del suo sopravvivere al tempo e gli orrori dell’Olocausto. Invece non è stato così, o almeno non solo. Quello che mi rimarrà a mente di questo libro sono due cose:la prima in assoluto è la voce che l’autrice ha dato ai milioni di ebrei imprigionati nel campo di Terezin con le loro storie drammatiche e strazianti; però allo stesso tempo non ha impedito loro di trovare un po’ di gioia grazie alla musica e al disegno. E proprio grazie al disegno, i prigionieri sono riusciti a documentare a costo della vita le ingiustizie e le misere condizioni umane degli abitanti di Terezin.
La seconda cosa è Lenka, che vive l’esperienza delle segregazione e della deportazione senza mai pentirsi della scelta che ha fatto, ma anzi cercando il calore e il conforto della sua famiglia fino alla fine.
Aggiungo solo una cosa: ma secondo voi, non era meglio lasciare il titolo originale? Spiega meglio tutto il libro no? Un giorno solo, tutta la vita che significa? The lost wife invece rende tutta la disperazione di Josef.

Mon
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Sono mesi che non riesco a scrivere nulla di concreto su un libro, ma questa settimana tocca ai commenti e quindi ci provo.
Non sono un amante dei romanzi/libri/film ambientati durante il periodo nazista, un po’ perché è un argomento che mi turba tantissimo a livello emotivo e un po’ perché proprio non mi piace come periodo, ma quando Karen ha proposto questo romanzo, non ho saputo dire di no.
Sapevo che il romanzo avrebbe avuto una fine più o meno positiva, se non da “e vissero per sempre felici e contenti” e quindi mi sono buttata nella lettura con in mente l’idea di un lieto fine.
Sono contentissima di averlo letto perché un tema delicato come quello dei campi di concentramento e della guerra è stato trattato con una delicatezza sconcertante, pur non risparmiando descrizioni crude e avvenimenti poco felici. Mi ha fatto scoprire cose che non sapevo, come l’esistenza di disegni e poesie scritte dai bambini all’interno del campo o di cori veri e propri che cantavano opere per intrattenere un minimo le persone o semplicemente per provare a ribellarsi un po’.
I personaggi mi sono piaciuti tutti e ognuno di loro viveva nella mia mente mentre leggevo. Vedevo Lenka e Josef innamorarsi lentamente, vedevo la loro felicità il giorno del matrimonio e la paura nel momento in cui si sono dovuti separare. Ho vissuto con Lenka e la sua famiglia ogni passo verso il campo e ogni cosa sopportata all’interno di esso.
Sto cercando di non spoilerare nulla, ma è complicato perché ci sarebbe così tanto da dire su quello che accade ai protagonisti. La storia di Lenka è quella che turba di più forse, ma è Josef quello che fa riflettere di più. Il racconto della sua vita, la sua capacità di stare accanto ad una donna che, come lui, ha perso tutto nella vita, il suo amore incondizionato per figli e nipoti mi ha dato la sensazione di voler far riflettere il lettore sulla vita a tutti i costi. Ad un certo punto, mentre leggevo di Lenka, mi chiedevo come potessi io, a volte, lamentarmi della mia vita, quando ci sono persone che hanno vissuto orrori simili e sono riuscite, seppur con i fantasmi a tormentarli, ad andare avanti.
Insomma, una storia meravigliosa, ambientata in un periodo terribile che riesce però a regalare emozioni fortissime. Un libro decisamente da leggere e ricordare.

Kia
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Siamo arrivati in fondo, ed è ora che anche io esprima il mio pensiero su questo libro visto che finora vi ho detto solo cosa penso di questa fantastica esperienza di lettura di gruppo.
Che dire del libro? L’argomento, quello dello sterminio nazista e dei campi di concentramento, lo si vede ormai un po’ in tutte le salse. Questo può essere visto sia come un bene che come un male. Nel primo caso perché anche i romanzi aiutano a non dimenticare quello che è stato, perché se anche i fatti vengono romanzati i fatti storici rimangono quelli, qualcosa di vero c’è e sicuramente ci rimmarrà in testa. Il lato negativo è semplicemente che qualcuno si potrebbe anche stufare di sentire sempre la ‘stessa storia’, vedendo quello che è successo come qualcosa in un certo senso meno importante di quello che è realmente. Una specie di inflazione per intenderci. Per questo di solito tendo a selezionare con cura quali romanzi ambientati in questo periodo storico voglio leggere. Quando Karen ha proposto questo libro, già solamente leggendo la trama mi sono commossa. E quindi è stato un ‘Sì’ senza nessuna esitazione.
Fin dai primi capitoli ho amato un po’ tutti i personaggi, nel bene e nel male. Nella prima parte del libro ho trovato che Josef fosse meglio caratterizzato, probabilmente perché la sua storia, nei salti temporali del doppio POV, lo vede già più adulto, più maturo e con più vita sulle spalle. Le sue riflessioni mi hanno fatta pensare fin dalle prime pagine e ci sono stati del passaggi che ho davvero amato. Non a caso le citazioni un po’ di tutte vengono da sue riflessioni. Lenka all’inizio è più ragazzina, e la sua leggerezza viene forse resa maggiormente da questa differenza rispetto al marito. Lei ha vissuto meno, in un certo senso ha meno da trasmettere e raccontare, e per questo il suo personaggio non è così profondo. Verso la metà del libro, per ovvi motivi, cresce anche lei, diventando, soprattutto negli ultimi capitoli – almeno secondo me – molto simile a Josef ed Amalia.
Devo dire la verità, i personaggi mi sono piaciuti un po’ tutti. La mamma di Lenka per la sua forza fino in fondo, per l’affetto che dimostra non solo alla sua famiglia ma anche a Lucie e a sua figlia. La sorella di Lenka, che per quasi tutto il libro resta piuttosto in secondo piano, si riscatta dando esempio della sua tenacia verso la fine del libro. E ovviamente Josef e Lenka, il primo per il suo amore sconfinato. Non solo per Lenka ma per la vita. Per la sua forza, per il suo voler bene ad Amalia nonostante tutto, per il suo cercare di farla stare bene, per il suo amore per figli e nipoti. Lenka per la sua forza di volontà, che riesce a trasmettere a chi le sta intorno, per il suo amore per la famiglia che sormonta qualsiasi cosa. Per la sua fiducia nella vita, quella che la tiene in piedi fino all’ultimo, fino alla liberazione. Quella stessa fiducia che prova a trasmettere agli altri, aiutandoli fino al limite del possibile, mettendo in gioco tutta sè stessa.
Non ho pianto durante la lettura, ma più di una volta mi sono trovata con gli occhi lucidi. Il libro è tanto profondo quanto bello, duro e triste allo stesso tempo. L’ho adorato, così come ho adorato leggerlo con questo fantastico gruppo di ragazze potendolo commentare in ogni momento. E ve lo consiglio davvero.

Ed eccoci arrivati proprio in fondo a questa esperienza, sperando di aver coinvolto, nel limite del possibile, anche voi lettori occasionali. E magari di avervi invogliati a partecipare alla prossima.

That moment when tanti is meglio che one: Un giorno solo, tutta la vita #3

Buongiorno a tutti!
Siamo arrivati alla terza tappa di questa lettura di gruppo che, devo ammettere, mi sta piacendo davvero molto. Come forse si è notato dalla mancanza di mie recensioni, negli ultimi mesi sto facendo davvero fatica a leggere e non pensavo sarei riuscita a tenere il passo con le ragazze nella lettura di questo libro. Ovviamente mi sbagliavo e ‘Un giorno solo, tutta la vita’ è l’unico libro che stia leggendo volentieri.
Per chi è la prima volta che sente parlare di questa iniziativa, vi lascio i link ai post delle scorse settimane:

Provo quindi a spiegarvi in cosa consiste la tappa di questa settimana. Ci siamo divise in coppie (tramite un’estrazione casuale) e abbiamo posto delle domande. Ogni partecipante ha risposto per sé stessa e per la persona in coppia con lei. Abbiamo quindi confrontato le risposte per vedere se combaciavano e per ogni risposta giusta è stato assegnato un punteggio. La coppia vincitrice riceverà una piccola sorpresa.
Ringraziamo come sempre le ragazze che ci seguono nelle nostre piccole pazzie, quindi un abbraccio grande va a Cristina, Karen, Rachele e Veronica.

Che la sfida abbia inizio!

Coppia Rachele/Karen

Risponde Rachele per Karen

Quale pensi sia il personaggio preferito da Karen?

Lenka, sicuramente perché è dolce, sensibile, combattiva e Karen, come Lenka, non avrebbe mai lasciato la sua famiglia. La famiglia prima di tutto. So che le piaceranno anche moltissimo uno o due personaggi secondari. Non vi dico quali perché non me lo avete chiesto, ma uno di sicuro inizia con la F. √ corretta

Per come è fatta Karen, per la sua personalità, credi che riuscirebbe a visitare un campo di concentramento come Terezin? Credi che lo farebbe ‘volentieri’?

No, non visiterebbe mai volentieri un posto del genere, ma lo visiterebbe comunque perché è curiosa e vuole imparare sempre di più ed avere un quadro più dettagliato di tutte le informazioni, luoghi e immagini che quei posti racchiudono √ corretta

I disegni rappresentano una componente importante soprattutto di questa parte del libro. Dovessi scegliere un colore per definire la tua ‘compagna’, quale sarebbe? Perché?

Sono super indecisa per il colore, ma direi l’arancione perché è una via di mezzo fra il giallo che è un colore brillante e solare e i colori caldi come marrone ecc… dico arancione. Errore!

Karen: L’azzurro, quel bell’azzurro del cielo di primavera e d’estate. Perchè mi dà l’idea della leggerezza, della libertà. Perchè è il colore che associo all’infinito e a tutte le possibilità che abbiamo dinanzi a noi. Nessun limite, nessun ostacolo per il nostro intelletto e le nostre passioni!

Punteggio 2/3

Risponde Karen per Rachele

Quale pensi sia il personaggio preferito da Rachele?

Sono sicura che abbia amato diversi personaggi, ma forse il suo preferito è Lenka, per la sua forza e la sua generosità. Pur tra stenti ha sempre rivolto uno sguardo agli altri, non si è chiusa ed abbandonata alla propria sofferenza. Sottraeva quel poco che poteva per regalare un sorriso e la possibilità di un mondo diverso e colorato ai bambini del ghetto.√ corretta

Per come è fatta Rachele, per la sua personalità, credi che riuscirebbe a visitare un campo di concentramento come Terezin? Credi che lo farebbe ‘volentieri’?

Credo che Rachele non solo andrebbe a visitare il campo ma ti porterebbe con sè! Tanta sofferenza non può esser dimenticata.√ corretta

I disegni rappresentano una componente importante soprattutto di questa parte del libro. Dovessi scegliere un colore per definire la tua ‘compagna’, quale sarebbe? Perché?

Oh, che indecisione! Inizio col dire che la associo ai colori pastelli. Il rosa, il violetto, l’azzurro, il verdino, il giallino, il bianco sono tutti suoi colori, delicata e dolce com’è non solo nei colori e nei movimenti del viso, ma anche nel tono e nelle sfumature della voce.
Tra tutti, però, il mio preferito è il verde. Nominate Rachele e la prima immagine che mi salta in mente è lei sulla panchina col libro Il cavaliere d’inverno illuminata dalla luce del sole. √ corretta

[Rachele: Non saprei quale colore…proprio no. Il verde? Dice verde perché è quello che mi piace di più in questo momento. il verde mi da tranquillità, e io sono una ragazza tranquilla.]

Punteggio 3/3

Punteggio totale Rachele/Karen 5/6

Coppia Veronica/Cristina

Risponde Veronica per Cristina

Quale pensi sia il personaggio preferito da Cristina?

Il suo personaggio preferito è Lenka perchè è dolce,romantica ma anche forte e determinata,sempre pronta a combattere per quello in cui crede. Errore!

Cristina: Non ho un personaggio preferito… tra tutti mi sento più in sintonia con Josef.

Per come è fatta Cristina, per la sua personalità, credi che riuscirebbe a visitare un campo di concentramento come Terezin? Credi che lo farebbe ‘volentieri’?

Non lo so,forse se andasse con altre persone si. Affrontare certe brutture umane in compagnia di qualcuno che ti sostiene è sempre di grande conforto. √ corretta

I disegni rappresentano una componente importante soprattutto di questa parte del libro. Dovessi scegliere un colore per definire la tua ‘compagna’, quale sarebbe? Perché?

Rosso,decisamente,come la passione,perché la prima volta che ho incontrato Cri,in libreria ha stupito tutte dicendo che aveva letto gran parte dei libri della sezione erotica ^____^ l’ho adorata da subito! Errore!

Cristina: Grigio nebbia, temo. Non so spiegarvi il perchè, sinceramente. Credo che la nebbia di stamattina mi sia entrata dentro 😀

Punteggio 1/3

Risponde Cristina per Veronica

Quale pensi sia il personaggio preferito da Veronica?

Umh. Oddio. Non ne ho la più pallida idea…Lenka, forse? Errore!

Veronica: All’inizio del libro mi piaceva la sorella di Josef,perchè è l’unica che sembra capire e accetta la motivazioni di Lenka per non partire.Poi sono affascinata dal personaggio di Amalia,spero nell’ultima parte di sapere di più su di lei.

Per come è fatta Veronica, per la sua personalità, credi che riuscirebbe a visitare un campo di concentramento come Terezin? Credi che lo farebbe ‘volentieri’?

Si, credo che riuscirebbe a visitarlo. Temo non volentieri però. √ corretta

I disegni rappresentano una componente importante soprattutto di questa parte del libro. Dovessi scegliere un colore per definire la tua ‘compagna’, quale sarebbe? Perché?

Verde. Verde bosco, se capite quello che intendo. è un colore che calma, ma che è anche corposo e pieno di vita. Errore!

Veronica: Il mio colore preferito è il viola,mi calma l’umore.

Punteggio 1/3

Punteggio totale Veronica/Cristina 2/6

Coppia Kia/Mon

Risponde Kia per Mon

Quale pensi sia il personaggio preferito da Mon?

Pensando alla Mon penso subito a Lenka, o a sua madre e a Rita . Il collegamento? L’amore per il disegno. Così come questi 3 personaggi cercano in qualche modo una salvezza nel disegno che diventa un modo per aiutare i bambini ma anche sé stesse a vivere una vita migliore, anche lei, spesso, lo usa come valvola di sfogo. Errore!

Mon: Mi piace molto Josef, sia da giovane che da anziano. Mi piace che abbia lottato per portare Lenka via con sé, ma mi piace che abbia capito perché lei abbia deciso di non partire. Nei racconti di lui più anziano mi piace che lei sia sempre nei suoi pensieri e come cerchi in ogni modo di scoprire cosa le sia successo, senza però smettere di pensare a tutte le persone che sono entrate nella sua vita del frattempo. Dalle scene descritte mi sembra un uomo con i suoi difetti e i suoi demoni, ma capace di essere un padre presente e un nonno davvero dolce.

Per come è fatta Mon, per la sua personalità, credi che riuscirebbe a visitare un campo di concentramento come Terezin? Credi che lo farebbe ‘volentieri’?

Farebbe fatica,molta. Non per la non volontà di conoscere quello che è stato, anzi, ma proprio per sensibilità personale. √ corretta

I disegni rappresentano una componente importante soprattutto di questa parte del libro. Dovessi scegliere un colore per definire la tua ‘compagna’, quale sarebbe? Perché?

Il blu. In tutte le sue sfumature a partire dall’azzurro fino al blu notte. Come il suo carattere che va a giornate. Un giorno è un azzurro chiaro gioioso e tutto da vivere. Il giorno dopo blu notte, e occhio a chi si avvicina (ti voglio bene ♥️) √ corretta

[Mon: Dovessi scegliere il mio colore preferito sarebbe il verde o il verde acqua, ma qui stiamo chiedendo quale colore mi rappresenta. Mmm, posso essere a strisce? Un po’ grigio tempesta perché nelle mie giornate no (e sono tante) il mio umore è di quel colore lì e un po’ l’azzurro cielo, perché è un colore che mi rallegra le giornate.]

Punteggio 2/3

Risponde Mon per Kia

Quale pensi sia il personaggio preferito da Kia?

Aiuto. Sono idecisa fra Lenka e Josef, ma vado con la prima, per la sua dolcezza e tenacia. Errore!

Kia: il mio personaggio preferito credo sia Josef, perché mi ritrovo nel suo tenersi dentro le cose che lo fanno stare peggio, pensandoci spesso ma senza lasciar trasparire molto.

Per come è fatta Kia, per la sua personalità, credi che riuscirebbe a visitare un campo di concentramento come Terezin? Credi che lo farebbe ‘volentieri’?

Penso riuscirebbe e vorrebbe andare a visitarne. Andare a visitare questi luoghi, dopotutto, è fondamentale per ricordare e cercare di non ripetere gli stessi errori commessi in passato. √ corretta

I disegni rappresentano una componente importante soprattutto di questa parte del libro. Dovessi scegliere un colore per definire la tua ‘compagna’, quale sarebbe? Perché?

Sono tentata di dire grigio o nero considerato il caratterino della ragazza, ma lei è a strisce (o a pois) grigie e gialle. Le prime per il suo umore nelle giornate no, le seconde per quanto è solare nelle giornate buone. Errore!

Kia: Essendo fissata col fucsia direi quello, ma non saprei davvero il perché.

Punteggio 1/3

Punteggio totale Kia/Mon 3/6

Eccoci quindi alla fine della sfida di questa settimana. È stato sicuramente molto divertente leggere le risposte di ognuna e vedere quanto ci avevamo azzeccato.

Facciamo un applauso virtuale alla coppia vincitrice, con quasi punteggio pieno: Rachele e Karen!

Alla prossima settimana!