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That moment when tanti is meglio che one: Un giorno solo, tutta la vita #1

Buongiorno a tutti!
Come forse avete letto su Facebook la scorsa settimana abbiamo dato via alla prima lettura di gruppo organizzata sul nostro blog. Avevamo già fatto delle mini prove con l’intervista a fine prima stagione di “How to get away with Murder” e con la lettura di gruppo del libro “La ragazza del treno” e la cosa ci era piaciuta parecchio, decidendo di riprovare, un po’ più seriamente, con un altro libro.

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Eccoci qui quindi, con il primo post su “Un giorno solo, tutta la vita”, traduzione italiana di “The Lost Wife” di Alyson Richman.
Per quanto riguarda la lettura, abbiamo deciso di leggere 15 capitoli a settimana; il libro ci farà così compagnia per 4 settimane. Ogni mercoledì, pubblicheremo un post, ognuno con modalità leggermente diversa, grazie ai suggerimenti delle ragazze partecipanti. Ovviamente, se qualcuno vuole unirsi in corso d’opera, è sempre il benvenuto.

Questa settimana il post è piuttosto semplice, tre domande e le rispettive risposte da parte di ognuna.

Uh, mi stavo quasi dimenticando di dirvi chi sono le ragazze di cui sto parlando: Cristina, Karen, Rachele e Veronica, grazie del sostegno in queste settimane di preparazione e per tutto quello che state sopportando mentre io e Kia impariamo come gestire la prima iniziativa un po’ grossa su questo blog.

Dal prologo e da vari indizi nei primi capitoli possiamo immaginare che Lenka non sia partita per l’America insieme a Josef. Se ti fossi trovata nella situazione della ragazza, con la possibilità di salvarti, lasciando però indietro la tua famiglia, cosa avresti fatto?

Cristina:  Sinceramente? non lo so. Non ne ho la più pallida idea. Spero di non dover mai decidere.

Karen: Come posso rispondere? come puoi partire sapendo che probabilmente non riuscirai più a vedere la tua famiglia? Che la lascerai ad un destino infausto? Ma come lasciar partire la tua anima, l’amore della tua vita? È una scelta che fai con disperazione e credo che avrei scelto più sull’impulso del momento che altro. Perché non c’è una scelta corretta. Qualsiasi decisione prendi sai già che è sbagliata. Ora sceglierei di rimanere. Ora appunto.

Kia: Domanda moooolto difficile. Infatti l’ha inventata la Mon. Però credo che sarei partita, non tanto per volontà di abbandonare tutti, ma per la voglia di allontanarmi, crearmi una nuova vita e trovare nuove possibilità in posti sconosciuti.

Mon: Mi sono complicata la vita da sola con questa domanda ù.ù Coomunque, se fossimo stati negli anni in cui è ambientata la storia, avrei avuto dei problemi a lasciare indietro la mia famiglia, ma forse sarebbero stati direttamente loro a dirmi di partire perché almeno qualcuno si potesse salvare. Ai giorni nostri e sotto altre circostanze, probabilmente sarei partita giusto per poter vedere il mondo.

Rachele: Non so che avrei fatto, forse nemmeno io sarei partita. Ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Veronica: La situazione di Lenka e Josef è difficile e straziante,però avrei fatto come lei: non avrei lasciato la mia famiglia indietro per un uomo che in fin dei conti conosco appena. Lenka dimostra un grande coraggio,perchè secondo me in cuor suo sa a cosa rinuncia non partendo con Josef ma lo fa lo stesso per amore dei suoi familiari.

Sei mai stata a Praga? Se sì, cosa ti ha colpito? Se no, ti piacerebbe andarci?

Cristina: Si, ci sono stata. In gita scolastica in quarta superiore. Sono riuscita a vederla con il sole e il caldino quindi me la sono goduta tantissimo. Non mi ricordo molto purtroppo, quindi vorrei tornarci.

Karen: Ovvio ovvio che vorrei andarci! Non mi attirano gli altri continenti ma mi piacerebbe visitare ogni angolino d’Europa!

Kia: Mai stata a Praga, ma sono fortemente intenzionata ad andarci.

Mon: No, non sono mai stata, ma spero di poterci andare presto. Mia mamma c’è andata qualche anno fa e ha detto che le era piaciuto un sacco.

Rachele: Sii, è bellissima, l’ho amata e vorrei tanto tornarci! Mi ha colpito tutto, è una città magica. Ci sono stata in 5 superiore (troppi anni fa) e non ricordo una cosa in particolare.

Veronica: Sono stata a Praga nel 2008 a fine agosto per una settimana e,so di essere una tra le poche(forse l’unica)ma a me non è piaciuta. Mi spiego:il centro storico è bello e i paesaggi intorno al fiume sono suggestivi ma poi basta,il resto mi ha deluso. Però venivo da due mesi trascorsi a Vienna quindi forse non sono obiettiva … mi sono ripromessa di tornarci però 🙂

Una citazione, in questi primi capitoli, che ti è piaciuta particolarmente (max 10 righe)

Cristina: Accanto a lui, al freddo, gli sbuffavo nuvolette di alito in faccia. “Ma come facciamo a sposarci proprio adesso? Il mondo intero è sottosopra.” Lui mi attirò più vicino a sé. “Se non ci sposiamo, a me non resterà più niente di buono nella vita.”

Karen: He laughs. And in his laugh I hear bliss. I hear feet dancing, the rush of skirts twirling. The sound of children. Is that the first sign of love? You hear in the person you’re destined to love the sound of those yet to born .

Kia: Ride anche lui. E nella sua risata c’è una gran gioia. Sento piedi che ballano, gonne che frusciano forte, vocio di bambini. È questo un primo segno d’amore? Sentire nella persona che sei destinata ad amare il suono di quanti devono ancora nascere.

Mon: Così ti fa sentire, il bacio dell’uomo che ami? Fuoco e fiamme, colore di porpora, indaco, rosso bluastro come il sangue nelle vene prima che incontri l’aria.

Rachele: Mi pareva di vivere d’aria: mangiavo a stento e la notte non dormivo, il pensiero fisso su Josef e su come e quando l’avrei rivisto. Ma pur senza appetito e senza sonno, non mi ero mai sentita così piena di energia; anche il mio modo di dipingere cambiò. Le pennellate si fecero più libere. Diventai più generosa nell’uso di colore e superfici. Mutò anche il mio intuito nel tratto quando disegnavo: la mano si fece più sciolta, come se avesse finalmente acquisito sicurezza, e i miei soggetti erano più vivi che mai.

Veronica: le citazioni che mi sono piaciute in questi primi capitoli sono due ma ne metto una e cioè: “Ognuno conserva un’immagine o un ricordo segreto che scarta di nascosto,come un dolcetto vietato,di notte:passiamo da lì e ci ritroviamo nel mondo dei sogni”

Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Josef Kohn scorge tra gli invitati una donna dall’aria familiare: gli occhi azzurro ghiaccio, l’ombra di un tatuaggio sotto la manica dell’abito. Rischiando di essere scortese, le chiede di mostrargli il braccio. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: “Lenka, sono io. Josef. Tuo marito”. Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1938, quando Lenka e Josef sono due studenti. Ebrei, si conoscono poco prima dell’occupazione nazista, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti, Lenka decide di restare, perché non ci sono i visti per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all’orrore, dipinge: l’unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Josef, in America, si specializza in ostetricia; solo aiutare a dare la vita gli impedisce di essere trascinato a fondo dalle voci di chi non c’è più. Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi. Ed entrambi impareranno che l’amore può anche essere gratitudine per chi ti ha salvato la vita, affinità tra anime alla deriva, rispetto di silenzi carichi di dolore. E di confini da non valicare, perché al di là si celano – intatti e ostinati – i ricordi di una passione assoluta, di quelle che basta un istante per accendere, ma non è sufficiente una vita per cancellare. Questa storia inizia e non ha mai fine. Come i grandi amori.

That moment when tanti is meglio che one: How to get away with murder #1

Dopo averci messo un quarto d’ora scrivere il titolo del post, arrivo anche al contenuto. Orgogliosissima di presentarvi il primo appuntamento della sezione dedicata ad How to get away with murder all’interno della nostra rubrica ‘Tanti is meglio che one’.

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L’idea di questa sezione è nata in seguito all’entusiasmo mostrato dalle ragazze nel rispondere alle domande dell’intervista di fine stagione (che potete trovare qui) su questa serie tv.
La sensazione che la voglia di partecipare a queste iniziative ci sia davvero e la curiosità di scoprire i pareri e le idee di altre persone con le stesse passioni ci ha spinte a provare, per questa stagione, un progetto più ambizioso. Come già accennato su Facebook, pubblicheremo un post ogni due episodi, più precisamente il giovedì successivo all’uscita del secondo episodio di ogni coppia. Questo per dare tempo a tutti di guardare le due puntate interessate. Le prime due domande si manterranno uguali per tutta la stagione, per vedere come cambiano le nostre supposizioni mano a mano che la storia si svolge. Le altre due, invece, saranno più specifiche e relative ai due episodi. Cercheremo di non fare grossi spoiler diretti, evitando di mettere nomi di colpevoli che saltino all’occhio. Con l’andare del tempo e l’addentrarsi nella serie sarà comunque sempre più difficile, quindi attenzione se non volete rischiare.
Ancora due cosine prima di passare alle domande. Se qualcuno vuole aggiungersi è ben accetto, basta che ce lo faccia sapere, così come se qualcuno vuole semplicemente dire la sua rispondendo alle domande (o a una che lo stuzzica in particolare) nei commenti.
Last but not least (assolutamente NOT LEAST) un grazie davvero di cuore alle ragazze che sopportano scleri e ritardi e rispondo con una velocità notevole alle domande, dimostrando sempre una grande voglia di partecipare e ringraziando noi per averle coinvolte. Ragazze, senza di voi non ci sarebbe questo post e nemmeno la rubrica, quindi tanti cuori a tutte ♥ ♥.

Ma veniamo alle domande e risposte di – oltre a noi 3 – Alessandra, Chiara di Diario di pensieri sparsi, Federica, Karen, Silvia e Veronica.

Cosa non ti saresti mai aspettata di queste due puntate?

Alessandra: Sinceramente a parte la cosa dei due mesi dopo il resto è andato abbastanza in linea coi miei pensieri…non ero sicura fosse stata Bonnie ma qualche dubbio ce l’avevo XD
Anna: Posso rispondere tutto? Diciamo che con tutte le cose successe che mi hanno sconvolto mi sembra di essere a fine stagione e non solo alla seconda puntata.
Chiara: Sicuramente il nuovo crimine della stagione, vedere Annalise agonizzante, proprio lei che sembrava intoccabile. Però è ancora viva, almeno!
Federica: Annalise ricoperta di sangue.
Karen: In assoluto la nuova relazione della Keating!!
Kia: Tutto? Dovendo scegliere una cosa scelgo la relazione della Keating.
Mon: Riflettendoci potrei trovare mille cose che mi hanno sconvolta, ma la prima cosa che mi viene in mente è la nuova relazione della Keating.
Silvia: Non mi aspettavo che Wes rimanesse così “tranquillo” dopo la scomparsa di Rebecca. Stagione scorsa sembrava un esaltato per qualsiasi cosa, ora sparisce la sua tipa e fa spallucce.
Veronica: Bè direi che la cosa più inaspettata è la scena alla fine della prima puntata. Sono rimasta senza parole!

Chi è il “killer” della stagione? (Abbiamo immaginato che il quasi omicidio che si vede nella scena di ‘2 mesi dopo’ sia il caso della stagione)

Alessandra: Non ne ho idea!! Non penso siano stati ancora i ragazzi, anche se ovviamente sono nel posto sbagliato…secondo me devono comparire ancora nuovi personaggi e mi rifiuto di credere che lei muoia davvero.
Anna: Secondo me è Eve.
Chiara: Adesso come adesso, punto su Nate.
Federica: Wes.
Karen: Non so proprio risponderti! Dopo queste due prime puntate non mi sorprenderebbe se anche la Keating commettesse l’omicidio del secolo!
Kia: Wes è troppo ‘evidente’, per un attimo ho sospettato di Connor ma a fine seconda puntata Asher è quello che mi puzza di più.
Mon: Sono indecisa tra Eve e Asher.
Silvia: Il killer è Asher.
Veronica: E’ presto per dirlo, se abbiamo imparato qualcosa da questo telefilm è che nulla è come sembra!

Trovi che la nuova relazione della Keating sia una grande trovata o una forzatura?

Alessandra: Mah non la trovo una forzatura, credo che il personaggio abbia un mondo di cose da raccontare e misteri sul suo passato da rivelare (la relazione con Bonnie ad esempio mi incuriosisce troppo troppo).
Anna: L’ho trovata una forzatura, nel tutto un po’ stonava.
Chiara: Sicuramente inaspettata, non la considero una forzatura perché il personaggio di Annalise è davvero complesso e che sia bisex è solo un nuovo lato di lei che ancora non conoscevamo.
Federica: Sinceramente non saprei, per ora non la capisco molto.
Karen: Per ora mi sembra un po’ forzata, ma non si può mai dire cosa hanno in serbo per noi!
Kia: Sicuramente non me lo sarei mai aspettata. Sicuramente questo miscuglio di relazioni della Keating e il suo essere bisex ci convincono ancora di più su quanto questa donna sia mentalmente incasinata.
Mon: Grande trovata non direi, forzatura ni. La Keating é un personaggio molto complesso ed era evidente che non amava il marito. Ora scopriamo che ha mollato Eve per stare con Sam e non me lo spiego, ma immagino verrà rivelato. Insomma.. Mi aspetto grandi rivelazioni per spiegare questa scelta.
Silvia: Non credo sia una trovata, credo piuttosto che con questa sua confusione sessuale/emotiva si sia voluto sottolineare maggiormente quanto questa donna sia incasinata..
Veronica: La nuova relazione della Keating non mi ha stupito più di tanto perchè è coerente con il passato pieno di abusi del personaggio. Però è un pò forzato il fatto che si ributti subito nella relazione…a meno che non sia un piano per tenersi buona la donna.

Il ragazzo che esce alla fine della seconda puntata con Michela è lo stesso ragazzo che vediamo sulla foto di Rebecca che Wes trova tra le sue cose. Potrebbe essere Egg911? Molto in breve, che ruolo potrebbe avere nei prossimi episodi?

Alessandra: Sì penso sia Egg199 e penso anche che sappia chi sono tutti gli altri…non so come ma la sensazione è che ci troveremo in un grosso casino a breve! E magari potrebbe centrare con il “due mesi dopo”…stiamo a vedere!
Anna: Altro colpo di scena l’apparizione di questo tipo! Secondo me è molto probabile che sia Egg911 e sicuramente creerà un sacco di casini che scopriremo prossimamente.
Chiara: Tutto ci porta a credere che il ragazzo che ci prova con Michela sia proprio lo stesso Egg911 ma, proprio per questo, non sono sicura che sia lui. Io credo che sia in città per cercare Rebecca o capire cosa le è successo, mandato dal misterioso Egg911, che secondo me è una donna.
Federica: Potrebbe essere Egg911. Secondo me lui si è avvicinato a Michaela volontariamente, sa chi è lei e i suoi amici e nei prossimi episodi cercherà di scoprire cosa sia successo a Rebecca.
Karen: Non è che lo rendono la nuova fiamma della ragazza? Come vedi ho più domande che risposte.
Kia: Potrebbe essere Egg911, decisamente. Sono convinta che si sia avvicinato a Michela e Connor insieme per avere la certezza di riuscire a combinare qualcosa con almeno uno dei due così da scoprire qualcosa di più sui ragazzi e su Rebecca. Porterà sicuramente casini.
Mon: Potrebbe essere, ma in questo momento non so immaginare un quadro più grande. Conosce Rebecca, probabilmente sa che è morta o non sarebbe entrato in scena, ma quanto altro sa? Perché erano in contatto? Troppe domande e, per ora, non ho la risposta a nessuna.
Silvia: Secondo me quel tizio è Egg911, potrebbe essere un amico di Rebecca al quale lei si rivolgeva per i suoi problemi e per essere aiutata (911 è il numero usato per le emergenze, magari ha un qualche collegamento) ed ora sta indagando sulla scomparsa dell’amica..vedremo
Veronica: Il ragazzo nuovo è stato il jolly della seconda puntata. Tutto fa pensare che sia lui Egg911 e sono proprio curiosa di scoprire il suo ruolo. Solo una cosa agli sceneggiatori:non rendetelo gay,altrimenti povera Michela! ^___^

Ed eccoci alla fine. Tante idee diverse anche se su alcuni punti sembriamo essere più d’accordo che su altri.
Ancora grazie a chi ha partecipato e alla prossima, tra due settimane.

That moment when tanti is meglio che one: La ragazza del treno di Paula Hawkins

Io, le mie idee folli (il titolo del post) e chi mi appoggia. È la fine, me ne rendo conto. Ma veniamo al dunque, visto che – mi scuso in anticipo – verrà un post lunghino.

Cominciamo con questa ‘rubrica’. E la prima nota di merito va alla Mon e al suo bannerino. Perché io sparo idee a caso, ma senza di lei che sa usare Photoshop andremmo poco lontano. Quindi, rullo di tamburi.

Bello bellissimo, vero?
Non lo useremo solo per i libri, ma parto da quelli per spiegarvi com’è nata l’idea. Se avete mai letto un libro insieme a qualcun’altro e ne avete discusso capitolo per capitolo con qualcuno che qualche volta la pensa come voi e altre volte la pensa in maniera completamente diversa, potete capire perché ci è venuta voglia di condividere questa esperienza. Altrimenti provateci, perché ne vale la pena. Condividere le letture mano a mano che la storia si sbroglia è una cosa bellissima e quindi, visto che si parlava da un po’ di questo libro, con la Mon e le carissime Chiara – del blog Diario di pensieri sparsi – , Karen e Kikka – del blog Testa e piedi tra le pagine dei libri (e Veronica che però poi si è buttata su letture che la attiravano di più) abbiamo deciso di leggere ‘La ragazza del treno’ tutte assieme. In realtà l’ansia creata da questa storia ha avuto la meglio e siamo rimaste fedeli ai 4 capitoli solo per un paio di giorni, dopodiché ognuna l’ha finito nel primo momento libero che ha trovato.

Arrivate in fondo ne abbiamo però parlato parecchio e, invece della classica recensione, io e la Mon abbiamo deciso di fare un post-intervista coinvolgendo chi ha partecipato alla lettura.

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Titolo: La ragazza del treno
Titolo originale: The girl on the train
Autore: Paula Hawkins
Disponibile in italiano:
Goodreads

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

E adesso giù con le domande. Occhio però, stiamo parlando di un thriller. Quindi, io vi ho avvisati, anche se nomi specifici non ne abbiamo fatti, secondo me l’ombra dello spoiler c’è. Approcciatevi con cautela, soprattutto alla domanda sul personaggio peggiore e quella sul killer. Le altre sono spoiler-free.

Per prima cosa, che voto dai a questo libro da 1 a 5?

Chiara: 3, perché la lettura mi ha coinvolta e, quando leggo un libro così in fretta non scendo mai al di sotto di 3 su 5 come valutazione.
Karen: Un bel 4 tondo tondo.
Kikka: Voto tre stelline dovuto al buon intreccio di POV, alla caratterizzazione dei personaggi, all’atmosfera cupa. 3 per la tristezza interiore che mi hanno lasciato i personaggi.
Mon: 3, bel mistero, la lettura mi ha coinvolta, ma la scrittura non mi ha convinta e nella mia mente alla fine è rimasta tanta ansia e troppa confusione.
Kia: 4, nonostante l’ansia e la prima parte che non mi ha troppo presa.

 

Visto che non credo si possa parlare di personaggio preferito, qual’è il ‘peggiore’ secondo te? Perché?

Chiara: Il personaggio “peggiore” è difficile da scegliere. Alla fine, mi hanno fatto tutti una gran pena. Credo, comunque, che quello che si è “riscattato” meno, escludendo ovviamente il killer e la sua follia, è Anna. I suoi capitoli erano davvero i peggiori da leggere.
Karen: Domanda difficilissima!! Credo che sia il primo libro in cui abbia odiato praticamente tutti! Ma alla fine penso che il premio per il peggior personaggio del libro debba andare a Tom per la sua falsità, la sua insensibilità e la sua disumanità!
Kikka: Il personaggio peggiore secondo me è Anna, non mi è piaciuta dall’inizio alla fine. Fredda, egoista, calcolatrice, “ladra” …. Antipatia la mia che non dipende tanto dal fatto che abbia costruito la sua felicità sfasciando quella di un’altra donna, ma per la pretesa di credersi ad un livello superiore rispetto a Rachel, sono tutte e due donne disperate solo che Rachel lo è fisicamente ed emotivamente più visibile.
Mon: Premettendo che non se ne salva mezzo di personaggio in questo libro, direi che la peggiore è Anna, una volta escluso il killer. I suoi capitoli erano veramente assurdi da leggere e l’ho trovata una persona davvero orribile. Rachel più che sembrarmi un brutto personaggio, mi faceva molta pena.
Kia: Alla fine del libro è chiaro chi sia il peggiore, e non soltanto per l’omicidio commesso. Per tutto il libro non ho sopportato Anna, nonostante sembrasse uno dei personaggi meno strani non l’ho potuta soffrire fin dal primo suo capitolo.

 

Hai scoperto prima chi era il killer? Se no, chi sospettavi?

Chiara: Ho iniziato a pensare a lui quando si è scoperto che Megan non era incinta né di Scott né dello psichiatra. Prima però ho sospettato un po’ di tutti, di Scott, dell’ex ragazzo di Megan, dello sconosciuto del treno e di Anna.
Karen: Proprio no! Quasi per tutto il libro i miei sospetti cadevano ad intermittenza su Scott o sullo psicologo. Mai avrei sospettato del vero killer, se non troppo tardi!
Kikka: Non ho capito, nè sospettato, finchè Anna non ha usato il cellulare. Non me lo aspettavo, però in conclusione di storia mi sono detta che in fondo non mi ha stupita. Comunque io puntavo tutto su Scott.
Mon: No, non me lo aspettavo per niente. Anche quando Anna ha trovato il cellulare, non ho sospettato del vero killer. Prima di scoprirlo ero convinta fosse stato o il marito o lo psichiatra, anche se sotto sotto sapevo che non sarebbe stato così, troppo semplice. Anna è stata sospettata per un po’, ma non credo ne sarebbe stata in grado.
Kia: Nope, nel corso del libro ho sospettato un po’ di tutti a seconda del momento. Poi mi sono fissata su Anna.

 

Ti capita di inventare possibili storie legate a situazioni che vedi dalla finestra, per strada o dai mezzi pubblici?

Chiara: Decisamente sì. Nella mia mente ne ho inventate decine e alcune le ho perfino scritte. Quando mi trovo in una stazione, su un treno o su un autobus, nella mia mente iniziano a scriversi da sole mille storie.
Karen: Naaa…poca fantasia 😉
Kikka: Di tanto in tanto mi capita di osservare finestre chiuse e domandarmi “come sarà la casa all’interno? bella come appare fuori? E che persone ci abiteranno?” , ma non ho mai approfondito troppo questo filone dei miei pensieri.
Mon: Ho troppa poca fantasia per riuscire ad immaginare le vite delle persone. Mi capita di osservarle, di immaginare dove andranno, ma dopo poco la mia mente viene distratta da altro. Quando guardo fuori dal finestrino in realtà non guardo nulla, nella mia testa c’è altro.
Kia: Spesso, sia un treno che guardando dalla finestra, provo ad immaginarmi la vita delle persone che vedo. Non ai livelli di Rachel però, dopo 10 minuti ho già dimenticato tutto.

 

Consiglieresti questo libro? Perchè?

Chiara: Non lo so. Come costruzione ansiogena da thriller non è male ma la lettura mi ha “disturbata” così tanto, soprattutto in alcuni punti, che non mi sento di consigliarlo.
Karen: Assolutamente! Ho adorato la sua scrittura, la sua narrazione. E’ un thriller ben costruito.
Kikka: Per la sua cupezza, per la negatività e i difetti di tutti i personaggi, il non vederci nulla di positivo … potrei parlarne ma consigliarlo :/
Mon: Credo lo consiglierei, ma avvertendo che il livello di ansia nel libro è molto molto elevato. Diciamo che non è il libro con cui correrei da qualcuno urlando: “Oh mio Dio, devi leggerlo assolutamente!”.
Kia: Lo consiglierei avvisando però del contenuto fortemente ansiogeno.

 

Sulla copertina del libro c’è scritto ‘Non guarderete mai più da un finestrino con gli stessi occhi’. Pensi che la lettura ti abbia condizionata a questo punto?

Chiara: No, magari per qualche tempo mi tornerà in mente. Ma con tutti i thriller che ho letto e visto, se mi lasciassi condizionare, non guarderei più nulla allo stesso modo!
Karen: No. Non sono riuscita a provare empatia per i personaggi, specialmente per i personaggi femminili. Rachel mi deprimeva, Megan mi faceva pena, Anna la detestavo.
Credo che per essere condizionati bisogna innanzitutto sentirsi coinvolti ed è piuttosto difficile esserlo quando disprezzi praticamente tutti!
Kikka: No. A fine libro mi sono sentita soffocata dalla cupezza, infatti ora farò scorpacciata di libri “pucciosi”, ma non mi ha condizionato.
Mon: Naa,i libri mi condizionano poco. So che stanno facendo il film tratto da questo libro (no, non lo guarderò) e quello potrebbe rischiare di condizionarmi parecchio. La mia mente riesce a separare fantasia da realtà solo con i libri, ma datemi un film o una serie thriller o horror ed è la fine.
Kia: Sono molto suggestionabile e fifona quindi credo che per qualche tempo mi immaginerò gli omicidi più assurdi. Poi passerà.

 

Eccoci alla fine, un grazie di cuore ♥ ♥ alle ragazze che hanno partecipato con entusiasmo alla lettura e con ancora più entusiasmo hanno risposto alle domande.
Prima di chiudere vorrei invitare chi passa di qua e ha letto questo libro a rispondere alle domande con un commento, potrebbe uscirne qualche bella discussione.

E infine, siccome non potevo farmi mancare i cupcakes, ho fatto una media.

#BookTag – 25 domande sui libri

Eccoci qui! Causa impegni vari ce la siamo prese molto comoda nel rispondere alle domande, ma finalmente ce l’abbiamo fatta. Essendo in due, l’articolo verrà un po’ lungo, ma abbiamo provato ad essere sintetiche.

25 domande sui libri

Prima di tutto un grazie particolare a Chiara di Diario di pensieri sparsi che ci ha nominate per partecipare a questo tag creato, qui su WordPress, da Racconti dal passato.

Considerando che moltissime persone hanno già risposto, abbiamo deciso di non nominare nessuno, invitando però chiunque passi di qui e ne abbia voglia a rispondere alle domande.

Non mi dilungo oltre e vi lascio alle domande (abbiamo risposto solo io e Mon, perchè Anna ha detto che in tema di domande librose ha già dato rispondendo a quelle del Liebster Award).

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1) Come scegli i libri da leggere?

Kia: Nei giri in libreria mi faccio attrarre dalle copertine, altrimenti consigli delle amiche o libri che trovo navigando su Goodreads o internet in generale (blog..)
Mon: Tramite GoodReads, consigli di amiche o gli innumerevoli giri in libreria.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

Kia: Principalmente online, se però devo prendere un cartaceo preferisco la libreria.
Mon: Negli ultimi anni ho letto quasi solo libri digitali, quindi direi online, anche perché i costi dei cartacei rendono l’acquisto in libreria proibitivo.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Kia: Ho una scorta. Sia mai che in un momento in cui posso leggere non abbia qualche libro a disposizione.
Mon: Ho una scorta che non finisce più. Tendo a comprare troppi libri convinta di leggerli a breve e poi, inevitabilmente, rimangono in fondo al Kindle perché nel frattempo ne ho comprati altri mille.

4) Di solito quando leggi?

Kia: Comincio mentre faccio colazione, poi mentre vado a prendere il bus (schiantandomi contro le persone) e poi in quasi ogni momento libero. La sera, prima di dormire, sento la necessità di leggere almeno qualche pagina per staccare la testa.
Mon:  Sul treno, di sera, sul divano, per strada, in coda al supermercato, di mattina, mentre cucino o mi lavo i denti. Diciamo appena posso.

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Kia: Generalmente no. Ho però dei periodi in cui ho un rifiuto verso i libri troppo grossi.
Mon: No, non direi.

6) Genere preferito?

Kia: Anche questo dipende dal periodo, ma principalmente leggo Romance in qualsiasi salsa, qualche distopico e thriller e, ogni tanto, mi piace leggere dei romanzi basati su fatti storici reali o direttamente non-fiction. In sostanza, basta che siano parole messe in fila con criterio.

Mon: Fantasy, distopico e romantico.

7) Hai un autore preferito?

Kia:  In realtà no. Me ne piacciono molti. Quando trovo un autore che mi piace molto, però, tendo a fare delle consistenti maratone.
Mon: Ho un paio di autori che amo, come la Rowling o Jeffery Deaver, ma è difficile definirne uno “preferito”.

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Kia: Da molto piccola, quando mamma mi leggeva i librini, soprattutto prima di andare a dormire. Appena imparato a leggere, comunque, sono stata avvicinata alla lettura e non ho mai smesso. Negli ultimi due anni sono diventata un caso clinico.
Mon: Non ricordo esattamente, perché nei ricordi che ho, ci sono sempre stati libri. I miei genitori non mi hanno mai letto nulla, se non forse i librottini quando ero proprio molto molto piccola, ma ascoltavo le cassette della Disney seguendo la storia sul libricino, quindi direi verso i 3-4 anni.

9) Presti i libri?

Kia: A malincuore, ma li prestavo, pur di far leggere un bel libro, questo ed altro. Ora, con gli e-book è impossibile.
Mon: Una volta sì, anche se mi piangeva il cuore ogni volta. Avevo l’ansia che tornassero rovinati o qualche pagina piegata. Ora che leggo quasi solo in digitale, prestare libri non è più un’opzione.

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Kia: Spesso ne ho più di uno in lettura, di generi diversi e ultimamente, se riesco, uno è in lingua originale.
Mon: Se i generi sono diversi riesco a leggerne anche più di uno per volta. Quando ho iniziato a leggere in inglese tendevo ad avere un libro in entrambe le lingue in lettura, per poter cambiare, mentre adesso capita solo se un libro non mi prende e decido di iniziarne un altro.

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Kia: Mia mamma e la mia sorellina piccola leggono quanto o più di me. Ho amici che leggono molto (amiche, soprattutto) e altri che mi guardano come fossi un alieno quando nomino la lettura.
Mon: Amici gran pochi, familiari si. Le amiche che leggono le ho trovate nell’ultimo anno tramite Internet ed è bellissimo poter condivedere una passione del genere. I miei genitori leggono, anche se molto meno di me, mentre mia sorella divora parecchi libri.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Kia: Dipende da moltissimi fattori: pagine, genere, tempo e disposizione mentale mia del momento. Almeno un libro a settimana, però, lo devo leggere.
Mon: Dipende dal libro, da quanto mi prende, dal genere, da come è scritto e da varie altre cose. In italiano sono molto più veloce, ma ormai ho una buona velocità di lettura anche in inglese.

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Kia: Sempre e comunque, sono curiosa come una scimmia.
Mon: Ovviamente, anche se l’essera mezza cieca rende la cosa piuttosto complessa.

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Kia: Domanda difficilissima, credo che salverei ‘L’Ultimo Elfo’ di Silvana De Mari, il libro che mi ha definitivamente fatto amare la lettura, che mia ha fatto ridere e piangere.
Mon: Indecisa tra uno dei libri di Harry Potter, che mi hanno accompagnata per anni e Orgoglio e Pregiudizio in lingua originale, il mio libro preferito.

15) Perché ti piace leggere?

Kia: È una delle pochissime cose che mi permette di staccarmi totalmente dal mondo esterno, di svuotare la testa e ritrovare il buonumore. Mi piace scoprire cose nuove o immergermi in mondi inventati, innamorarmi di un personaggio e odiarne un altro, emozionandomi insieme a queste personcine di carta che mi fanno compagnia ogni volta che voglio.
Mon: Questa è sempre una delle domande che mi creano più problemi, perché mi sembra sempre di dire cose prevedibili, scontate. La lettura è un viaggio, come la vita. Incontri personaggi diversi, che puoi amare o odiare, che ti fanno innamorare e ti portano con loro a vivere avventure incredibili. I libri ti portano in mondi nuovi, ti portano nel futuro e nel passato, ti insegnano a crescere, pagina dopo pagina. I personaggi commettono errori e ti mostrano le conseguenze, dandoti il senso di giusto e sbagliato. Leggere aiuta a sognare, aumenta la fantasia, fa staccare completamente la mente da ogni problema, perché mentre leggi ci siete solo tu e un intero universo tra le tue mani, stampato su un foglio.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Kia: La Me-pre-Kobo era sempre in biblioteca, ora che sono passata al digitale sfrutto molto meno questa risorsa. Resta comunque che se ci entro per cercare un libro per l’Università o per studiare, la probabilità che ne esca a mani vuote è molto bassa.
Mon: In prestito da amici gran pochi perché ho pochi amici che leggono, ma fino a qualche anno fa andavo in biblioteca almeno una volta la settimana. Ormai ci vado molto meno, sempre per il fatto che leggo in digitale, ma qualche volta capita ancora di prenderne in prestito dalla biblioteca.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Kia: Le ultime lettere di Jacopo Ortis. Mamma mia. Ah, ‘Un giorno, forse’ di Lauren Graham l’ho finito a forza leggendo una pagina sì e tre no.
Mon: Mi vergogno parecchio a dirlo, ma mi tocca: Il signore degli anelli. Ci ho provato almeno sei volte e conto di riprovare ancora, ma non riesco a superare le prime cento pagine.

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

Kia: Prima di comprarlo leggo anche la sinossi. A Goodreads aggiungo senza pietà anche solo per la copertina.
Mon: La copertina, per me, è sempre stata un’arma a doppio taglio. Su GoodReads, ogni giorno aggiungo troppi libri ai to-read solo per la copertina, senza nemmeno leggere la trama, in libreria tendo a leggere la sinossi per farmi un’idea di cosa vorrei comprare. Spesso, però, mi è capitato di scartare libri magari bellissimi solo perché la copertina (o il titolo) erano terrificanti.

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Kia: Onestamente, non presto attenzione alle case editrici.
Mon: Sinceramente non la guardo nemmeno la casa editrice.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Kia: I cartacei, a volte, li lasciavo a casa per mancanza di spazio. Il Kobo lo porto ovunque e sempre.
Mon: Ne ho sempre almeno uno in borsa. Con i libri cartacei era più difficile, perché tendevo (e tenderei ancora) a comprare il formato con copertina rigida che è piuttosto ingombrante, mentre ora, con il Kindle, ho tutti i libri che voglio con poco peso e poco spazio. L’unico problema è che, puntualmente, quando sono fuori decido di voler leggere l’unico libro che non ho caricato sull’eReader.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Kia: Mi vengono gli occhi a cuoricino per qualsiasi regalo libroso. Quello che mi ha lasciato più felice penso sia stato ‘Di Carne e Di Carta’ d Mirya, regalatomi a sorpresa da moroso che vive in un universo dove i libri non esistono (argh).
Mon: Al tempo non lo avrei mai detto, perché guardavo quel libretto di cui avevo letto i primi capitoli e mi aveva solo annoiato, mentre ora sono convinta sia uno dei regali più belli: Harry Potter e la Pietra Filosofale. Mia cugina me lo ha regalato che avevo 8 anni e non mi era proprio piaciuto. Non l’avevo nemmeno finito. Qualche tempo dopo ci ho riprovato e mi si è aperto un mondo. Non me lo avesse regalato forse non lo avrei mai letto e ci avrei solo rimesso.

22) Come scegli un libro da regalare?

Kia: Cerco di incrociare i gusti della persona con i libri che mi sono piaciuti di più.
Mon: È sempre difficile regalare un libro, a meno che non si conosca l’altra persona molto molto bene. Tendenzialmente tendo a guardare i generi che piacciono a quella persona e cerco fra i libri che mi sono piaciuti qualcosa che si avvicini a quei generi.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Kia: Sono maniaca, rigorosamente per ordine di altezza. L’ordine alfabetico, da lontano non si vede, gli scalini tra un libro e l’altro sì.
Mon: Sono una persona molto disordinata, ma la mia libreria è sempre a posto. Cambio disposizione abbastanza spesso, a volte per altezza, a volte in ordine alfabetico.

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Kia: Dipende se sono necessarie per capire il testo. Con i libri digitali, se le note sono raggruppate in fondo al libro, preferisco usare Google. Trovo parecchio scomodo andare avanti e indietro.
Mon: Dipende se servono ai fini della storia. Ci sono note che spiegano da dove viene una determinata citazione o un verso di una canzone e quelle, a meno che proprio non mi interessi, le salto.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Kia: Ringraziamenti e dediche sempre, introduzioni e prefazioni se mi interessano o se sono direttamente collegate con la storia.
Mon: Ringraziamenti finali e dediche sempre, introduzioni dipende se mi interessano.

Sperando di non avervi annoiati troppo, rinnoviamo l’invito a rispondere alle domande a chiunque ne abbia voglia!

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