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Recensione: Ristorante al termine dell’universo di Douglas Adams

Buongiorno lettori. Sto leggendo parecchio e spero di riuscire a starci dietro con le recensioni perché mi piacerebbe raccontarvi di ogni singolo libro letto. Oggi ho scelto Ristorante al termine dell’universo, secondo volume della trilogia in cinque volumi di Douglas Adams: Guida Galattica per gli Autostoppisti.

ristorante al termine dell'universo cover

Ristorante al termine dell’universo
di Douglas Adams
Serie:

Guida galattica per gli autostoppisti

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Editore:

Mondadori

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Pagine:
252

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Uscita:
1984 (in Italia)

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Link:

Amazon

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GoodReads

Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un’uscita secondaria è prevista vicino a un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligente, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Perfect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell’amico umano Arthur Dent, dell’ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l’universo. Alla ricerca di un ultimo angolo caldo dove poter gustare una buona cena, e dove il cibo “letteralmente” parla. L’irresistibile seguito di Guida galattica per autostoppisti , un capolavoro della science fiction del ventesimo secolo.

 

Libri nella serie:
[#1] Guida galattica per gli autostoppisti
[#2] Ristorante al termine dell’universo
[#3] La vita, l’universo e tutto quanto
[#4] Addio e grazie per tutto il pesce
[#5] Praticamente innocuo

 

Ho letto Guida Galattica per autostoppisti nella primavera di due anni fa; mi ero avvicinata al libro un po’ scettica ma alla fine mi era piaciuto molto. Non so bene per quale motivo, non avevo mai continuato la serie ed ora, finalmente, ho letto il secondo libro.

Ristorante al termine dell’universo riprende esattamente da dove avevamo terminato guida Galattica per gli Autostoppisti.

«Ehi, terrestre, non hai fame?» disse la voce di Zaphod.
«Ehm, be’, sì, ho un certo languorino» rispose Arthur.
«E allora tieniti forte, bello» lo invitò Zaphod. «Andiamo a mangiare un boccone al Ristorante al Termine dell’Universo.»

Zaphod, Arthur ed il resto della compagnia si dirigono al Ristorante al termine dell’universo e lì iniziano le loro avventure del secondo libro.

In questo volume conosciamo meglio Zaphod Beeblebrox e devo dire che nonostante in Guida Galattica non fosse il mio preferito, mi è piaciuto molto questo focus su di lui. Zaphod è un personaggio strambo (Ma va?!), molto pieno di sè ma a modo suo interessante.

Non mancano ovviamente gli altri personaggi conosciuti nel primo volume, d’altronde chi avreste abbandonato tra Marvin, Arthur, Ford e Trillan? La scelta sarebbe stata durissima. I teatrini tra loro sono come sempre esilaranti e l’essere terrestre di Arthur viene esaltato in maniera esponenziale. La sua estraneità ‘alle cose della galassia’, il suo stupore davanti a pianeti, astronavi e avvenimenti vari è sempre divertente e condito dai suoi commenti disarmanti.

Marvin è il migliore, oltre alla depressione si inizia a intravedere quel grande cervello che lui nomina spesso. Risolve problemi con semplicità, annoiandosi e sentendosi sprecato come sempre.

Se in Guida galattica ci eravamo limitati a viaggiare in lungo e in largo per la galassia, in Ristorante al termine dell’universo Arthur (e i lettori) deve fare i conti con i viaggi nel tempo e con tutti i problemi di tempi verbali che ne conseguono [una delle parti in cui ho riso di più in assoluto].

Il problema fondamentale del viaggio nel tempo è, molto semplicemente, un problema di grammatica, e l’opera principale da consultare a questo riguardo è il Manuale dei milleuno tempi grammaticali utili al viaggiatore del tempo, del dottor Dan Streetmentioner. Leggendo questo libro si impara per esempio a descrivere un avvenimento che stava per accaderci in passato, prima che riuscissimo a evitarlo saltando avanti nel tempo di due giorni.
L’evento si può descrivere in modo diverso a seconda che se ne parli dal punto di vista del tempo in cui ci si trova oppure di un altro tempo (passato o futuro), ed è ancora più difficile da descrivere se uno sta conversando durante il viaggio che lo porterà a diventare padre o madre di sé stesso.

Non mancano i momenti di follia fine a sè stessa anche se non rimpiangeremo mai la poesia del prostetnico Vogon Jeltz e nemmeno l’improbabilità che alimenta la Cuore d’Oro.

Anche in questo secondo libro, come in Guida Galattica, ho trovato diversi riferimenti ad oggetti che oggi sono di uso comune, ma che nel 1980 rendevano ancora più fantascientifico il libro. Rimane in assoluto uno dei particolari che mi sconvolgono di più. Insieme a questo particolare, ritorna anche il fatto che il pianeta Terra non sia esattamente elogiato, anzi. Diciamo pure che ci fa una figura molto magra.

Ho letto Ristorante al termine dell’universo già sapendo cosa aspettarmi dallo stile di Douglas Adams, ma tutto il resto era ovviamente una sorpresa. Questo autore riesce infatti a rimanere sempre in equilibrio su una sottile linea che separa il reale dall’assurdo ed è questa la chiave che rende i suoi libri divertenti e leggeri anche se non si è abituati al genere.

Recensione: Legend di Marie Lu

Buongiorno lettori!
Ieri ho finito di leggere Prodigy, ma oggi sono qui per parlarvi di Legend, primo libro della serie scritta da Marie Lu.

legend cover
Legend
di Marie Lu
Serie:

Legend #1

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Editore:

Piemme

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Pagine:
264
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Uscita:
ottobre 2013
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Link:

Amazon

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GoodReads

Los Angeles, Stati Uniti. Il Nord America è spaccato in due parti, la Repubblica e le Colonie, e la guerra sembra destinata a non finire mai. A quindici anni, June è già una promessa della Repubblica. Nata in una famiglia ricca e prestigiosa, oltre a una bella casa, un mucchio di soldi e la possibilità di frequentare le scuole migliori, possiede anche un vero talento nel cacciarsi nei guai e senza l’intervento di Metias, il fratello maggiore, probabilmente qualcuna delle sue bravate all’accademia militare sarebbe già finita male. Dalla morte dei genitori, Metias è l’unico su cui può contare, almeno fino al giorno in cui viene ucciso in circostanze misteriose. Il primo sospettato è Day, un ragazzo della stessa età di June, ma nato e cresciuto nei bassifondi della Repubblica. Ed è anche il criminale più ricercato del paese. Da quel giorno, June ha un unico desiderio: vendicare Metias. Ma per lei e Day il destino ha altri piani.

Libri nella serie:
[#1] Legend
[#2] Prodigy
[#3] Champion

Avevo già letto Legend qualche anno fa, ma poi per un motivo o un altro non avevo continuato la serie. Quando si è presentata l’occasione di leggerlo insieme ad altre blogger non ho perso un attimo.

La trama di Legend mi è piaciuta un sacco. È un distopico con protagonisti due ragazzi molto giovani, ma per qualche motivo mi ha conquistata. Non riuscivo a posare il libro e ho rischiato più volte di sforare le pagine previste dalle tappe.

June e Day, i protagonisti,  sono il motivo per cui il libro si legge così volentieri, perché la storia è sì molto interessante, ma anche piuttosto classica. C’è un governo che vuole migliorare le cose nel mondo, ma lo fa usando la forza e la violenza per mantenere il controllo. C’è qualcuno che sogna un mondo migliore e combatte per ottenerlo e chi cerca di fermarlo. Insomma, una storia che abbiamo visto più volte, ma che continua a regalare emozioni e a far divertire il lettore.

Faccio un po’ fatica a parlare di June e Day in dettaglio perché c’è poco sviluppo dei personaggi e per me è uno dei pochi difetti di Legend. Sappiamo qualcosa della vita dei due, ma niente di estremamente rilevante. Sappiamo che June è uno dei prodigi della Repubblica, che è sveglia, estremamente intelligente e pensa con la sua testa senza farsi influenzare dagli altri. Sappiamo che Day ha fallito il test della Repubblica, che ha perso suo padre, che vive per strada e combatte per un mondo migliore senza però uccidere nessuno, perché va contro i suoi principi. Sappiamo tante piccole cose, ma avrei voluto molto più approfondimento sia del loro carattere sia della loro relazione.

C’è un accenno di instalove in questo primo volume e stavo già per storcere il naso, ma poi ho riflettutto sul fatto che ogni cosa in Legend avviene in maniera estremamente veloce. L’incontro tra i protagonisti, l’inizio del loro rapporto e anche tutti gli altri punti chiave della trama si svolgono nell’arco di qualche settimana massimo. Il tutto rende la narrazione un po’ poco credibile, ma aiuta anche a perdonare queste relazioni un po’ affrettate.

Il finale mi ha lasciata piuttosto sconvolta e mi sono ritrovata con tantissime domande a cui spero di trovare risposta nei libri successivi. Legend è un primo volume che apre tantissime porte e vedremo quante verranno chiuse mano a mano che la storia prosegue. Ho apprezzato molto lo stile dell’autrice e conto di recuperare presto tutti gli altri suoi libri.

Voi lo avete letto? Che ne pensate di questa serie?

#LibriDimenticati

Avete presente quel libro che avete comprato, non so, due o tre anni fa perché la copertina era stupenda, la trama vi ispirava un sacco e tutti ne parlavano benissimo? È anche quel libro che poi è rimasto sui vostri scaffali fino ad ora, perché non avete mai trovato il tempo o l’ispirazione per iniziarlo, presi da nuove uscite, altre letture e impegni vari.

Abbiamo deciso, per questo 2019, di dare una possibilità a questi libri un po’ snobbati, quindi l’idea è di leggerne almeno uno al mese. Non sembra tanto, ma considerando che l’anno scorso ho letto quasi solo novità, l’idea di leggere almeno 12 libri “vecchi” in un anno mi piace molto.

Siccome pensiamo che molti di voi siano nella nostra stessa situazione, abbiamo deciso di utilizzare l’hashtag #LibriDimenticati per documentare queste nostre letture e invitarvi a partecipare a questa sfida. Non è una sfida organizzata, non bisogna iscriversi, non ci sono tempistiche da rispettare o obiettivi particolari.
Semplicemente se leggete un libro che abbia almeno un anno (io e Kia abbiamo deciso di considerare validi libri pubblicati prima del 2017 compreso) usate l’hashtag #LibriDimenticati, così che possiamo vedere le varie letture e chissà, trovare qualche nuovo spunto.

Io ho già letto il primo libro dimenticato dell’anno e dovrei parlarvene a breve sul blog. Fateci sapere nei commenti se questa sfida con voi stessi vi ispira e se vi piace come idea. Noi speriamo di riuscire a mantenere l’impegno e speriamo di smaltire così un po’ di libri fermi in libreria, in modo da comprarne poi subito degli altri e ricominciare.