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Teaser Tuesday #172

Buongiorno lettori!
Il Teaser Tuesday di oggi riguarda il primo libro della nostra #allevireadathon. State partecipando? Se volete potete ancora aggiungervi, trovare il post di presentazione qui. Se non conoscete il libro e la serie, vi lascio un pezzettino del primo capitolo per darvi un’idea dello stile dell’autrice. A me piace molto.

teaser tuesday

Ogni microcosmo lavorativo, come un alveare, ha la sua Ape Regina. Noi siamo fieri di avere Ambra Mirti Della Valle, e tutti i miei colleghi, in questo preciso momento, le orbitano attorno come i pianeti del sistema solare. Tutti tranne Lara Nardelli, che è l’unica, forse, a partecipare a questo party con un entusiasmo inferiore al mio. Lara e io abbiamo superato il concorso insieme e siamo colleghe di anno; anziché vivere una competizione che di fatto è nettamente a mio sfavore, abbiamo da sempre impostato il nostro rapporto sulla solidarietà e lei è probabilmente l’unica di cui mi fidi in Istituto. Lara mi sorride dolcemente e si avvicina porgendomi un piattino stracolmo di tartine. Porta i capelli rossicci, tinti maldestramente, raccolti in uno chignon malriuscito e ha un’aria annoiata che mi conforta. Entrambe osserviamo Ambra esibirsi in uno dei suoi migliori monologhi, incapace di cogliere la differenza tra l’essere frizzante e l’essere molesta.
Eppure, l’ecce homo del nostro Istituto sembra apprezzarla.
Claudio Conforti. Classe 1975, segno zodiacale leone, stato civile celibe. Bello, come James Franco nella pubblicità del profumo Gucci by Gucci. Stronzo -sicuramente l’uomo più stronzo che io conosca e, probabilmente, il più stronzo di tutto l’universo. Brillante – è l’acclamato genio dell’Istituto, il miglior allievo del Boss. Ha un curriculum leggendario ed è il paradigma del giovane universitario emergente che, dopo aver tanto unto, recentemente è passato dalla palude informe dei dottori di ricerca al rango di ricercatore.
I suoi occhi, di un intenso verde muschio con qualche pagliuzza dorata, esprimono uno stato di stabile inquietudine. Quando è stanco o affaticato, il sinistro diventa lievemente strabico, ma senza sciupare il quadro complessivo della sua notevole bellezza. È un volto già segnato dagli eccessi ma che, forse proprio per questo, emana un’indefinita aria di dissolutezza che è tutta sua e che secondo me costituisce la chiave del suo fascino. All’occorrenza uomo d’azione, ma per lo più carattere di tipo speculativo-contemplativo, Claudio in Istituto è adorato da tutti perché efficiente e di rappresentanza, ed è adorato da me in maniera particolare perché, sin da quando ho avuto la fortuna di iniziare questo lungo e tormentato percorso professionale, costituisce il mio punto di riferimento assoluto nel mare d’indifferenza e di anarchia che è il tessuto socio-didattico dell’Istituto.
L’Istituto di medicina legale – quello in cui io lavoro – è un luogo deputato principalmente all’attività necroscopica e marginalmente a quella di ricerca universitaria. A tale struttura, resa agghiacciante non tanto da ciò che avviene al suo interno quanto dai membri che la popolano, il neolaureato in Medicina e chirurgia accede mediante accurata selezione per titoli e a seguito di un doppio esame scritto, superato il quale, infine, fa il suo ingresso in questo territorio ostico e nefasto, la cui gerarchia è semplice da riassumere.
Al vertice c’è quello che tutti, me compresa, chiamano semplicemente «il Boss». Anche se, dentro di me, a volte lo ribattezzo in un altro modo, nell’unico modo che mi sembra adatto alla sua statura professionale: «il Supremo». Il Boss è una creatura divenuta ormai leggendaria nell’ambiente medico legale. Anzi, lui è la Medicina legale e se c’è un caso intricato, si può star certi che l’ultima parola è la sua.
Immediatamente al di sotto, una serie di elementi variegati e per lo più mal assortiti, uno peggiore dell’altro quanto a capacità di vessazione; su tutti si erge la Wally, un personaggio il cui credo è riassumibile in un unico teorema: «il tuo pensiero è libero, ovviamente fino a quando non decido io».
Tra gli altri, a suo modo e per particolari talenti, spicca il dottor Giorgio Anceschi, un uomo dalle mille virtù ma troppo debole di carattere per farsi spazio in questa giungla di guerriglieri andini col coltello tra i denti. E così, pur essendo docile e accomodante, come spesso accade ai migliori è purtroppo malvisto dagli alti vertici. Penalizzato nell’aspetto da un’obesità di retaggio infantile, il buon dottore sembra Babbo Natale: tollerante e benigno, è un uomo di rara generosità intellettuale. Forse perché demotivato, il dottor Anceschi considera il lavoro in Istituto una specie di hobby marginale, qualcosa che si fa quando si può, nei ritagli di tempo; tuttavia, quando è presente, è il miglior docente con cui interfacciarsi: non gliene importa nulla di un errore, di una svista, di un problema. È sostanzialmente un epicureo della Medicina legale; per questo sbagliare non è mai troppo grave se capita in sua presenza.

Il sopralluogo – L’allieva di Alessia Gazzola

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l'allieva cover
Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

Letture del mese – Giugno 2018

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Titolo: Rebel. Il deserto in fiamme (Rebel of the Sands #1)
Autore: Alwyn Hamilton
Genere: Fantasy
Pagine: 219
 
Recensione | Goodreads | Amazon
 
Titolo: Restore Me (Shatter Me #4)
Autore: Tahereh Mafi
Genere: Distopia
Pagine: 435
 
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Titolo: Tried & True (THIRDS #10)
Autore: Charlie Cochet
Genere: MM Romance
Pagine: 254
 
Recensione | Goodreads | Amazon
 
Titolo: E così, forse, sarai felice
Autore: Alessia Esse
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 526
 
Recensione | Goodreads | Amazon
 
Titolo: L’Ordine della spada (Black Friars #1)
Autore: Virginia De Winter
Genere: Fantasy
Pagine: 682
 
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Titolo: L’Ordine della penna (Black Friars #2)
Autore: Virginia De Winter
Genere: Fantasy
Pagine: 500
 
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Titolo: L’ordine della Croce (Black Friars #3)
Autore: Virginia De Winter
Genere: Fantasy
Pagine: 528
 
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la vita fino a te cover
Titolo: La vita fino a te
Autore: Matteo Bussola
Genere: Narrativa
Pagine: 202
 
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Titolo: Paradiso cercasi
Autore: Megan Maxwell
Genere: Romance
Pagine: 432
 
Recensione | Goodreads | Amazon
 
paradiso cercasi cover
figlie del mare cover
Titolo: Figlie del mare
Autore: Mary Lynn Bracht
Genere: Narrativa storica
Pagine: 370
 
Recensione | Goodreads | Amazon
 
Titolo: 13 anni dopo
Autore: Kerry Wilkinson
Genere: Thriller
Pagine: 333
 
Recensione | Goodreads | Amazon
 
13 anni dopo cover
certi segreti cover
Titolo: Certi segreti
Autore: Kim Van Kooten
Genere: Narrativa
Pagine: 256
 
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5 cose che…i 5 libri più belli letti finora quest’anno

Buongiorno. Eccoci qui, quando troviamo un argomento che ci stuzzica o di cui abbiamo piacere di parlarvi, ci piace ritornare nella rubrica 5 cose che di Twins Books Lovers. In cosa consiste? Ogni venerdì viene scelto un argomento e vari blog postano le proprie scelte. L’argomento di questa settimana sono i 5 libri più belli che abbiamo letto, finora, quest’anno. I vostri quali sono??


~ Mon

Ho letto parecchi libri belli in questi primi mesi del 2018, ma questi 5 mi hanno colpita particolarmente. Fandom è un libro perfetto per tutte le fan di libri che vorrebbero tuffarsi nei mondi fantastici di cui leggiamo tutti i giorni. Un mix di avventura e amicizia e amore che è difficile non apprezzare. The Hate U Give mi ha scossa in maniera incredibile. Non pensavo che un libro con un target così giovane potesse spingermi ad aprire così gli occhi su una realtà che forse spesso ignoriamo e che non dovrebbe nemmeno esistere. Un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto nelle scuole. Fai piano quando torni è un libro delicato, che racconta l’amore e lo scoprire sè stessi in due generazioni diverse tra loro. Anna e Margherita sono due donne forti e che vi cattureranno sicuramente. E così, forse, sarai felice è l’ultimo libro di Alessia Esse che, come sempre, non ne sbaglia una. Ci racconta una storia familiare in cui si intrecciano amori, rapporti, scoperte che cambiano la vita dei personaggi per sempre. Una storia complessa che ci porta a conoscere fatti della nostra Storia che personalmente ignoravo. The Wicked Deep non è stato ancora tradotto in italiano, ma è un fantasy autoconclusivo davvero particolare e che mi ha catturata. La storia è semplice, ma molto intrigante. Mi ha sorpresa più volte e spero di leggere presto altro dell’autrice.

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~ Kia

Ammetto che ne avrei avuti almeno altri due o tre da inserire, ma alla fine ho scelto questi. Figlie del mare di Mary Lynn Bracht, letto per caso, ho già iniziato a regalarlo e consigliarlo perché mi ha lasciato davvero tanto, una storia allo stesso tempo meravigliosa e agghiacciante che tutti dovrebbero leggere. Un altro libro che secondo me andrebbe letto un po’ da tutti è Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda, una storia vera che parla di immigrazione e rispetto e che ci tocca sempre più da vicino. Rimbalzando tra i diversi generi, ho scelto poi uno dei più bei thriller letti negli ultimi anni: So tutto di te di Clare Mackintosh. Non potevo lasciare fuori La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile, un libro che è poesia allo stato puro e che merita una lettura. Come lasciare poi da parte i romance? E soprattutto, come non citare Bianca? Non vedo l’ora di avere tra le mani il suo prossimo romanzo!! Per intanto metto in questa top 5 il suo Un altro giorno ancora.

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Recensione: Figlie del mare di Mary Lynn Bracht

Buongiorno lettori. Ammetto di aver saltato un paio di recensioni, che prometto di recuperare, ma il libro di cui voglio parlarvi oggi è Figlie del mare di Mary Lynn Bracht.

figlie del mare cover

Titolo: Figlie del mare
Autore: Mary Lynn Bracht
Editore: Longanesi

Corea, 1943. Per la sedicenne Hana sapere immergersi nelle acque del mare è un dono, un antico rito che si trasmette di madre in figlia. Nel buio profondo delle acque, è solo il battito del cuore che pulsa nelle orecchie a guidarla sino al fondale, in cerca di conchiglie e molluschi che Hana andrà a vendere al mercato insieme alle altre donne del villaggio. Donne fiere e indipendenti, dedite per tutta la vita a un’attività preclusa agli uomini.
Nata e cresciuta sotto il dominio giapponese, Hana ha un’amatissima sorella minore, Emi, con cui presto condividerà il lavoro in mare. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui, per salvare la sorella da un destino atroce, Hana viene catturata dai soldati giapponesi e deportata in Manciuria, dove verrà imprigionata in una casa chiusa gestita dall’esercito.
Ma una figlia del mare non si arrende, e anche se tutto sembra volerla ferire a morte, Hana sogna di tornare libera.
Corea del Sud, 2011. Arrivata intorno agli ottant’anni, Emi non ha ancora trovato pace: il sacrificio della sorella è un peso sul cuore che l’ha accompagnata tutta la vita. I suoi figli vivono un’esistenza serena e, dopo tante sofferenze, il suo Paese è in pace. Ma lei non vuole e non può dimenticare…
In Figlie del mare rivive un episodio che la Storia ha rimosso: una pagina terribile che si è consumata sulla pelle di intere generazioni di giovani donne coreane. E insieme vive la storia di due sorelle, il cui amore resiste e lotta nonostante gli orrori della guerra, la violenza degli uomini, il silenzio di oltre mezzo secolo finalmente rotto dal coraggio femminile.

Ho letto questo libro per caso, grazie a Longanesi. Mi ispirava, ma probabilmente sarebbe finito nella mia immensa lista dei libri da leggere e ci sarebbe rimasto per un po’. Invece me lo sono ritrovata sul Kobo e l’ho letteralmente divorato. Sono rimasta soddisfattissima e posso dire che Figlie del mare, da qualche giorno, è entrato nell’elenco dei libri che inizierò a consigliare al mondo intero.
Figlie del mare rientra a pieno titolo in quelle che sono le ‘mie letture’, quel genere in cui mi sento a casa e che leggo sempre volentieri. I romanzi a sfondo storico, che mi fanno scoprire aspetti della storia perlopiù sconosciuti pur mantenendo una componente di storia inventata, mi fanno impazzire. Se poi sono scritti bene come questo, non posso che adorarli.

Mary Lynn Bracht, in questo romanzo, racconta – in qualche modo anche denunciando – alcuni aspetti più nascosti di quelli che sono stati gli anni della seconda guerra mondiale, e quelli successivi – in Corea. Nello specifico si concentra sulla storia di quelle che sono chiamate ‘comfort women’, cioè ragazze, solitamente molto giovani tra i 13 e i 19 anni, che venivano rapite dalle famiglie e portate in bordelli giapponesi al servizio dei soldati. La storia che sta alla base di questo romanzo è pressoché agghiacciate, lascia la pelle d’oca e si inserisce a pieno titolo nei grandi orrori di cui l’umanità si è segnata a metà del secolo scorso.

Insieme a questa parte dolorosa, troviamo anche un’altra curiosità. Sapete chi sono le haenyeo? Sono donne coreane, le cosiddette donne del mare, che da secoli si immergono nelle acque dell’isola di Jeju alla ricerca di abaloni, ricci di mare e polpi. Da più di mille anni, queste donne riescono a mantenere la loro indipendenza e a collaborare nel mantenimento della famiglia grazie al cibo che procurano e che vendono. Questa tradizione viene tramandata dalle madri alle figlie che iniziano ad immergersi giovanissime e vengono addestrate per raggiungere anche due minuti di apnea.

Ma torniamo al libro. Quella che troviamo all’interno de Le Figlie del mare non è una cronaca, un racconto di fatti accaduti. È piuttosto una storia affascinante e ben scritta, che si insinua nella testa dei lettori, che si fa amare.

I capitoli si alternano tra la Corea del 1943 e la Corea del Sud del 2011. Nei primi troviamo Hana, haenyeo sedicenne che, pur di salvare la sorellina Emi dal suo destino, si fa rapire da alcuni soldati giapponesi. Verrà poi spedita in Manciuria in una casa chiusa, al servizio dei soldati dell’esercito giapponese. Nonostante il dolore, gli sforzi e le ingiustizie subite, il suo desiderio è quello di tornare, un giorno libera. Ma soprattutto, desidera che la sua storia venga conosciuta da più persone possibili.

Nel 2011 troviamo invece una Emi ormai anziana che ancora non riesce a scendere a patti con la scomparsa, tanti anni prima, della sorella maggiore. Non ha più saputo quale sia stata la sua fine, nessuno è al corrente della sorella che le manca come fosse appena stata rapita.
Ma quando Emi si accorge che il suo tempo sta per scadere e che i suoi figli meritano di sapere, si accorge di quanto sia difficile scavare nuovamente nella memoria.
Figlie del mare ci porta con delicatezza a riscoprire una parte di storia troppo poco conosciuta, io per prima ammetto di essere stata totalmente ignorante prima di questa lettura. Eppure quello che domina il romanzo sono l’amore per la famiglia, per la propria storia. Il coraggio di queste donne di non abbattersi, di non rinunciare a sperare in una vita migliore e nella giustizia.

Vi consiglio questa lettura con il cuore. Concedegli qualche giorno – si legge rapidamente – e ne uscirete davvero con qualcosa in più. A me ha lasciato molto: dolore, consapevolezza, coraggio. Quindi fatevi un regalo, leggete Figlie del mare, immergetevi nelle pagine di Mary Lynn Bracht, fatevi catturare dalla storia di Hana e Emi, soffrite con loro. Vi assicuro che non ne rimarrete delusi.


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