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Recensione: Everland – Attraverso lo Specchio di Luigi Nunziante

Buon lunedì lettori!
Arrivo super in ritardo con questa recensione, ma meglio tardi che mai. Ringrazio la casa editrice per avermi mandato questo libro in cambio della mia onesta opinione. Mi è piaciuto davvero tanto e spero di convincervi a dargli una possibilità.

everland cover

Titolo: Everland – Attraverso lo Specchio
(Cronache delle Storie #1)
Autore: AUTORE

“Tutte le storie iniziano da qualche parte”.
Quella di Lara inizia esattamente con un trasloco, il trasferimento a Wichita voluto dal padre, al fine di superare il lutto per la perdita della madre. Costretta a dover ricominciare “tutto da capo” Lara non immagina che l’incontro con Damian, il giovanissimo vicino di casa, è solo l’inizio di una folle e stravagante avventura che porterà entrambi in un altro mondo: Everland.
Tra amori e incantesimi, e tanti personaggi noti, Lara e Damian dovranno far ritorno a casa grazie ad un incantesimo… in un mondo dove però la magia non esiste.

Cosa succede dopo il “E vissero felici e contenti.” alla fine delle fiabe? Cosa accade ai personaggi che ci fanno compagnia con le loro avventure? “Everland – Attraverso lo specchio” è il primo libro di Luigi Nunziante ed è il libro per voi se vi siete mai posti domande simili a quelle che avete appena letto.

Lara ha diciassette anni quando il padre la costringe a trasferirsi lontano da dove è cresciuta e dai suoi amici per superare la perdita della madre. È qui che conosce Damian, di qualche anno più giovane di lei e segnato anche lui da una grave perdita. I due, diventati amici, saranno i protagonisti di una storia davvero magica.

È proprio durante una serata al parco divertimenti con gli amici che i due verranno catapultati in Everland, un magico mondo popolato dai personaggi delle fiabe. All’inizio ero abbastanza confusa, ma piano piano i personaggi che incrociamo iniziano a sembrare familiari. L’autore è stato molto bravo a inserire caratteristiche chiave dei personaggi che conosciamo benissimo all’interno dei suoi personaggi, senza però dirci esplicitamente di chi si tratta. Lascia molta libertà al lettore di immaginare l’identità delle varie figure che si incontrano.

Ho trovato la scrittura lineare, senza troppi fronzoli, ideale per divorare un capitolo dopo l’altro. Non sono stata una fan di alcuni dialoghi, che mi sono sembrati forzati e “infantili”. Non so perché ma mentre cercavo di immaginarli nella realtà mi risultavano finti. Ho apprezzato molto invece la caratterizzazione dei personaggi che si sono dimostrati molto diversi fra loro e pieni di sfaccettature.

Mi è piaciuto il senso di amicizia e famiglia che si percepisce durante la lettura, oltre a quello della lealtà. L’autore ha creato un insieme di personaggi totalmente diversi, ma uniti da un’amicizia profonda e un amore che può essere riassunto sotto la parola famiglia. Lara e Damian avranno anche perso parte della loro famiglia reale, ma ne hanno guadagnata un’altra fatta di persone che li apprezzano e li sostengono.

La storia è costellata di colpi di scena che a volte mi hanno lasciata a bocca aperta, mentre altre volte mi hanno lasciata un po’ perplessa, soprattutto data la reazione di alcuni personaggi. Ho inoltre apprezzato estremamente il cattivo della storia che mi ha coinvolta tantissimo.

Dato il voto che gli ho dato non posso menzionare un paio di pecche, almeno secondo i miei gusti. Una è appunto la reazione, quasi nulla, di alcuni personaggi a certe rivelazioni. Io avrei dato fuori di matto e loro praticamente non hanno battuto ciglio. La seconda piccola pecca che ho trovato, ma mi rendo conto che è esclusivamente gusto personale, quindi qui non sono obiettiva, è l’instalove. Non ce la faccio proprio a reggerlo.

Concludo dicendo che non vedo l’ora di leggere il secondo libro, soprattutto dopo il finale. Se avete letto Everland fatemi sapere cosa ne pensate, mi fa sempre piacere confrontarmi con voi.


 

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Cartaceo
 

Recensione: Tutto tranne un bacio di Chiara Venturelli

Buongiorno lettori!
Volevo iniziare al meglio la settimana e cosa c’è di meglio di una recensione super positiva?

Tutto tranne un bacio cover

Titolo: Tutto tranne un bacio
Autore: Chiara Venturelli
Editore: Self

L’amicizia è sacra. Soprattutto se c’è un’unica persona di cui davvero ti fidi.
John è un uomo in carriera, invidiato dai colleghi per i suoi successi come consulente finanziario e perché non ha problemi a trovare sempre nuove compagne di letto, desiderose di sperimentare le sue “dispensazioni” secondo la leggendaria lista dei tre punti.
La sua unica famiglia è il nipote, di dieci anni più giovane, con il quale ha vissuto finché il ragazzo non ha trovato la sua strada.
Poi c’è Felicity, la sua unica amica, che ha girato il mondo da uno scavo archeologico all’altro per anni e ora si è resa conto di desiderare una relazione seria e stabile. Da amico premuroso, John non può che offrirsi di farla divertire e rilassare nell’unico modo che conosce, tra un appuntamento e l’altro con un papabile fidanzato.
Il problema nasce quando John si rende conto che con lei ha davvero tutto: confidenza, fiducia, affetto e attrazione fisica. Tutto tranne un bacio, su cui hanno posto il veto perché sarebbe troppo intimo.
E se non fosse pronto a vederla sistemarsi con un altro uomo? Se quel bacio non dato rappresentasse la sua dannazione e la sua capitolazione?

Chiara non delude davvero mai. Ho amato ogni suo libro, sia rivisitato da una sua vecchia pubblicazione sia nuove creazioni, ma “Tutto tranne un bacio” è sicuramente sul podio.

Abbiamo conosciuto John e Felicity in Linea 97 e in questo libro impariamo qualcosa in più del loro passato e della loro vita.
È il primo libro di Chiara con protagonisti adulti, over 30 e non mi hanno affatto delusa. Un’altra differenza che mi viene in mente rispetto agli altri libri è il POV, che in questo caso è quasi interamente di John, quindi maschile. Nonostante il cambio di genere rispetto alle solite voci narranti di Chiara, John risulta estremamente credibile, un amico perfetto, dolce e soprattutto sexy. L’ho considerato una versione più esperta ed evoluta degli altri dispensatori conosciuti nei libri precedenti.

I protagonisti sono eccezionali insieme. Si conoscono da anni, sono stati essenziali l’una per l’altro per anni e si considerano decisamente di famiglia. Nonostante la reputazione di John, però, l’unica linea che non hanno mai attraversato è quella degli amanti. “Tutto tranne un bacio” è esattamente la storia di loro due che attraversano questa linea e il titolo è abbastanza chiaro no? Fanno di tutto, tranne baciarsi, come se quella piccola mancanza potesse limitare i “danni” alla loro amicizia. Ho amato questa idea e la storia della loro amicizia. Ho sempre avuto un debole per le storie di migliori amici che finiscono per diventare una coppia a tutti gli effetti (anche se credo fermamente che non sia sempre quello il caso e che una donna possa avere un compagno e un migliore amico senza nessun problema).

“Tutto tranne un bacio” è una commedia romantica dolcissima, sexy, che tocca temi di famiglia, amicizia, lavoro (entrambi hanno messo la loro carriera quasi davanti a tutto), voglia di mettere su famiglia, crescita dei rapporti e anche di avanzamento dell’età, con un pizzico, ma solo un pizzico di dramma. In questo libro di dramma ce n’è davvero poco ed è stata una novità. Di solito siamo abituati ad amori costellati di tragedia, per far vedere che i protagonisti superano tutto, ma Chiara è riuscita a regalare al lettore una storia davvero bella senza dover aggiungere dramma inutile.

Se devo trovare una piccola pecca a questo libro è la velocità. Avrei voluto durasse il doppio e avrei voluto che alcuni avvenimenti avessero più spazio. Forse è un problema mio, ma vorrei che tutto quello che mi piace durasse di più (tipo il barattolo della Nutella per intenderci).

Concludo con una piccola chicca che distingue Chiara e i suoi libri: i crossover. Ogni libro è perfettamente leggibile senza aver letto gli altri, anche perché non si tratta di una serie, ma Chiara riesce a trovare un collegamento tra tutti i personaggi e li riporta insieme, in modo che tutti alla fine siano nello stesso mondo e lo trovo fantastico.

Spero di avervi convinto a dare a questo libro una possibilità. “Tutto tranne un bacio” è disponibile in cartaceo e ebook su Amazon e se volete comprarlo potete trovare il link qui sotto. Fatemi sapere se lo leggete e cosa ne pensate!


 

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Recensione: Il cielo è tutto nostro di Luke Allnutt

Buongiorno lettori!
Cerchiamo di iniziare la settimana al meglio con la recensione di “Il cielo è tutto nostro” di Luke Allnutt. Ringrazio Longanesi per avermi mandato questo libro, ci tenevo davvero tanto a leggerlo. Se lo avete letto o lo leggerete fatemi sapere cosa ne pensate.

 Il cielo è tutto nostro cover

Titolo: Il cielo è tutto nostro
Autore: Luke Allnutt
Editore: Longanesi

Rob Coates ha tutto ciò che avrebbe potuto desiderare: Anna, una moglie fantastica, la loro bella casa a Londra e, soprattutto, suo figlio Jack, che rende ogni giorno una straordinaria avventura. Ma tutto cambia quando una terribile malattia irrompe nelle loro vite. Ritrovatosi improvvisamente solo, Rob si abbandona a una spirale di disperazione e alcolismo, anche se nei momenti di lucidità cerca conforto fotografando i grattacieli e le scogliere che aveva visto con Jack. Ed è proprio da quelle foto che si dipana un filo di speranza, seguendo il quale Rob intraprende un viaggio straordinario all’interno di se stesso, alla ricerca del perdono e di un nuovo inizio.

Ho scovato questo libro nella newsletter della Longanesi e non ho potuto fare a meno di leggerlo. La trama mi aveva conquistata e, dopo averlo letto, non posso dire che il libro mi abbia deluso.

“Il cielo è tutto nostro” non è un libro semplice da affrontare. Come si intuisce dalla trama parla di un percorso di riscoperta di sé stessi dopo aver affrontato una tragedia. Ammetto che all’inizio non avevo nemmeno immaginato la portata della tragedia raccontata e quando ho intuito dove sarebbe andata a parare la storia ho avuto qualche difficoltà.

L’autore riesce a raccontare una storia terribile con delicatezza, mostrando le varie reazioni delle persone e sottolineando più volte che ogni persona reagisce alla tragedia in maniera diversa. L’insegnamento che più mi porto a casa dopo questa lettura è che non si deve mai sminuire il dolore altrui, ma nemmeno si può far finta di poter comprendere. Ogni persona ha il diritto di soffrire come crede e come osservatore esterno bisogna solo stare in silenzio pronti ad aiutare se ci viene richiesto. A volte parole dette con l’intento di aiutare e mostrare solidarietà non fanno altro che accentuare il dolore di chi ci sta accanto.

Rob e Anna sono i genitori di Jack e “Il cielo è tutto nostro” parla della loro storia. Di come si sono conosciuti, dei problemi che hanno avuto e della tragedia che li colpirà insieme al figlio. Si parla di una malattia che conosciamo bene e di cui probabilmente siamo stati tutti spettatori o abbiamo conoscenti colpiti da essa. È una malattia che spaventa, impossibile da accettare e in questo libro l’autore la rende quasi protagonista, obbligandoci ad affrontarla insieme ai protagonisti.

Rob e Anna hanno due personalità così diverse e reazioni molto differenti davanti agli eventi che li colpiscono. C’è un curiosità che cresce nel lettore di scoprire ogni nuova sfaccettatura della loro vita e delle loro emozioni. Ho fatto ogni passo di questa avventura insieme a loro e non riuscivo a smettere di leggere.

È Rob il personaggio intorno al quale si sviluppa principalmente la storia ed è lui che seguiamo maggiormente. Rob reagisce piuttosto male e non pensavo sarebbe riuscito a superare il suo dolore. Mi è piaciuto accompagnare Rob nel suo percorso, vederlo appassionarsi di nuovo a qualcosa, coltivare una passione, aiutare le persone accanto a lui a superare i loro momenti bui.

C’è un ma, altrimenti questo libro si sarebbe preso un voto pieno. Ho trovato poca emozione. Non tanto nei protagonisti, le cui emozioni vengono descritte nei minimi dettagli, quanto nella storia. Ero convinta che avrei pianto dall’inizio alla fine, invece ho pianto poco poco e do la “colpa”, se vogliamo chiamarla così, al distacco con cui vengono raccontate le cose. È come se il libro fosse una cronaca. La trama coinvolge, è difficile posarlo perché si vuole capire cosa succederà nelle pagine successive, ma non ha fatto così male come avrei pensato.

“Il cielo è tutto nostro” è difficile da recensire perché non posso raccontarvi nulla della storia e di cosa succede, altrimenti vi rovinerei tutto. Ve lo consiglio, se non siete troppo sensibili sull’argomento e vi chiedo di farmi sapere cosa ne pensate, per parlarne insieme.


 

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Recensione: Isola di neve di Valentina D’Urbano

Buon pomeriggio!
Esce oggi per Longanesi un libro che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima (ringrazio la casa editrice per avermelo fornito) e che mi ha dato la possibilità di conoscere l’autrice durante una cena. Valentina è davvero simpaticissima. Come al solito le abbiamo fatto la nostra domanda tipica, ovvero quale fosse la sua cioccolata preferita, e ha risposto al latte, escludendo in maniera definitiva quella fondente e elogiando quella Kinder. Ci siamo trovate d’accordo sull’amore per la cioccolata Kinder 😂
Vi lascio alla recensione del suo ultimo libro, sperando di convincervi a dargli una possibilità perché io l’ho amato.

isola di neve cover

Titolo: Isola di neve
Autore: Valentina D’Urbano
Editore: Longanesi

2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato -, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. E proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. E bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

“Isola di neve” è uno di quei libri che mi è capitato di leggere un po’ per caso e a cui forse non avrei dato troppa attenzione se non me lo avessero praticamente piazzato tra le mani. Mi vergogno un po’ a iniziare la recensione con un’affermazione del genere, ma la pubblico così per farvi sapere che avrei fatto un errore madornale a non leggere questo libro.

Non avevo mai letto nulla di Valentina e sinceramente non vedo l’ora di tuffarmi a pesce in tutti i suoi altri lavori perché “Isola di neve” mi ha tolto il sonno, letteralmente, per quanto è bello. Non riuscivo a posarlo.

Come si può capire dalla trama vengono raccontati due piani temporali, con due protagonisti in ognuno, che si intrecciano creando una storia ricca di dettagli e momenti che vi conquisteranno.

A fare da sfondo alle vicende di Neve, Andreas, Manuel e Edith ci sono due isole, piccole e isolate da tutto, Novembre e Santa Brigida. È incredibile come il solo fatto di essere in mezzo al mare amplifichi il senso di solitudine e “prigionia” che percepiscono i protagonisti, alcuni più di altri. L’autrice è riuscita a creare un paesaggio reale, tanto che sono andata a controllare se esistessero davvero le due isole (sono inventate purtroppo).

La musica è un’altra protagonista di questo libro e lega ogni personaggio in maniera indissolubile. Edith si è innamorata della musica di Andreas, scoperta anni e anni dopo la sua scomparsa, ma sa che mancano degli spartiti e non riesce a darsi per vinta. Manuel si intuisce che di musica ne capisce più di quanto non sembri. Andreas ovviamente vive per la sua musica e Neve, che di musica non sa proprio niente essendo sempre e solo vissuta su Novembre, rimane incantata dalle magie che Andreas riesce a creare con il suo violino.

“Isola di neve” è una caccia al tesoro in cui Edith e Manuel partono alla ricerca di una misteriosa donna chiamata Tempesta, probabilmente l’unica che potrebbe mai raccontare cosa sia davvero successo ad Andreas, musicista tedesco, imprigionato a Santa Brigida. Ho iniziato a intuire qualcosa sull’identità di Tempesta quasi alla fine quindi mi congratulo con l’autrice che è riuscita a sviare la mia attenzione e a confondermi in modo da non farmi capire nulla.

Dei due piani temporali mi è rimasto particolarmente impresso quello del 1952 perché Neve e Andreas, con la loro storia così travagliata e quasi proibita mi hanno conquistata. Leggevo aspettando di scoprire qualcosa in più della vita di entrambi, di veder crescere la loro complicità, di capire cosa fosse successo e perché nel futuro nessuno conosce il nome di Andreas e la sua musica.

Edith e Manuel, protagonisti del 2004, hanno un rapporto complicato, per l’ossessione di lei per Andreas e per tutti i problemi che ha Manuel nella sua vita e che sa risolvere solo affogandoli nell’alcool. Mi è piaciuto come i due abbiano legato subito e si siano piano piano aiutati a vicenda a superare ogni difficoltà. Hanno entrambi caratteri difficili e mi è piaciuto come l’autrice sia riuscita a renderli estremamente realistici, con i loro pregi e i difetti.

“Isola di neve” è un mattoncino di 500 pagine che però si leggono tutte d’un fiato, perché non sono assolutamente pesanti. Valentina ha creato un intreccio che non risulta mai noioso, mai lento. Ha un ritmo costante, che accompagna il lettore con piccole scoperte, descrizioni di vita quotidiana assolutamente necessarie per capire la mentalità dei protagonisti, teorie assurde. C’è amore, c’è amicizia, ci sono litigi, sacrifici, voglia di conoscere cose e posti nuovi. Non posso davvero fare altro che consigliarvelo caldamente, anche se vi sembra lungo. Dategli una possibilità, perché ne vale assolutamente la pena.
Ora che ho letto il mio primo libro firmato da Valentina, chi mi consiglia con quale altro suo libro procedere?


 

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