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Recensione: Rebel. Il deserto in fiamme di Alwyn Hamilton

Buongiorno lettori.
Mentre attendo con trepidazione di andare a pranzo (ho una fame blu) vi lascio la recensione di un libro che mi intrigava da tempo e di cui spero di leggere presto i seguiti.

rebel cover

Titolo: Rebel. Il deserto in fiamme (Rebel of the Sands #1)
Autore: Alwyn Hamilton

 

Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, il misterioso e affascinante Serpente dell’Est. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano del Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle. Ormai nota come il Bandito dagli Occhi Blu, Amani dovrà scappare con Jin attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i Djinni, capaci di evocare straordinarie illusioni; e ancora, indomite donne guerriere dalla pelle color oro e spietati skinwalker che divorano gli umani per assumerne le sembianze… Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta del loro destino. E il Bandito dagli Occhi Blu dovrà decidere se fidarsi del Serpente dell’Est e unirsi alla rivoluzione del Principe Ribelle…
Personaggi sfrontati e affascinanti, un racconto rapido, coinvolgente, un’ambientazione esotica e molto cinematografica: Rebel ha fatto innamorare numerosi editori internazionali che se ne sono contesi i diritti in aste molto accese.

 

Erano anni che vedevo spuntare Rebel e i suoi seguiti un po’ ovunque: in libreria, su GoodReads, su blog che seguo, Amazon. Mi aveva incuriosita, ma da tempo continuavo a rimandarne la lettura. Qualche settimana fa ho deciso di inserirlo in un WWW Wednesday come prossima lettura e ho rispettato la previsione. Non avevo nemmeno riletto la trama e sono stata piacevolmente colpita da quello che ho trovato.

“Rebel” ha un’ambientazione che sta a metà tra il Medio Oriente e il Far West, con un tocco di soprannaturale che rende il già inusuale mix ancora più affascinante. Il mondo di Amani, la protagonista, è davvero particolarissimo e difficile da immaginare.

Amani vive in mezzo al deserto con gli zii essendo orfana ed è incredibilmente brava con le pistole. Facciamo la sua conoscenza mentre cerca di sfruttare questa sua abilità per raccogliere il denaro necessario ad andarsene da casa degli zii e fuggire verso la città dei suoi sogni, la stessa di cui sua madre le parlava da piccola, raccontandole di come lì le donne fossero libere di scegliere come condurre la propria vita. Le cose ovviamente non vanno mai come previsto e per una serie di circostanze che non vi racconterò, Amani si ritrova in viaggio con Jin, uno straniero che fugge dai soldati. Insieme a lui inizierà a scoprire sempre più cose sul suo passato, sul suo paese e sul Sultano che lo governa.

Mi è piaciuta molto la protagonista, nonostante a volte fosse un po’ forzata nelle risposte e negli atteggiamenti. Ho cercato di immaginarmi i suoi occhi azzurri per tutta la durata del libro e sarei sinceramente molto curiosa di vedere una serie tv tratta da questo libro perché offrirebbe sicuramente degli spunti interessanti. Amani è una ragazza davvero testarda che dà tutta sè stessa per raggiungere i propri obiettivi e aiutare chi ama. È coraggiosa, a volte insicura delle sue capacità, ma si riprende in fretta. È disposta a mettersi in pericolo per aiutare i suoi amici e non vedo l’ora di leggere il seguito per vedere come gestirà tutte le verità di cui è venuta a conoscenza in questo primo libro.

Gli altri personaggi sono purtroppo di contorno. Amani ruba la scena e lascia poco spazio ai personaggi secondari. Spero davvero che nei prossimi libri venga dato più spazio ai suoi compagni di avventura che credo meritino. Io purtroppo ho il difetto di affezionarmi a personaggi che tendono a morire o soffrire immensamente e anche in questo caso mi è andata male. Vedremo cosa mi riserverà il seguito di “Rebel”.

Un libro non perfetto, ma che cattura l’attenzione e spinge il lettore a cercare il seguito immediatamente. Se siete alla ricerca di un fantasy diverso dal solito “Rebel” potrebbe essere la storia giusta per voi.


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Recensione: Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos

Buon pomeriggio lettori!
Concludiamo la settimana con una recensione, in modo da lasciarvi con qualche consiglio di lettura per il weekend. Il libro di cui vi andrò a parlare fra poco è un libro che hanno amato davvero in moltissimi, ma che purtroppo non mi ha convinta appieno.

Fidanzati dell'inverno cover

Titolo: Fidanzati dell’inverno (L’Attraversaspecchi #1)
Autore: Christelle Dabos
Editore: Edizioni E/O

L’Attraversaspecchi è una saga letteraria in quattro volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei?
Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

Lo dico subito, così poi posso concentrarmi liberamente sulla recensione: mi aspettavo tutta un’altra cosa e non mi ha conquistata come invece pare aver fatto con praticamente tutte le persone che seguo.

“Fidanzati dell’inverno” ha un titolo stupendo, una cover che cattura immediatamente lo sguardo e una trama intrigante. Insomma, avevo delle aspettative altissime e forse è stato il mio errore più grande.

Ofelia è la protagonista di questa serie di libri ed è un personaggio davvero particolare. Estremamente goffa, poco loquace, timida, ma estremamente testarda e orgogliosa. È impossibile non provare affetto nei suoi confronti considerando anche la spiacevole situazione che le viene imposta dalle Decane della sua Arca, Anima. Per Ofelia dover sposare Thorn significa doversi trasferire in un’altra Arca e non rivedere più la sua famiglia, lo zio e l’amato museo. Significa anche entrare in un mondo che non conosce e in cui non viene per niente inclusa.

Mi è piaciuto come la ragazza non si sia mai persa d’animo, nonostante le enormi difficoltà incontrate. Ho apprezzato come la sua gentilezza verso le persone non venga dimenticata e da come questa gentilezza sia stata ripagata con aiuto e saggi consigli. Ofelia ha sicuramente una lunga strada davanti a sè, ma mi è piaciuto seguirla in questa sua prima esperienza nel mondo e vedere come si sia trasformata da ragazzina impaurita a giovane donna che sa cosa vuole e che non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa da nessuno.

Thorn è difficile da interpretare perché lo conosciamo molto meno di Ofelia. È freddo, distante, perso nel suo lavoro e nel suo modo metodico di vivere. La sua condizione di bastardo lo ha costretto a diffidare da chiunque e questo suo essere freddo e distaccato rende difficile volergli bene, sia per Ofelia che per il lettore. A me piacciono questi personaggi super complicati e sono curiosa di vedere cos’altro ha in serbo per noi. Sono sicura che Thorn si sorprenderà.

Gli altri personaggi sono tutti assurdi e difficili da interpretare. Ognuno di loro ha una personalità e un potere ben distinto, infatti impariamo tramite i vari personaggi a capire anche le differenze tra le varie famiglie: c’è chi provoca dolore con la mente, chi è in grado di condividere i pensieri con la propria famiglia come una rete, chi “legge” gli oggetti e le loro storie. I poteri di questi famiglie sono davvero interessanti e sono un’aspetto di questo mondo che vorrei venisse approfondito ulteriormente nei prossimi volumi.

“Fidanzati dell’inverno” ha uno stile di scrittura che all’inizio può sembrare lento e non a tutti piacerà. Ammetto che le prime cento pagine per me sono state davvero difficili. È migliorato andando avanti e le ultime 150 pagine circa le ho divorate. Diciamo che ci ha messo un po’ a ingranare e per questo non sono riuscita a gridare al capolavoro.
Leggerò sicuramente il prossimo libro e spero di riuscire ad apprezzarlo più di questo. Non voglio assolutamente far passare il messaggio che “Fidanzati dell’inverno” sia un libro da non leggere, anzi. La trama è davvero originale e consiglio di provare a leggerlo. Lo stile non è per tutti e la lentezza iniziale può scoraggiare. Sono ottimista per i seguiti però.


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Recensione: E così, forse, sarai felice di Alessia Esse

Buon pomeriggio lettori!
Oggi vi lascio la recensione di un libro che ho letto in pochi giorni e che ho adorato. Ho amato tutti i libri di Alessia fino ad ora e non potevo lasciarmi scappare anche questo. Spero di convincervi a dargli una possibilità.

E così, forse, sarai felice cover

Titolo: E così, forse, sarai felice
Autore: Alessia Esse
Editore: Self

Come si raggiunge la felicità?
Quanto bisogna soffrire, prima di essere felici?
E l’amore è sempre portatore di gioia, o a volte è solo causa di fallimento e dolore?
Dopo un anno passato ad evitare accuratamente la sua famiglia, Rebecca torna a casa. Il suo piano è semplice: occuparsi del padre malato, fuggire la freddezza di sua madre, respingere le critiche di sua sorella e di suo fratello.
A trentacinque anni, Rebecca non cerca la felicità. Non crede di meritarla, soprattutto quella amorosa. Troppi rischi da correre, troppe ferite subite. Il migliore amico di Rebecca è Tinder: il sesso occasionale è tutto ciò che il suo cuore può sopportare.
Ma una sera, quando Tinder fallisce, appare Augusto.
Passionale e brillante, Augusto vive una vita molto diversa da quella di Rebecca. E alla donna basta un suo sorriso per dubitare del muro dietro il quale ha nascosto il cuore. Tuttavia, il loro incontro è destinato a passare in secondo piano quando accade l’imprevedibile.
In poche ore, la vita di Rebecca viene stravolta da eventi e sorprese che la obbligano a fare i conti con più di settant’anni di segreti che riguardano suo padre, la sua famiglia, e un gruppo di innocenti.Ricco di colpi di scena e di storie che si intrecciano con la Storia, E così, forse, sarai felice, è un racconto di verità, coraggio, giustizia e amore.

Alessia colpisce ancora con un libro che non può non toccarvi e farvi riflettere. “E così, forse, sarai felice” è un viaggio nella Storia del nostro Paese, una storia di famiglia e di diversi tipi di amore.

Protagonista di questo viaggio nel tempo è la famiglia Russo e, in particolare, Rebecca, la figlia minore di Michele e Annalisa. Affermata scrittrice, torna nella casa di famiglia a Pontenero (riferimento alla serie Perfetto che ho adorato) per aiutare la madre con il padre malato di Alzheimer. Nel giro di pochi giorni dal suo arrivo la sua vita viene sconvolta totalmente e riuscire a districare la confusione che le affolla la mente non sarà facile.

Rebecca, Roberta, Romolo e un altro personaggio chiave dovranno impegnarsi al massimo per rivelare un segreto che riguarda la famiglia Russo e che tutti cercano di nascondere da troppi anni e che riguarda il nonno dei tre fratelli. Questo tuffo nella Storia alla ricerca della verità mi ha appassionata e mi ha fatto conoscere una parte della Storia riguardante la Seconda Guerra Mondiale che non conoscevo. Alessia ammette che la versione raccontata nel suo libro è molto romanzata, ma la ringrazio perché anche con una versione non fedele alla verità è riuscita a farmi incuriosire e correre su Google a cercare più informazioni.

Non mancano storie d’amore in questo libro e mi è piaciuto molto che venissero raccontati vari tipi di amore e che Alessia si impegni al massimo per diffondere tolleranza e accettazione per qualsiasi tipo di amore e in generale per il genere umano. Annalisa e Michele ci insegnano come a volte un matrimonio di tanti anni possa incontrare degli ostacoli e che a volte tentare di salvare quello che si ha non sia la scelta corretta, Valentino e Pietro ci insegnano un amore inconcepibile per i tempi in cui è nato e la moglie di Valentino ci mostra come a volte si possano mettere da parte differenze incredibili per salvare una persona. Roberta ci mostra che se si ha la forza si può uscire da un matrimonio infelice e infine Rebecca e Augusto ci insegnano che l’amore non ha limiti di età, di situazione economica e che le paure ci saranno sempre, ma a volte bisogna lasciare che il nostro cuore sia esposto e a rischio di essere trattato male per raggiungere la felicità.

Non posso raccontare troppo di quello che succede perché potrei rischiare di spoilerare troppo, ma vi consiglio caldamente questo libro. Ammetto che da inguaribile romantica quale sono avrei voluto vedere di più sulle coppie del “presente” e sapere qualcosa di più sul futuro che le attende. In realtà avrei voluto in generale più azione nel presente anche se la storia che scoprono i protagonisti mi ha conquistata. “E così, forse, sarai felice” è un libro che consiglio un po’ a tutti quelli che vogliono una storia ben scritta e ben articolata, con personaggi estremamente reali e una bella morale di sottofondo.


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Review Party: Ink di Alice Broadway

Buongiorno lettori!
Esce oggi per Rizzoli “Ink” di Alice Broadway, un libro davvero particolare. Con le altre ragazze del Review Party abbiamo deciso di raccontarvi quale tatuaggio si farebbe ognuna di noi. Raccontateci nei commenti quali tatuaggi vorreste o, se non ne volete, diteci se il libro vi ispira 🙂

ink cover

Titolo: Ink (Skin #1)
Autore: Alice Broadway
Editore: Rizzoli

Immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondereNon ci sono segreti a Saintstone: dall’istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all’oblio che è ancora più temibile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un’intera vita. Quando l’amato papà muore, Leora, sedici anni, è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l’uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio.

Ink” è un libro che mi ha attirata immediatamente per la trama. Un mondo in cui ogni cosa viene tatuata sulla pelle in modo che nessuno possa avere segreti è allo stesso tempo intrigante e inquietante. La trama ci introduce ad un mondo particolare, difficile da immaginare e ci racconta qualcosa sulla cultura di queste persone e su Leora, la protagonista.

Il libro si legge molto velocemente, è scritto bene e scorre senza intoppi, riuscendo a trasmettere i dubbi e le emozioni della protagonista mentre vive un momento difficilissimo della sua vita.

Sappiamo che il papà di Leora è morto e insieme a lei aspettiamo che il suo libro di pelle venga giudicato e ritenuto degno di continuare ad esistere, in modo da essere letto e ricordato. Sappiamo anche che qualcosa andrà storto con questo processo e questo punto è la prima cosa del libro che mi ha stupita. Pensavo che gli avvenimenti raccontati nella trama ci venissero raccontati subito all’inizio, per dare il via alla narrazione, invece è come se fossero un punto di arrivo. Leora ci accompagna in tutto ciò che succede prima del giorno del giudizio e insieme a lei cerchiamo di dare un senso a tutto ciò ciò che accade.

Leora è una protagonista facile da apprezzare. È tranquilla, è rispettosa e stranamente non è granchè ribelle. Di solito i protagonisti di questi distopici sono un po’ ribelli e le regole assurde dei mondi in cui vivono non gli vanno a genio, mentre Leora crede ciecamente in ciò che le è stato insegnato, motivo per cui quando scopre alcune cose il mondo le crolla addosso.

La storia mi è piaciuta molto, sono estremamente curiosa di leggere i seguiti perché voglio capire cosa si cela dietro al mistero degli Intonsi e come Leora si incastrerà in questa battaglia tra i due “popoli”, ma non ho apprezzato il fatto che questo primo libro sia, di fatto, un lungo incipit. C’è poca azione, poco che lo faccia risaltare come libro. Sicuramente alla fine di tutti i libri questo primo avrà avuto uno scopo ben preciso, ma a me piace che ogni libro di una serie abbia un senso e un motivo di esistere anche come singolo.

Trovo anche che sia stato leggermente forzato il segreto della protagonista. Scoprirete molte cose su Leora durante la lettura e alcune di queste scoperte mi hanno lasciata un po’ perplessa. Prima di dare giudizi certi però, voglio leggere i seguiti. Il segreto di Leora per ora mi ha lasciata un po’ perplessa e un po’ incuriosita. Vedremo come andrà avanti.

Devo assolutamente concludere la recensione spendendo due parole sulla cover. È assolutamente stupenda e sicuramente cattura l’occhio. È diversa da tutto ciò che si vede ultimamente in libreria e io sono affascinata. Starei a guardarla per ore per cercare tutti i dettagli all’interno del design. Spero che i seguiti saranno simili ma in colori diversi.

I tatuaggi che vorrei

Parlare di un tatuaggio che vorremmo farci e del motivo per cui vorremmo farlo non è facile perché trovo sia una cosa estremamente personale. Io ne vorrei due. Il primo ce l’ho in mente da anni, ma devo trovare il coraggio di farlo, mentre il secondo è un’idea concettuale, ma che non ha ancora un’immagine. Parto dal secondo che è più facile. Mi piacerebbe qualcosa che rappresentasse il mio amore per i libri, ma vorrei qualcosa di appositamente disegnato per me che includa i libri che mi hanno accompagnata negli anni e che in qualche modo mi hanno cambiata o aiutata a crescere. Non ho ancora nessuna idea, ma ci arriverò prima o poi.
L’altro invece è ben definito nella mia mente, ma non l’ho ancora fatto perché sono una perfezionista e ho il terrore che qualcosa poi non venga come nella mia mente. Vorrei la scritta “C’è neve ovunque” circondata da due o tre fiocchi di neve. La neve per me ha molteplici significati ed è stato il primo pensiero che mi è venuto in mente quando ho pensato per la prima volta di volere un tatuaggio. La scritta è stata aggiunta dopo aver letto un libro e il modo migliore di spiegarvi perché l’ho aggiunta alla mia idea è riportarvi il passaggio che l’ha ispirata.

«A volte quel che facciamo è un fiocco di neve, minuscolo e destinato a sciogliersi in niente. Ma se cade nel posto giusto al momento giusto, quel fiocco di neve ne sposta altri, si unisce a loro e tutto diventa sempre più grosso e potente e alla fine ottieni una valanga. Se il fiocco da cui sei partito era un male, hai un disastro immenso. Ma se quel fiocco era un bene, allora hai dato una mano di bianco al mondo.» – Trentatré (Sedicesimo giorno
In cui Dio c’è ma non Si sveglia), Mirya


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