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Lettura di gruppo: Ti ho trovato fra le stelle [Recensioni]

Buongiorno lettori!
Come settimana scorsa, iniziamo la giornata con l’ultimo (SOB) recap della lettura di gruppo di Ti ho trovato fra le stelle di Francesca Zappia. Così come era stato per le altre letture di gruppo, anche questa è stata bellissima. Condivisa, ricca di spunti e chiacchiere sul libro e non. Abbiamo anche avuto la fortuna di scegliere un libro che è piaciuto a tutte, meglio di così non sarebbe potuta andare. ♥♥♥

Amaranth

rating-5

Ti ho trovato fra le stelle è un romanzo ingannevole. Può sembrare quasi banale nella sua semplicità, nella sua delicatezza (in fondo è un romance ya, no?), ma appunto è un inganno. Nasconde una complessità graffiante e toccante, a cui penso sia difficile rimanere indifferenti.

Antonella

rating-4

Ammetto che all’inizio ero molto perplessa, ma sono contenta di averlo letto perché ho scoperto cose nuove…per me i fumetti erano ancora Topolino & c.
Infatti mi sentirei di consigliarlo, per curiosità, anche a qualche altra mamma.
La reazione di Eliza mi è sembrata un po’ eccessiva… ma vabbè, l’adolescenza!

Ilaria

rating-4

Quando ho iniziato questa lettura di gruppo non mi ero minimamente informata del tema del libro (😬) e quindi mi sono immersa tra le pagine senza avere nessun tipo di aspettativa. Quello che mi sono trovata tra le mani mi ha preso da subito tantissimo, un po’ per l’argomento, ed un po’ perché è scritto in una maniera molto semplice e scorrevole: la storia è di certo accattivante per chi, come me, ha iniziato il viaggio nel mondo dei blog di nascosto, e sono riuscita da subito ad immedesimarmi con Eliza ed il suo grandissimo amore per Mare di mostri. A volte si ama talmente tanto un progetto al punto di avere paura di condividerlo con il resto del mondo, anche con le persone che ci vogliono bene, perché non si vuole essere giudicati e per paura che chi ci ama di più non riesca a capirci ed a capirne l’importanza. La Zappia ha saputo condividere questa sensazione, e renderla comprensibile a tutti, anche a chi del web non è avvezzo, con una delicatezza molto rara. A questo punto è chiaro che ne consiglio decisamente la lettura:
ai più giovani, perché devono avere il coraggio di portare avanti i loro sogni
ai più grandi, perché devono ricordarsi sempre di continuare a farlo, e lasciando i più piccoli liberi di sognare sempre più alto.

Karen

rating-35

Rileggerei Eliza and her monsters non so quante volte! È uno di quei libri che più leggi più ti piace! Non so quante volte ho riso e quante volte mi sono ritrovata in lacrime. È una storia che non smette di sorprendere, con numerevoli spunti di riflessione. Ho amato tutti i personaggi, anche quelli secondari, tutti vitali per il quadro completo della vicenda. Ho amato lo stile, emozionante ed incisivo. Ho amato Eliza in ogni sua debolezza e in ogni sua forza. Ho sofferto con lei al momento della rivelazione del suo segreto ed ho gioito per il modo in cui l’autrice ha scelto di sciogliere la vicenda.
Lo consiglierei? L’ho già fatto!!!

Alice

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Ragazze mi fate scoprire con queste letture di gruppo titoli che non avrei mai scelto di mia spontanea volontà e vi ringrazio. È stata una piacevole lettura su un argomento che non conoscevo in maniera approfondita, anzi mi si è aperto proprio un mondo! Come già detto precedentemente non conoscevo il mondo delle fanfiction e ora invece mi sono fatta proprio una cultura. In conclusione è stato un libro che ho letto molto volentieri con una trama interessante ma non impegnativa. 4 stelle su 5 se le merita pienamente!

Daniela

rating-4

È un libro molto particolare. Per chi ha una certa età, diciamo dai 35 in su probabilmente, credo che il tema principale del romanzo (fandom, fanfiction, fanart ecc…) sia un mondo del tutto nuovo. Ben note e comuni anche alla mia generazione sono invece le sensazioni (senso di inadeguatezza, paura del giudizio degli altri, sentirsi non capiti, trovare il proprio rifugio in una passione come il disegno, la lettura ecc….) provate dalla protagonista.
Eliza e Wallace, adolescenti, seguono un percorso di crescita durante la storia, si mettono alla prova, cadono e si rialzano. Non fanno invece una bella figura gli adulti (forse perché visti e descritti con gli occhi dei figli): superficiali, concentrati su loro stessi, non si prendono neanche la pena di provare a capire veramente cosa facciano/vogliano i figli, salvo poi farsi prendere dai sensi di colpa quando è troppo tardi….
È adatto ai ragazzi, ma secondo me anche ad adulti, specialmente se con figli adolescenti.

Kia

rating-4

Ti ho trovato fra le stelle è una lettura che rimandavo da davvero troppo tempo. La lettura di gruppo è stata un’ottima spinta e sono davvero felice di averlo letto. È un libro scritto con semplicità, ma che racchiude concetti profondi e importanti. I protagonisti sono reali, Eliza potrebbe essere una qualsiasi ragazza riservata che vi capita di incontrare. Lo stile dell’autrice, semplice e diretto e allo stesso tempo attento ai problemi che spesso attanagliano gli adolescenti, rende Ti ho trovato fra le stelle una lettura adatta a tutti: adolescenti con preoccupazioni comuni alla loro età, ragazzi che magari potrebbero capire meglio un compagno che sembra ‘strano’, genitori che non riescono a farsi andar giù il tempo che i figli trascorrono al pc o con lo smartphone tra le mani.

Mon

rating-4

Il libro mi ha conquistata e presa dalle prime pagine. Non so dire di no a storie come questa. I protagonisti sono reali, pieni dei problemi tipici dell’adolescenza e hanno un percorso di crescita all’interno del romanzo che ho apprezzato molto. Mi è piaciuto come l’autrice abbia affrontato temi importanti come la privacy e l’ansia in maniera abbastanza sottile, facendo recepire il messaggio al lettore senza esplicitarlo. Può essere d’aiuto a ragazzi che lo leggono, ma anche ad adulti che con questo libro potrebbero iniziare a comprendere i propri figli sempre incollati ai telefoni un po’ di più.
Sono un’amate di fanfiction e fanart e adoro leggere libri che trattano questo tema. È stata una bellissima lettura e non vedo l’ora di leggere altro dell’autrice, di cui ho adorato lo stile.

Recensione: Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie

Buon lunedì lettori!
Dopo un po’ di tempo senza recensioni (lo so, sono pessima, ma non riuscivo a scrivere) vi parlo di uno dei libri letti per la lettura di gruppo #igiallicondestinodicarta: Assassinio sull’Orient Express.

assassinio sull'orient express cover

Titolo: Assassinio sull’Orient Express (Hercule Poirot #10)
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori

L’Orient Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, occupa un posto importante nell’immaginario collettivo degli appassionati della letteratura poliziesca. Il merito appartiene all’indimenticabile signora del mistero Agatha Christie e alla sua creatura, l’impareggiabile Poirot. In quella che rimane probabilmente una delle sue più celebri imprese, Poirot, salito a bordo di un vagone di prima classe partito da Istambul e diretto a Calais, è costretto ad occuparsi di un feroce delitto. Infatti, mentre il treno è bloccato dalla neve qualcuno tra i paseggeri pugnala a morte il signor Ratchett, un ricco americano. L’assassino deve per forza nascondersi fra i viaggiatori, ma nessuno di loro sembra avere avuto nessun motivo per commettere il crimine. Poirot compie le sue indagini e, come al solito, risolve brillantemente il caso, ma questa volta la soluzione è davvero sorprendente.

Non avevo mai letto nulla di Agatha Christie, ma i suoi libri mi avevano sempre incuriosita. Quando Assassinio sull’Orient Express si è rivelato essere uno dei libri che avremmo letto tutte insieme per la lettura di gruppo non ho potuto dire no.

Il libro ci permette di conoscere Poirot immerso in un caso davvero particolare. L’idea è geniale e non so come mai non l’avessi letto prima. Un gruppo di persone sconosciute chiuse in un treno bloccato dalla neve, un investigatore di grande fama e un cadavere. Cosa si può volere di più?

Poirot è un personaggio di cui vorrei rileggere presto perché mi ha affascinata tantissimo. Ha un intuito incredibile unito ad un carattere super sofisticato. Mi ha un po’ ricordato l’atteggiamento e il modo di fare un pochino snob dei maggiordomi inglesi nei film.
È stato interessante vedere come Poirot si sia approcciato al mistero. Non potendo far affidamento alle prove fisiche come si usa fare ha dovuto basarsi interamente sulle testimonianze dei vari personaggi e sulle discrepanze tra esse. Mi pento di non essermi tenuta un foglio vicino durante la lettura per appuntare le mie teorie. Me ne ricorderò al prossimo libro con Poirot come protagonista.

L’autrice ha uno stile che posso definire unicamente come minimal. Non mette fronzoli o descrizioni inutili. Tutto ha un senso e tutto serve. Non vedo l’ora di leggere altro di suo per scoprire se tutti i suoi libri sono così.

Devo assolutamente dire qualcosa sul finale che mi ha sorpresa tantissimo. Non mi aspettavo assolutamente una soluzione del genere e non ho idea di come la Christie se la sia immaginata o di come Poirot l’abbia trovata. Geniale.

Se avete letto il libro avevate indovinato l’assassino? E che libro della Christie mi consigliate di leggere ora? Sto pensando a Dieci piccoli indiani di cui ho sentito parlare bene, ma se avete suggerimenti sono ben accetti.


 

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Recensione: Dentro l’acqua di Paula Hawkins

Buongiorno lettori. Non pensavo ce l’avrei fatta, ma alla fine sono riuscita a spuntarla contro una recensione anche questa settimana. Oggi vi parlo di un libro uscito da un po’ di tempo ma che ho appena finito. Si tratta di Dentro l’acqua di Paula Hawkins, libro che avevo in TBR da un po’ e che ho letto grazie all’iniziativa #igiallicondestinodicarta. Prima di passare alla recensione vorrei rigraziare Afra di Destino di carta per questa iniziativa che mi ha riavvicinata a thriller e gialli dopo qualche anno che ne leggevo davvero pochi. Ammetto di non essere stata super partecipe al gruppo di lettura causa un sacco di impegni, ma mi ha fatto piacere avere qualcuno con cui commentare a caldo nei punti salienti dei libri letti insieme. Ma vediamo com’è andata la lettura.

dentro l'acqua cover

Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins
Editore: Piemme

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

Dentro l’acqua è un libro che, come era successo per La ragazza del treno tempo fa, mi lascia con sentimenti contrastanti.

Il libro parte confusionario, molto confusionario. Ci ritroviamo catapultati in mezzo alla situazione, con capitoli in prima o terza persona, ognuno dedicato ad un personaggio differente. A volte gli archi temporali si sovrappongono, altre volte ci sono dei buchi o dei salti indietro. I nomi sono tanti, imparentati e associati nei modi più disparati e per questo davvero difficili da riordinare in testa. Al primo terzo di romanzo non si riesce a dare un senso. Si legge, si cerca di capire qualcosa, ma la confusione, anziché dipanarsi, sembra aumentare sempre di più. Ad un certo punto le cose iniziano ad allinearsi, a collegarsi tra loro. Ed è a quel punto che automaticamente parte il detective che è in ogni lettore di thriller per cercare di capire l’assassino, il colpevole, la verità.

Di contro l’autrice ha fatto un lavoro secondo me stupendo. Porta il lettore quasi all’esasperazione, ad un punto di confusione che è abbastanza al limite, per poi dargli gli elementi necessari a far collegare tutto, cambiando però le carte in tavola, senza cadere mai nello scontato. Il suo modo di scrivere mi piace: molti pov molto differenti tra loro che rispecchiano pensieri e personalità dei vari protagonisti. Tutto il libro è costruito su un gioco di supposizioni, salti temporali e segreti dei vari protagonisti. Tutti, chi più chi meno, hanno un ruolo fondamentale all’interno della storia, anche chi sembra messo lì per confondere ulteriormente, per ‘dare fastidio’.

I protagonisti sono tutti molto ‘surreali’, non sono riuscita a sentirli vicini e concreti nonostante la Hawkins li caratterizzi molto bene, sia dal punto di vista caratteriale che fisico. Probabilmente il gioco di segreti costruito dall’autrice, la sensazione dei protagonisti di non sapere chi hanno realmente davanti si riflette sul lettore che non riesce a renderli reali. Non lo considero un punto negativo, anzi sono convinta che un po’ sia voluto. Non è un romance dove per emozionarci ci dobbiamo immedesimare nei protagonisti, in questo caso siamo degli osservatori esterni che hanno la possibilità di cogliere solo stralci della vita dei vari personaggi.

In conclusione, Dentro l’acqua è un thriller che secondo me, nonostante sia un po’ contorto, merita di essere letto. Unico consiglio, prendetevi il tempo di leggere: non è un libro da un capitolo al volo quando capita, altrimenti la confusione la farà decisamente da padrona.


 

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Recensione: La stanza della tessitrice di Cristina Caboni

Buongiorno lettori! Cerco di proseguire con le recensioni, rimanendo fedele all’obiettivo di riuscirvi a parlare degli utlimi libri che ho letto, per lo meno quelli che mi sono piaciuti molto. Uno di questi è La stanza della tessitrice di Cristina Caboni che mi è stato gentilmente fornito da Garzanti.

la stanza della tessitrice cover

Titolo: La stanza della tessitrice
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti

I desideri sono fili invisibili da cucire insieme.
Interrogò il tessuto. E lui rispose. Vedeva il vestito nella sua mente e, come un pittore, ne definiva la struttura, il disegno e il colore. Gli abiti che Camilla rielaborava e confezionava erano creati sui sogni individuali di chi li indossava, capaci di infondere protezione, coraggio, sicurezza. Ciò che desiderava per sé stessa con tanta intensità, sapeva crearlo per gli altri.

Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni.

Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.

I romanzi di Cristina Caboni mi avevano sempre incuriosita, ma non avevo ancora avuto l’occasione di leggere qualcosa di suo. La stanza della tessitrice mi ha stuzzicata un po’ di più e quando l’ho notato tra le nuove uscite, non ho potuto fare a meno di lasciarmi catturare. Beh, vi dico da subito che recupererò presto gli altri suoi romanzi. Mi è piaciuto il suo modo di scrivere, delicato e diretto allo stesso tempo, il suo creare una storia dove amore e famiglia la fanno da padroni, conditi dalla giusta dose di suspance.

La storia di Camilla, come avete capito, mi ha davvero presa ed il mio parere è super positivo. Dopo i primi capitoli di introduzione, un po’ confusi ma assolutamente necessari – con il senno del poi – per creare la giusta atmosfera, la lettura scorre senza intoppi, senza buchi e senza ‘cose’ di troppo.

Camilla è una ragazza che nella vita ha conosciuto sia il dolore che l’amore e che ora, dopo uno scontro con la sua migliore amica, nonché cugina ‘acquisita’, sente il bisogno di crearsi una nuova vita con le sue sole forze. Da Milano si trasferisce a Bellagio, ma nel momento in cui tutto sembra aver preso la giusta direzione, si trova costretta a tornare: chi le ha dato tutto l’amore che ha conosciuto nella sua giovane vita – Marianne – ha bisogno di lei. È proprio in questa occasione che Camilla scopre un segreto che Marianne si porta dentro da una vita, un segreto che non ha mai detto a nessuno ma che ora le pesa troppo sul cuore.

Camilla è una protagonista che ho amato alla follia. Coraggiosa, leale, vera e pronta a mettersi in gioco. I suoi momenti di indecisione, le sue premure sono gestite in maniera magistrale dall’autrice, in modo da renderla reale e non lamentosa nonostante più volte si trovi in difficoltà e le venga voglia di mollare tutto e riprendersi la sua nuova vita.

Caterina è l’altra protagonista, un personaggio effimero, impalpabile. Simile in certi versi a Camilla, nella sua voglia di riscattarsi, nelle sue idee rivoluzionarie ed interessanti. È una ragazza avvolta dallo stesso alone di mistero che permea il libro, è la chiave che incuriosisce il lettore, dando una marcia in più al racconto.

Sono rimasta affascinata dalle descrizioni dell’autrice, dalla sua capacità di intrecciare le storie, portando il lettore a capire insieme a Camilla il segreto che si nasconde dietro la sua famiglia adottiva. Nulla è scontato, nemmeno quello che ci sembra di capire da subito. Si trova comunque un intreccio, un particolare sfuggito.

La storia si divide in blocchi di capitoli alternati tra la storia di Camilla, ai giorni nostri, e quella di Caterina, negli anni Venti. Due storie che si intrecciano e sono più simili di quanto ci si potrebbe aspettare.

E poi c’è la storia d’amore di Camilla, forse un po’ affrettata, ma accogliente, piacevole e molto molto romantica.

Ho poi apprezzato che ogni capitolo sia dedicato ad una stoffa diversa, corredata dalla sua descrizione e dagli utilizzi più comune: piccole perle interessanti e brevi al punto giusto per non distrarre dalla storia.

Se ancora non vi fosse chiaro, è un libro che consiglio, tra i più belli letti quest’anno. Una storia che lascia il lettore soddisfatto e felice, entrandogli nel cuore.



 

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