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Teaser Tuesday #2

Buongiorno lettori!
Dopo il sondaggio fatto su Instagram non sappiamo bene come comportarci con i Teaser Tuesday. Abbiamo notato che molti non li guardano, quindi stiamo valutando l’idea di togliere questa rubrica e magari sostituirla con altro. Fateci sapere nei commenti cosa vi piacerebbe vedere qui sul blog, i vostri consigli sono sempre prezioni.

Per ora però continuiamo, quindi ecco il Teaser Tuesday di questa settimana. Si tratta di uno dei capitoli iniziali di Fairy Oak: Il segreto delle gemelle, libro che sto leggendo per la lettura di gruppo organizzata da Destino di Carta.

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Fairy Oak era un villaggio delizioso. Le case di pietra avevano verande e giardini fioriti, protetti da muri ricoperti di more e rose selvatiche. Gli abitanti erano quasi tutti molto gentili e c’erano tanti, tantissimi bambini.

Ma una cosa in particolare rendeva il villaggio davvero speciale: a causa di un antico incantesimo, o forse per volere delle stelle del Nord, Fairy Oak era l’unico posto, di tutti i mondi reali e incantati, dove umani e creature magiche vivevano insieme, mescolati da tempo in perfetta armonia. Streghe, fate e maghi abitavano le case di Fairy Oak come normali cittadini, e tali erano considerati dalla comunità.

I Magici, come loro stessi usavano chiamarsi, erano stati gli indiscussi padroni di quelle terre molto prima degli Umani Senza Poteri. E quando questi arrivarono, invece di combatterli, li aiutarono a stabilirsi. Il capo dei Magici indicò al capo dei “Nonmagici” una valle tranquilla che degradava verso il mare calmo di una baia ampia e profonda. Era la valle di Verdepiano. Il Monte Adum e gli alti boschi la proteggevano dai venti gelidi dell’est, e due fiumi dalle acque cristalline rendevano la terra verde e rigogliosa.

Era un posto da sogno. E, infatti, qualcuno l’aveva già scelto a sua dimora: una quercia! Se ne stava tutta sola al centro di una radura ed era l’albero più grande che gli uomini avessero mai visto. Ma non era la grandezza la sua caratteristica più sorprendente: Quercia parlava! Anzi, per essere precisi, non stava mai zitta. Qualunque cosa le passasse per la testa (se di testa si può parlare) la pronunciava ad alta voce, proprio come fanno le persone sole.

Quercia fu molto felice di avere finalmente compagnia. E così, Magici e Nonmagici costruirono intorno a lei il primo villaggio della regione, e in suo onore lo chiamarono Fairy Oak, che significa appunto Quercia Fatata.

Gli anni passarono. L’alleanza si trasformò in amicizia e i due popoli diventarono presto uno solo. Le reciproche conoscenze messe insieme portarono risultati straordinari: i Nonmagici insegnarono ai Magici l’arte della pesca, dell’agricoltura, dell’allevamento… e la matematica, la storia, la geografia… I Magici da parte loro organizzarono spettacoli portentosi nei quali dimostrarono di conoscere un’incredibile varietà di magie e incantesimi. E alcuni di questi si rivelarono molto utili alla comunità. Su due cose non si trovarono mai: le scienze e la medicina, e riguardo a queste ciascuno mantenne sempre il proprio pensiero.

Per anni fu uno dei regni più ricchi e felici di tutti i tempi. Fino a quando, una terribile notte d’estate, cominciarono gli assalti. Non da parte di altri popoli, poiché non ve n’erano in quelle terre. Piuttosto, il Male assoluto prese di mira il regno di Fairy Oak. Un nemico senza volto e senza anima, deciso a distruggere per il piacere di farlo.

Vorrei potervi raccontare di più su di lui, ma tutto quel che so è che il Popolo della Valle si trovò a combatterlo più volte a distanza di molti anni e lo sconfisse sempre. Allora, però, ero una farina molto piccola e vivevo ancora nel mio regno, e i grandi non parlavano volentieri di queste cose davanti a noi. Perciò non so come fossero andate le cose. Di certo, quando arrivai a Fairy Oak, l’armonia e la quiete regnavano da molti anni sul villaggio e non v’era traccia di battaglie.

In compenso, in tutto quel tempo, le strambe abitudini degli Umani si erano mescolate alle strambe abitudini dei Magici ed era quasi impossibile distinguere gli uni dagli altri. Vi faccio un esempio: Ginestrella Gill! Sparì un pomeriggio d’estate dalla poltrona del suo giardino. Al suo posto lasciò un pallone di cioccolato e un biglietto che diceva “GOOOOOL!” Che ne era stato di Ginestrella Gill? Era un’Umana, cioè una Nonmagica, che, stufa, se n’era andata lasciando al marito le due cose per le quali lui l’aveva sempre trascurata, il cioccolato e il calciopalla? Oppure era una strega, che per festeggiare il compleanno del marito si era trasformata in ciò che lui amava di più? Non si seppe mai: mentre i grandi discutevano della questione, i bambini si mangiarono il pallone e Ginestrella Gill non tornò a dare spiegazioni.

Che Lalla Tomelilla fosse una strega lo sapevano tutti, e tutti la stimavano. Era forse la più onorevole cittadina di Fairy Oak e il rispetto che usavano con lei si rifletteva su di me: ricevevo coccole e attenzioni quasi da tutti. E non è finita: poiché i Magici di Fairy Oak che avevano nipotini ospitavano fate baby-sitter come me, avevo anche tante amiche,

Ciascuna di noi badava a giovani futuri maghetti e streghette. Le mie si chiamavano Vaniglia e Pervinca. Erano le nipotine di Lalla Tomelilla, figlie di sua sorella Dalia Periwinkle.

La Quercia Fatata – Il segreto delle gemelle di Jennie Rooney

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Il segreto delle gemelle cover

Il segreto delle gemelle
di Elisabetta Gnone
Editore:

DeAgostini

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Pagine:
284

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Uscita:
Gennaio 2005

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Link:

Amazon

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GoodReads

Fairy Oak è un villaggio magico e antico, nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. A volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare fra gli altopianiScozzesi e le scogliere Normanne, in una valle fiorita della Bretagna, fra iverdi prati irlandesi e le baie dell’oceano. Il villaggio è abitato dacreature magiche ed esseri umani, ma è difficile distinguere gli uni daglialtri. Infatti, fate, maghi, streghe e cittadini comuni abitano quelle case dipietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle reciprochestranezze. E dopo tanto tempo, tutti si somigliano un po’! A parte le fate,che sono molto, molto piccole e luminose… e volano! I maghi e le streghedella valle le chiamano per badare ai piccoli del villaggio.

Teaser Tuesday #1

Buongiorno lettori!
Primo teaser tuesday dell’anno in cui vi parlo del libro che mi ha fatto compagnia per tutte le ferie. Esatto, sono un caso raro, ma quando sono in ferie leggo mooolto meno del normale perché faccio altre mille cose. Il libro in questione è La ragazza del KGB di Jennie Rooney, un libro che mi sta piacendo e interessando nonostante il ritmo piuttosto lento. Lo conscete?

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La terza notte, Joan viene svegliata da una serie di rapidi colpi alla finestra seguiti da uno scalpiccio sul davanzale, come se un grosso gatto stesse cercando di entrare in camera sua. Si sporge dal letto e afferra una punta della tenda tra pollice e indice per scostarla. La stecca da hockey è appoggiata al muro e la sua vicinanza le infonde sicurezza. Si schiarisce la gola, pronta a gridare, se necessario, e si affaccia.
Sul davanzale c’è un paio di scarpe scarlatte con il tacco.
Joan tira indietro la tenda e alza lo sguardo. Quelle scarpe appartengono a una ragazza, che indossa uno splendido abito nero di seta e una sciarpa bianca e che, quando vede la tenda sollevarsi, sorride e si accosta l’indice alla bocca. Si abbassa per guardare Joan dritto in faccia.
«Sbrigati, fammi entrare» dice muovendo solo le labbra al di là del vetro.
Joan esita un istante, poi scivola fuori dal letto per aprire il chiavistello; la ragazza si siede sul davanzale ed entra nella stanza. «Camera mia è al terzo piano» esordisce la sconosciuta a mo’ di spiegazione, togliendosi le scarpe una alla volta. «Maledetto coprifuoco» mormora massaggiandosi i piedi indolenziti. «Scusa se ti ho svegliato. La finestra della lavanderia era chiusa.»
Joan si stropiccia gli occhi. «Non c’è di che.»
La ragazza si guarda intorno soffermandosi sulle pesanti tende verdi e il divano con la sua collezione di cuscini mal assortiti. Ha i capelli e gli occhi scuri, le guance setose e imbellettate, e sulle labbra uno strato vivace di rossetto rosso. Joan si preoccupa del proprio aspetto, scalza in camicia da notte e con le striscioline di mussola legate ai capelli. Indietreggia verso il letto, così da invitare l’intrusa ad andarsene, ma la ragazza non sembra avere fretta.
«Anche tu sei una matricola?»
La domanda sottintende che anche lei sia un nuovo arrivo, e questo stupisce Joan. Sembra così sicura di sé, così padrona delle regole, che le risulta difficile credere che non sia lì da anni. «Sì.»

Domenica, ore 11.17 – La ragazza del KGB di Jennie Rooney

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la ragazza del kgb cover

La ragazza del KGB
di Jennie Rooney
Editore:

Piemme

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Pagine:
420

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Uscita:
4 dicembre 2018

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Link:

Amazon

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GoodReads

È una fredda mattina di gennaio quella in cui vengono a prendere Joan Stanley nella sua piccola casa alla periferia di Londra. Chi l’avrebbe mai detto. Joan è stata una mamma amorevole, una deliziosa nonna, un’amante del giardinaggio, e perfino un’occasionale allieva del corso di pittura con l’acquerello. E poi, quella mattina, qualcuno bussa alla porta. D’altra parte doveva aspettarselo. Perché, anche a ottantacinque anni, al passato non si sfugge.

Cambridge, 1937. Nella cittadina universitaria brulicante di idee, Joan può finalmente respirare a pieni polmoni e studiare come avrebbe sempre voluto. E quando conosce l’affascinante Leo, russo di origine e appassionato di politica, per lei è l’inizio di un viaggio che non avrebbe mai pensato di compiere. Perché Joan Stanley – la deliziosa nonnina inglese – ha un segreto inimmaginabile: è stata per anni una spia britannica del KGB, in grado, grazie agli studi scientifici, inusuali all’epoca per una donna, di conoscere e passare di nascosto informazioni sulla bomba atomica. Eppure, per lei, vincere la guerra ha significato perdere molto, molto altro.

Basato sull’incredibile storia vera di Melita Norwood, la spia inglese di più lungo servizio del KGB scoperta solo nel 1999, La ragazza del KGB è un’indimenticabile storia di spionaggio e amore, ma soprattutto è una storia che ci parla delle scelte che si fanno nella vita, e delle loro inevitabili conseguenze. Da questo romanzo, il film con Judi Dench, presto nelle sale italiane.

Teaser Tuesday #192

Buongiorno lettori!
È quasi arrivato il momento delle ferie di Natale e io spero di rilassarmi un po’ e leggere. Questo ultimo mese è stato parecchio intenso e ho bisogno di staccare un po’ la testa. Per chiudere in bellezza l’anno ho iniziato la novella di Natale scritta da Chiara Venturelli, narrata da uno dei miei dispensatori preferiti, Jack (protagonista di Lezioni di seduzione e Un fidanzato di troppo).

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Due mesi prima di Lezioni di seduzione
Quando Liz c’era e non lo sapevo

«Se stai chiamando per convincermi a venire alla cena della Vigilia con i vostri clienti dello studio, ti dico subito che…» Non mi ero sprecato nemmeno a salutare, accettando la chiamata di mio fratello, dopo averne ignorate tre dal giorno precedente.

«No, Jack» mi interruppe, brusco.

Mi bloccai all’inizio del vicolo sul retro del ristorante cinese, vicino alla porta della topaia di monolocale dove dormivo. «È successo qualcosa?» Non riuscivo a immaginare quale altro motivo potesse avere Luke per telefonarmi.

«Volevo parlarti della cena, è vero» ammise, liberandomi dalla sottile preoccupazione che si era insinuata. Mio fratello e mio padre erano pur sempre l’unica famiglia che mi era rimasta.

«Sprechi il tuo tempo, non ho intenzione di venire a casa per partecipare a quella farsa.»

«Bene, allora. Direi che il mio compito è già stato assolto.» Odiavo quel tono così simile a quello indisponente di nostro padre.

«Ti capisco meno del solito» borbottai, prendendo dalla tasca le chiavi della porta del tugurio.

Non avevamo mai avuto un rapporto idilliaco, diversi come eravamo, però nell’ultimo anno le cose erano, se possibile, peggiorate.

«Non ti ho chiamato per invitarti, anzi, per l’esatto contrario.»

Le chiavi mi caddero sulla soglia, ma non le raccolsi. «Certo» realizzai, con tono pacato. «D’altronde mi aveva urlato di non tornare finché non fossi rinsavito e avessi deciso di studiare Legge.» Finsi di trovare naturale che mio padre mi impedisse di tornare a casa a Natale.

«Quanto ancora pensi di poterti mantenere da solo e pagare gli studi inutili che hai scelto?»

«A lungo. Per questo lavorerò anche la sera della Vigilia.»

Lo sentii trattenere il respiro, sorpreso.

Recuperai le chiavi dall’asfalto e le infilai nella serratura. «Non offendere la mia intelligenza fingendoti dispiaciuto, Luke» lo ammonii.

Diedi un calcio alla porta per aprirla, perché rimaneva sempre incastrata.

«Jack, smettila di essere così testardo. Credevi davvero che papà avrebbe permesso che uno dei suoi figli lavorasse in un fast-food?»

«Ah, quindi era logico farmi licenziare e lasciarmi senza soldi per vivere!»

«Ti basterebbe tornare sui tuoi passi e riavresti subito il college pagato, l’alloggio e l’accesso al fondo fiduciario.»

«Non sacrifico il mio futuro per sottostare a uno schifoso ricatto.» Chiusi la conversazione, mi lasciai cadere sul letto sfatto sentendomi nauseato e arrabbiato, e scagliai il telefono sul cuscino, senza però metterci troppa forza.

Prologo – Mi hai cambiato la vita di Chiara Venturelli

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mi hai cambiato la vita coverJack vuole realizzare il suo sogno di diventare attore, anche se questo significa venire ripudiato dalla famiglia e dover cercare l’unico lavoro che il padre non riesca a fargli perdere: lo spogliarellista. Per pagarsi il college accetta perfino di lavorare a un singolare addio al nubilato dove dovrà “svestire” i panni di Babbo Natale. Quella notte fa una promessa a se stesso: nulla dovrà distrarlo dal suo obiettivo.
Un anno dopo scopriamo che la tenacia di Jack è stata ripagata e che lo spettacolo Lezioni di seduzione gli è valso l’ingresso nell’importante accademia di arte drammatica di Londra. Di qua dall’oceano, però, ha lasciato il cuore e le occasioni di vedere la sua Liz sono davvero poche, per questo accetta di trascorrere i giorni di festa con la famiglia di lei, ritrovandosi in situazioni a dir poco imbarazzanti alla ricerca di momenti di intimità. Allo scoccare della mezzanotte Jack fa una nuova promessa, a se stesso e a Liz: diventerà un bravo attore ma non dimenticherà di essere anche un bravo compagno per lei. Ce la farà?
Forse Liz non rimarrà l’unica a rubargli il cuore…

Teaser Tuesday #191

Buongiorno lettori! Oggi vi lascio un Teaser tratto da un libro davvero carinissimo che sto leggendo in questi giorni e di cui vi lascerò la recensione appena finito. Merita davvero e potrebbe essere un regalo di Natale per un’amica romantica e sognatrice. Mi manca poco ma per il momento il mio giudizio è assolutamente positivo. Si tratta di Ogni volta noi di Josie Silver. Lo conoscete?

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Ci siamo conosciute proprio qui, al primo anno di università. Avevo deciso di alloggiare in uno degli appartamenti convenzionati con l’ateneo invece che in un pensionato, e avevo scelto questo. È in una vecchia palazzina divisa in tre: due appartamenti più grandi in basso e la nostra mansarda appollaiata sopra, come un allegro ripensamento. Venendo a visitarla ne ero rimasta affascinata, guardandola attraverso delle lenti rosa molto spesse. Sapete l’appartamentino in cui vive Bridget Jones? Me lo ricordava tanto, anche se era più shabby che chic, e per pagare l’affitto avrei dovuto dividerlo con una sconosciuta. Ma nessuno degli svantaggi mi impedì di firmare il contratto: una sola estranea era più facile da accettare rispetto a un pensionato gremito e rumoroso che di estranei sarebbe stato pieno. Mi ricordo ancora quando trascinai i bagagli su per i tre piani di scale, sperando con tutta me stessa che la coinquilina non estinguesse le mie fantasie alla Bridget Jones.
Aveva attaccato sulla porta un biglietto di benvenuto, scarabocchiato in rosso con una grande calligrafia tonda sul retro di una busta:

Cara coinquilina,
sono andata a prendere un po’ di bollicine a buon mercato per battezzare la casa nuova. Se vuoi, scegli pure la camera grande; io comunque preferisco essere a breve distanza dal bagno, non si sa mai!
Baci,
S.

Era fatta: mi aveva conquistato prima ancora che ci incontrassimo. È diversa da me per tante cose, ma abbiamo abbastanza in comune per andare più che d’accordo. Lei è una bellezza vistosa con i capelli rossi come il camion dei pompieri, che le scendono ondulati fin quasi al sedere, e un corpo splendido, anche se non gliene frega niente del suo aspetto.
Normalmente una ragazza così stupenda mi farebbe sentire come il brutto anatroccolo, ma Sarah ha una capacità speciale di metterti a tuo agio. La prima cosa che mi disse quel giorno, quando tornò dal negozio all’angolo, fu: «Cazzarola, sei la sosia di Elizabeth Taylor! Dovremo mettere una serratura di sicurezza, altrimenti qua si scatena l’inferno».
Stava esagerando, ovviamente. Non assomiglio granché a Elizabeth Taylor. Devo ringraziare la nonna materna, che era francese, per i capelli neri e gli occhi azzurri; quando aveva vent’anni era una ballerina piuttosto apprezzata, come provano i vecchi programmi di sala e i ritagli di giornale. Ma io mi sono sempre considerata una parigina mancata: ho ereditato le caratteristiche fisiche della nonna ma non la sua grazia, e il suo ordinato chignon è diventato, fra le mie mani, una massa di ricci che sembrano aver preso la scossa. Inoltre non potrei mai essere disciplinata a sufficienza per fare la ballerina; sono troppo appassionata di biscotti al cioccolato. Quando il mio metabolismo se ne renderà conto, sarà un disastro.

18 dicembre – Laurie – Ogni volta noi di Josie Silver

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ogni volta noi cover
Seduta sull’autobus per tornare a casa, Laurie ammira le luci sfavillanti di Londra attraverso il finestrino. All’improvviso i suoi occhi incrociano quelli di un ragazzo fermo sul marciapiede. Si incrociano e si rincrociano ancora, in uno spazio che sembra infinito. Come non avessero mai fatto nient’altro per tutta la vita. Ma l’autobus riparte e Laurie non ha il tempo di fermarlo, di scendere, di scoprire qualcosa di quel ragazzo misterioso che per lei significa già tutto. Per un anno intero non fa altro che cercarlo in ogni negozio in cui entra, a ogni angolo di strada, in ogni pub dove va con gli amici. Ma sa che rivedersi, in una città così grande, è praticamente impossibile. Quando ormai si è rassegnata all’idea che si sia trattato di un’altra delle mille persone che, nella vita, si incontrano per poi perderle per sempre, lo vede a una festa. Ma non come avrebbe sperato. La sua migliore amica è lì per presentarle il suo nuovo fidanzato, e Laurie non può credere a chi si trova di fronte: è lui, è il ragazzo dell’autobus, è il ragazzo che ha disperatamente cercato per mesi. Un destino beffardo li fa incontrare di nuovo proprio quando non possono stare insieme. Proprio quando devono nascondere a loro stessi e al mondo intero la magia del loro primo incontro. Perché l’amore detta le sue leggi che non sempre sono comprensibili. Perché l’amore può premiare gli audaci, ma anche chi ha la pazienza di aspettare. Di credere. Di essere tenace. Quando nasce a prima vista può essere un fuoco che si accende in un istante, ma anche un focolare che trattiene il calore affinché non si esaurisca mai.


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