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WWW…Wednesday #50

Buon pomeriggio lettori!
Qui siamo piene di belle letture anche se abbiamo la Mon ancora un po’ inchiodata. Io invece ho finito la Challenge di Goodreads che avevo impostato a 55 libri e sono super soddisfatta. Voi?

Letto

In lettura

Da leggere

Sto avendo parecchi problemi con la lettura in queste settimane. Ho provato a cambiare libro perché mi stavo arenando su Il sognatore. Ho ricevuto in anteprima Tutto tranne un bacio di Chiara Venturelli (che ringrazio tantissimo) e ragazzi, lo sto divorando. Sono quasi a metà e spero di parlarvene super presto. Lascio come da leggere il libro della Gazzola, ma dal 23 ottobre so già cosa leggerò perché esce l’ultimo libro della serie Throne of Glass e non sto aspettando altro da un anno.

Letto

In lettura

Da leggere

Ho finito, oltre a Il ladro gentiluomo di cui trovate la recensione QUI, anche Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno. L’ho adorato, la storia della sartina mi ha conquistata! In lettura, Non ho tempo per amarti di Anna Premoli che soggiornava in libreria più o meno da quando è uscito. Prossima lettura, Alaska di Brenda Novak per l’iniziativa #igiallicondestinodicarta di cui trovate QUI tutte le info.

Teaser Tuesday #183

Buongiorno lettori! Il teaser che vi lascio oggi non è tratto dal libro che ho in lettura, ma da quello che ho terminato nel week end. Si tratta de Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno che ho scoperto per puro caso e mi ha letteralmente conquistata. È un libro particolare, che racconta la storia di una sartina a giornata di fine Ottocento, analizzando, in maniera romanzata, la situazione sociale di quel periodo vista dagli occhi di una persona del popolo. Vi lascio un pezzetto del primo capitolo, sperando di incuriosirvi. Se lo leggete, fatemi sapere se vi è piaciuto.

teaser tuesday

Avevo sette anni quando mia nonna cominciò ad affidarmi le rifiniture più semplici dei capi che cuciva in casa per le sue clienti nei periodi in cui non aveva richieste di lavori al loro domicilio. Eravamo rimaste noi due sole di tutta la famiglia dopo l’epidemia di colera che aveva portato via senza fare preferenze di sesso i miei genitori, i miei fratelli e sorelle e tutti gli altri figli e nipoti di mia nonna, miei zii e miei cugini. Come avessimo fatto noi due a scamparla, ancora non me lo spiego.
Eravamo povere, ma lo eravamo state anche prima dell’epidemia. La nostra famiglia non aveva mai posseduto niente, tranne la forza delle braccia maschili e l’abilità delle dita femminili. Mia nonna e le sue figlie e cognate erano conosciute in città per la loro bravura e precisione nel cucito e nel ricamo, per la loro onestà, pulizia e affidabilità nei lavori domestici quando andavano a servizio nelle case dei signori, dove sapevano fare con una certa grazia anche le cameriere e occuparsi del guardaroba. Erano poi quasi tutte delle buone cuoche. Gli uomini lavoravano a giornata come muratori, facchini, giardinieri. Industrie che assumessero operai nella nostra città ancora non ce n’erano molte, ma il birrificio, il frantoio, il mulino e anche gli eterni lavori di scavo per l’acquedotto richiedevano spesso manodopera non specializzata. Che io mi ricordi, non abbiamo mai patito la fame, anche se dovevamo spesso cambiare casa e ammassarci per qualche tempo nei sottani o bassi del centro storico, quando non riuscivamo a pagare l’affitto dei modestissimi appartamenti in cui viveva la gente del nostro ceto.

Vita mia, cuor mio – Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno

divisore dx


C’è stato un tempo in cui non esistevano le boutique di prêt-à-porter e tantomeno le grandi catene di moda a basso prezzo, e ogni famiglia che ne avesse la possibilità faceva cucire abiti e biancheria da una sarta: a lei era spesso dedicata una stanza della casa, nella quale si prendevano misure, si imbastivano orli, si disegnavano modelli ma soprattutto – nel silenzio del cucito – si sussurravano segreti e speranze. A narrarci la storia di questo romanzo è proprio una sartina a giornata nata a fine Ottocento, una ragazza di umilissime origini che apprende da sola a leggere e ama le opere di Puccini ma più di tutto sogna di avere una macchina da cucire: prodigiosa invenzione capace di garantire l’autonomia economica a chi la possiede, lucente simbolo di progresso e libertà. Cucendo, la sartina ascolta le storie di chi la circonda e impara a conoscere donne molto diverse: la marchesina Ester, che va a cavallo e studia la meccanica e il greco antico; miss Lily Rose, giornalista americana che nel corsetto nasconde segreti; le sorelle Provera con i loro scandalosi tessuti parigini; donna Licinia Delsorbo, centenaria decisa a tutto per difendere la purezza del suo sangue; Assuntina, la bimba selvatica… Pur in questa società rigidamente divisa per classe e censo, anche per la sartina giungerà il momento di uscire dall’ombra e farsi strada nel mondo, con la sola forza dell’intelligenza e delle sue sapienti mani. Bianca Pitzorno dà vita in queste pagine a una storia che ha il sapore dei feuilleton amati dalla sua protagonista, ma al tempo stesso è percorsa da uno sguardo modernissimo. Narrare della sartina di allora significa parlare delle donne di oggi e dei grandi sogni che per tutte dovrebbero diventare invece diritti: alla libertà, al lavoro, alla felicità.


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Review Party: Il ladro gentiluomo di Alessia Gazzola

Buongiorno lettori! Iniziamo la settimana con il botto: ecco a voi la recensione de Il ladro gentiluomo di Alessia Gazzola, settimo (o ottavo, a seconda di come considerate Sindrome da cuore in sospeso) libro della serie di Alice Allevi in uscita oggi per Longanesi.

il ladro gentiluomo cover

Titolo: Il ladro gentiluomo (Alice Allevi #7)
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Longanesi

Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco della vittima. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…

Inizio ringraziando infinitamente Longanesi per avermi permesso di leggere il libro in anteprima e Beatrice di Lily’s Bookmark per le splendide grafiche.

Avete letto bene, è più di una settimana che mi tengo la bocca cucita, tranne con la Mon e le altre partecipanti al Review Party, su questa lettura e finalmente è venuto il momento di parlarvene.

Aspettavo questo libro da 11 mesi, dal momento esatto in cui sono arrivata all’ultima riga di Arabesque, quella con la zampata meschina della Wally. Quello che vi posso assicurare è che non rimarrete delusi da questo nuovo capitolo delle avventure di Alice Allevi. Mi dovete però promettere che, una volta arrivati in fondo – ma in fondo anche ai ringraziamenti -, mi scriverete e ne parleremo insieme. L’alternativa è mettervi in un angolino, abbracciarvi le ginocchia e dondolarvi fissando il vuoto. Non dirò altro.

Da qui in poi non posso garantire l’assenza di spoiler relativi ai libri precedenti, mentre invece, come sempre, se vi manca solo l’ultimo potete leggere con tranquillità.

Ne Il ladro gentiluomo troviamo, come era stato per gli altri capitoli, la nostra Alice esattamente dove l’avevamo lasciata, appena uscita dall’ennesima crisi d’amore, non troppo pronta alla cattiveria che sta per farle la Wally. Se in un momento buio aveva chiesto un trasferimento alla temibile professoressa Boschi, ora che il suo futuro appare decisamente più roseo, Alice non è decisamente pronta a spostarsi, lasciare Roma, il suo istituto, i suoi amici, CC. Ovviamente non ha scelta e si ritrova così catapultata a Domodossola.
Il trasferimento di Alice è sicuramente una ventata d’aria fresca, sia nella sua vita che narrativamente parlando: pur restando presenti, Lara, Paolone, la Boschi e tutti gli altri sfumano un po’ in secondo piano, lasciando campo libero a nuovi personaggi che riescono ad incuriosirci evitando il rischio ‘stagno’ che insidia le serie lunghe.
Domodossola, e con lei i suoi protagonisti, è totalmente diversa da Roma e ci permette di scoprire nuovi aspetti del carattere di Alice che continua ad evolvere anche in questo libro, nonostante rimanga quel suo lato sbadato che abbiamo imparato ad amare.

Conosciamo un CC un po’ diverso, forse – e dico forse – un po’ più umano e più vero. Un CC che, udite udite, sembra provare delle emozioni.

Il caso l’ho trovato molto ben strutturato, in grado di incuriosire il lettore fino all’ultimo con più colpi di scena. Il colpevole è difficile da indovinare, ma Alice si dimostra cresciuta anche in questo senso. La sua curiosità non la abbandona, ma è in grado di tenerla a bada cercando di trarne solo il meglio. In questo libro, il caso risulta anche più presente rispetto agli ultimi volumi che erano maggiormente incentrati sulla vita di Alice.

Se devo trovargli un difetto, direi che ci sono stati alcuni passaggi un po’ veloci. Ormai mi sono affezionata ai miei protagonisti e vederli evolvere, in certi casi, così velocemente mi ha messo un po’ di tristezza, forse semplicemente perché avrei voluto che se ne parlasse di più, per sentirli ancora più vicini. Idem la vita sentimentale di Alice che vi ho già detto essere, in questo volume, un pochino meno totalizzante rispetto a come ci eravamo abituati. Anche in questo caso abbiamo delle svolte molto rapide, dei momenti che forse potevano essere approfonditi di più. Ma, ripeto, io non faccio testo perché veramente le avventure dell’Allieva le ho divorate e ridivorate e non ne ho mai abbastanza.

Nel complesso il libro mi è piaciuto moltissimo, il primo posto lo mantiene Arabesque, ma questo direi che si gioca tranquillamente la top 3. Tra qualche rilettura vi dirò che posto si è guadagnato.

Una cosa di cui sono certa è che la Gazzola, con questa serie, mi ha davvero stregata. Adoro gli standalone, le serie non sempre mi soddisfano soprattutto se superano i 3 libri. Ed invece Alessia ha costruito qualcosa di affascinante, sempre fresco e diverso, dinamico. Ora non ci resta che sperare che non sia finita qui, a prescindere dall’attesa.
Voi nel frattempo mettetevi in pari, e scrivetemi per dirmi che ne pensate di questo volume.


 

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WWW…Wednesday #49

Buon pomeriggio lettori!
Eccoci con l’appuntamento con il WWW Wednesday!
Io (Kia) ho finalmente ripreso il ritmo nella lettura e sto leggendo un sacco di cose belle di cui non vedo l’ora di parlarvi: quindi WWW tutto nuovo. La Mon invece è un po’ bloccata, perché non le raccontate cosa state leggendo voi?

Letto

In lettura

Da leggere

Ehm, qui non è cambiato nulla. Il mio blocco del lettore continua tragicamente, ma piano piano spero di riprendermi. Il sognatore mi sta prendendo parecchio e spero di andare avanti nei prossimi giorni.

Letto

In lettura

Da leggere

Buongiorno! Il libro letto, questa settimana, è il libro che la scorsa avevo come prossima lettura, quindi gran segreto che però vi svelerò presto e che sono sicura non vi deluderà. In lettura ho Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno, libro che mi è capitato tra le mani per caso e che mi ha attirata in primis per la macchina da cucire e sicuramente anche perché adoro Bianca Pitzorno da quando sono piccola. Il romanzo mi sta affascinando un sacco e spero di parlarvene al più presto. Prossima lettura ancora non decisa, ma un’opzione potrebbe essere quella di prendere definitivamente in mano Non ho tempo per amarti di Anna Premoli.