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Teaser Tuesday #191

Buongiorno lettori! Oggi vi lascio un Teaser tratto da un libro davvero carinissimo che sto leggendo in questi giorni e di cui vi lascerò la recensione appena finito. Merita davvero e potrebbe essere un regalo di Natale per un’amica romantica e sognatrice. Mi manca poco ma per il momento il mio giudizio è assolutamente positivo. Si tratta di Ogni volta noi di Josie Silver. Lo conoscete?

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Ci siamo conosciute proprio qui, al primo anno di università. Avevo deciso di alloggiare in uno degli appartamenti convenzionati con l’ateneo invece che in un pensionato, e avevo scelto questo. È in una vecchia palazzina divisa in tre: due appartamenti più grandi in basso e la nostra mansarda appollaiata sopra, come un allegro ripensamento. Venendo a visitarla ne ero rimasta affascinata, guardandola attraverso delle lenti rosa molto spesse. Sapete l’appartamentino in cui vive Bridget Jones? Me lo ricordava tanto, anche se era più shabby che chic, e per pagare l’affitto avrei dovuto dividerlo con una sconosciuta. Ma nessuno degli svantaggi mi impedì di firmare il contratto: una sola estranea era più facile da accettare rispetto a un pensionato gremito e rumoroso che di estranei sarebbe stato pieno. Mi ricordo ancora quando trascinai i bagagli su per i tre piani di scale, sperando con tutta me stessa che la coinquilina non estinguesse le mie fantasie alla Bridget Jones.
Aveva attaccato sulla porta un biglietto di benvenuto, scarabocchiato in rosso con una grande calligrafia tonda sul retro di una busta:

Cara coinquilina,
sono andata a prendere un po’ di bollicine a buon mercato per battezzare la casa nuova. Se vuoi, scegli pure la camera grande; io comunque preferisco essere a breve distanza dal bagno, non si sa mai!
Baci,
S.

Era fatta: mi aveva conquistato prima ancora che ci incontrassimo. È diversa da me per tante cose, ma abbiamo abbastanza in comune per andare più che d’accordo. Lei è una bellezza vistosa con i capelli rossi come il camion dei pompieri, che le scendono ondulati fin quasi al sedere, e un corpo splendido, anche se non gliene frega niente del suo aspetto.
Normalmente una ragazza così stupenda mi farebbe sentire come il brutto anatroccolo, ma Sarah ha una capacità speciale di metterti a tuo agio. La prima cosa che mi disse quel giorno, quando tornò dal negozio all’angolo, fu: «Cazzarola, sei la sosia di Elizabeth Taylor! Dovremo mettere una serratura di sicurezza, altrimenti qua si scatena l’inferno».
Stava esagerando, ovviamente. Non assomiglio granché a Elizabeth Taylor. Devo ringraziare la nonna materna, che era francese, per i capelli neri e gli occhi azzurri; quando aveva vent’anni era una ballerina piuttosto apprezzata, come provano i vecchi programmi di sala e i ritagli di giornale. Ma io mi sono sempre considerata una parigina mancata: ho ereditato le caratteristiche fisiche della nonna ma non la sua grazia, e il suo ordinato chignon è diventato, fra le mie mani, una massa di ricci che sembrano aver preso la scossa. Inoltre non potrei mai essere disciplinata a sufficienza per fare la ballerina; sono troppo appassionata di biscotti al cioccolato. Quando il mio metabolismo se ne renderà conto, sarà un disastro.

18 dicembre – Laurie – Ogni volta noi di Josie Silver

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Seduta sull’autobus per tornare a casa, Laurie ammira le luci sfavillanti di Londra attraverso il finestrino. All’improvviso i suoi occhi incrociano quelli di un ragazzo fermo sul marciapiede. Si incrociano e si rincrociano ancora, in uno spazio che sembra infinito. Come non avessero mai fatto nient’altro per tutta la vita. Ma l’autobus riparte e Laurie non ha il tempo di fermarlo, di scendere, di scoprire qualcosa di quel ragazzo misterioso che per lei significa già tutto. Per un anno intero non fa altro che cercarlo in ogni negozio in cui entra, a ogni angolo di strada, in ogni pub dove va con gli amici. Ma sa che rivedersi, in una città così grande, è praticamente impossibile. Quando ormai si è rassegnata all’idea che si sia trattato di un’altra delle mille persone che, nella vita, si incontrano per poi perderle per sempre, lo vede a una festa. Ma non come avrebbe sperato. La sua migliore amica è lì per presentarle il suo nuovo fidanzato, e Laurie non può credere a chi si trova di fronte: è lui, è il ragazzo dell’autobus, è il ragazzo che ha disperatamente cercato per mesi. Un destino beffardo li fa incontrare di nuovo proprio quando non possono stare insieme. Proprio quando devono nascondere a loro stessi e al mondo intero la magia del loro primo incontro. Perché l’amore detta le sue leggi che non sempre sono comprensibili. Perché l’amore può premiare gli audaci, ma anche chi ha la pazienza di aspettare. Di credere. Di essere tenace. Quando nasce a prima vista può essere un fuoco che si accende in un istante, ma anche un focolare che trattiene il calore affinché non si esaurisca mai.


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Recensione: La stanza della tessitrice di Cristina Caboni

Buongiorno lettori! Cerco di proseguire con le recensioni, rimanendo fedele all’obiettivo di riuscirvi a parlare degli utlimi libri che ho letto, per lo meno quelli che mi sono piaciuti molto. Uno di questi è La stanza della tessitrice di Cristina Caboni che mi è stato gentilmente fornito da Garzanti.

la stanza della tessitrice cover

Titolo: La stanza della tessitrice
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti

I desideri sono fili invisibili da cucire insieme.
Interrogò il tessuto. E lui rispose. Vedeva il vestito nella sua mente e, come un pittore, ne definiva la struttura, il disegno e il colore. Gli abiti che Camilla rielaborava e confezionava erano creati sui sogni individuali di chi li indossava, capaci di infondere protezione, coraggio, sicurezza. Ciò che desiderava per sé stessa con tanta intensità, sapeva crearlo per gli altri.

Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni.

Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.

I romanzi di Cristina Caboni mi avevano sempre incuriosita, ma non avevo ancora avuto l’occasione di leggere qualcosa di suo. La stanza della tessitrice mi ha stuzzicata un po’ di più e quando l’ho notato tra le nuove uscite, non ho potuto fare a meno di lasciarmi catturare. Beh, vi dico da subito che recupererò presto gli altri suoi romanzi. Mi è piaciuto il suo modo di scrivere, delicato e diretto allo stesso tempo, il suo creare una storia dove amore e famiglia la fanno da padroni, conditi dalla giusta dose di suspance.

La storia di Camilla, come avete capito, mi ha davvero presa ed il mio parere è super positivo. Dopo i primi capitoli di introduzione, un po’ confusi ma assolutamente necessari – con il senno del poi – per creare la giusta atmosfera, la lettura scorre senza intoppi, senza buchi e senza ‘cose’ di troppo.

Camilla è una ragazza che nella vita ha conosciuto sia il dolore che l’amore e che ora, dopo uno scontro con la sua migliore amica, nonché cugina ‘acquisita’, sente il bisogno di crearsi una nuova vita con le sue sole forze. Da Milano si trasferisce a Bellagio, ma nel momento in cui tutto sembra aver preso la giusta direzione, si trova costretta a tornare: chi le ha dato tutto l’amore che ha conosciuto nella sua giovane vita – Marianne – ha bisogno di lei. È proprio in questa occasione che Camilla scopre un segreto che Marianne si porta dentro da una vita, un segreto che non ha mai detto a nessuno ma che ora le pesa troppo sul cuore.

Camilla è una protagonista che ho amato alla follia. Coraggiosa, leale, vera e pronta a mettersi in gioco. I suoi momenti di indecisione, le sue premure sono gestite in maniera magistrale dall’autrice, in modo da renderla reale e non lamentosa nonostante più volte si trovi in difficoltà e le venga voglia di mollare tutto e riprendersi la sua nuova vita.

Caterina è l’altra protagonista, un personaggio effimero, impalpabile. Simile in certi versi a Camilla, nella sua voglia di riscattarsi, nelle sue idee rivoluzionarie ed interessanti. È una ragazza avvolta dallo stesso alone di mistero che permea il libro, è la chiave che incuriosisce il lettore, dando una marcia in più al racconto.

Sono rimasta affascinata dalle descrizioni dell’autrice, dalla sua capacità di intrecciare le storie, portando il lettore a capire insieme a Camilla il segreto che si nasconde dietro la sua famiglia adottiva. Nulla è scontato, nemmeno quello che ci sembra di capire da subito. Si trova comunque un intreccio, un particolare sfuggito.

La storia si divide in blocchi di capitoli alternati tra la storia di Camilla, ai giorni nostri, e quella di Caterina, negli anni Venti. Due storie che si intrecciano e sono più simili di quanto ci si potrebbe aspettare.

E poi c’è la storia d’amore di Camilla, forse un po’ affrettata, ma accogliente, piacevole e molto molto romantica.

Ho poi apprezzato che ogni capitolo sia dedicato ad una stoffa diversa, corredata dalla sua descrizione e dagli utilizzi più comune: piccole perle interessanti e brevi al punto giusto per non distrarre dalla storia.

Se ancora non vi fosse chiaro, è un libro che consiglio, tra i più belli letti quest’anno. Una storia che lascia il lettore soddisfatto e felice, entrandogli nel cuore.



 

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Teaser Tuesday #185

Buongiorno lettori! Il Teaser che vi lascio oggi è tratto da un libro che mi sta piacendo davvero molto: La stanza della tessitrice di Cristina Caboni. Mi sto appassionando alle storie di Camilla e Caterina e spero davvero di parlarvene presto. Voi l’avete letto??

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Marianne allungò la mano verso di lei che si affrettò a stringerla, poi l’avvolse in un lungo abbraccio. «Non potevo sopportare l’idea che ti fossi allontanata da me. Temevo che mi odiassi. Non sapevo cosa fare, non lo sapevo. Ero disperata all’idea di averti perduto per sempre, la mia preziosa bambina.»
Quelle parole la fecero sanguinare. Camilla ingoiò il nodo che le chiudeva la gola e si sforzò di sorridere. Non era quello che avrebbe immaginato di sentire. Poteva affrontare la rabbia di Marianne, poteva sopportare il biasimo e la lingua tagliente, ma non quella confessione piena di dolore. Si chiese se avesse sbagliato a giudicare Mamy, se si fosse sbagliata sul suo conto. E quello la riempì di paura. Perché un istante prima si era chiesta la medesima cosa nei confronti di Marco. All’improvviso non era più sicura di nulla. «Adesso calmati, finirà che starai nuovamente male, il dottore ci ripenserà e vorrà tenerti in questo posto per chissà quanto tempo. Agnese si infurierà, sono giorni che prepara la casa per il tuo ritorno.»
Marianne annuì, dopo un’ultima carezza si allontanò da Camilla. «Riprenderemo questo discorso in un altro momento. Ci sono delle cose che vorrei raccontarti, cose che ti serviranno quando… Bene, ne riparleremo.» Era tornata alla finestra, un lembo della tenda tra le dita, gli occhi oltre il vetro, su quella donna sconosciuta e le sue figlie.

Capitolo 4 – La stanza della tessitrice di Cristina Caboni

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la stanza della tessitrice cover
Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.


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Review Party: La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile

Buongiorno lettori. Sono finalmente ritornata. Dopo essermi dedicata anima e corpo alle ultime fasi dell’organizzazione e alla riuscita di questo evento, mi sono ributtata nella lettura. In pochissimo tempo ho divorato La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile che esce domani per Garzanti.

la leggenda del ragazzo che credeva nel mare cover

Titolo: La leggenda del ragazzo che credeva nel mare
Autore: Salvatore Basile
Editore: Garzanti

Quando si tuffa Marco si sente libero. Solo allora riesce a dimenticare gli anni trascorsi tra una famiglia affidataria e l’altra. Solo allora riesce a non pensare ai suoi genitori di cui non ricorda nulla tranne quella voglia a forma di stella marina che da loro ha ereditato. Ma ora Marco ha paura del mare. Dopo un tuffo da una scogliera si è ferito a un braccio e vede il suo sogno svanire. Perché ora non riesce più a fidarsi di quella distesa azzurra. Anche il mare lo ha tradito, come hanno sempre fatto tutti nella sua vita. Eppure c’è qualcuno pronto a dimostrargli che la rabbia e la rassegnazione non sono sentimenti giusti per un ragazzo. È Lara, la sua fisioterapista, che si affeziona a lui come nessuno ha mai fatto. Lara è la prima che lo ascolta senza giudicarlo. Per questo Marco accetta di accompagnarla nel paesino dove è nata. Un piccolo paese dalle vie che profumano di salsedine sdraiato sulla costa dove si vive ancora seguendo il ritmo dettato dalla pesca. Quello che Marco non sa è che Lara ha riconosciuto la voglia sulla sua spalla perché ha aiutato sua madre a farlo nascere. Lei sa la verità. E l’ha portato lì per ritrovare sé stesso. Perché per non temere più il mare deve scoprire chi è veramente. Deve scoprire dove affondano le sue radici. Solamente allora potrà sporgersi da uno scoglio senza tremare, perché forse a tremare sarà solo il suo cuore pronto davvero a volare.

Avevo adorato Lo strano viaggio di un oggetto smarrito e quando ho sentito parlare del nuovo romanzo di Basile non ho potuto fare a meno di buttarmi nella lettura.
Parto dicendovi che La leggenda del ragazzo che credeva nel mare mi è piaciuto moltissimo. Ho ritrovato la scrittura di Basile che avevo adorato nell’altro suo romanzo, ma più scorrevole, più snella, pur mantenendo le stesse descrizioni poetiche, le immagini fortissime che il suo modo di scrivere evoca nel lettore. Ho ritrovato l’importanza della famiglia e dell’amicizia, il dolore della perdita, la fatica e la paura della ricerca di sé stessi e di chi manca. Ma l’ho ritrovato in chiave originale, appassionante.
L’intreccio della storia e l’accadere di fatti che sembrano poco utili ma che si rivelano fondamentali nel racconto mi hanno affascinata e tenuta letteralmente incollata alle pagine. La storia, come anche il primo romanzo, ha qualche passaggio un po’ surreale, ma non forzato e assolutamente non fastidioso.

Marco è un ragazzo che nella vita non ha mai avuto nulla. Cresciuto senza affetti e senza sapere nulla delle sue origini, è passato per 18 anni da una famiglia affidataria all’altra. Ora, maggiorenne, si ritrova solo al mondo. Per vivere pulisce gli spogliatoi di una piscina dove scopre di avere un’attrazione incredibile nei confronti dell’acqua. Osserva i ragazzi che si allenano nei tuffi e un giorno, di nascosto, decide di provare anche lui. È in questo modo che scopre un lato del suo carattere che non conosceva, la necessità di quei momenti sospeso in aria, mentre precipita verso l’azzurro, la sintonia con il suo corpo. I ricordi che lo assalgono mentre si butta nel vuoto, fino a un momento prima di toccare l’acqua.
Non sono entrata pienamente in sintonia con Marco, un po’ troppo lamentoso e restio ad accettare che al mondo ci possa essere ancora qualcosa di buono, nonostante il ragazzo sia giustificabile visto tutto quello che ha passato nella vita.
Ho adorato invece Antonio e Giuseppe, i due papà nella storia, le due persone sagge. Di Giuseppe ho adorato la dolcezza, il suo essere lì ad attendere la figlia, il suo adorarla e volerla aiutare nonostante un passato non proprio perfetto.
Antonio compie invece un percorso di crescita enorme, una riscoperta di sé stesso, un percorso difficilissimo che ci fa fare il tifo per lui e ci fa volergli un po’ più bene ad ogni pagina.
E poi c’è Lara, la fisioterapista di Marco. Una donna che, nonostante la facciata forte e il carattere dolce, è piena di paure e insicurezze. Paure che si porta dietro da anni, insicurezze che non le permettono di amare di nuovo, ma che la fanno affezionare a Marco e che la portano a fare di tutto pur di aiutarlo, compreso affrontare le sue paure.

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare è una storia d’amore. Amore per la famiglia, per sé stessi, amori persi e ritrovati. Amori tenuti nascosti e speranze che un giorno possano finalmente trovare un posto nel mondo.

Lo abbracciò e lui rimase immobile dentro quella stretta improvvisa, ghiaccio che incontra il fuoco e non si scioglie ma sente il rischio di tornare acqua e poi vapore.

E non posso chiudere senza aver speso due parole sul modo di scrivere di Salvatore Basile. Soprattutto sulle sue descrizioni. Immagini uniche e magiche che assomigliano a delle poesie, metafore che ci costringono a chiudere gli occhi e immaginare ciò di cui parla. Descrizioni che ci portano lì, insieme ai personaggi e all’autore, al centro della storia. Che ci fanno sentire odori, suoni e profumi.

Giuseppe era di spalle e travasava del vino rosso da una damigiana all’interno di una serie di bottiglie disposte sul tavolo. Il vino gorgogliava dentro un imbuto di alluminio e creava un vortice che roteava, languido, prima di riversarsi nella bottiglia, schiumoso e limpido allo stesso tempo. Il suo profumo strepitava nell’aria, così intenso da sembrare un suono o una modulazione del vento.

Ve lo consiglio, se amate le storie profonde, se amate leggere d’amore, e se cercate un libro che vi commuova.


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