Bonjour à tous! Finalement il est temps pour moi, de parler de ce film que j’adore et que j’ai vu beaucoup de fois! Una delle tante rivisitazioni del musical (tra l’altro l’unica che ho visto), basato sul celebre romanzo di Victor Hugo. La storia gira intorno alle vite di diversi personaggi che hanno in comune una sola cosa: cercano di superare gli ostacoli della loro vita miserabile. Due parole soltanto e poi spazio alle emozioni, ecco per voi “Les Misérables”.


  • Titolo: Les Misérables
  • Titolo originale: Les Misérables
  • Regia: Tom Hooper
  • Anno: 2012
  • Durata: 158 min
  • IMDB

Siamo a Toulon nel 1815, Jean Valjean è il prigioniero numero 24601, condannato a diciannove inverni di lavori forzati per aver rubato un pezzo di pane sfamando un nipote affamato, a dimostrazione del fatto che la giustizia punisce ingiustamente coloro che non possono difendersi e che conducono una vita di stenti. Lungo tutta la storia, il secondino Javert continua a perseguitare il povero Jean Valjean, convinto che l’uomo non possa cambiare e rimarrà per sempre un ladro. A questo dramma si affianca quello della povera Fantine, licenziata perché madre non sposata e costretta a vendere capelli, denti e il suo stesso corpo prostituendosi per poter sfamare la figlia. Ma le loro sono solo alcune delle storie di un popolo francese ridotto alla fame. In tutta questa sofferenza, però, qualcuno ha la forza per tentare di cambiare le cose: Jean Valjean vuole riscattarsi dal suo passato e riesce a diventare sindaco della città, rispettato e amato. Per una serie di eventi l’uomo salva Fantine dalla prigione, promettendole di proteggere Cosette, la sua bambina, affidata alle cure di due malandrini locandieri. Alla morte della donna, Jean Valjean adotta Cosette diventandone il padre. Gli anni passano e Cosette cresce, così come l’ossessione di Javert che cerca in tutti i modi di catturare Valjean e riportarlo in prigione. La Storia poi si mette in mezzo, conducendo i due avversari al di là e al di qua delle barricate innalzate dai rivoluzionari repubblicani contro la monarchia. Mentre a Parigi inizia l’insurrezione, le ‘stelle’ in cielo vegliano misericordiose le sorti di Valjean e Javert.

Ora vi chiederete: ci sarà un happy ending? Morirà qualcuno? I ribelli riusciranno ad ottenere la libertà? A coloro che vogliono trovare risposta a queste domande, non resta che guardare il film perché non mi sono consentiti spoilers. Secondo me questo musical è un vero capolavoro. Non è possibile che dopo la quinta volta che lo vedo puntualmente, alla fine, diventi una fontana. Accumulo talmente tante emozioni che non mi è possibile non commuovermi.

Per quanto riguarda la scelta del cast non potrebbe essere stata più azzeccata, a mio parere. Non avevo mai sentito cantare Hugh Jackman, Russel Crowe o Anne Hathaway e devo ammettere che sono stati una vera e propria rivelazione. Non ci sono dialoghi recitati nel film. Il tutto ricorda un po’ un’opera lirica, in quanto la recitazione è cantata.
Ma se ad alcuni questa scelta può sembrare pesante, per me non è assolutamente vero; infatti, ogni canzone, una più bella ed emozionante dell’altra, è studiata in modo da coinvolgere fino al midollo.
Ci sarebbe da parlare per ore e ore di come ogni canzone sia essenziale ai fini della storia, ma qui mi limiterò solo a quelle che mi emozionano ogni volta che le ascolto:
“I dreamed a dream” interpretata da Anne Hathaway, che ha ricevuto l’Oscar per migliore attrice non protagonista pur avendo recitato in tutto il film solo una quindicina di minuti. La sua interpretazione è spettacolare; traspare tutta la sventura e la sciagura abbattutasi sul personaggio di Fantine e proprio in questa canzone si percepisce il culmine della sua afflizione che, nota dopo nota, vi lacererà il cuore. Se non avete ancora visto il film rimarrete sicuramente strabiliati dalla sua interpretazione.
“One day more” interpretata a più ripresa dai diversi protagonisti il giorno prima della rivolta. Un giorno in più in cui tutto sta per cambiare e bisogna aspettare il domani per scoprire cosa succederà: se i due amanti riusciranno a ritrovarsi, se i ribelli riusciranno a sopravvivere alla rivolta, se le fatiche di ognuno riusciranno ad avere un senso.
“Do you hear the people sing?” un canto intonato dai ribelli per farsi coraggio e in cui racchiudono la speranza di riuscire, un giorno, a conquistare la libertà e ad ottenere una realtà migliore. Ci si ritrova improvvisamente a cantare insieme a loro, proprio perché questa canzone è penetrante e non può fare a meno di farti sentir parte di qualcosa di grande.

Durante tutto il film vi è una costante opposizione tra bene e male che cambia continuamente posizione all’interno dei Miserabili, dando il via al duetto di Javert e Jean Valjean, schierati di fronte alla legge e alle sue ingiustizie. Questo loro confronto coinvolge al punto di far sussultare e trattenere il fiato.
Non da meno ovviamente sono le ambientazioni che si alternano tra zone di periferia della città, interni di locande, architetture imponenti, tutto realizzato con gusto teatrale. Fidatevi quando dico che questo sia il più bel musical trasposto in film che abbia mai visto e, ai non amanti dal musical, posso solo consigliare di dare una chance a questo film perché se la merita davvero.


1 Commento su Recensione: Les Misérables di Tom Hooper

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