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leigh bardugo

Blog Tour: Cosa resta dell’estate

Buongiorno lettori!
Oggi recensione un po’ particolare, perché invece di parlarvi di un libro intero vi parlo di un singolo racconto all’interno di una raccolta.

Nel banner qui sotto troverete i nomi di tutti i blog che recensiranno un racconto durante questa settimana. In ogni post troverete un commento e le informazioni dell’autore che ha scritto il racconto. Io ho estratto quello di un’autrice che mi piace molto e sono contentissima anche se, come vedrete, questo giro non mi ha convinta appieno.

Prima di parlarvi del mio racconto e della sua autrice, vi lascio i dati del libro.

cosa resta dell'estate cover
Cosa resta dell’estate
di Autori Vari
Editore:

DeA Planeta Libri

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Pagine:
416
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Uscita:
21 maggio 2019
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Link:

Amazon

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GoodReads

Ogni estate ha la sua storia d’amore. Sei pronta per la tua? C’è forse un momento migliore dell’estate per innamorarsi? Sicuramente no. Ne sono convinti anche Veronica Roth, Cassandra Clare e altri dieci autori bestseller internazionali che ci regalano una raccolta di racconti indimenticabili. Dodici racconti romanticissimi uniti dal doppio fil rouge dell’estate e dell’amore. Una lettura perfetta per sognare passeggiando al chiaro di luna, guardando un tramonto o facendosi accarezzare dalla brezza del mare. Frizzante come una bibita fresca e avvolgente come il sole d’agosto. Dodici storie d’amore firmate da autori di fama internazionale, tra cui le due autrici bestseller Cassandra Clare e Veronica Roth, Stephanie Perkins, Jennifer E. Smith, Nina La Cour, Leigh Bardugo, Francesca Lia Block, Libba Bray, Brandy Colbert, Tim Federle, Lev Grossman, Jon Skovron.

Testa, Squame, Lingua, Coda di Leigh Bardugo

Mi sono resa conto mentre cercavo di scrivere questo post che parlare di un racconto così breve non è affatto facile. Non sono una che tende a parlare più di tanto di quello che succede in un libro per giudicarlo, ma in un racconto così corto mi risulta complicato non farlo. Ce la metterò tutta però per non spoilerare nulla.

Leigh Bardugo è un’autrice di cui lo scorso anno ho divorato ogni libro disponibile. Quando mi è capitato per caso il suo racconto per questo Blog Tour non stavo nella pelle.

In “Testa, Squame, Lingua, Coda” si ritrova la scrittura che ti fa immergere immediatamente nella storia. Non avevo mai letto un testo tradotto di questa autrice, ma posso dire senza troppi problemi che conquista sia in lingua originale che in italiano. Le pagine scorrono una dietro l’altra e si arriva alla fine senza quasi essersi resi conto del tempo passato.

Gracie e Eli conquistano il lettore facendolo sentire parte delle loro estati a parlare di mostri, a leggere libri e mangiare gelati. Viene voglia di conoscerli meglio e ci si interessa sempre di più alle loro vite.

Il problema principale a questo punto è che il racconto è davvero troppo corto. Avesse avuto più spazio, la storia ne avrebbe sicuramente giovato. Il finale risulta piacevole, ma decisamente troppo affrettato. Avrei voluto arrivare a quel punto con qualche avvenimento e spiegazione in più. Manca profondità ed è imputabile solamente alla lunghezza perché anche in poche pagine l’autrice riesce a darci un vago senso delle personalità dei protagonisti. Per me, che voglio sempre sapere tutto dei personaggi, non riuscire ad avere un quadro completo è un po’ una sofferenza.

Il racconto si porta a casa quindi un punteggio non altissimo a causa della brevità che non permette alla storia di essere sviluppata come dovrebbe.

Leigh Bardugo

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Leigh Bardugo è un’autrice di romanzi fantasy e la creatrice del Grishaverse. Tra i suoi libri, appartenenti al Grishaverse, troviamo la trilogia Shadow and Bone (verrà tradotta da Mondadori probabilmente nel 2020. Se avete fretta il primo era già stato pubblicato con il titolo Tenebre e ghiaccio), la duologia Six of Crows (arriverà a fine 2019 sempre per Mondadori), Language of Throns e King of Scars. Tra i suoi lavori troverete anche Wonder Woman: Warbringer e l’ancora inedito Ninth House . Leigh è nata a Gerusalemme, cresciuta in California e si è laureata alla Yale University. Attualmente lavora e scrive a Los Angeles.

Prima di lasciarvi, vi lascio tutte le cover dei libri di Leigh in modo che possiate rifarvi gli occhi. Sono bellissime, come sono bellissime le storie che scrive, quindi vi invito a darle una possibilità come autrice, sia che la leggiate in inglese, sia che aspettiate l’uscita italiana, considerando che ormai manca poco!

WWW Wednesday #17

Buongiorno lettori!
Dopo aver saltato lo scorso mercoledì, rieccoci con il WWW. Voi che cosa state leggendo?

Letto

In lettura

Da leggere

Ho iniziato Matrimonio di convenienza dopo aver incontrato Cristina di Chronicles of a bookaholic la scorsa settimana. Mi aveva parlato di questa autrice e ho voluto provare qualcosa di suo. Leggero e divertente, leggerò sicuramente altro di questa autrice. Finalmente è uscito Un caso speciale per la ghostwriter, l’ultima fatica di Alice Basso e mi ci sono buttata a pesce. Vani mi ha conquistata dalla prima pagina del primo libro e non vedevo l’ora di continuare questa avventura. Leggerò Cosa resta dell’estate per un Blog Tour e non vedo l’ora perché dentro questo libro ci sono racconti di autrici che amo, come Cassandra Clare, Stephanie Perkins, Leigh Bardugo, etc.

Letto

In lettura

Da leggere

Ritorno dopo un secolo di assenza dai WWW. In lettura ho ancora Isola di neve di Valentina D’Urbano. Ci ho dovuto intervallare altri due libri per eventi e quindi sto andando al rallentatore. A questo proposito, ultimo libro terminato La ragazza del faro di Alessia Coppola in uscita oggi, di cui trovate la recensione QUI. Prossima lettura, Lena e la tempesta di Alessia Gazzola che non vedo l’ora di leggere!

Recensione: Six of Crows di Leigh Bardugo

Buongiorno!
Oggi torno a parlarvi della Bardugo perché credo non si possa mai averne abbastanza. Il libro che vi consiglio oggi non è disponibile in italiano, ma se leggete il lingua ve lo consiglio caldamente.

six of crows cover
Titolo: Six of Crows (Six of Crows #1)
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Henry Holt and Company
Link di acquisto: Amazon | Kobo
Goodreads

Criminal prodigy Kaz Brekker has been offered wealth beyond his wildest dreams. But to claim it, he’ll have to pull off a seemingly impossible heist:

Break into the notorious Ice Court
(a military stronghold that has never been breached)

Retrieve a hostage
(who could unleash magical havoc on the world)

Survive long enough to collect his reward
(and spend it)

Kaz needs a crew desperate enough to take on this suicide mission and dangerous enough to get the job done – and he knows exactly who: six of the deadliest outcasts the city has to offer. Together, they just might be unstoppable – if they don’t kill each other first.

 

“Six of Crows” è il primo volume della duologia omonima ambientata nel mondo dei Grisha che ci viene presentato nella trilogia “The Grishaverse” (vi ho parlato del primo libro qui).

Si può leggere la duologia senza aver letto gli altri libri della Bardugo, ma non ve lo consiglio. Si comprende tutto, ma non si capisce fino in fondo ogni dettaglio e sarebbe un peccato. L’autrice ha creato un mondo pieno di sfaccettature, che vengono svelate nel corso dei vari volumi, quindi saltando la trilogia precedente se ne perderebbero molte.

“Six of Crows” parla di sei ragazzi messi alla prova con una missione impossibile. Sono ragazzini, in piena adolescenza, ma si ritrovano ad affrontare pericoli enormi ognuno per un motivo diverso, ma tutti per cambiare la propria vita. Nessuno di loro è ricco o famoso o importante a Ketterdam, la città dove abitano. Sono ladri, spie, furfanti, ma tutti loro cercano qualcosa che possa migliorarli.

La missione è, come dicevo prima, impossibile. Ai sei ragazzi viene richiesto di irrompere nel luogo più sicuro e protetto del mondo per far “evadere” un uomo, inventore di una droga che potrebbe causare irreparabili danni.
Mi è piaciuta particolarmente la diversità tra i personaggi. Kaz, Inej, Nina, Matthias, Wylan e Jesper non potrebbero essere più diversi, eppure riescono a lavorare insieme in maniera egregia. Ho trovato molto piacevole scoprire come siano riusciti a guadagnare la fiducia l’uno degli altri gradualmente, con piccoli gesti e mi è piaciuto motlo vederli collaborare e imparare a tenere agli altri membri del loro gruppo mano a mano che passava il tempo. Persone come loro, cresciute nella malavita, abituate a guardarsi le spalle in ogni istante, devono imparare a fidarsi di sconosciuti per sopravvivere ed è un tema che ho apprezzato molto.

Nonostante l’argomento abbastanza avventuroso con elementi fantasy, l’autrice è bravissima ad inserire elementi romantici che non vanno ad appesantire la trama o a risultare stucchevoli ma che, anzi, arricchiscono la storia rendendola più completa e dinamica. Il libro ha un ritmo molto veloce, gli avvenimenti si susseguono in fretta, senza far mai rilassare né i personaggi né il lettore che si ritrova catturato da ogni singola pagina, cercando di mettere insieme i pezzi del puzzle.

La differenza principale di questo libro rispetto agli altri ambientati nello stesso mondo è il fatto che qui i Grisha non sono protagonisti. Sono essenziali, al centro della storia quasi sempre, ma non si parla solo di loro e del loro potere. In “Six of Crows” si da molto spazio a persone normali, con capacità ordinarie che però vengono utilizzate in maniera straordinaria, regalando un equilibrio eccezionale con le capacità particolari dei Grisha.

Nella mia recensione di “Shadow and Bone” avevo detto di non aver apprezzato molto l’uso della prima persona come voce narrante. In “Six of Crows”, la Bardugo sceglie di usare una terza persona e riesce perfettamente nell’impresa di far comprendere pensieri ed emozioni dei personaggi senza però condizionare mai il lettore. Decisamente una scelta azzeccata.
Consigliato a chi vuole un fantasy scritto davvero bene, in un inglese non troppo complesso e pieno di personaggi interessanti che vi sorprenderanno pagina dopo pagina.

Recensione: Shadow and Bone di Leigh Bardugo

È arrivato il momento!
Dopo qualche settimana o mese in cui vi ho tormentato e parlato solo della mia ossessione per Leigh Bardugo, ora eccoci qui con la prima delle recensioni dedicate ai suoi libri.

shadow and bone cover
Titolo: Shadow and Bone (The Grishaverse #1)
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Henry Holt and Company
Link di acquisto: Amazon
Goodreads

Surrounded by enemies, the once-great nation of Ravka has been torn in two by the Shadow Fold, a swath of near impenetrable darkness crawling with monsters who feast on human flesh. Now its fate may rest on the shoulders of one lonely refugee.

Alina Starkov has never been good at anything. But when her regiment is attacked on the Fold and her best friend is brutally injured, Alina reveals a dormant power that saves his life—a power that could be the key to setting her war-ravaged country free. Wrenched from everything she knows, Alina is whisked away to the royal court to be trained as a member of the Grisha, the magical elite led by the mysterious Darkling.

Yet nothing in this lavish world is what it seems. With darkness looming and an entire kingdom depending on her untamed power, Alina will have to confront the secrets of the Grisha . . . and the secrets of her heart.

 

Ho iniziato ‘Shadow and Bone’ sotto consiglio di un’amica quando le ho detto che volevo iniziare ‘Six of Crows’. Non è necessario leggere la serie dedicata ai Grisha prima della duologia ‘Six of Crows’, ma è consigliato perché si comprendono meglio i Grisha e i vari riferimenti che si incontrano leggendo la duologia.

In ‘Shadow and Bone’ conosciamo Alina e Mal, protagonisti di questo libro e dei successivi. La storia non è particolarmente complessa, ma è ambientata in un paese che mi ricorda molto la Russia (lo dico non essendoci mai stata, quindi è solo una sensazione) non solo per la lingua parlata, ma anche per i paesaggi e il clima. È un mondo davvero interessante, diverso da quelli che vengono solitamente rappresentati in libri fantasy.

Alina è un personaggio che non mi ha convinta del tutto. È una ragazzina che passa dall’essere praticamente una nullità quasi invisibile agli occhi del mondo ad essere una delle persone più ricercate e importanti del paese: the Sun Summoner è una tipologia di Grisha che non esiste più da tempo e l’unica che dovrebbe essere in grado di sconfiggere la minaccia presentata da una nube di oscurità piena di mostri che copre parte del paese chiamata The Fold. Il problema di Alina, personalmente, è che si piange troppo addosso. Capisco la sorpresa di trovarsi in situazioni difficili senza sostegno e piena di confusione, ma a volte avrei voluto tirarla fuori dal libro solo per darle una scrollata.

Mal è il migliore amico di Alina fin dall’infanzia, ma in questo primo volume si fa fatica ad inquadrarlo perché lo si vede poco. Avrei voluto avere più scene con lui per capirlo meglio, perché come con gli altri personaggi è difficile capire che persona sia veramente perché tutto quello che sappiamo viene dalla voce di Alina che è ovviamente di parte. Questo è uno dei problemi principali che ho con i libri raccontati in prima persona: é sempre tutto filtrato dalla voce narrante, il che rende sballato il giudizio sui vari personaggi. Spero di scoprire di più su tutti i vari personaggi durante la trilogia.

Il Darkling è il personaggio che ho apprezzato di più di tutti. Intrigante, misterioso, non si capisce fino alla fine se è buono o cattivo e anche lì c’è da chiedersi se le cose sono davvero così definite o se esiste una “zona grigia”. Il Darkling è una di quelle figure ambigue che adoro nei libri perché mi fanno mettere in discussione ogni cosa, parola e scena.

Ho apprezzato Baghra come personaggio, ma vediamo poco di lei, quindi vedremo se continuerà ad essere qualcuno di interessante. Genya è la prima amica di Alina e con lei è tutto complicatissimo. È una Grisha di tipo particolare perché specializzata nell’alterare l’aspetto delle persone e trovo sia una persona molto molto ambigua, quasi peggio del Darkling. È bellissima, intelligente e pericolosa.

I Grisha sono persone davvero intriganti, con poteri diversi dai soliti maghi o streghe o fate o quel che volete. La loro non è magia, ma manipolazione della materia che già esiste nel mondo. Sono persone nate con la capacità di sentire l’energia che ci circonda e manipolarla, ognuno con caratteristiche diverse: gli evocatori controllano i vari elementi (Alina è una di loro), altri sono legati alle funzioni corporali, quindi sono simili a medici oppure a soldati in grado di controllare flusso sanguigno, battito, respiro e altro dei propri nemici. Infine ci sono Grisha specializzati nella manipolazione degli elementi e geniali con invenzioni, armi e altro. Davvero un’idea molto bella e originale.

Ultima cosa che non mi ha particolarmente entusiasmato è il fatto che Alina venga elevata ad una quasi Prescelta, come se le sue capacità la definissero e soprattutto definissero il suo futuro. Trovo che sia una limitazione del suo essere una persona capace di intendere e di volere. Ho trovato il suo essere “prescelta” limitante per lei. Spero che nei prossimi libri la cosa si riveli meno pesante che in questo.

Per concludere, un libro non fantastico, ma che crea le basi per una trilogia che promette bene. La Bardugo scrive benissimo, scorre piacevolmente e non annoia mai. Non è un romanzo pieno di romance, non è basato su una ship o un’altra, ha una trama precisa e con basi solide, quindi mi sento di consigliarlo e spero vi piaccia.