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Recensione: I segreti tra di noi di Angela Longobardi

Buongiorno. È un periodo incasinatissimo, nonostante le ferie, e purtroppo nè io nè la Mon riusciamo sempre a gestire il blog come vorremmo. Ma davvero ce la stiamo mettendo tutta. Quindi eccoci con una recensione.
Il libro di cui vi parlo oggi è ‘I segreti tra di noi’ di Angela Longobardi.

i segreti tra di noi cover
Titolo: I segreti tra di noi
Autore: Angela Longobardi
Editore: Self – Amazon
Disponibile in italiano:
Goodreads

In un qualunque paesino in un punto imprecisato dell’Italia, una ragazza scompare senza lasciare tracce. Le persone in paese dicono che sia morta e durante la notte di Halloween cinque ragazzi tentano di contattarla tramite una seduta spiritica. Non si aspettano che risponda, ma invece lo fa, costringendoli ad affrontare le conseguenze del loro gesto e, nel mentre, confessare tutti i segreti tra di loro.

 


Prima di tutto vorrei ringraziare Angela per avermi mandato il suo libro in cambio di una recensione: grazie per questo regalo. <3

Ma veniamo al libro. La trama è molto breve, la copertina – per quanto secondo me sia molto bella – sicuramente non ci dà indizi sul possibile contenuto del libro. Quindi davvero non sapevo che cosa aspettarmi. Ho deciso comunque di buttarmi e sicuramente non ne sono rimasta delusa.

Il libro scorre che è un piacere, chiede di essere letto pagina dopo pagina. Riesce a metterti intorno un senso di urgenza, di curiosità che è letteralmente impossibile abbandonarlo a metà.

Ne “I segreti tra di noi” ci viene raccontata la storia di Irene Delfino, una ragazzina che ama da sempre la solitudine e la sicurezza della sua camera e si ritrova a fare i conti con il primo anno di liceo. Nuovi compagni, nuovi professori e nuove materie. Ad aiutarla un fratello maggiore – Levi – che frequenta la sua stessa scuola e che la include nel suo gruppo di amici: Marco, Rebecca e Guadalupe.

Potrebbero essere 4 ragazzi normalissimi, ma non ci sarebbe la storia. Ognuno di loro, in particolare le tre ragazze, nasconde un segreto, qualcosa che sanno pochissime persone o addirittura nessuno. Sono segreti che le portano ad essere silenziose e riservate, che impediscono loro di vivere appieno e liberamente la propria vita in compagnia degli amici.

i segreti tra di noi instagram

 

Tutti questi muri iniziano a crollare dopo la notte di Halloween, quando i ragazzi, per passare il tempo, provano a contattare uno spirito che, contro ogni previsione risponde. La sua presenza li porta a riconsiderare i loro segreti e ad unirsi ancora di più.

La storia è un po’ surreale, forse esasperata in certi punti, ma senza mai sconfinare in quel troppo che fa sbuffare il lettore, che gli fa passare la voglia di continuare a divorarlo.
Per esempio, non ho pienamente apprezzato il collegamento tra i segreti delle tre ragazze.

Anche la componente ultraterrena è forte ed è quella che porta avanti il libro. Ma è raccontata in un modo che ti prende e ti convince che potrebbe succedere anche a te da un momento all’altro. Sarà che sono facilmente impressionabile, ma, ragazzi, la lucina-unicorno sul comodino, quella sera, non l’ho mica spenta.
Ultimo ma non meno importante, la delicatezza con cui sono stati trattati alcuni temi importanti, di cui non vi dico nulla per non fare spoiler. Unica cosa, secondo me, potevano essere approfonditi un po’ di più. Un chiaro esempio trovo che sia il segreto di Irene, passato quasi in secondo piano quando non lo è per nulla.
Vero è che una maggiore concentrazione su alcuni dettagli, probabilmente sarebbe andata a scapito del ritmo sostenuto e dell’hype della narrazione. Quindi, tutto sommato, bene così.

Menzione d’onore ad Alice, l’amica che Irene conosce durante il suo primo giorno al liceo, che non ha un ruolo di primaria importanza all’interno del racconto, ma trovo che sia un personaggio molto importante e interessante. La sua esuberanza, pronta a cedere il posto ad una forte empatia, mi ha decisamente catturata.

Ultima cosa prima di concludere. Ho apprezzato l’alternanza dei pov. Ogni capitolo è suddiviso in due o più sottocapitoli, ognuno raccontato – sempre in terza persona – dal punto di vista di uno dei 5 ragazzi.

Un libro quindi da leggere senza pregiudizi, essendo pronti a tutto, che potrebbe decisamente catturarvi e rimanervi dentro. Eh già, non credo sia una di quelle storie ‘da ignavi’, o ti rimane dentro, oppure la odi. Un consiglio? Datele una possibilità!

Recensione: Noi siamo tutto di Nicola Yoon

Buongiorno!
Oggi vi posto la recensione di un libro davvero carino e dolce, che spero vi incuriosisca. La copertina mi piace davvero moltissimo e ultimamente non succede spesso che mi faccia prendere da una cover.
Buona lettura e come al solito, se lo avete letto e volete parlarne, sono sempre disponibile!

everything everything cover
Titolo: Noi siamo tutto
Titolo originale: Everything, everything
Autore: Nicola Yoon
Editore: Sperling & Kupfer
Disponibile in italiano:
Goodreads

Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. Per questo non esce di casa, non l’ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d’aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede… lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano per un secondo. E anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.

 

“Noi siamo tutto” è un romanzo che ho deciso di leggere dopo aver visto il trailer del film su YouTube. Succede abbastanza spesso che io veda un trailer, scopra che il film è tratto da un libro e corra a cercarlo perché sono curiosa come una scimmia.
La storia mi ha intrigata nel trailer e ancora di più quando ho letto la trama del libro, quindi eccomi qui, dopo averlo letto, per dirvi che ne ho pensato.

Si tratta di uno Young Adult senza troppe pretese, con una trama intrigante, ma quasi surreale.
Madeline, la protagonista del libro, è una ragazzina che non è mai uscita di casa perché affetta da una malattia per cui ogni cosa la ucciderebbe se ci venisse a contatto. Vive quindi in questa casa sterilizzata, in cui possono entrare pochissime persone selezionate, come sua madre, che le fa anche da medico, e Carla, la donna che si prende cura di Madeline quando la madre non c’è.
Dico che è surreale perché dubito che una cosa così possa succedere a qualcuno. Oltre a dubitarlo, spero davvero sia impossibile, perché vivere tutta la propria vita bloccati in una casa sterile senza poter uscire e con pochissimo contatto umano deve essere davvero un inferno.

La vita di Madeline viene totalmente sconvolta quando nella casa a fianco si trasferiscono dei nuovi vicini, tra cui Olly, un ragazzo circa della sua età. Incuriosita, la ragazza si mette a osservarli e impara quello che può di loro, attirata come le falene con la luce dalla loro vita normale. Olly la nota, ovviamente, e trova il modo di comunicare con lei, finendo per chattare fino a notte fonda, quando la mamma di Madeline non può sorprenderli. Ho adorato Olly, così testardo e coraggioso nell’andare contro tutto per conoscere meglio Madeline e dimostrarle che a volte vale la pena di correre dei rischi per godersi appieno la vita.
L’amicizia e quel qualcosa di più che sboccia fra i due è semplice e pura e per una volta mi è piaciuto leggere di una coppia che non avesse problemi di tradimenti, violenze o altro. Madeline e Olly, senza contare la malattia della ragazza, sono adorabili e quasi da fiaba.

Una volta ho letto che, in media, la maggior parte delle cellule del nostro corpo si rinnova ogni sette anni. E il fatto ancora più strabiliante è che gli strati più superficiali della pelle si rinnovano ogni due settimane. Se tutte le nostre cellule facessero altrettanto, saremmo immortali. Ma alcune di esse, come quelle cerebrali, non si rinnovano. Invecchiano e fanno invecchiare anche noi.Fra due settimane la mia pelle non serberà più alcun ricordo della mano di Olly sulla mia, ma il mio cervello sì. Possiamo avere l’immortalità o la memoria tattile. Una cosa esclude l’altra.

Ho adorato anche il personaggio di Carla, pronta a sacrificare tutto quello che ha per far felice Madeline, di cui si occupa da quando era piccola. L’infermiera si è dimostrata una donna molto saggia, che insegna molto a Madeline, soprattutto cercando di farle capire il comportamento di sua madre, veramente molto apprensiva, soprattutto dopo aver perso marito e figlio in un incidente. Ecco, se devo trovare una cosa che avrei voluto che venisse approfondita è proprio quella della vita pre-malattia di Madeline.

Tutto sommato un libro davvero carino, che si legge in un attimo, ma che fa riflettere su quanto siamo fortunati a poter camminare al sole tutti i giorni senza troppe paure. Il finale mi è piaciuto molto e spero di convincervi a dare una possibilità a questa storia.


Teaser Tuesday #123

Buongiorno! Oggi vi lascio il teaser tratto dal libro che ho appena finito: 25 grammi di felicità di Massimo Vacchetta. Un libro di verso dal solito, un racconto di vita vero, un racconto di amore per il prossimo, per chi da solo non ce la fa, per la natura. I protagonisti sono i ricci, animaletti che mi hanno sempre affascinato. L’avete letto??
teaser tuesday

Toglievo dall’auto e appoggiavo per terra. Tutta quella roba sparsa invadeva il marciapiede e la piazza, creando una scena indiscutibilmente surreale. Ma Ninno non c’era. Non poteva essere uscito dall’auto! Oppuresì? Sconsolato mi guardai intorno e, solo in quel momento, mi resi conto che sei o sette persone si erano fermate e mi osservavano con curiosità. Ero sconvolto, ma riuscii comunque a notare alcuni lampi di perplessità nei loro sguardi. Allora lo dissi: «Perdonate, spero di non aver creato disagio. Adesso rimetto via tutto. È che ho perso il mio riccio…» Con le scuse avevo ottenuto qualche sorriso benevolo. Ma sul «riccio perso» avevo di colpo diviso il pubblico: una parte pensava che fosse una trovata poco plausibile e, con disappunto, scuoteva la testa; l’altra risultava scettica riguardo alla mia salute mentale. Un paio di persone, per sicurezza, indietreggiarono di un passo. Travolto dalla preoccupazione, non me ne curai e presi invece a raccontare di Ninno. Che l’avevo trovato, che gli avevo tolto le zecche, che era troppo piccolo, che l’avevo portato a fare delle lastre. «Ho rimosso tutto dall’auto, ma lui non c’è», conclusi avvilito.
Una ragazza con una giacchina rossa, indicando un punto nella mia macchina mi disse: «C’è ancora un cassetto lì dietro». «Sì, ma è chiuso, non può esserci entrato», obiettai con un tono da funerale. Tuttavia lo aprii e… Ninno c’era! Dormiva beatamente, rannicchiato sopra ai miei pantaloni da chirurgo. Ma come aveva potuto ficcarsi lì? Spostando un po’ di cose, scoprii che il cassetto aveva una piccola apertura sul retro. Felice, presi in mano il riccetto e mostrandolo come un trofeo gridai agli astanti: «Trovato!» A quel punto la ragazza con la giacca rossa cominciò ad applaudire e a emettere gridolini. Seguita subito dal resto del gruppo. Sorrisi grandi così, dappertutto. E occhi di meraviglia puntati su Ninno. Lui intanto si era svegliato e mi guardava ancora parecchio assonnato. Dopo qualche tenera carezza lo riposi nella sua scatolina di cartone. E una parte degli spettatori mi aiutò a ricaricare in macchina tutta la mia nutrita attrezzatura di veterinario di campagna. Quando piazza e marciapiede ritornarono a posto e in ordine, ringraziai i presenti e salii in macchina per riprendere la strada di casa. Qualcuno mi salutò con un gesto della mano, altri gridarono un ciao. La ragazza con la giacchina rossa soffiò un bacio in direzione di Ninno.

25 GRAMMI DI FELICITÀ di Massimo Vacchetta

divisore dx

25 grammi di felicità cover«Ma perché lo fai? Cosa ti rendono i ricci?» «Mi rendono felice.»

«Te ne potresti occupare tu per questi due giorni?» Inizia più o meno così l’amicizia tra Massimo, veterinario specializzato nei bovini, e un riccetto orfano. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po’ scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. Un pianto tanto disperato che scalfisce la corazza di abitudini e apatia che Massimo si è costruito. È così che Ninna – sì, perché il riccetto spettinato si rivela una femmina – stravolge la sua vita con la forza della sua personalità. È curiosa e appena «annusa» novità si affaccia dal suo rifugio; è giocherellona, e si diverte a rovesciare con il naso la ciotola dell’acqua; è affettuosa e lo lecca pazza di gioia dopo una lunga assenza. Però è anche un animale selvatico e reclama la sua libertà: la gabbia le va sempre più stretta e la sua felicità è fuori nei boschi… In questo libro, Massimo Vacchetta racconta lo straordinario incontro che lo ha aiutato a uscire da un periodo buio e gli ha dato un nuovo scopo: creare un centro di recupero per i ricci, una specie minacciata dalla nostra disattenzione, e aiutare gli esemplari in difficoltà. Come Trilly l’impenitente dongiovanni, o la fragile Lisa che ha conquistato tutti con il suo sguardo, o Zoe che ha saputo resistere a ogni colpo. Animaletti feriti, maltrattati, indifesi, ma in grado di trasmettere una grande voglia di vivere.

Fallsofarc Books Party: 5 (+1) motivi per leggere Lezioni di Seduzione di Chiara Venturelli

Buon pomeriggio 🙂
Come è iniziata la vostra settimana? Noi siamo state incasinatissime negli scorsi giorni, ma speriamo di riprenderci presto (a patto di non collassare morte a letto stasera e non alzarci più). Oggi la settimana inizia con un post un po’ diverso: insieme ad altri blog, infatti, partecipiamo ad un party dedicato ai due libri di Chiara Venturelli.
Avevamo già recensito sia “Lezioni di seduzione” (recensione qui), sia “Onde di Velluto”, quindi oggi vogliamo darvi i nostri 5 motivi (+1) per leggere “Lezioni di seduzione”.

In fondo al post troverete anche un Giveaway in cui avrete la possibilità di vincere una copia dei libri con dedica.
Buona lettura!

1 – Jack

È il primo e più importante motivo per leggere Lezioni di seduzione. È un “dispensatore” d’eccellenza, da amare sempre di più mano a mano che si procede con la lettura. È dolce, ironico, sexy e con i suoi “miciotta” saprà farvi sciogliere ogni volta insieme a Liz. È difficile fare un quadro completo di questo ragazzo, bisogna scoprirlo pagina dopo pagina.

2 – La famiglia di Liz

Il libro è pieno di personaggi che ho adorato o odiato in base al loro carattere e ruolo nella trama. La famiglia di Liz è un uragano di eccentricità e simpatia, anche se, come tutte le famiglie, non è priva di problemi. Liz ha un rapporto complicato sia con la madre che con la sorella, ma è bello vedere come viene affrontata la cosa all’interno del romanzo.

3 – La dolcezza

Esatto, avete letto bene. Le storie di Chiara, e quindi non solo Lezioni di Seduzione, sono tutte intrise di dolcezza. E non sto parlando della dolcezza zuccherosa e stucchevole. L’amore, sia romantico che fisico, viene affrontato con una delicatezza rara, che ci fa venire gli occhi a cuore e ci fa entrare in sintonia con i personaggi.

lezioni di seduzione instagram

 

4 – Il professore pazzo e lo spettacolo

Lo spettacolo a cui partecipano Liz e Jack è fondamentale nella storia e così anche il suo ideatore, il Professore pazzo che accompagnerà e spronerà i protagonsiti a dare sempre il meglio di sè. È un personaggio davvero divertente e le sue scene mi hanno fatto ridere più di una volta. Lezioni non sarebbe la storia che è senza di lui.

5 – I cactus

Non siamo impazzite, i cactus hanno effettivamente un ruolo fondamentale nella storia. Miguel, in particolare, è un cactus particolarmente interessante e…curioso.

+1 – Scoprire le differenze tra le due versioni

Questo punto lo abbiamo messo come bonus perché riguarda le lettrici che hanno letto la precedente versione su EFP. Non è facile quando una storia “a puntate” come quelle che abbiamo letto negli anni sulle piattaforme come EFP vengono pubblicate come libri, perché ci sono tagli, modifiche e adattamenti necessari. Io (Mon) ho amato la versione di EFP di Lezioni, ma allo stesso modo ho amato la versione pubblicata. Sono diverse, ma ugualmente emozionanti e mi sono divertita a scoprire cosa Chiara avesse cambiato o aggiunto perché ha reso la lettura del libro un’esperienza nuova piuttosto che una rilettura pari pari di una storia già conosciuta.

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