Buon lunedì lettori!
La settimana inizia con la recensione di un libro che uscirà domani per DeA Young Adult e che mi è piaciuto molto. Ci sono stati alcuni punti che non mi hanno convinta, ma in generale non vedo l’ora di leggere il secondo volume.

Buona lettura!

iron flowers cover

Titolo: Iron Flowers
Autore: Tracy Banghart

Quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole, e a volte bastano due sole donne per farlo.
In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e ribelle. Serina è gentile e romantica e ha sempre desiderato diventare una delle Grazie, una delle mogli del principe. Ma il giorno in cui le due ragazze si recano a palazzo, Nomi come ancella, Serina come candidata Grazia, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché contro ogni previsione è proprio Nomi a essere scelta dal principe come sua donna, non Serina… E mentre per Nomi inizia così una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, Serina, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata nell’isola di Monte Rovina, una prigione di donne ribelli in cui per sopravvivere occorre combattere e uccidere. Per entrambe, la fuga è impossibile e un solo errore potrebbe significare la morte.

Appena ho letto la trama di Iron Flowers ho capito che avrei letto questo libro il prima possibile e che quasi sicuramente mi sarebbe piaciuto da matti. Delle due una si è ovviamente avverata visto che ve ne sto parlando prima dell’uscita (arriva in libreria domani), mentre l’altra si è realizzata in parte. “Iron Flowers” mi è piaciuto, ma non l’ho amato alla follia. Pensavo sarebbe stato un libro da 5 stelline, di quelli che ti rapiscono e non ti lasciano andare, invece mi ha lasciato così così.

Quando ho preso in mano il Kobo e ho iniziato a leggere non ricordavo assolutamente nulla della trama, quindi ogni piccola svolta mi ha lasciata abbastanza stupita. Non ricordavo, per esempio, che è Nomi ad essere scelta al posto della sorella come Grazia, nè che Serina venisse mandata in esilio in una prigione con donne guerriere. Tutta la trama è quindi stata una sorpresa piacevole e inaspettata.

Per quanto mi riguarda i problemi con questo libro sono principalmente due: lo sviluppo dei personaggi e lo sviluppo di una parte della trama. I personaggi, principalmente Nomi e quelli secondari, mi hanno abbastanza delusa.

Ero già partita con l’idea che Nomi mi sarebbe piaciuta più di Serina perché era la ribelle, quella che avrebbe ribaltato ogni convinzione e regola per creare un mondo migliore. Quello che ho visto, invece, è una ragazzina ingenua che rincorre un’ideale di ribellione, ma che alla fine non combina nulla. Mi ha dato l’impressione di essere tutto fumo e niente arrosto.

Serina, invece, mi ha piacevolmente stupita. Ha avuto una crescita incredibile all’interno della storia, passando da bambolina nelle mani degli uomini ad una donna capace di pensare, difendere le proprie idee e la propria vita ad ogni costo. Spero verrà approfondita ancora di più nel corso del seguito.

I personaggi secondari sono talmente piatti che anche i colpi di scena ci lasciano praticamente indifferenti. Faccio seriamente fatica a ricordare i nomi a pochi giorni dalla lettura, giusto per capire quanto mi abbiano colpito. L’Erede è praticamente inutile ai fini della storia perché si vede pochissimo e non dice quasi nulla. Il fratello ha una storyline quasi più coinvolgente, ma anche qui ci sarebbe molto da lavorare. Le compagne Grazie di Nomi non so neanche come definirle visto che non fanno altre che lamentarsi o correre dietro all’Erede.
Andiamo leggermente meglio con le donne che incontriamo su Monte Ravina, la prigione dove viene inviata Serina. Anche qui però i personaggi sono poco sviluppati e si dà maggiore spazio alle azioni che a costruire personaggi reali e credibili.

Per quanto riguarda l’altro punto critico del libro oltre ai personaggi, la trama mi ha lasciata un po’ perplessa. Inizialmente non riuscivo a capire quando ci sarebbe stata una svolta seria, ma quando ho superato i tre quarti del libro ho capito che qualcosa non tornava. Fusa come sono non mi ero accorta che il libro non è uno standalone, ma il primo di una serie. Questo ha spiegato il dilungarsi di certe parti e il fatto che non si andasse praticamente avanti con la storia, ma ammetto che non mi ha convinta come è stata gestita la cosa. Ci sono parti che si ripetono e il finale, per quanto mi abbia sorpresa abbastanza, non mi convince. Non capisco dove voglia andare a parare l’autrice, anche perché l’idea che ho non mi entusiasma. Se lo leggete, poi tornate qui sotto a lasciarmi teorie su cosa succederà nel prossimo libro.

Nonostante alcuni punti non perfetti, il libro mi è piaciuto e leggerò sicuramente il secondo appena uscirà. Spero il libro vi ispiri e che vi venga voglia di dargli una possibilità.


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1 Commento su Recensione: Iron Flowers di Tracy Banghart

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