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Recensione: Tua per sempre, Lara Jean di Jenny Han

Buongiorno lettori!
Strano ma vero, nonostante il lavoro e mille altre cose da fare, sto leggendo parecchio. Il romanzo di cui vi voglio parlare oggi è Tua per sempre, Lara Jean di Jenny Han, terzo e ultimo volume della serie To All the Boys I’ve Loved Before.

tua per sempre, lara jean cover

Titolo: Tua per sempre, Lara Jean (To all the boys I’ve loved before #3)
Autore: Jenny Han
Editore: Piemme

Lara Jean sta vivendo il miglior ultimo anno di liceo che una ragazza possa sognare. È perdutamente innamorata del suo fidanzato, Peter, con cui andrà in gita a New York e poi al mare per un’intera settimana. Dopo il matrimonio di papà con la signora Rothschild, frequenterà un’università così vicina da poter tornare a casa ogni weekend a sfornare torte al cioccolato. Purtroppo, però, il destino ha altri piani, e Lara Jean, che detesta il cambiamento più di qualsiasi altra cosa, dovrà ripensare al proprio futuro. Quando il cuore e la testa dicono cose diverse, chi si dovrebbe ascoltare?

Ora. Momento di raccoglimento per la fine di questa serie, per favore. Sarà pensata per un pubblico più giovane, non sarà un capolavoro, non sarà chissà che idea originale. Tutto vero. Ma la porterò sempre nel cuore. To All the Boys I’ve Loved Before è una serie pucciosa, composta da tre volumi che si leggono tutto d’un fiato. Con personaggi adorabili, ben delineati e reali. Non mancano qualche lacrima e qualche risata, cosa chiedere di più?

La lettura di questo ultimo volume, quindi, è stata un battaglia. Da una parte non volevo leggerlo subito per darmi l’illusione che non fosse finita, dall’altra DOVEVO sapere come era andato l’ultimo anno di superiori di Lara Jean, cosa avrebbe deciso per il college, come si sarebbero evolute le cose con Peter (e poi mi mancava l’adorabile Kitty). Quindi, mi ci sono buttata. E anche il mio giudizio finale è un po’ combattuto.

Tua per sempre, Lara Jean è davvero molto carino. La storia scorre con la solita dolcezza della Han, le crisi adolescenziali delle sorelle Song, le loro avventure famigliari. Un papà che è un tesoro, Peter sempre più adorabile. L’ho trovato in linea con gli altri, scorrevole e piacevole al punto giusto. La Han non ci smentisce e ci regala un libro pieno di dolcezza, una storia semplice ma non scontata.

Però, e c’è un però, avrei tanto voluto più LaraJeanEPeter. Esatto. La storia è ovviamente incentrata su Lara Jean, la protagonista, che in questo volume ho trovato abbastanza cresciuta, più matura e pronta a cercare di comportarsi da adulta. Purtroppo ho trovato anche una Kitty più cresciuta, ormai undicenne e un po’ meno divertente. Tornando alla coppia, in questo ultimo romanzo mi è mancata un po’ la storia d’amore della protagonista, lasciata parzialmente da parte per fare spazio a tutto ciò che capita a Lara Jean negli ultimi mesi di scuola. Ci può stare, evita che il libro diventi sdolcinato e monotematico, però cavolo, era l’ultimo. Ed ora cosa faremo senza sapere che succede ai nostri protagonisti? Ci sarebbe da scriverci un’altra trilogia intera.

A parte questa malinconia tutta personale dettata da quello che avrei sperato di trovare, sono abbastanza soddisfatta della conclusione. Dove l’abbastanza non deriva da un terzo volume deludente, ma dal fatto che questo libro, secondo me, di conclusivo ha poco. Ciò che c’è di conclusivo è la Han che nei ringraziamenti dice che la storia tra lei e Lara Jean si è conclusa. Doh!

Ora quindi non ci resta altro che aspettare il film, ad agosto, del primo libro! Io sinceramente non vedo l’ora.


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Recensione: L’amica perfetta di Emily Lockhart

Buongiorno lettori! Ho una recensione in arretrato ma ho deciso di iniziare con questa perché mi andava di dirvi qualcosa ancora a caldo. Il libro di cui vi parlo oggi è ‘L’amica perfetta’ di Emily Lockhart.

l'amica perfetta cover

Titolo: L’amica perfetta
Autore: Emily Lockhart

È furba, decisa, determinata. Jule West Williams nella vita ha subito tante ingiustizie e sa che cosa significa non avere niente. È per questo che ora nulla la spaventa. Jule non ha paura di scappare, innamorarsi, reinventarsi in mestieri e vite sempre nuovi, ma anche sempre più pericolosi. Ed è proprio tra una vita e l’altra che incontra Imogen. Le due ragazze non hanno praticamente niente in comune. Immie è ricca, di buona famiglia, vive tra New York, Londra e Martha’s Vineyard. Ha tutto ciò che Jule ha sempre desiderato. Eppure tra loro c’è subito intesa. L’intesa diventa amicizia e poi ossessione: improvvisamente a Jule la vicinanza di Imogen non basta più. Lei vuole essere Imogen. In un attimo, il legame tra loro diventa un vortice che gira sempre più veloce. E da cui, una volta risucchiati, è impossibile uscire vivi.

Parto da subito dicendovi che il mio commento è un ni. L’amica perfetta, purtroppo, non mi ha convinta per diversi aspetti. Dopo una trama intrigante ed un inizio che mi ha subito coinvolta e che prometteva il meglio, mi sono un po’ persa nella storia e alla fine non mi ha lasciato granché.

Il romanzo racconta la storia di Jule e Imogen, due ragazze molto diverse che hanno in comune il fatto di essere orfane. Si sono conosciute in giovane età, si sono perse a causa di scelte differenti ed ora per una serie di coincidenze più o meno casuali si sono ritrovate.

Vorrei partire dalle cose negative, così da togliermele subito. L’amica perfetta è un libro molto strano. Vi confesso che arrivata in fondo sono rimasta a fissare la pagina dei ringraziamenti con aria ebete per qualche bel minuto. Sopra la testa mi lampeggiava una domanda ‘E quindi??’. Non sono riuscita a capire bene dove l’autrice volesse andare a parare, si parla di un thriller, ma lo schema del thriller non ce l’ho trovato. Tutta la vita di Jule è un po’ un mistero e sembra che l’intento dell’autrice fosse quello di raccontare la sua storia, il suo rapporto con Imogen, i suoi problemi. La mia perplessità in questo senso credo quindi derivi dal fatto che non ho trovato ciò che mi aspettavo, e quello che ho trovato mi ha lasciata un po’ perplessa.

La seconda cosa che a me personalmente non ha entusiasmato, ma che trovo molto interessante è il modo di raccontare scelto dall’autrice. Parte dal presente e ad ogni capitolo è come se riavvolgesse un pezzo di una videocassetta per poi guardarlo. E continua così per un anno, per poi tornare al presente, esattamente dove è partita la storia, esattamente un anno dopo il punto in cui è arrivata con questo riavvolgi e guarda.
Come dicevo trovo che sia un modo particolare, interessante e curioso per raccontare un romanzo. Io però l’ho trovato difficile da seguire, complice forse la stanchezza visto che riesco a leggere quasi solo la sera, ma non mi ha permesso di leggere in scioltezza.

Detto questo, L’amica perfetta è un romanzo molto particolare, con una trama originale e una narrazione, come vi ho detto, molto singolare. I personaggi sono tratteggiati volutamente in maniera fumosa, con molti dettagli ‘inutili’ e molto mistero che copre parti della personalità, pensieri e sensazioni. Questo, insieme alla narrazione alla rovescia, permea il libro di un senso di mistero e di ansia che obbliga il lettore ad arrivare fino in fondo, a chiedersi cosa possa ancora succedere, cosa abbia portato a ciò che sta leggendo.

Nonostante non mi abbia entusiasmato, vi invito a dare una possibilità a L’amica perfetta per due motivi: è libro diverso dal solito, particolare e per questo merita di essere letto con curiosità e apertura. Il secondo motivo è sempre legato alla stranezza di questo romanzo: come per tutte le cose particolari, i pareri si dividono molto di più, c’è chi lo adora e chi invece vi rimane totalmente indifferente. Sono curiosissima di conoscere i vostri pareri.


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Review Party: Un amore dolcemente complicato di Miranda Dickinson

Buongiorno lettori! Siamo arrivati a metà settimana e noi siamo qui, insieme ad altre 6 fantastiche blogger, per presentarvi un romanzo pieno d’ammmore per festeggiare San Valentino. Di cosa si tratta? Un amore dolcemente complicato di Miranda Dickinson, uscito ad inizio mese per Newton Compton Editori.

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un amore dolcemente complicato cover

Titolo: Un amore dolcemente complicato
Autore: Miranda Dickinson
Link di acquisto: Amazon | Kobo

Un singolo giorno può cambiare tutto. Nell Sullivan è nota tra i suoi amici per essere la precisina con un “piano quinquennale”. La sua agenda è sempre fitta di impegni e non c’è nessuno in tutta Londra altrettanto organizzato e responsabile. Ma quando si trova senza un lavoro e di nuovo single nello stesso giorno, Nell decide che è arrivato il momento di smetterla di pianificare tutto e cominciare a correre dei rischi. È così che mette insieme i suoi risparmi per concedersi finalmente un viaggio verso la città nella quale tutto è possibile: San Francisco. Neanche il tempo di arrivare, e viene accolta da una variegata e bizzarra ondata di nuove conoscenze, tra cui l’intrigante e bellissimo Max. Molto presto, grazie a loro, comincerà a sentire la città californiana come una seconda casa. Ma, arrivato il momento di tornare a Londra, metterà in valigia anche la nuova Nell, quella più spontanea e rilassata? E la magia di San Francisco continuerà a produrre effetti anche a miglia e miglia di distanza?

Un amore dolcemente complicato è il classico romanzo rosa e ci porta tutto quello che ci aspettiamo da un romanzo di questo genere: poca azione, un dramma iniziale, tanti occhi a cuoricino e un finale perlopiù positivo.

Nell Sullivan è una ragazza come tante, con un lavoro che non la soddisfa appieno ma che le dà ciò che le serve, una migliore amica che lavora con lei e con cui si può confidare, una storia di tira e molla con un ragazzo bellissimo, intelligente e simpatico: Aidan.
Quando si ritrova all’improvviso senza lavoro e senza speranza di trovarne uno a breve, però, decide di investire i suoi risparmi per andare a trovare Lizzie, la cugina con cui è cresciuta e che adesso abita a San Francisco.

Ci troviamo così catapultati nella seconda parte del romanzo, quella ambientata nella città americana. A Londra abbiamo conosciuto parte dei personaggi che ci faranno compagnia durante la storia – Vicky, la migliore amica di Nell, Aidan, i genitori di Nell – ma è a San Francisco che, secondo me, il romanzo si fa interessante.

L’autrice ci accompagna infatti, insieme ai protagonisti, per le strade di una città che semplicemente adora, raccontandoci particolari e facendoci scoprire angoli caratteristici che rendono la lettura curiosa e ci fanno davvero venire voglia di prendere tutto ed andare a San Francisco. Deve davvero meritare una visita.

Comunque, è in questa seconda parte che entrano in gioco personaggi più o meno importanti, ma tutti gestiti meglio di quelli a Londra. Sono più dinamici, più complessi come personalità – almeno quelli fondamentali – e aiutano una Nell svuotata a ritrovare sè stessa, a credere nei suoi sogni, a volersi bene.

Tuttqavia, se mi aspetavano otto settimane di cibo altrettanto spettacolare, mi dissi che dovevo fare in modo di aumentare la quantità di esercizio fisico mentre ero lì, se non volevo rientrare in Inghilterra come Jabba th Hutt dopo un banchetto a base di schiavi.

Ho trovato Lizzie, la cugina di Nell, un bel personaggio. Sempre piena di iniziativa, sorridente, con tanta voglia di mettersi in gioco ogni giorno. Annie, la proprietaria del diner sotto casa di Lizzie, è un altro portento. Me la sono immaginata un po’ come la versione magrolina di Granny di OUAT.

Purtroppo trovo che la controparte maschile, nonostante il ruolo fondamentale vista la natura romantica del libro, non si stata delineata perfettamente. Capiamoci, abbiamo in nostri uomini, ma un po’ piatti, con poca personalità. Non ci fanno innamorare di loro senza via di scampo.

La storia, comunque, sguazza rapida e coinvolgente nella sua pozzanghera di cliché, un po’ scontata sì, ma mai noiosa, rendendosi così una lettura piacevole per passare qualche ora piacevole immersi tra le pagine di un libro.


Recensione a 4 mani: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile

Buongiorno lettori!
Per il libro di cui vi parliamo oggi, abbiamo deciso di replicare l’esperienza della recensione-intervista a quattro mani. Ci siamo accorte che per alcuni libri ci viene più semplice e, avendolo letto entrambe, riusciamo in questo modo a raccontarvi entrambi i nostri pareri. Il libro di oggi è Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile, letto in occasione del gruppo di lettura organizzato da Scheggia tra le pagine e Libera tra i libri.

lo strano viaggio di un oggetto smarrito cover
Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Autore: Salvatore Basile
Editore: Garzanti
Disponibile in italiano:
Goodreads

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina.
Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui.
E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
Questa è la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati. È la storia di una ragazza che ha fatto un patto della felicità, nonostante il dolore. È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Un caso editoriale che ha subito conquistato il cuore di tutte le case editrici del mondo, che se lo sono conteso acerrimamente alla fiera di Francoforte. Una voce indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

 

Cosa ti è piaciuto?

Mon

La storia in generale, nonostante fosse semplice, mi ha intrigata. Michele e la sua ricerca per la madre mi hanno incuriosita e mi hanno spinta a continuare anche quando la lettura si faceva un po’ più lenta.

Kia

È una bella storia, un racconto che mescola un po’ di avventura, con una storia d’amore e un amore famigliare molto intenso anche se visto da punti di vista differenti da quelli più comuni. Michele e Elena, Michele e i ricordi dei suoi genitori, Michele e la famiglia della sorella. È una lettura che nonostante un ultima parte un po’ lenta e un paio di passaggi assurdi invoglia ad andare avanti fino alla fine. Menzione d’onore a Luce – non vi dico chi è per non spoilerare – ma ho adorato il suo personaggio.

Cosa non ti è piaciuto?

Mon

Non ho apprezzato particolarmente Elena come personaggio. Troppo chiacchierona, troppo esuberante, troppo impegnativa da gestire. Lei e Michele sono una coppia particolare, che non ho apprezzato del tutto, ma in generale capisco perché potrebbero funzionare insieme. Ho trovato che il libro fosse un po’ improbabile in alcuni punti, ma alcuni passaggi un po’ forzati hanno sicuramente aiutato la trama.

Kia

Michele mi ha un po’ fatto cadere le braccia. Troppo spaurito, troppo ‘allergico’ al mondo. Alcune parti un po’ assurde ma che nel finale tutto sommto assumono un senso. Penso che la cosa che meno ho apprezzato sia stata la lentezza dell’ultima parte.

Preferisci Elena o Michele? Perché?

Mon

Michele. Elena l’ho retta davvero poco durante la lettura, mentre Michele, con le sue insicurezze e la sua paura di mostrarsi al mondo mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta la tenacia, il coraggio con cui ha affrontato questo grosso cambiamento nella sua vita e mi è piaciuta l’evoluzione che ha avuto come personaggio.

Kia

Direi Elena. Nonostante le sue esagerazioni e il suo essere quasi troppo espansiva mi è piaciuta. Michele è troppo chiuso, troppo – come dicevo prima – allergico al mondo, alle relazioni, a qualsiasi cosa sia estraneo al suo mondo. Elena invece dal nulla decide di mettere tutta sè stessa a disposizione di Michele, lo aiuta a ritrovare sua madre, ma soprattutto lo aiuta a ritrovare sè stesso.

Lo consiglieresti? Perché?

Mon

Sì, lo consiglierei, anche se come dicevo prima a volte è forzato. È un libro semplice, di cui si intuiscono molti passaggi importanti, ma riesce comunque a coinvolgere e a far venire voglia di continuare a leggere per capire dove andrà a finire Michele e come andrà avanti la sua storia.

Kia

Lo consiglierei assolutamente. Non è un racconto che riserva colpi di scena o la storia d’amore del secolo. Ma è una lettura piacevole, che emoziona, che ci porta a fare il tifo per i protagonisti nonostante non sia facile impersonarsi nelle loro vite.

Voto finale

Mon

Kia