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Teaser Tuesday #119

Buongiorno! Oggi vi lascio il teaser da uno dei due libri che ho in lettura, quello che, poverino, passa in secondo piano perché non ha una sua tappa di blog tour: Insegnami a vedere l’alba di Josh Sundquist. L’ho iniziato e poi un po’ trascurato perché dovevo leggere altri libri con scadenze, ma mi sta piacendo molto.
Il teaser è per invogliarvi a leggerlo, visto che lo abbiamo inserito anche nel terzo round della 2017 Book Challenge.
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Appena le sfioro il braccio avverto un formicolio, neanche avessi toccato qualcosa dentro cui passa la corrente elettrica. Non fa male. Sono solo sorpreso.
Ritraggo la mano.
“Oh, scusa!” dice lei, abbassando all’improvviso la voce. “Ho sbagliato qualcosa?”
“No, andava bene. È solo che… Non importa. Sei stata perfetta.”
Allungo la mano per prenderle il braccio una seconda volta, e qualdo le tocco la felpa sento di nuovo quella scarica.
Cecily mi guida nell’altra stanza.
“Sai quanti quadri ha dipinto Van Gogh?” mi chiede.
“Non ne ho idea.”
“Quasi mille.”
“Wow.”
“E sai quanti ne ha venduti?”
“Tutti, immagino. Sì, insomma: era un pittore famoso, no?”
“Non fino a molto tempo dopo la sua morte. In tutta la sua vita ha venduto un solo quadro.”
“Uno?” ripeto incredulo.
“Uno. Per questo mi immedesimo in lui, credo” ribatte lei pensierosa. “È nato nell’epoca sbagliata.”
“Nel senso che anche tu saresti una specie di genio misconosciuto?”
Mi rendo conto che la sto tenendo ancora per il braccio, perciò le do una strizzatina per farle capire che la sto prendendo in giro.
Ride, e la sua risata mi arriva fin nel cervello, ricordandomi quello che mi ha detto poco fa. La sua risata è come un’opera d’arte impressionista: ne cattura l’essenza, è l’essenza stessa della risata.

Capitolo 5 – INSEGNAMI A VEDERE L’ALBA di Josh Sundquist

divisore dx

insegnami a vedere l'alba coverWill, pur essendo cieco dalla nascita, decide di frequentare un liceo pubblico, vincendo i timori della madre iperprotettiva. Inizia così un’esilarante tragicommedia: in mensa si siede sulle gambe di un compagno, una ragazza ha una crisi di nervi convinta che lui la stia fissando… Per riparare, Will si offrirà di aiutarla a scrivere un articolo su una mostra di Van Gogh: impresa difficilissima, perché a Will mancano totalmente il concetto di prospettiva, di colore, e Cecil deve spiegargli ciò che vede evitando qualsiasi metafora visiva.
Quando a Will viene offerta la possibilità di affrontare un’operazione sperimentale che potrebbe ridargli la vista il padre, medico, cerca di dissuaderlo perché i casi di successo sono rarissimi e le ricadute psicologiche spesso pesantissime. Ma Will decide di rischiare e le conseguenze, seppur inaspettate e difficili da superare, gli rivoluzioneranno meravigliosamente la vita.

Teaser Tuesday #118

Buondì!
L’estratto di oggi è tratto da uno degli ultimi libri che ho terminato, Dannate ragazze di Robin Wasserman. Il libro è molto particolare e devo ancora capire se è un libro che posso definire bello. Cercherò di spiegarmi meglio nella recensione che dovrebbe arrivare a breve, intanto vi lascio questo piccolo assaggio, giusto per farvi vedere lo strano stile di questa autrice.

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Per tutta la vita avevo potuto contare sul fatto che a Battle Creek non succedesse nulla. La cosa strana quell’anno non fu che finalmente fosse successo qualcosa ma che, come se la città condividesse un cervello rettiliano primordiale in grado di prevedere il futuro, trattenemmo il fiato in attesa che succedesse qualcos’altro.

Grazie a un ambiguo nesso causale che la direzione della scuola individuò tra depressione ed empietà, una nuova regola impose tre minuti di preghiera silenziosa dopo ogni appello. Craig era nella mia classe, seduto in diagonale alla mia destra, a un banco che ora evitavamo con cura di guardare direttamente. Anni prima, durante un’eclisse solare, avevamo costruito piccoli visori di cartoncino per scrutare il buio, dopo essere stati avvertiti che assistendo al fenomeno a occhio nudo ci saremmo bruciati le retine. Il lato fisico dell’evento non ha mai avuto senso per me, ma quello poetico sì, il bisogno di convincersi con l’inganno a guardare qualcosa senza vederlo davvero. È ciò che feci ora, sbirciando il banco solo durante quei tre minuti di preghiera silenziosa, quando il resto della classe aveva gli occhi chiusi e la testa china, come se spiare di nascosto in qualche modo non contasse.

Le cose continuavano così da un paio di mesi quando qualcosa – nulla di sfrontato quanto un rumore, qualcosa di più simile a un colpetto impercettibile sulla spalla, a un sussurro inudibile che prometteva da questa parte c’è il destino – distolse il mio sguardo dalla superficie laccata, sfregiata dalle numerose incisioni di cazzi e testicoli fatte da Craig, e mi indusse a spostarlo sulla ragazza nell’angolo opposto dell’aula, la ragazza che consideravo ancora estranea benché fosse con noi da settembre. I suoi occhi spalancati erano fissi sul banco di Craig, finché all’improvviso si puntarono su di me. Mi osservava come se aspettasse l’inizio di uno spettacolo, e fu solo quando li alzò al cielo e l’opportunità svanì che mi resi conto che era proprio un’opportunità che stavo aspettando. Poi il suo dito medio si rizzò, rivolto verso il soffitto, verso le nuvole – inequivocabilmente, verso Signore Nostro Dio in cielo – e, quando i suoi occhi si abbassarono a incrociare di nuovo i miei, il mio dito si sollevò da solo in un saluto identico. La ragazza sorrise. Quando il professore annunciò Il tempo è scaduto, tornò a unire educatamente le mani sul banco… finché ne alzò una per dire che le preghiere a scuola, anche quelle silenziose, erano illegali.

Capitolo 2 DEX – Prima di Lacey  – DANNATE RAGAZZE di Robin Wassermandivisore dx

dannate ragazze cover

Novembre 1991. La notte di Halloween Craig Ellison, star della squadra di basket della scuola superiore di Battle Creek, si avventura nel bosco da solo e scompare. Tre giorni dopo lo ritrovano con una pallottola in testa e una pistola in mano, e quel gesto all’apparenza inspiegabile sconvolge profondamente i membri di quella tranquilla cittadina della Pennsylvania, già turbati da voci inquietanti sulla presenza di sette sataniche nella zona.

Hannah Dexter, diciassettenne brillante ma solitaria, incontra Lacey Champlain poco tempo dopo la tragedia. Capelli nerissimi, look goth e una passione per Kurt Cobain che sfiora l’ossessione, Lacey è una ragazza carismatica e dal fascino perverso che si insinua nella vita e nella mente dell’impressionabile Dex, plasmandone il carattere a propria immagine e somiglianza fino a risvegliare una parte ribelle e oscura di lei che le trascina in una spirale di violenza sempre più febbrile e pericolosa.

mon firma

Teaser Tuesday #117

Bungiorno!
Oggi vi lascio il teaser tratto da un libro che avrei dovuto leggere parecchio tempo fa. Rimasto lì non chiedetemi per quale oscuro motivo, l’altro giorno mi è tornato in mente e quindi eccomi qui. Si tratta de L’amore di Audrey (Nel cuore di New York #4) di Alessia Esse.
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Le domande di Laura non la mettono a disagio. Risponde con piglio simpatico, facendo perfino qualche battuta che mi fa ridere. I problemi, però, nascono quando Laura passa alla parte nerd del questionario.
Ti piace andare al cinema? Risposta: no, e non guardo molta tv.
Allora preferisci leggere. Risposta: no, io e i libri non andiamo d’accordo. Ogni volta che ne comincio uno mi viene il mal di testa.
Quali sono le tue passioni, i tuoi hobby? Risposta: io ho un grande sogno, sapete? Vorrei diventare la più grande fashion blogger americana. È vero che in questo palazzo vive Thea Harrison? Sarebbe bello se potesse darmi qualche consiglio, così anch’io potrei aprire un canale tutto mio e sfondare come ha fatto lei. L’appartamento dell’annuncio è vicino al suo, vero?
“Ok, non dire più nulla,” taglia corto Laura, sollevando una mano per impedire a Vivian di andare avanti. “Avrei lasciato passare il fatto che non hai una serie tv preferita e non leggi, ma la psicopatia è un mio limite, che vuoi farci.” Le indica la porta, muovendo le mani come farebbe con un animale pericoloso. “Sparisci. E trovati un altro hobby: le fashion blogger andavano di moda sei anni fa.”
Quando la porta si chiude dietro le spalle di Vivian, Laura ed io controlliamo l’elenco dei candidati.
“Gli ultimi due nomi,” dico con un sospiro. “Le ultime due speranze di poter riempire il tuo appartamento, prima di cedere alla proposta di Thea.”
“La proposta di Thea?”
“Vuole acquistare anche il tuo appartamento, e usarlo come terza cabina armadio.”
“Terza? Dov’è la seconda?”
“Nel vecchio appartamento di Charlie, al primo piano.”
“Quella donna ha un problema,” commenta Laura.
“Lo so.”
“E una montagna di soldi, visto che ha acquistato un altro appartamento.”
“Già,” dico sorridendo. “Sono tanto orgogliosa di lei.”

Capitolo 12 – L’AMORE DI AUDREY di Alessia Esse

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l'amore di audreyLei finge di essere innamorata.
Lui detesta l’amore.
Il loro incontro cambierà la vita di entrambi.
Ma nessuno dei due lo sa.A trentatré anni, Audrey Brenner ha un lavoro soddisfacente e remunerativo, un folto gruppo di amici, e un uomo perfetto al suo fianco. Audrey e Jim fanno coppia fissa da quattordici anni, e lei non potrebbe essere più felice.
Ma si tratta di una finzione. Audrey, infatti, non è felice come gli altri pensano, e il suo amore per Jim non è più quello di una volta. La libraia dell’East Village è decisa a superare le difficoltà della sua relazione, e sembra riuscirci, almeno fino alla sera che cambierà per sempre la sua vita.
Matthew Lane capita per caso sul cammino di Audrey. Schietto e cinico nei confronti dell’amore, non si fa problemi a dirle quello che pensa di lei e delle sue scelte.
Quando il destino giocherà con entrambi, Audrey e Matthew si ritroveranno a fare i conti con il passato, con i propri errori, e con un sentimento unico e potente che minaccia di stravolgere ancora una volta le loro esistenze.

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Teaser Tuesday #116

Buondì!
Oggi estratto un po’ lungo, ma mi fa ridere quindi ve l’ho messo tutto. Non è spoileroso e non rivela quasi niente della trama, ma vi fa capire perfettamente lo stile eccentrico di questa autrice che sto adorando dal momento in cui ho preso in mano il primo libro della serie che ha come protagonista Vani Sarca. Se non la conoscete, ovviamente ve la consiglio. Se invece l’avete già letto mi fa sempre piacere parlare dei libri che leggo, quindi se volete basta un messaggio 😉

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«Facciamo una prova per rompere il ghiaccio», decide. Si gira verso Marotta, che se possibile si impettisce ancora di più, neanche portasse un bustino di stecche di balena sotto il maglioncino color sconforto. «Professore, il conduttore le fa la prima domanda, che poi è una domanda facile, la stessa che ha aperto tutte le interviste che ha già rilasciato ai giornali: perché se n’è stato nell’ombra per tutti questi anni?»
«Mmm», prende tempo Marotta. «Perché», pronuncia lentissimamente, «non mi piaceva… la notorietà.» Tace.
L’episodio al Circolo dei Lettori deve averlo traumatizzato. Ora ha la velocità di reazione di un bradipo che una volta è stato investito per avere attraversato la strada con troppo slancio.
Mi guardo le unghie, ostentando indifferenza.
Riccardo annuisce. «Okay. Una risposta scarna, ma controllata. E perché non le piaceva la notorietà?»
«Peeeerché», riattacca Marotta, ancora più cauto di prima, «notorietà… significa… esposizione.»
«Giusto», annuisce Riccardo. «Esposizione.» Gli fa cenno di continuare. Ha ragione: in tivù mica puoi sputare tre parole ogni cinque minuti e pensare di cavartela così.
Ma naturalmente non è più un problema mio.
«E…» ripete Marotta, aggrottando la fronte per lo sforzo. «Esposizione significa vulnerabilità. Contatto. Con la gente. E il contatto con la gente, ecco… Il contatto con la gente…»
«Okay, un consiglio tecnico: cerchi di non prendere tempo ripetendo le parole, perché al conduttore potrebbe venire voglia di concludere le frasi al suo posto», suggerisce Riccardo.
«…E il contatto con la gente mi repelle», si affretta dunque Marotta, di getto. Poi scuote la testa. «No, lo so, lo so. Quello che volevo dire è che… il contatto con la gente… mi…» Espira lentamente. «…Mi mette in imbarazzo?»
«Ottimo», annuisce Riccardo. Sorride incoraggiante ma la rigidità degli angoli delle labbra tradisce una certa fatica. Non che io gli stia guardando le labbra. «“In imbarazzo” va bene. La fa sembrare umile e timido, tutte cose che fanno simpatia. E dunque lei si sente in imbarazzo. Ma perché, le chiederebbe a questo punto il conduttore, magari con una risata bonaria» – Riccardo si lancia in un’imitazione sdrammatizzante di una risata bonaria – «l’autore di uno dei più eclatanti e invidiabili bestseller degli ultimi cinquant’anni dovrebbe mai sentirsi in imbarazzo?»
Marotta non ha nemmeno accennato a sorridere alla finta risata bonaria. Tace come in fermo-immagine per due secondi, poi sbotta, tutto d’un fiato: «Oh, ma infatti, chi diavolo si sente in imbarazzo davanti a questa gente! Lo sappiamo tutti che il pubblico dei talk show, anche di quelli pseudoculturali, è composto mediamente da analfabeti funzionali che aderiscono semplicemente a un cliché borghese di prestigio sociale!».
Riccardo non dice niente.
Marotta non dice niente.
Io non dico niente.
Riccardo si gira verso di me. «Inizio a farmi un’idea», dice.
Cosa credevi, che fosse facile, imbecille?
«Riproviamo.» Riccardo reindossa il sorriso da telecamere. «Altra domanda che di sicuro si sentirà fare mille volte: professor Marotta, come le sembra, come sta vivendo, questa faccenda dell’essere improvvisamente diventato famoso?»
«È un onore», sillaba Marotta. E poi, sbuffando: «Se si esclude il fatto che è anche una ridicola pantomima che mi viene ormai da pensare faccia comodo solo agli esibizionisti bisognosi di specchiarsi negli occhi vuoti della plebe per avere fiducia in sé. Oh mio Dio. No. Cioè. Non intendevo… non intendevo anche lei», aggiunge di corsa accorgendosi di avere parlato a Riccardo Randi.
«Ma certo che intendeva anche me», ridacchia Riccardo, e ha ragione. «E va bene, prendiamola larga. Cambiamo approccio.» Schiocca le dita e mi guarda con un sorriso radioso. È veramente irritante il suo non scoraggiarsi mai.

Capitolo 3  – NON DITELO ALLO SCRITTORE di Alice Bassodivisore dx

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Questa volta, il compito affidato a Vani dal direttore della sua casa editrice è una vera e propria sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo scrittore che le ha spezzato il cuore, ora è pronto a tutto per riconquistarla. Intanto il commissario Berganza è sicuro che Vani sia l’unica a poter scoprire come un boss agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Ma non è l’unico motivo per cui desidera averla vicino. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo.

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