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Fallsofarc Books Party: 5 (+1) motivi per leggere Lezioni di Seduzione di Chiara Venturelli

Buon pomeriggio 🙂
Come è iniziata la vostra settimana? Noi siamo state incasinatissime negli scorsi giorni, ma speriamo di riprenderci presto (a patto di non collassare morte a letto stasera e non alzarci più). Oggi la settimana inizia con un post un po’ diverso: insieme ad altri blog, infatti, partecipiamo ad un party dedicato ai due libri di Chiara Venturelli.
Avevamo già recensito sia “Lezioni di seduzione” (recensione qui), sia “Onde di Velluto”, quindi oggi vogliamo darvi i nostri 5 motivi (+1) per leggere “Lezioni di seduzione”.

In fondo al post troverete anche un Giveaway in cui avrete la possibilità di vincere una copia dei libri con dedica.
Buona lettura!

1 – Jack

È il primo e più importante motivo per leggere Lezioni di seduzione. È un “dispensatore” d’eccellenza, da amare sempre di più mano a mano che si procede con la lettura. È dolce, ironico, sexy e con i suoi “miciotta” saprà farvi sciogliere ogni volta insieme a Liz. È difficile fare un quadro completo di questo ragazzo, bisogna scoprirlo pagina dopo pagina.

2 – La famiglia di Liz

Il libro è pieno di personaggi che ho adorato o odiato in base al loro carattere e ruolo nella trama. La famiglia di Liz è un uragano di eccentricità e simpatia, anche se, come tutte le famiglie, non è priva di problemi. Liz ha un rapporto complicato sia con la madre che con la sorella, ma è bello vedere come viene affrontata la cosa all’interno del romanzo.

3 – La dolcezza

Esatto, avete letto bene. Le storie di Chiara, e quindi non solo Lezioni di Seduzione, sono tutte intrise di dolcezza. E non sto parlando della dolcezza zuccherosa e stucchevole. L’amore, sia romantico che fisico, viene affrontato con una delicatezza rara, che ci fa venire gli occhi a cuore e ci fa entrare in sintonia con i personaggi.

lezioni di seduzione instagram

 

4 – Il professore pazzo e lo spettacolo

Lo spettacolo a cui partecipano Liz e Jack è fondamentale nella storia e così anche il suo ideatore, il Professore pazzo che accompagnerà e spronerà i protagonsiti a dare sempre il meglio di sè. È un personaggio davvero divertente e le sue scene mi hanno fatto ridere più di una volta. Lezioni non sarebbe la storia che è senza di lui.

5 – I cactus

Non siamo impazzite, i cactus hanno effettivamente un ruolo fondamentale nella storia. Miguel, in particolare, è un cactus particolarmente interessante e…curioso.

+1 – Scoprire le differenze tra le due versioni

Questo punto lo abbiamo messo come bonus perché riguarda le lettrici che hanno letto la precedente versione su EFP. Non è facile quando una storia “a puntate” come quelle che abbiamo letto negli anni sulle piattaforme come EFP vengono pubblicate come libri, perché ci sono tagli, modifiche e adattamenti necessari. Io (Mon) ho amato la versione di EFP di Lezioni, ma allo stesso modo ho amato la versione pubblicata. Sono diverse, ma ugualmente emozionanti e mi sono divertita a scoprire cosa Chiara avesse cambiato o aggiunto perché ha reso la lettura del libro un’esperienza nuova piuttosto che una rilettura pari pari di una storia già conosciuta.

a Rafflecopter giveaway

Un anno di blog

Sembra ieri che tutte emozionate abbiamo cliccato sul quel tasto ‘Crea blog’. E invece è già passato un anno, un anno pieno di impegni a cui si è aggiunto anche questo, eppure, se anche con qualche momento di difficoltà, siamo riuscite a portare avanti tutto.
Ultimamente le recensioni di libri sono un po’ in calo, soprattutto per mancanza di tempo, non riusciamo infatti nemmeno a leggere molto. La nostra Annina continua invece imperterrita con i suoi film del lunedì – saltandone davvero pochi – e meno male che c’è lei a dare un po’ di regolarità. La Mon ha smesso di scrivere recensioni e si dedica anima e corpo ai Weekly Recap, ma confido nel fatto che prima o poi tornerà più lanciata che mai. Io invece mi sogno le idee di notte, poi le espongo in millanta messaggi whatsapp che non capirei nemmeno io e invece loro due mi danno corda e mi aiutano a portare a compimento più o meno tutto: da sola non andrei da nessuna parte.

Vorrei raccontarvi le emozioni provate per la prima recensione, il primo Blog Tour, il momento in cui ci è arrivata la mail con il materiale del primo Cover Reveal, per la prima volta che abbiamo chiesto ad altre ragazze se andava loro di partecipare ad un’iniziativa di gruppo. Vorrei rendervi partecipi delle mille risate fatte quando era ora di preparare un banner nuovo, la Mon con Photoshop, io che la facevo impazzire per spostamenti di un millimetro continuando a cambiare idea e l’Anna che faceva finta di non conoscerci.
Non penso di riuscire a esprimere tutto ciò, ma forse è stato proprio questo a rendere bellissimo questo anno.

Cos’altro si può dire? Penso sia stato un anno di crescita per tutte tre, iniziamo a vedere la fine del nostro percorso di studi ed è ora passata di decidere cosa fare della nostra vita, perlomeno dei prossimi anni. Sono convinta che in qualche modo il blog ci abbia dato una mano, ci ha sicuramente permesso di svagarci, di provare nuovi modi di organizzarci e di abituarci a lavorare in tre, provando a unire le idee di tutte, senza ignorare nessuna ma senza permettere che nessuna avesse sempre ragione.

Poi ci siete voi, voi che, se anche non siete ancora moltissimi, ci sostenete e ci fate venire voglia di continuare a ritagliarci del tempo prezioso da dedicare a questo piccolo mondo virtuale in cui abbiamo messo le radici esattamente un anno fa.
Un ringraziamento particolare va alle ragazze che ci hanno supportate e sopportate durante le iniziative di gruppo, dalla prima intervista dell’anno scorso alla rubrica That moment when tanti is meglio che one che stiamo portando avanti con entusiasmo.

Un grazie speciale anche a Rachele del blog Di Tutto Cuore per la rubrica Voglia di… che ha visto un momento di stop causa mille impegni, ma che contiamo di riprendere in mano.

E infine, a costo di diventare sentimentale, un grazie davvero enorme alle mie due compagne di avventura РAnna e Mon Рperch̩ senza di voi non avrei mai pensato di poter avventurarmi in una cosa simile.

Abbiamo pensato di festeggiare insieme a voi, quindi abbiamo deciso che ogni 5 persone che ci dimostreranno il loro affetto e ci faranno gli auguri in un commento qui sul blog, ne estrarremo una a cui regalare un piccolo pensierino-sorpresa!

Banner 1 year

Carino eh il banner? Stavolta è opera dell’Anna che ci ha fatto una sorpresa senza dirci nulla, anche se in realtà qualche spoiler lo avevamo ed eravamo anche un po’ spaventate per cosa si sarebbe inventata.
Ma dopo tutta questa cosa semi-sentimentale veniamo all’idea geniale che l’Anna ha avuto per festeggiare: un’intervista a tre in stile Iene. Ci siamo quindi autointervistate ed eccovi il risultato.

Chi delle tre pubblica spesso in ritardo?

Anna: Andiamo a momenti, di più direi la Mon.
Kia: La Mooooon. Anche se ci sono delle settimane in cui non scherzo nemmeno io.
Mon: Ehm, io.

La recensione di cui vai più fiera.

Anna: Si alza il vento e Big Hero 6.
Kia: Il circo della notte di Erin Morgenstern, perché credo sia stata la più difficile e, nonostante questo, credo di essere riuscita a trasmettere un po’ della magia contenuta in quel capolavoro.
Mon: I’ll give you the sun di Jandy Nelson.

Chi fa più errori di grammatica?

Anna: Mi sa che sono io ma posso dire che il 99% degli errori sono virgole che mi sa non riuscirò mai ad azzeccare.
Kia: Dico solo che ‘Anna’ e ‘virgole’ non possono stare nemmeno nella stessa frase.
Mon: Anna (sorry :P).

Cosa ti aspettavi dopo un anno di blog?

Anna: Di aver imparato a mettere le virgole…. scherzi a parte ero curiosa di vedere se tra i mille impegni questa cosa del blog sarebbe durata ed infatti oggi compiamo un anno, sono soddisfatta!
Kia: Speravo di essere ancora qui, e ci siamo riuscite. Speravo che qualcuno ci seguisse, e ci siamo riuscite. Speravo che tutto questo lavoro insieme non ci portasse a litigi, e ci siamo riuscite. Meglio di così…
Mon: Non ho mai avuto delle aspettative assurde, se non quella di essere ancora qui dopo così tanto tempo. Speravo di riuscire a mantenere insieme alle altre un posto in cui svagarci e blaterare delle nostre passioni e mi pare che lo scopo sia stato raggiunto.

Pensavi saresti arrivata fin qui?

Anna: Ci speravo molto e ho fatto del mio meglio per arrivare ad oggi, ogni recensione è una sfida per migliorare 🙂
Kia: Ci speravo. Avrei potuto fare di più, ma ce l’abbiamo fatta e sono molto orgogliosa di questa cosa.
Mon: Ci speravo e sono molto soddisfatta di esserci riuscita.

La più disordinata.

Anna: Domanda difficile, direi la Mon…. La Kia è l’ordine fatto a persona tanto che spesso rimango sconvolta 😛
Kia: La Mon, però alla fine riesce a organizzarsi anche nel suo casino, quindi.
Mon: Sempre io temo.

È facile gestire in tre un blog?

Anna: Lavorando in tre più o meno riusciamo sempre ad avere qualcosa da pubblicare e a trovare sempre delle idee per rubriche, banner ed quant’altro, anche se mettere insieme tre persone con gusti diversi richiede dei momenti di confronto.
Kia: Da una parte facilita le cose, perché le idee sono moltiplicate per tre, così come il tempo per scrivere i post. Dall’altra c’è la difficoltà di mettere d’accordo tre persone totalmente diverse. Fortunatamente questo non ci ha mai creato problemi, ma solo qualche sana discussione.
Mon: Non è mai facile gestire un impegno del genere, nemmeno in tre, ma c’è da dire che non essere da sola ha aiutato molto. Da sola non avrei mai avuto la costanza e la forza di continuare per tutto questo tempo.

contorsione_kia

 

Obiettivi futuri per il blog.

Anna: Conquistare il mondo! Nell’attesa portare avanti il blog anche negli anni prossimi, dovunque saremo.
Kia: Continuare a portarlo avanti anche una volta che, finita l’Università, non saremo più fisicamente insieme ogni giorno.
Mon: Ehm, ricominciare a scrivere recensioni di libri? No vabbè, scherzi a parte, l’obiettivo è sempre quello: continuare a scrivere e a parlare delle nostre passioni il più possibile, anche quando saremo lontane.

Un ringraziamento a chi ti segue.

Anna: Grazie, grazie, grazie. Voi non lo sapete ma ad ogni mi piace e commento che riceviamo sono sempre lì a saltellare di gioia. Sapere che ci seguite e quello che pubblichiamo vi interessa e piace è per me, come anche per la Kia e la Mon, fonte di grande soddisfazione! Senza di voi non saremmo arrivate fino a qui, quindi voglio fare un grande abbraccio di gruppo con tutti voi e spero continuerete a sostenerci come state facendo!
Kia: Senza voi che ci seguite non ci saremmo neanche noi, e senza le ragazze che ci supportano con le iniziative di gruppo il blog sarebbe molto meno bello. Quindi grazie davvero, perché se non ci foste stati voi probabilmente avremmo già dovuto chiudere la nostra casetta sul web.
Mon: Credo di poter affermare con certezza che l’esperienza di blogger non sarebbe la stessa senza tutti voi che ci seguite. Quando abbiamo iniziato non ci aspettavamo di avere il supporto di persone come voi, che ogni giorno ci aiutate a migliorare e a realizzare idee meravigliose. Tutto questo per dire un semplice grazie. Senza di voi non esisterebbe Ikigai così com’è e sarebbe tutto meno divertente.

Hai mai riletto una tua vecchia recensione?

Anna: Ahhh… ci ho provato una volta ed è stato strano. In genere non mi piace rileggere/rivedere/riascoltare qualcosa che ho fatto io.
Kia: Raramente. Qualche volta se qualcuno mi dice di aver letto un libro che ho recensito la rileggo per vedere cosa avevo scritto su quel libro.
Mon: Sì, molto spesso.

La tua recensione preferita non scritta da te.

Anna: Della Mon mi è piaciuto un sacco la recensione del’episodio di Natale dell’ottava stagione di Doctor Who e la recensione di ‘Con un poco di zucchero’. Della Kia invece ‘Il circo della notte’.
Kia: Per quanto riguarda l’Anna ‘La custode di mia sorella’ o ‘Il colore viola’, perché trovo che quando scrive recensioni di film che trattano temi delicati assuma lei stessa una delicatezza particolare nello scrivere. Per quanto riguarda la Mon scelgo la recensione di ‘La tentazione di Laura’, che magari non è la sua più bella recensione, ma so che ha superato il blocco che aveva per scriverla. Penso che nel momento in cui supererà di nuovo il blocco che ha ormai da qualche mese, quella che scriverà diventerà la mia nuova recensione preferita scritta da lei.
Mon: ‘Padri e figlie’, una delle ultime che ha scritto, per quanto riguarda Anna, perché dopo averla finita ho pensato: “Wow, davvero davvero bella”. Per Kia, scelgo la prima in assoluto, ‘La straniera’ perché ancora me la ricordo con lo sguardo fisso davanti a un file word bianco che non sapeva cosa scrivere. Quella prima recensione è stato un ostacolo bello grosso, ma l’ha superato alla grande.

Avresti mai pensato di metterti a scrivere su un blog?

Anna: Onestamente? Mai, non sono mai stata brava a scrivere parlando delle mie impressioni su qualcosa quindi l’ultima cosa che avrei immaginato di fare è mettermi a scrivere recensioni. Ma si sa, la vita è imprevedibile e devo dire che ogni tanto qualche recensione carina viene pure a me 🙂
Kia: Assolutamente no, e ancora oggi quando fisso un file bianco prima di scrivere una recensione mi chiedo il perché. Però mi piace.
Mon: Sì, ma da sola sapevo che non sarei riuscita a mantenerlo. Avere loro due al mio fianco è stata una manna dal cielo.

Dopo una lunga convivenza hai imparato a conoscere pregi e difetti delle altre, ti sfido a scegliere un pregio e un difetto da condividere con il pubblico.

Anna: Oh miseria. Partiamo dalla più anziana e quindi dalla Kia: un pregio è che è sempre super organizzata, quindi ci ricorda sempre tutti i post delle iniziative a cui partecipiamo e delle rubriche, la sua organizzazione è l’ancora di salvezza alla mia memoria volatile. Difetto: In passato ha bocciato delle mie idee a mia detta geniali ma non è detto che non le approverà in futuro. Pregio della Mon: la creatività e la pazienza nell’occuparsi della grafica della pagina (grazie per il banner con i pinguini). Difetto: a volte è un po’ insicura su quello che scrive ma ci siamo noi ad incoraggiarla!

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Kia: Partiamo dalla Mon: pregio principale credo sia la sua capacità di capirmi e la pazienza che dimostra nei miei confronti quando me ne esco con qualche follia atomica, la faranno santa per questo. è in grado di spostare un pezzo di banner avanti e indietro di qualche millimetro per mezz’ora per farmi felice (per esempio adesso mi ha appena creato l’intestazione del profilo Instagram del blog in maniera piuttosto divina) Difetto direi la predisposizione a scoraggiarsi e rinunciare: se qualcosa non viene come dice succede spesso che se ne esca con un ‘vabbè chissenefrega va bene così’. C’è da dire che qualche giorno dopo riprende tutto in mano e ci riprova.

 

Per quanto riguarda l’Anna direi che il pregio è l’entusiasmo che dedica ad ogni cosa, anche alla più piccola e poco significativa. Vederla emozionarsi anche per le piccole cose fa bene anche a noi. Il difetto dipende anche quello dal’entusiasmo, vorrebbe fare sempre mille cose, più di quante sia fisicamente possibile. E questa cosa fa a pugni con le mie manie organizzative e con la mia ansia.
Mon: Alur, partiamo da Anna! Un pregio direi l’essere sempre allegra, è incredibile. Difetto..ha fretta, per esempio mentre scrive. Le idee non vengono con la fretta 😉
Kia ha come pregio di essere l’organizzazione fatta a persona. Il nostro blog è così ordinato grazie a lei. Difetto..l’ansia? Io non sono da meno, ma lei ha settato un nuovo record come livello di stress a cui una persona può essere sottoposta. Vi voglio bene

Una fissazione (che in qualche modo c’entra anche col blog) di almeno una delle altre due.

Anna: Allora entrambe hanno la fissa per le virgole (non mi spiego che nessuna delle mie virgole vada bene). La Kia decisamente ama le cose giustificate e poter abusare della parola ‘basicamente’ (per ulteriori dettagli chiedete a lei). La Mon invece non mette gli articoli davanti ai nomi femminili e con gli articoli in generale secondo me ha un rapporto tutto suo. Io invece sono qui a chiedermi perché non possiamo fare 15 domande visto che 14 non è una cifra tonda.

Kia: L’Annina ha una malattia brutta che le impedisce di accettare interviste o elenchi con numeri che lei non considera ‘tondi’. Infatti avrà sicuramente qualcosa da ridire su queste 14 domande. La Mon è fissata nel togliere gli articoli da davanti ai nomi, so che avrebbe perfettamente ragione, ma mi fa un sacco ridere quando si riconosce un post scritto da lei perché nomina qualcuna di noi senza articoli. E poi insulta me perché li metto. 😉
Mon: Mmm Anna ha una mania per quelli che lei definisce “numeri tondi”. Le domande di un’intervista, per esempio, devono essere multipli di 5, altrimenti non vanno bene. Kia ha una fissazione (che condivido pienamente) per i testi giustificati. Se per caso ci si dimentica partono fuochi e fiamme (non dico cosa succede quando legge un post non giustificato su un altro blog/sito).

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Ed eccoci arrivate in fondo, un post un po’ eterno ma ci tenevamo a condividere un pezzetto di noi con tutti voi che ci supportate e ci seguite.
Grazie per essere arrivati fino a qui, speriamo di rivederci tra un anno.

Liebster Award 2015

liebster award 2015

Prima di iniziare a ringraziare chi ci ha nominate, due righe per spiegare cosa sono i Liebster Award 2015.

Cosa è il “Liebster Award 2015”?
È un premio che viene conferito ai blogger al semplice scopo di farli conoscere in rete. I blog nominati avranno a loro volta il compito di conferire il premio ad altri blog, e così via. In questo modo ci sarà la possibilità di conoscere, magari, qualche angolino ancora inesplorato, o qualche blog nato da poco.

Le regole:
· Ringraziare il blog che ti ha nominato.
· Rispondere alle 10 domande.
· Nominare altri 10 blog.
· Porre 10 domande.
· Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Ringraziamo di cuore Lorena del blog Petrichor per averci nominate. È stato inaspettato e davvero molto apprezzato ♥️
Essendo in tre a dover rispondere, il post sarà sicuramente lunghetto, ma speriamo di non annoiarvi troppo!
Lorena si è impegnata per renderci la vita difficile considerando che per rispondere ad alcune domande ci abbiamo messo giorni.

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Quale è il libro che ha cambiato la tua vita e perché?

Anna: Cambiare la vita è un’espressione che implica grandi svolte o qualcosa del genere, nel mio caso niente di simile. Diciamo che ho amato profondamente Piccole Donne e ho sottolineato pagine intere perché ci sono un sacco di insegnamenti nascosti molto utili.
Kia: ‘L’ultimo elfo’ di Silvana De Mari. Sono cresciuta con mamma che mi leggeva libri e mi faceva leggere e mi è sempre piaciuto. Sono stata avvicinata alla lettura soprattutto con i libri di Bianca Pitzorno e Roal Dahl. Ma L’ultimo elfo è stato uno dei primi libri che ho riletto più volte, di cui ho aspettato il seguito e poi i libri successivi della serie facendo i salti di gioia quando me li regalarono. Un po’ come la serie della Bambina della Sesta Luna, per capirci.
Mon: Cambiare la vita è un’espressione molto importante e forse la mia risposta sembrerà banale, perché ci sono sicuramente libri più importanti che, se letti, cambierebbero davvero il mio modo di vedere il mondo ma, fino ad ora, la magia più grande per me l’ha fatta la saga di Harry Potter. Sono i libri che mi hanno fatta innamorare definitivamente della lettura. Avevo 7 anni quando mi hanno regalato il primo, ma non mi era piaciuto subito. Un anno dopo ho riprovato e qualcosa, nella mia mente, ha fatto click! Come tanti altri sono cresciuta con Harry Potter e mi ha spinta a non smettere mai di leggere.

Quale è secondo te la miglior trasposizione cinematografica/televisiva di un romanzo che hai letto?

Anna: Purtroppo ho letto veramente pochi libri di cui hanno fatto poi una trasposizione e nessuna di queste mi ha entusiasmato.
Kia: Premetto che non sono una grandissima amante dei film. Non ne vedo molti, non perchè non mi affascini quel mondo ma perché trovo sempre mille altre cose da fare che mi attirano di più. Ultimamente ho visto Divergent che, come trasposizione, mi ha piuttosto soddisfatta.
C’è anche da dire, però, che dopo molte delusioni tendo non inserire tra i pochi film che vedo le trasposizioni di romanzi per evitare delusioni (a titolo di esempio, Eragon – mi vengono i brividi di terrore lungo la schiena solo a pensarci).
Mon: Orgoglio e Pregiudizio della BBC del 1995. Sono sei episodi da più o meno un’ora e mezza l’uno che raccontano la storia per filo e per segno. Se sei come me, innamorata dei personaggi e dell’atmosfera del libro, questa serie può solo aumentare l’amore.

Scegli il tuo libro preferito e descrivi la sua colonna sonora ideale.

Anna: Libro preferito “Le Cronache di Narnia” ma descrivere la colonna sonora sarebbe impossibile perché raccoglie sette storie ognuna delle quali meriterebbe la sua. Allora scelgo uno dei libri che più mi sono piaciuti, cioè “Io prima di te” e come colonna sonora direi “When you’re smiling” di Louis Armstrong.
Kia: Non ce la posso fare, corro a nascondermi prima che mi insultiate, ma anche nei film non faccio troppo caso alle colonne sonore. E non sarei minimamente in grado di pensarne una io. La musica che ascolto, soprattutto ultimamente, è moooolto limitata e perlopiù mi accompagna quando vado a correre, quindi nulla che possa funzionare come colonna sonora.
In questo momento credo che mi metterei a pensare a ‘Il Circo della Notte’ di Erin Morgenstern, ma davvero non saprei nemmeno da che parte iniziare.
Mon: Premettendo che di musica non me ne intendo per niente e ascolto veramente poco e a caso, il libro preferito è Orgoglio e Pregiudizio, quindi per il tempo direi “Through the kaleidoscope” di Steven Cravis o “Stella del Mattino” di Einaudi.

La tua coppia preferita?

Anna: Sono indecisa tra Elizabeth Benneth e Mr. Darcy (Orgoglio e Pregiudizio) oppure Jo March e il prof Bhaer (Piccole Donne). Più che altro sono le due coppie letterarie a cui sono particolarmente affezionata.
Kia: Da brava romantica, mi innamoro puntualmente di quasi ogni coppia che trovo nei libri che leggo. Andando all’indietro dall’ultimo libro letto mi vengono in mente Marco e Celia de Il Circo della Notte, Marco e Maia di Tutta Colpa del Mare, Anna e Etienne di Anna and The French Kiss o anche Grace e Michele di Trentatrè. Ups, avevi detto una. Mi fermo qui, allora. Ah no, devo aggiungere Camryn e Andrew de Il Confine di un Attimo.
Mon: Lo ammetto, cambio coppia preferita più o meno ogni due libri, quindi questa domanda non fa proprio per me. Sono programmata per fangirlare più o meno con tutti i libri e i telefilm, quindi a questa domanda risponderò con la mia coppia preferita del momento: Ty e Zane della serie Cut&Run. Ovviamente ci sono quelle storiche che rimaranno sempre, come Elizabeth e Darcy, oppure i personaggi che avrei voluto insieme e non è accaduto (Jo e Laurie) e coppie impossibili che trovano sfogo solo nelle fanfiction (Draco e Hermione). Insomma, datemi due personaggi a caso e state certi che, se hanno un minimo di chimica tra loro, a me parte la ship.

Di quale libro vorresti leggere una continuazione? Cosa succederebbe dopo secondo te?

Anna: Ci ho pensato tanto e intensamente ma non me ne viene in mente neanche uno, non vogliatemene per questo.
Kia: Questa domanda mi mette ansia, io ve lo dico. È una settimana che ci penso e non sono riuscita a farmi venire in mente nulla. Sarà che ultimamente trovare uno standalone è un’impresa, e quindi – bene o male – le continuazioni le abbiamo tutte. O forse sono semplicemente io che rimuovo dalla memoria i libri che finiscono un po’ a caso. Quindi, non odiatemi, ma non mi viene proprio in mente.
Mon: Sono banale se dico di “Orgoglio e Pregiudizio”? Ormai l’ho messo ovunque questo libro, ma diciamolo, qui non ha sperato almeno una volta di leggere ancora di Elizabeth e Darcy? Ho letto parecchi libri in cui altri autori hanno preso in mano i personaggi della Austen per inserirli in vari contesti e avventure, ma leggere una continuazione orginale sarebbe meraviglioso.

Cambieresti il finale di qualche romanzo che hai letto?

Anna: Chiedo perdono anche qui ma non saprei, solitamente i romanzi che leggo li scelgo attentamente in modo che i finali siano degni, cioè che funzionino con il resto della storia (anche se a volte possono essere dolorosi). Quindi in realtà non saprei.
Kia: Sono una personcina sensibile, piango spesso in fondo ai libri o ci rimango male e vorrei che le cose non fossero andate così. Tra gli ultimi libri letti l’esempio più eclatante è ‘Trentatrè’ di Mirya. Ci sono rimasta COSI male. Però, pensandoci, non poteva finire diversamente. Sarebbe bello cambiarlo, ma perdendo le lacrime sul finale, il libro perderebbe anche molto significato.
Mon: Negli ultimi mesi c’è stato un solo libro che mi ha devastata al punto da desiderare un altro finale: Trentatré di Mirya. So che non sarebbe stato possibile scrivere un finale differente perché non esiste modo per terminare il romanzo in maniera diversa, ma è stato comunque un colpo al cuore e, ogni tanto, ripensandoci, vorrei fosse finito in un altro modo.

Se fossi il personaggio di un libro, quale sarebbe il genere e quale la trama?

Anna: Vorrei essere tipo una giornalista (o comunque una donna in carriera) che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e viene coinvolta in un crimine. A questo punto riesco a  incastrare i colpevoli e magari salvare qualche vita. Quindi direi che il genere è thriller misto azione.
Kia: Romanzo rosa, sempre e comunque. Una storia tutta felice e zuccherosa piena di amore con tante lacrime di gioia alla fine. Mi rendo conto di quanto poco profondo sia questo pensiero, ma almeno nei libri le cose devono andare bene.
Mon: Genere direi un fantasy, tendenzialmente con la magia. Non ho fantasia, quindi se dovessi immaginarmelo sarebbe probabilmente un cosa vista e rivista e piena di cliché. Lotta tra due fazioni, mi piacerebbe essere dalla parte considerata “cattiva” perché è un punto di vista che viene sempre considerato troppo poco e che spesso viene frainteso. A volte chi consideriamo cattivo è semplicemente diverso. Se ci sta in mezzo anche una storia d’amore (niente triangoli o amori impossibili) ben venga.

Quanti libri cartacei possiedi?

Anna: Miei miei saranno 35 circa.
Kia: Uhm, calcolando i MIEI, saranno circa un centinaio. Considerando però che da due anni a questa parte leggo quasi solo in digitale e che sono sempre stata assidua frequentatrice della biblioteca. A casa, però, ne ho molti di più perché ci sono anche quelli delle mie sorelle e di mia madre, tutte lettrici più o meno accanite.
Mon: Ho un Kindle tra quasi tre anni e ormai di cartacei non ne compro quasi più. Mi piacerebbe poterli comprare tutti, ma purtroppo costano davvero tanto e per ora la cosa non è fattibile. Contando i libri che compravo quando avevo 10-12 anni fino a qualche anno fa, direi un centinaio abbondante.

L’ultimo libro che hai comprato per via della sua copertina?

Anna: Non ho mai comprato un libro per la copertina, sono molto delicata sui libri e per comprarne uno oltre ad una bella copertina deve avere una trama interessante.
Kia: Sono maniaca delle copertine, quando entro in libreria la trama passa decisamente in secondo piano. Ultimamente le copertine italiane mi stanno un po’ deludendo, soprattutto mi urta notevolmente la moda di rifare tutte le copertine con le immagini tratte dai relativi film. Apprezzo, per esempio, che per Insurgent abbiano fatto la ristampa con la copertina originale e la sovracopertina relativa al film. Tornando alla domanda, l’ultimo libro che mi ha presa per via della sua copertina a prescindere dalla trama è ‘Tutta colpa di un libro’ di Shelly King, vi farò sapere com’è.
Mon: Paperweight di Mag Haston. L’ho preso senza nemmeno leggere la trama, guardando solo la copertina. È semplice, con pochi colori, ma bellissima.

La tua citazione preferita?

Anna: “Some journeys take us far from home. Some adventures lead us to our destiny.” E, se posso metterne un’altra sempre tratta dalle Cronache di Narnia: “But courage, child: we are all between the paws of the true Aslan.”

Kia: Posso mettere tipo tutto il Piccolo Principe? No, eh. Allora, se proprio devo scegliere. Scelgo il discorso della volpe al Piccolo Principe. Il passaggio che mi ha definitivamente fatta innamorare di questo libro. Chiedo scusa per la lunghezza, ma è impossibile tagliare più di così. 

«Vieni a giocare con me», le propose il piccolo principe, «sono così triste…»
«Non posso giocare con te», disse la volpe, «non sono addomesticata».
«Ah! scusa», fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
«Che cosa vuol dire “addomesticare”?»
«Non sei di queste parti, tu», disse la volpe, «che cosa cerchi?»
«Cerco gli uomini», disse il piccolo principe. «Che cosa vuol dire “addomesticare”?»[…]
«È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…»
«Creare dei legami?»
«Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo».
«Comincio a capire», disse il piccolo principe. «C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…»
«È possibile», disse la volpe. «Capita di tutto sulla Terra…[…]Se tu vuoi un amico addomesticami!»
«Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe.
«Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…»
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
«Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti».

Mon: Sono due e non posso scegliere, quindi le metto entrambe:

  1. “Don’t be afraid of death; be afraid of an unlived life. You don’t have to live forever, you just have to live.” – Tuck Everlasting
  2. “It does not do to dwell on dreams and forget to live” – Harry Potter and the Philosopher’s Stone

 

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Le nomination sono state complicate da decidere, in quanto ci sarebbe piaciuto nominare blogger che però erano già state nominate e avevano, di conseguenza, già risposto a varie altre domande. Non arriviamo quindi a 10 blog, ma speriamo queste nomine vengano apprezzate comunque.

Nominiamo quindi:

Le nostre domande per loro:

  1. Se potessi andare a cena con un qualsiasi scrittore/scrittrice, chi sceglieresti?
  2. Chiedere il libro preferito è un cliché, quindi, qual è il libro che più hai detestato?
  3. Cerchi di tenerti al passo con le tendenze letterarie oppure sei fedele al tuo genere? Nel secondo caso, quale?
  4. Sei una di quelle persone che riesce a vedere i film tratti da libri o preferisci non rischiare di rovinarti la storia che hai letto?
  5. L’apertura del blog ha cambiato il tuo rapporto con la lettura? Ti ha permesso di conoscere nuove persone e stringere amicizie?
  6. Riesci a scrivere i post di getto o ci metti molto tempo perché devi riflettere su quello che scrivi?
  7. C’è un libro che hai paura di leggere (troppo lungo, pesante, boh)?
  8. Immagina di avere davanti una persona che non ama leggere, ma che vuoi “convertire alla lettura”: Quale libro gli proporresti?
  9. Oltre ai lettori del blog, hai qualcuno di speciale con cui condividi la passione per i libri?
  10. Una frase che riassuma cosa rappresenta per te la lettura.