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Letture del mese: Novembre 2018

mon firma

Titolo: Assassinio sull’Orient Express(Hercule Poirot #10)
Autore: Agatha Christie
Genere: Mystery
Pagine: 223

Recensione | Goodreads | Amazon

Titolo: Legend (Caraval #2)
Autore: Stephanie Garber
Genere: Fantasy
Pagine: 346

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Titolo: What If It’s Us
Autore: Adam Silvera & Becky Albertalli
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 437

Goodreads | Amazon

divisore dx

 

kiafirma

Titolo: La stanza della tessitrice
Autore: Cristina Caboni
Genere: Narrativa
Pagine: 300

Recensione | Goodreads | Amazon

Titolo: Tutto questo o nulla
Autore: Mari Thorn e Anne Went
Genere: Romance
Pagine: 167

Recensione | Goodreads | Amazon

Titolo: La città del terrore
Autore: Alafair Burke
Genere: Thriller
Pagine: 340

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Titolo: Dentro l’acqua
Autore: Paula Hawkins
Genere: Thriller
Pagine: 372

Recensione | Goodreads | Amazon

WWW…Wednesday #57

Buon pomeriggio lettori!
Cosa state leggendo di bello? Come ogni mercoledì noi vi lasciamo un riassunto delle letture della settimana, terminate e in corso, e facciamo ipotesi sui prossimi libri da leggere. Avete qualcosa da consigliarci?

Letto

In lettura

Da leggere

Ho finito All the little light e mi è piaciuto molto. Forse un pelo troppo lungo, ma davvero piacevole e con un finale un po’ a sorpresa. So che avrei dovuto iniziare Sadie, ma ho visto nella librera Dio di illusioni e mi sono decisa a iniziarlo. Non posso ancora fare nessun commento avendo letto poche pagine. Siccome ho appena iniziato Dio di illusioni non so davvero cosa leggerò poi.

Letto

In lettura

Da leggere

Siamo arrivate all’ultima settimana della lettura di gruppo e quindi ho potuto finire Ti ho trovato fra le stelle di Francesca Zappia che mi è piaciuto davvero tanto. Settimana prossima potrete leggere sul blog i commenti di tutte le partecipanti. In lettura ho Ogni volta noi di Josie Silver, libro che mi è stato gentilmente fornito da Garzanti e che mi sta stuzzicando nonostante sia solo all’inizio. Prossima lettura Legend, stavolta davvero…spero.

Lettura di gruppo: Ti ho trovato fra le stelle [Recap #3]

Buongiorno lettori! In giornata promesso che arriveremo anche con il WWW, ma iniziamo con il recap della lettura di gruppo di Ti ho trovato fra le stelle di Francesca Zappia. Esatto, quello che aspettavate ieri, ma che non sono arrivata a fare. Al momento la maggior parte delle partecipanti ha finito il libro, d’altronde anche le più rigorose nella suddivisione capitoli hanno avuto il via lunedì mattina…ed il finale NON POTEVA ASPETTARE. Settimana prossima raggrupperemo i pareri di tutti, ma posso dirvi con una discreta certezza che non ce ne saranno di negativi. Tornando ad oggi, la lettura della scorsa settimana è volata come le due precedenti, per poi interrompersi esattamente al 75% in un punto giusto un filino critico. Ma le letture di gruppo sono così, ed è in quei casi che il gruppo di lettura si trasforma in un gruppo di sostegno.
La domanda della settimana non l’abbiamo fatta noi, o meglio, la Mon aveva pensato qualcosa di simile, ma la domanda in sè l’ha fatta Alice come pegno per il fatto di aver finito il libro già domenica. 😉
Prima di entrare nel merito, vi lascio QUI il link al primo recap!

Avete mai mantenuto anonimo un vostro progetto?

Le risposte sono state abbastanza simili tra loro, devo dir la verità. Io posso dire di non aver mai tenuto segreti dei grandi progetti. Vero è che non sbandiero il blog e il suo profilo Instagram a tutti, ma non ho problemi a parlarne con chi potrebbe essere interessato.
E la Mon?

Più o meno il blog. Non lo sa tanta gente. Anche perché le persone che conosco di persona non sarebbero interessate. Alcune lo hanno scoperto mano a mano e non mi faccio problemi, ma non mi viene da andare e dire “ehi ciao ho un blog”

Ed ora voce alle partecipanti al GDL.

Daniela

Non ho progetti di questo tipo però sono molto riservata e credo che, se ne avessi, ne parlerei solo con persone che sono sicura mi capirebbero e sarebbero interessate.

Ilaria

Oddio si… il blog è stato clandestino per un paio d’anni, per i primi mesi non sapeva nulla neanche mio marito, poi la mia migliore amica ha deciso di darmi una “smossa” ed ha fatto pubblicità su Facebook alla pagina collegata… da lì è diventato più difficile mantenere l’anonimato… poi anche le autrici a volte non si rendo conto e ti nominano direttamente quindi… si va avanti alla luce del sole!

Amaranth

Non ha lo stesso valore che ha Mare di Mostri, ma io per esempio non ho condiviso e non condivido con tutti l’esistenza del blog. La ragione è che, credo, non campirebbero l’importanza o almeno il valore che ha per me. In ogni caso non è un segreto per tutti: la mia famiglia lo sa, per esempio.

Alice

Io, personalmente, non ho mai detto a nessuno del mio profilo instagram dedicato ai libri. Poi il mio fidanzato si è tradito al lavoro e tutti i suoi colleghi, compreso il suo capo, hanno iniziato a seguirmi. Sono una persona riservata e non mi è mai piaciuto mostrare la mia vita, per questo non possiedo nemmeno un profilo social con il mio nome e cognome.

Karen

[…]Nemmeno io ragazze. Non ho mai avuto qualcosa di così grande da non voler rivelare a nessuno.

Antonella

No perché non ho mai avuto un progetto così importante per le mani, ma la penso come voi [NOTA: si parlava della ‘paura’ di chi considera i blog e la lettura una perdita di tempo e ci frena quindi dal raccontare a tutti questi progetti]

E voi, avete mai avuto un progetto rimasto segreto/anonimo per tanto tempo?

Teaser Tuesday #190

Buongiorno lettori!
Al momento sono in ferie e a godermi una sciata, la prima della stagione, ma non potevo non lasciarvi il Teaser Tuesday. Parliamo di un libro che mi hanno regalato circa quattro anni fa e che non avevo ancora preso in mano. Onestamente non mi ispirava. Alcuni post su instagram di una ragazza che seguo e la curiosità si è accesa. Eccomi quindi qui ad iniziare Dio di illusioni.

teaser tuesday

La neve sulle montagne si stava sciogliendo e Bunny era già morto da molte settimane prima che arrivassimo a comprendere la gravità della nostra situazione. Era già morto da dieci giorni quando lo trovarono, sapete. Fu la più grande battuta della storia del Vermont-polizia dello Stato, FBI, persino un elicottero dell’esercito; il college chiuse, la fabbrica di colori a Hampden serrò i battenti, la gente veniva dal New Hampshire, dal nord dello Stato di New York, addirittura da Boston.
È difficile credere che il semplice piano di Henry potesse aver funzionato tanto bene, nonostante tali eventi imprevisti. Non avevamo l’intenzione di nascondere il corpo dove non potesse essere trovato: invero non l’avevamo nascosto per nulla, bensì semplicemente lasciato dov’era precipitato, nella speranza che qualche sfortunato viandante vi incespicasse, prima che si accorgessero della sua scomparsa. Era una storia che si raccontava da sola, semplicemente e bene: le pietre smosse, il corpo in fondo al burrone con il collo rotto, e le strisciate fangose dei tacchi a segnare il tragitto della caduta; un incidente durante un’escursione, niente di più, niente di meno. E la cosa sarebbe rimasta in questi termini – lacrime sommesse e piccolo funerale –, non fosse stato per la neve che cadde quella notte; il bianco manto ricoprì senza lasciar trasparire la minima traccia, e dieci giorni più tardi, quando venne finalmente il disgelo, la polizia di Stato, l’FBI e tutti coloro che, dal paese, avevano preso parte alla ricerca, videro che erano andati in su e in giù sul suo corpo fino a che la neve gli si era indurita attorno come ghiaccio.

È difficile credere che un tal trambusto abbia avuto luogo a causa di un atto di cui io fui parzialmente responsabile; e ancor più difficile credere di aver vissuto quei momenti – le macchine fotografiche, le uniformi, le torme che brulicavano sulle pendici di Mount Cataract, nere come formiche in una zuccheriera – senza incorrere in un briciolo di sospetto. Ma aver attraversato quei momenti è una cosa, uscirne, disgraziatamente, si è dimostrato un altro paio di maniche; e sebbene una volta abbia pensato di aver lasciato quel burrone per sempre, in un pomeriggio di aprile di tanto tempo fa, ora non ne sono così sicuro. Ora tutta quella gente che cercava Bunny è andata via, la mia vita è ritornata tranquilla; e io sono giunto a capire che sebbene per anni potevo aver immaginato di essere altrove, in realtà sono stato sempre lassù in cima, presso i solchi fangosi delle ruote nell’erba nuova, dove il cielo è cupo sopra i fiori di melo che ondeggiano alla brezza, e il primo freddo della neve caduta quella notte è già nell’aria.
«Cosa fate quassù?» disse Bunny sorpreso, quando ci trovò tutti e quattro ad aspettarlo.
«Be’, stiamo cercando nuove felci» rispose Henry.
E dopo restammo a parlottare sottovoce tra i cespugli – un’ultima occhiata al corpo e un’ultima occhiata intorno, né chiavi né occhiali perduti, avete tutto? –; ci avviammo quindi attraverso il bosco in fila indiana, mentre io mi giravo a guardare oltre i virgulti che chiudevano il sentiero alle mie spalle. Ricordo la via del ritorno, e i primi solitari fiocchi di neve che arrivavano errando tra i pini; ricordo l’allegria mentre ci si stipava in macchina e si riprendeva la strada come una famiglia in vacanza, con Henry che guidava tutto teso tra le buche e gli altri appoggiati ai sedili anteriori, a chiacchierare come bambini; ricordo anche troppo bene la lunga e terribile notte che mi attendeva, e le lunghe terribili giornate e notti che seguirono: ho solo da darmi un’occhiata alle spalle perché tutti questi anni svaniscano, e io lo riveda di nuovo dietro di me, il burrone che mi sorge incontro, verde e nero tra i virgulti, un’immagine che non mi abbandonerà mai.
Suppongo che a un certo punto, nella mia vita, avrei potuto narrare un gran numero di storie, ma ora non ve ne sono altre. Questa è l’unica storia che riuscirò mai a raccontare.

Prologo – Dio di illusioni di Donna Tartt

divisore dx

dio di illusioni coverUn piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro eccentrico e affascinante professore di greco antico, che insegna al di fuori delle regole accademiche imposte dall’università e solamente a una cerchia ristretta di studenti. Un’élite di giovani che vivono di eccessi e illusioni, lontani dalla realtà che li circonda e immersi nella celebrazione di un passato mitico e idealizzato, tra studi classici e riti dionisiaci, alcol, droghe e sottili giochi erotici. Fino a che, in una notte maledetta, esplode la violenza. E il loro mondo inizia a crollare inesorabilmente, pezzo dopo pezzo. Una storia folgorante di amicizia e complicità, amore e ossessione, colpa e follia, un romanzo di formazione che è stato uno dei più grandi casi editoriali degli anni Novanta.