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Teaser tuesday

Teaser Tuesday #126

Buondì!
Il Teaser Tuesday di oggi è tratto da un libro che ho finito di leggere settimana scorsa e mi è piaciuto davvero un sacco. La trama è spoilerosissima, ma il libro lo si apprezza comunque. Non è ancora uscito in italiano, ma se volete cimentarvi con un libro in inglese questo non è affatto difficile e si legge molto bene.

teaser tuesday

I grab my purse from my locker and dash outside. The sky’s looking dark. Overcast and grumpy. It hasn’t rained since I’ve moved here, but it looks like that might change today. Driving Baby in the rain isn’t my idea of a fun time, so I’m actually relieved Porter invited me out.

I . . .

Look around. To the left. To the right.

Where’s Baby?

I parked her right here. I always do.

I double-check. I must be confused. Third aisle from the back door . . .

I spin around, looking for her turquoise frame and leopard-print seat. There’s got to be an explanation. Maybe someone moved her for some reason, though. . . . I don’t know how they would. . . . She was locked up. I always lock her up. Always. I go through exactly what I did when I arrived that afternoon, making sure I did—and yes, I know I did. I’m positive.

“Anything the matter, dear?”

It’s Pangborn, strolling out from the employee entrance.

“My scooter’s gone,” I say.

“What? Gone?”

“I parked it right here at the start of my shift.”

“You’re absolutely certain? What color is it? Let me help you look,” he says, putting a calming hand on my shoulder. “Don’t panic just yet, now. Let’s be sure first, okay?”

I blow out a breath and describe it. There are several scooters back here, but none of them are Vespas, none are vintage, none are turquoise, and, really, the employee lot isn’t that big. I’m starting to feel dizzy. I think it’s finally time to face facts.

Baby’s been stolen.

“Aren’t there cameras back here?” I say.

“Just over the building exits and the delivery door.” Pangborn tells me. “Not on the lots and roads.”

“That’s the dumbest thing I’ve ever heard,” I say. What kind of hick place is this? Don’t they care if a truck pulls up and tries to rob the place?

I’m panicking now. What am I going to do? Should I call the police? Dad and Wanda drove to San Jose today to go dancing, or something. It’s her only day off work this week. Now I’ve got to ruin their day? And how am I going to get to work for the rest of my scheduled shifts? And who’s got my bike? Are they taking it around town for a joyride, with all my personal stuff in the seat? I think I’m going to be sick.

“What’s going on?” Porter says, out of breath as he runs up to meet us.

“Her scooter’s missing,” Pangborn tells him in a quiet voice. He’s still squeezing my shoulder. God, the old man’s so nice, and that makes me want to cry.

“Missing, as in stolen?”

“Looks like it. Didn’t notice anything unusual on the door cams, but you know how hard it is to spot anything coming and going way out here.”

“It’s impossible,” Porter agrees, and he starts asking me the same questions all over again—when did I get there, where did I park, did I lock it? I snap at him a little and then apologize. I’m on edge and trying not to bawl my eyes out like a two-year-old kid in front of everyone, because—of course—now there are several other employees out here. And everyone’s looking around the lots, making sure they don’t see it abandoned in the regular parking area.

Chapter 15  – ALEX, APPROXIMATELY di Jenn Bennet

alex approximately cover

The one guy Bailey Rydell can’t stand is actually the boy of her dreams—she just doesn’t know it yet.

Classic movie fan Bailey “Mink” Rydell has spent months crushing on a witty film geek she only knows online as Alex. Two coasts separate the teens until Bailey moves in with her dad, who lives in the same California surfing town as her online crush.

Faced with doubts (what if he’s a creep in real life—or worse?), Bailey doesn’t tell Alex she’s moved to his hometown. Or that she’s landed a job at the local tourist-trap museum. Or that she’s being heckled daily by the irritatingly hot museum security guard, Porter Roth—a.k.a. her new archnemesis. But life is a whole lot messier than the movies, especially when Bailey discovers that tricky fine line between hate, love, and whatever it is she’s starting to feel for Porter.

And as the summer months go by, Bailey must choose whether to cling to a dreamy online fantasy in Alex or take a risk on an imperfect reality with Porter. The choice is both simpler and more complicated than she realizes, because Porter Roth is hiding a secret of his own: Porter is Alex…Approximately.

Teaser Tuesday #125

Buongiorno 🙂

Oggi ho dovuto decidere da quale libro trarre il tease tra i due libri che ho in lettura: Quello che i tuoi occhi nascondono di Serena Nobile e Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile che ho appena iniziato per il gruppo di lettura organizzato da Libera tra i Libri e Scheggia tra le pagine.
Alla fine è toccato, per sorte, a Quello che i tuoi occhi nascondono; nello specifico vi lascio l’inizio del primo capitolo, anche perché non voglio rischiare di spoilerarmi la storia 😛

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Roma, 2016
Una variopinta collezione di bottiglie di birra ricopriva l’intera parete dietro il bancone, componendo una fila ordinata sopra lunghe mensole d’acciaio e risultando più simile a un’installazione artistica che a un prodotto in esposizione.
L’Open Baladin era affollato, i deliziosi aromi delle birre artigianali si mescolavano alle colonie maschili e alle fragranze costose delle donne. Gli ospiti parlavano intorno ai tavoli alti a pianterreno, i camerieri circolavano con vassoi carichi di bicchieri pieni di birre di tutte le tonalità, dal platino al cioccolato; i piani superiori erano prenotati per una festa privata. Era per questo motivo che quasi tutte le conversazioni vertevano sugli stessi argomenti: arte, viaggi, amici comuni.
La fila di bicchieri si allungava da un capo all’altro del bancone, il barman spillava birre dai nomi stravaganti, di bizzarra poesia. I bicchieri sparivano non appena riempiti, mani veloci accorciavano e spezzavano il filare di vetro coronato di spuma soffice e densa.
Bianca chiuse gli occhi e inspirò il profumo di agrumi e zenzero, poi buttò giù un generoso sorso dal suo calice a tulipano. Il brivido dell’alcol si unì al retrogusto aspro della birra.
«Salute» disse, posando il bicchiere vuoto e allungandosi per prenderne un altro.
Si guadagnò un certo numero di occhiate dubbiose che finse di ignorare, Vittoria invece alzò la mano e incrociò il suo sguardo brindando in silenzio.
La musica era alta, i barman erano molto belli, hipster con occhiali e barba parlavano a voce alta dei loro prestigiosi lavori nelle redazioni di testate importanti e gallerie d’arte.
«Chi è questa gente noiosa?» domandò Vittoria.
«Amici di amici.» Bianca sorrise e afferrò un altro bicchiere.
Salendo verso il secondo piano, le due amiche dovettero chinare le teste l’una verso l’altra per riuscire a parlare nel caos generale.
«Divertiti stasera» disse Vittoria. «Te lo sei meritato. Io tra qualche ora dovrò andare. Se non mi presento alla riunione del cast domani, il regista mi ucciderà. Tu invece cerca di tornare a casa quando ancora ricordi il tuo nome e di non svegliarti con qualcuno di cui non lo conosci affatto.»
Bianca rise e le appoggiò il mento sulla spalla. «Messaggio ricevuto.»
Le due sale al secondo piano erano arredate in stile Rétro ed erano le sue preferite: vecchi divani di velluto, poltroncine dalle gambe ricurve e i sedili di stoffa raffinata e consunta, litografie appese alle pareti.
Bianca lasciò Vittoria che flirtava con uno dei ragazzi vicino a una radio d’epoca e passò nella sala attigua, attratta dall’effetto della luce sul verde intenso delle pareti.
La cinghia della Minolta SRT303 era un abbraccio confortante intorno al collo, il bicchiere umido nella destra e il sapore di arancia in bocca le trasmettevano una sensazione di semplice felicità. Incrociò sguardi familiari a cui sorrise senza avvicinarsi e, distratta, quasi inciampò nei piedi di un tipo con la t-shirt avvolta intorno alla testa, che le rivolse uno sguardo ebbro. Non ricordava di averlo mai visto prima. Dopo essersi scusata con un cenno, fece per proseguire, poi qualcosa attirò la sua attenzione.

Capitolo 1, Bianca – QUELLO CHE I TUOI OCCHI NASCONDONO di Serena Nobile

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quello che i tuoi occhi nascondono coverBianca ama guardare il mondo attraverso l’obiettivo della sua Reflex, cogliere suggestivi scorci delle vie romane e fuggevoli istanti delle vite altrui. Una sera, mentre sta scattando fotografie sui gradini di un negozio chiuso, si avvicina un ragazzo. Poche parole sussurrate, istanti di fuoco e poi solo la curva seducente e perfetta delle sue spalle impressa sulla pellicola, unico ricordo di quell’incontro. Per Bianca, il desiderio sembra incarnarsi in quella pelle color del latte e in quella bocca dalla bellezza struggente e malinconica, ma quando per caso si incontrano di nuovo, capisce che i loro mondi sono in collisione: lei giudica l’ambiente della televisione cui Federico appartiene superficiale e falso, lui ritiene Bianca solo una ragazza presuntuosa e arrogante.

A quel punto, però, la scintilla è scattata e, carezza dopo carezza, Bianca scopre nel corpo di Federico un linguaggio che parla direttamente ai suoi occhi e al suo cuore. Eppure non ha il coraggio di lasciarsi andare, perché mentre lui lascia nella sua vita indelebili tracce di passione, un passato mai sepolto del tutto riemerge con prepotenza: sia lei che le sue migliori amiche hanno la sensazione di essere seguite, osservate da una misteriosa presenza, e strane coincidenze le riportano ai tempi dell’università, alla notte terribile che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro.

Dimenticare è impossibile, l’assoluzione inaccettabile, la vendetta in agguato.

Romantico, sexy e pieno di passione, Quello che i tuoi occhi nascondono è il primo appuntamento con la serie 5 SENSI

Teaser Tuesday #124

Buondì!
Il Teaser Tuesday di oggi è tratto dal libro che sto leggendo al momento e che mi sta piacendo molto. È intrigante e diverso dal solito. La copertina poi mi piace da matti. Lo conoscete? Avete intenzione di leggerlo? Non credo sia stato tradotto ancora, ma spero succederà perché è davvero carino.

teaser tuesday

I live in that house. The one people drive past and say, I can’t believe someone actually lives there. We do, although “living” might be a stretch. I’m gone as much as possible and my dad’s half-dead.

Our house is on the far edge of Bayview, the kind of shitty ranch rich people buy to tear down. Small and ugly, with only one window in front. The chimney’s been crumbling since I was ten. Seven years later everything else is joining it: the paint’s peeling, shutters are hanging off, the concrete steps in front are cracked wide open. The yard’s just as bad. The grass is almost knee-high and yellow after the summer drought. I used to mow it, sometimes, until it hit me that yard work is a waste of time that never ends.

My father’s passed out on the couch when I get inside, an empty bottle of Seagram’s in front of him. Dad considers it a stroke of luck that he fell off a ladder during a roofing job a few years ago, while he was still a functioning alcoholic. He got a workman’s comp settlement and wound up disabled enough to collect social security, which is like winning the lottery for a guy like him. Now he can drink without interruption while the checks roll in.

The money’s not much, though. I like having cable, keeping my bike on the road, and occasionally eating more than mac and cheese. Which is how I came to my part-time job, and why I spent four hours after school today distributing plastic bags full of painkillers around San Diego County. Obviously not something I should be doing, especially since I was picked up for dealing weed over the summer and I’m on probation. But nothing else pays as well and takes so little effort.

Nate (Thursday, September 27, 8:00 pm  – ONE OF US IS LYING di Karen M. McManus

catch a tiger by the tail cover

One of Us Is Lying is the story of what happens when five strangers walk into detention and only four walk out alive. Everyone is a suspect, and everyone has something to hide.
Pay close attention and you might solve this.
On Monday afternoon, five students at Bayview High walk into detention.
Bronwyn, the brain, is Yale-bound and never breaks a rule.
Addy, the beauty, is the picture-perfect homecoming princess.
Nate, the criminal, is already on probation for dealing.
Cooper, the athlete, is the all-star baseball pitcher.
And Simon, the outcast, is the creator of Bayview High’s notorious gossip app.
Only, Simon never makes it out of that classroom. Before the end of detention Simon’s dead. And according to investigators, his death wasn’t an accident. On Monday, he died. But on Tuesday, he’d planned to post juicy reveals about all four of his high-profile classmates, which makes all four of them suspects in his murder. Or are they the perfect patsies for a killer who’s still on the loose?
Everyone has secrets, right? What really matters is how far you would go to protect them.

Teaser Tuesday #123

Buongiorno! Oggi vi lascio il teaser tratto dal libro che ho appena finito: 25 grammi di felicità di Massimo Vacchetta. Un libro di verso dal solito, un racconto di vita vero, un racconto di amore per il prossimo, per chi da solo non ce la fa, per la natura. I protagonisti sono i ricci, animaletti che mi hanno sempre affascinato. L’avete letto??
teaser tuesday

Toglievo dall’auto e appoggiavo per terra. Tutta quella roba sparsa invadeva il marciapiede e la piazza, creando una scena indiscutibilmente surreale. Ma Ninno non c’era. Non poteva essere uscito dall’auto! Oppuresì? Sconsolato mi guardai intorno e, solo in quel momento, mi resi conto che sei o sette persone si erano fermate e mi osservavano con curiosità. Ero sconvolto, ma riuscii comunque a notare alcuni lampi di perplessità nei loro sguardi. Allora lo dissi: «Perdonate, spero di non aver creato disagio. Adesso rimetto via tutto. È che ho perso il mio riccio…» Con le scuse avevo ottenuto qualche sorriso benevolo. Ma sul «riccio perso» avevo di colpo diviso il pubblico: una parte pensava che fosse una trovata poco plausibile e, con disappunto, scuoteva la testa; l’altra risultava scettica riguardo alla mia salute mentale. Un paio di persone, per sicurezza, indietreggiarono di un passo. Travolto dalla preoccupazione, non me ne curai e presi invece a raccontare di Ninno. Che l’avevo trovato, che gli avevo tolto le zecche, che era troppo piccolo, che l’avevo portato a fare delle lastre. «Ho rimosso tutto dall’auto, ma lui non c’è», conclusi avvilito.
Una ragazza con una giacchina rossa, indicando un punto nella mia macchina mi disse: «C’è ancora un cassetto lì dietro». «Sì, ma è chiuso, non può esserci entrato», obiettai con un tono da funerale. Tuttavia lo aprii e… Ninno c’era! Dormiva beatamente, rannicchiato sopra ai miei pantaloni da chirurgo. Ma come aveva potuto ficcarsi lì? Spostando un po’ di cose, scoprii che il cassetto aveva una piccola apertura sul retro. Felice, presi in mano il riccetto e mostrandolo come un trofeo gridai agli astanti: «Trovato!» A quel punto la ragazza con la giacca rossa cominciò ad applaudire e a emettere gridolini. Seguita subito dal resto del gruppo. Sorrisi grandi così, dappertutto. E occhi di meraviglia puntati su Ninno. Lui intanto si era svegliato e mi guardava ancora parecchio assonnato. Dopo qualche tenera carezza lo riposi nella sua scatolina di cartone. E una parte degli spettatori mi aiutò a ricaricare in macchina tutta la mia nutrita attrezzatura di veterinario di campagna. Quando piazza e marciapiede ritornarono a posto e in ordine, ringraziai i presenti e salii in macchina per riprendere la strada di casa. Qualcuno mi salutò con un gesto della mano, altri gridarono un ciao. La ragazza con la giacchina rossa soffiò un bacio in direzione di Ninno.

25 GRAMMI DI FELICITÀ di Massimo Vacchetta

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25 grammi di felicità cover«Ma perché lo fai? Cosa ti rendono i ricci?» «Mi rendono felice.»

«Te ne potresti occupare tu per questi due giorni?» Inizia più o meno così l’amicizia tra Massimo, veterinario specializzato nei bovini, e un riccetto orfano. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po’ scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. Un pianto tanto disperato che scalfisce la corazza di abitudini e apatia che Massimo si è costruito. È così che Ninna – sì, perché il riccetto spettinato si rivela una femmina – stravolge la sua vita con la forza della sua personalità. È curiosa e appena «annusa» novità si affaccia dal suo rifugio; è giocherellona, e si diverte a rovesciare con il naso la ciotola dell’acqua; è affettuosa e lo lecca pazza di gioia dopo una lunga assenza. Però è anche un animale selvatico e reclama la sua libertà: la gabbia le va sempre più stretta e la sua felicità è fuori nei boschi… In questo libro, Massimo Vacchetta racconta lo straordinario incontro che lo ha aiutato a uscire da un periodo buio e gli ha dato un nuovo scopo: creare un centro di recupero per i ricci, una specie minacciata dalla nostra disattenzione, e aiutare gli esemplari in difficoltà. Come Trilly l’impenitente dongiovanni, o la fragile Lisa che ha conquistato tutti con il suo sguardo, o Zoe che ha saputo resistere a ogni colpo. Animaletti feriti, maltrattati, indifesi, ma in grado di trasmettere una grande voglia di vivere.

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